Gli spaghetti all'assassina sono un piatto della cucina barese a base di spaghetti o vermicelli sbollentati cotti in una padella (tradizionalmente di ferro) con pelati schiacciati a mano, aglio e peperoncino fresco finché il pomodoro non si asciuga formando una rosolatura superficiale. Durante la preparazione, i pomodori pelati schiacciati con le mani, quando sono a contatto con l'olio bollente, provocano una fiammata e del fumo dal quale deriva il sentore affumicato del piatto. Nelle sue varianti, la pasta viene risottata, tostata, inserita in padella direttamente cruda o si utilizza il concentrato di pomodoro, a volte diluito in acqua, al posto dei pelati.

Storia

Secondo Felice Giovine, storico e demologo della città di Bari, gli spaghetti all'assassina hanno avuto origine durante il 1967 nel ristorante Al Sorso Preferito, ubicato nel centro di Bari: la ricetta fu ideata dal cuoco foggiano Giovanni Francavilla su richiesta di una coppia proveniente dalla Campania. A causa della piccantezza, questi chiamarono scherzosamente Giovanni "assassino", parola da cui discese poi il nome del piatto. Gli spaghetti all'assassina riscossero immediatamente molto successo, diffondendosi in tutta la città, ma già negli anni Ottanta cominciarono a scomparire. Vennero riportati in auge nel 2013 da un gruppo Facebook di estimatori, l'Accademia dell'Assassina, acquisendo popolarità, a livello nazionale, grazie all'episodio Spaghetti all'assassina della serie Rai Le indagini di Lolita Lobosco (2021), tratto dall'omonimo libro della scrittrice Gabriella Genisi. Giovanni Francavilla è deceduto il 16 dicembre 2024, all'età di 90 anni.

Note

Voci correlate Cucina barese Elenco dei primi piatti

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Categoria:Cucina pugliese Categoria:Piatti a base di spaghetti