Biografia Homo novusR. Syme, Roman Papers, VII, Oxford 1991, pp. 492-495. di una famiglia proveniente da VeronaG. Alföldy in Epigrafia e ordine senatorio, II, Roma 1982, pp. 341-342.PIR2 V 56 (Heinrichs/Heil)., i nomi di Sesto indicano chiaramente che egli era originariamente un Lucio Valerio Catullo adottato per testamento da un Sesto TedioO. Salomies, Adoptive and polyonymous nomenclature in the Roman Empire, Helsinki 1992, p. 29.. Probabilmente appartenente alla famiglia del grande poeta CatulloT. P. Wiseman, New Men in the Roman Senate (139 B.C. - A.D. 14), Oxford 1971, pp. 265 (n° 422) e 269 (n° 455)., il padre biologico di Sesto, l'omonimo Lucio Valerio CatulloPIR2 V 55 (Heinrichs)., era con ogni probabilità il tresvir monetalis in un inconsueto collegio di quattro magistrati, emittenti probabilmente tra il 4 e il 2 a.C., insieme a Publio Betilieno, Gaio Nevio Capella e Gaio Rubellio Blando; il padre adottivo di Sesto, invece, era probabilmente discendente del senatore Sesto Tedio che, ormai anziano, nel 52 a.C., ritornando forse da Lanuvium, trovò il corpo di Publio Clodio Pulcro a Bovillae e lo trasportò a Roma, con grande apprezzamento di Pompeo (che forse impiegò lui o un suo parente in Oriente). Madre biologica di Sesto (o meno probabilmente nonna e madre del tresvir monetalis, non certo sua moglie) fu Terenzia IspullaPIR2 T 105 (Krieckhaus)., proveniente da una famiglia di MediolanumG. Alföldy in Epigrafia e ordine senatorio, II, Roma 1982, pp. 353.: Terenzia e il figlio, probabilmente quindi il giovane e ancora non adottato Lucio, sono onorati in un'iscrizione su base di due statue ad Atene, presso i PropileiIG II/III2 4159..
Le tappe della carriera di Sesto sono riportate in un'iscrizione recentemente edita, ma purtroppo mutila, ritrovata forse a Milano.S. Zoia, "Una nuova iscrizione del console Sextus Teidius Valerius Catullus", Rivista Storica dell'Antichità, 50 (2011), pp. 145-160: Sesto fu quaestor pro praetore in una provincia ignota, probabilmente tribuno della plebe, pretore urbano, legato forse non governatoriale di una provincia ignota (forse Asia o Africa), e ricoprì una carica da curatore purtroppo non completa.
Dopo questi inizi di carriera, Sesto giunse, come primo della sua famiglia e con ogni probabilità della sua città natale Verona, al consolato nel 31Fasti fratrum Arvalium (Inscr. It. 13, 1, 24 = ).Fasti Vallenses ().Fasti Nolani ().Fasti Ostienses, frgm. Cb d. Vidman.: egli, suffetto, sostituì il 9 maggio, insieme al nobilissimo Fausto Cornelio Silla, la coppia di ordinari composta dal princeps Tiberio e dal potentissimo prefetto del pretorio Seiano, per poi però essere sostituito a luglio da Lucio Fulcinio Trione mentre Silla rimase in carica fino a settembre, sostituito poi a ottobre da Publio Memmio Regolo.
Nel corso della sua carriera, Sesto doveva essere riuscito ad entrare in circoli importanti: il figlio Valerio CatulloPIR2 V 54 (Heinrichs/Heil)., attestato insieme a Sesto come dedicatario di un tempio o un sacello al divo Augusto nella loro tenuta di Lanuvium., probabilmente ereditata dalla famiglia adottiva di Sesto, non solo è documentato come pontefice, ma è probabilmente identico a quel Valerio CatulloPIR2 V 53 (Heinrichs/Heil). di famiglia consolare che Svetonio riporta fosse intimo di Caligola (forse a Capri) e lo avesse persino stuprato, vantandoseneSvetonio, Vita di Caligola, XXXVI, 1..
La vicinanza dei Catulli alle classi superiori di Roma è deducibile anche dal matrimonio che è stato ricostruito per il figlio di SestoCfr. lo stemma dei Valerii Catulli in PIR2 VIII.2 (2015), p. 26: Valerio Catullo sembra infatti aver sposato Statilia MessalinaPIR2 S 864 (Wachtel)., sorella di Tito Statilio TauroPIR2 S 856 (Wachtel)., console suffetto del 44, e Tauro Statilio CorvinoPIR2 S 822 (Wachtel)., console ordinario del 45, e zia della più nota Statilia MessalinaPIR2 S 866 (Wachtel)., ultima moglie di Nerone. Dal matrimonio tra Catullo e Messalina nacquero Statilia MessalinaPIR2 S 865 (Wachtel)., defunta molto piccola, ma soprattutto Lucio Valerio Catullo MessalinoPIR2 V 57 (Heinrichs)., console ordinario del 73 come collega di Domiziano e per la seconda volta da suffetto nell'85 e famigerato delatore del principato di Domiziano, nonché amicus del princeps e membro del suo consilium.
Note
Bibliografia
PIR2 V 56 (Heinrichs/Heil). Ronald Syme, Roman Papers, VII, Oxford 1991, pp. 492-495. Géza Alföldy in Epigrafia e ordine senatorio, II, Roma 1982, pp. 341-342. Olli Salomies, Adoptive and polyonymous nomenclature in the Roman Empire, Helsinki 1992, p. 29.
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