La prima invasione mongola della Birmania (birmano: မွန်ဂို–မြန်မာ စစ် (၁၂၇၇–၁၂၈၇); cinese: 元緬戰爭) fu una campagna militare declinatasi in una serie di conflitti tra la Cina della Dinastia Yuan di Kublai Khan, parte del ex-Impero mongolo, e il Regno Pagan che ebbero luogo nel decennio 1277-1287. I mongoli rovesciarono il nemico e ne conquistarono i territori nel Dehong, parte dell'odierno Yunnan cinese, e in Birmania settentrionale (Tagaung). Le invasioni inaugurarono 250 anni di frammentazione politica per la Birmania e favorirono la definitiva ascesa degli stati etnici dei Popoli tai in tutta l'Indocina.

I mongoli chiesero per la prima volta un tributo al regno Pagan nel 1271-72, quand'era impegnati a connettere un'ampia manovra a tenaglia contro la dinastia Song, loro ultimo avversario nella conquista della Cina. Re Narathihapate di Pagan rifiutò il tributo e Khaghan Kublai Khan ripeté la richiesta, parimenti respinta, 1273. Nel 1275, Kublai ordinò al governo mongolo nello Yunnan di proteggere le terre di confine per bloccare una via di fuga per i Song e autorizzò una guerra di confine limitata se Pagan avesse contestato. Pagan contestò ma il suo esercito fu respinto alla frontiera dall'esercito mongolo nel 1277-78. Nel 1281, Kublai Khan rivolse la sua attenzione al sud-est asiatico in modo più sistemico, chiedendo tributi a Pagan, all'Impero Khmer, al Dai Viet e a Champa. All'ennesimo rifiuto di Pagan, l'imperatore ordinò un'invasione della Birmania settentrionale. Dopo due campagne durante la stagione secca (1283–1285), i mongoli avevano occupato Tagaung e Hanlin, costringendo il re birmano a fuggire nella Bassa Birmania. I mongoli organizzarono allora la Birmania settentrionale come provincia di Zhengmian.

I negoziati per una tregua iniziarono nel 1285 e si conclusero con la sottomissione di re Narathihapate di Pagan nel giugno 1286. L'ambasciata birmana, ricevuta da Kublai Khan nella sua capitale di Khanbaliq (odierna Pechino) nel gennaio 1287, accettò un trattato che riconosceva la sovranità mongola su Pagan e il pagamento annuale delle tasse al governo dello Yunnan in cambio del ritiro delle truppe mongole dalla Birmania settentrionale. Il trattato non entrò mai veramente in vigore poiché Narathihapate fu assassinato nel luglio 1287 e non emerse alcuna autorità che potesse onorarne i termini. Il comando mongolo nello Yunnan ora riteneva nullo l'ordine imperiale di ritirarsi e promosse un'invasione della Birmania centrale: i mongoli raggiunsero (forse) la capitale Bagan ma tornarono a Tagaung con pesanti perdite.

Il regno Pagan si disintegrò e ne seguì l'anarchia. I mongoli, probabilmente soddisfatti della situazione, non fecero nulla per ristabilire l'ordine nei successivi dieci anni. Nel marzo 1297 accettarono la sottomissione volontaria del re Kyawswa di Pagan, ormai padrone del solo circondario della capitale imperiale. Kyawswa fu rovesciato nove mesi dopo e i mongoli furono costretti a intervenire, portando alla loro seconda invasione nel 1300-01.

Marco Polo riportò di queste prime incursioni mongole in Birmania ne Il Milione. I birmani si riferivano agli invasori come Taruk (တရုတ်), dal nome delle truppe turche dell'Asia centrale che costituivano in gran parte l'esercito di invasione mongolo, laddove invece oggi l'etimo indica i cinesi Han. Il re Narathihapate è ricordato nella storia birmana con l'epiteto spregiativo "Taruk-Pye Min", lett. "il re che fuggì dai Taruk".

Contesto L'Indocina al tempo dell'Impero mongolo

Al principio del XIII secolo, l'Indocina era un complesso mosaico di regni di medie dimensioni, solitamente frutto dell'affermazione statale di distinte etnie: il Regno di Pagan, di etnia Mon, governava dagli anni 870 sull'attuale Birmania ed entrava allora in una fase di declino politico. Insieme al Dai Viet (v. seguito) era il più settentrionale dei potentati indocinesi e contendeva al cinese Regno di Dali (odierno Yunnan) una linea di confine d'impervi terreni montuosi (odierno Stato Shan). Stante lo strisciante declino, era uno dei due principali centri di potere dell'Indocina continentale;. il florido Impero Khmer, di etnia Khmer, controllava dal IX secolo il territorio della Cambogia ed estendeva le sue propaggini sugli attuali Thailandia e Laos, qualificandosi quale secondo dei centri di potere continentali indocinesi; il regno di Hariphunchai, di etnia Mon, nella Thailandia del Nord, sopravviveva come cuscinetto tra Pagan ed i Khmer che avevano ripetutamente tentato di assoggettarlo; a partire dal X secolo, la confederazione etnica dei "Popoli tai" s'insediò in pianta stabile una vasta fascia di territori compresi tra il nord-est dell'India e il nord del Vietnam, precedentemente occupata dai Mon, costituendo compagini (spesso semplici seppur prosperose città-stato, le mueang ) inizialmente assoggettate ai Khmer ma che nel Duecento mossero i primi passi della loro indipendenza: es. il Regno di Lavo (Laos); il Regno di Sukhothai (Thailandia); ecc. nella penisola malese sopravvivevano i domini continentali della talassocrazia di Srivijaya, un tempo potente. ma ora incapace di fronteggiare la spinta dei tai (es. Sukhothai); il regno Đại Việt, o Annam, di etnia Viet, prosperava dagli anni 960, quando i vietnamiti avevano emancipato i territori nel Vietnam del Nord (fond. il delta del fiume Rosso) dalle province meridionali dell'Impero cinese, allora allo sbando per il collasso (907) della dinastia Tang. Il regno aveva attraversato quattro dinastie (v.si seguito), ognuna delle quali aveva mantenuto un rapporto tributario pacifico con l'impero cinese; a sud del Đại Việt, nelle terre dell'attuale Vietnam del Sud, prosperava dal VII secolo il regno di Champa, di etnia Chăm, grazie al controllo su di uno snodo fondamentale della Rotta delle spezie.

Regno di Pagan e Regno di Dalì

Per buona parte della sua storia, il Regno Pagan fu separato dall'Impero cinese da uno stato cuscinetto, il Regno di Nanzhao, poi divenuto Regno di Dali, entrambi con Dali come capitale, chiamati dai birmani "Gandalarit" (ဂန္တလရာဇ်), dal Regno di Gandhāra.. I regni basati su Dalì, occupanti il territorio dell'odierno Yunnan (Cina), erano una potenza a sé stante, a volte alleata dell'Impero tibetano a ovest e altre volte della Cina delle dinastie cinesi Tang e Song. Gli iniziali rapporti tra Dalì e Pagan non sono ad oggi chiari e, poiché già gli eserciti a cavallo di Nanzhao si avventurarono in profondità in quella che oggi è la Birmania, non è escluso un loro collegamento con la fondazione della città medievale di Bagan, capitale del regno, e/o della stessa dinastia di Pagan.. Al tempo del Regno di Dalì, lo Yunnan era governato da una élite di etnia Han (cinese).

Tra il territorio mongolo appena conquistato e Pagan c'era un'ampia fascia di terre di confine che si estendeva dalle odierne prefetture di Dehong, Baoshan e Lincang nello Yunnan così come le regioni di Wa e Palaung (presumibilmente nell'attuale stato settentrionale di Shan ),Le fonti birmane, v.si , parlando delle regioni Wa e Palaung i cui esatti confini, nel XIII secolo, potevano differire da quelli attuali. Stando a Marco Polo (v.si e ) Pagan attaccò Zardandan e i "Denti d'Oro" nel 1272. Se ciò corrisponde a veritaà, i confini di Wa e Palaung potrebbero essere stati quelli dei "Denti d'Oro" nelle odierne prefetture di Dehong e Baoshan. che Pagan e Dalì avevano entrambi rivendicato ed esercitato sfere di influenza sovrapposte.. Allora come oggi, le terre di confine erano costituite principalmente da terreni proibitivi di alte catene montuose..

La conquista mongola del Yunnan

Entro il 1250, l'Impero mongolo controllava vasti tratti dell'Eurasia, tra cui gran parte dell'Europa orientale, l'Anatolia, la Cina del Nord, Mongolia, Manciuria, Asia centrale e Tibet nonché l'Asia occidentale. Era però ancora aperta la contesa con la dinastia Song, nel sud della Cina, per l'assoggettamento della totalità dell'Impero Celeste e, in questo contesto, il Khagan Munke (r. 1251-1259) pianificò nel 1259 di attaccare da tre direzioni i Song, aggirandone i confini ai danni dei regni limitrofi.

Per evitare un costoso assalto frontale contro i Song, comportante il rischioso attraversamento del basso corso dello Yangtze, Munke decise infatti di stabilire una base operativa nel sud-ovest della Cina, fuori dalle terre Song, da cui organizzare un attacco al fianco del nemico. Al kuriltai dell'estate 1252, Munke ordinò pertanto al fratello Kublai di guidare la campagna a sud-ovest contro i Song nel Sichuan. Quell'autunno, mongoli avanzarono verso il fiume Tao, poi penetrarono nel bacino del Sichuan, sconfiggendovi un esercito di Song e stabilendovi una base importante...

Quando Möngke venne a sapere che re Duan Xingzhi di Dalì si rifiutava di negoziare e che il suo primo ministro Gao Xiang aveva assassinato gli inviati mongoli, pretese la resa di Dalì ed ordinò a Kublai e Uriyangkhadai, figlio del famoso generale Subedei, di attaccare il regno meridionale nell'estate del 1253.. In settembre, Kublai Khan lanciò pertanto un triplice attacco contro Dalì, ne affrontò le forze presso il fiume Jinsha e le sconfisse,. occupando la città di Dalì 15 dicembre.. Duan Xingzhi e Gao Xiang fuggirono: Gao fu presto catturato e decapitato;. Duan Xingzhi raggiunse Shanchan (odierna Kunming) e resistette ai mongoli con l'aiuto dei clan locali fino all'autunno del 1255, quando fu finalmente catturato.

Alla fine del 1254, Kublai era tornato in Mongolia da Möngke, lasciando Uriyangkhadai a pacificare le varie etnie/tribù dello Yunnan. All'inizio del 1257, Uriyangkhadai si portò nel Gansu e inviò messaggeri alla corte imperiale a Karakorum per informare Möngke che lo Yunnan era ora saldamente sotto il controllo mongolo. Soddisfatto, il Khagan onorò e ricompensò generosamente il suo generale che tornò nello Yunnan a preparare per le prime incursioni mongole nel Sud-est asiatico..

Come avevano fatto durante altre invasioni, a Dalì i mongoli lasciarono la dinastia nativa al potere ma sotto la supervisione di loro funzionari.. Lo studioso Bin Yang ha notato che il clan Duan fu reclutato per assistere i mongoli nell'attacco ai regni dell'Indocina settentrionale: sia il Regno di Pagan sia il Đại Việt (quanto meno nella prima campagna). Chiaramente, gli invasori istituirono guarnigioni militari nel territorio appena conquistato, presidiate principalmente da musulmani d'etnia turca provenienti dall'Asia centrale.

Declino di Pagan In quegli anni, il regno Pagan, nonostante l'apparente benessere derivato dal suo essere una superpotenza agricola, riporta, basandosi sui dati epigrafici birmani, una stima di 200- ettari di terra coltivata birmana contro i contemporanei ettari dell'Impero Khmer. era ormai risucchiato in una spirale decrescente principiata con l'inizio del secolo. La continua crescita della ricchezza esentasse del clero buddista, pur fonte primaria della prospera economia nazionale, aveva finito con il ridurre notevolmente la base imponibile del regno.. La corona aveva perso le risorse necessarie per mantenere la lealtà dei cortigiani e dei militari, provocando un circolo vizioso di disordini interni e sfide esterne. Il primo gruppo di gravi ribellioni nel 1258-1260 nel Arakan meridionale e nel Mottama era stato sedato ma la situazione rimaneva critica. Alla vigilia delle invasioni mongole, dagli uno ai due terzi della terra coltivabile dell'Alta Birmania era nelle mani del clero e la capacità della corona di mobilitare le difese era in serio pericolo..

Gli schieramenti Esercito mongolo