Futuro Nazionale con Roberto Vannacci (FNV), meglio noto come Futuro Nazionale (FN), è un partito politico italiano di estrema destra e di ispirazione nazionalista, populista, neofascista ed euroscettica, fondato nel 2026 da Roberto Vannacci.

Storia

Uscita di Vannacci dalla Lega, fondazione e adesione di parlamentari in carica

Nella seconda metà del 2025 Roberto Vannacci ha iniziato a costruire una rete di comitati e associazioni politiche, che ha chiamato "Il Mondo al Contrario", in riferimento all'omonimo libro pubblicato nel 2023. Pensata inizialmente come una semplice associazione culturale per diffondere le idee di Vannacci all'interno della Lega per Salvini Premier, a detta dell’interessato, la rete ha conosciuto col tempo una crescita significativa sul territorio nazionale, con la costituzione di numerosi comitati locali incaricati di promuovere la sua visione politica a sostegno della Lega in tutto il paese.

Nel gennaio 2026 Vannacci registra ufficialmente il marchio e il simbolo di un nuovo movimento denominato Futuro Nazionale, lasciando intendere l'intenzione di creare un partito autonomo dalla Lega, che lascia ufficialmente il 3 febbraio nonostante le sue ripetute dichiarazioni contrarie in tal senso e dopo mesi di tensioni interne spesso accese. Lo stesso giorno, presenta il manifesto del nuovo movimento, divenuto il fondamento ideologico di Futuro Nazionale. Il giorno seguente, 4 febbraio, Emanuele Pozzolo — ex deputato di Fratelli d'Italia, espulso dal partito nel 2025 — è diventato il primo parlamentare ad aderire a Futuro Nazionale, confluendo nel gruppo misto.

Il 6 febbraio è stata annunciata ufficialmente la nascita di Futuro Nazionale, con Vannacci presidente e Massimiliano Simoni coordinatore. Nella stessa giornata i deputati Edoardo Ziello e Rossano Sasso hanno lasciato la Lega per aderire a FN.

Confluenza nell'Europa delle Nazioni Sovrane e opposizione al governo Nel contesto europeo, dopo la fuoruscita di Vannacci dai Patrioti per l'Europa nell'Europarlamento, il 24 febbraio 2026 il partito ha aderito all'Europa delle Nazioni Sovrane, formazione di estrema destra fondata dai tedeschi di Alternative für Deutschland, posizionandosi così chiaramente su quel versante dello spettro politico europeo.

Il 31 marzo 2026 i tre deputati di Futuro Nazionale hanno votato contro la fiducia posta dal governo Meloni sul decreto bollette, collocandosi all'opposizione e prendendo per la prima volta le distanze dalla coalizione di centrodestra. Nella stessa giornata il movimento di estrema destra Indipendenza!, guidato dall'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, è confluito in Futuro Nazionale.

Amministrative del 2026 e Assemblea Costituente In vista delle elezioni amministrative tenutesi a fine maggio 2026, Futuro Nazionale decide di non utilizzare il proprio simbolo, ma di appoggiare candidati delle liste civiche. A Venezia, unico capoluogo dove si è candidato un membro del partito, Luigi Corò ottiene lo 0,74%. Ha suscitato scalpore il risultato di Vigevano, dove la lista civica sostenuta dal partito raccoglie il 14%, superando la Lega e portando al commissariamento della federazione provinciale pavese del Carroccio.

Il 27 maggio 2026 il partito ha costituito una componente nel gruppo misto della Camera, sfruttando una deroga regolamentare che consente l'operazione a soli tre deputati se rappresentano un partito presentatosi alle elezioni con lista propria, indipendentemente dal risultato. Lo stratagemma si è basato sul simbolo di Free, lista presentata alle elezioni politiche del 2022 nella sola circoscrizione Lombardia 4 con 829 voti, il cui esponente Marco Lusetti, ex vicesindaco leghista di Guastalla, era confluito in Futuro Nazionale a febbraio 2026 cedendo il simbolo al partito.

Il 6 giugno, in conferenza stampa a Viareggio, viene annunciato l'ingresso dei deputati Gianangelo Bof e Domenico Furgiuele (dalla Lega) e Attilio Pierro e Davide Bergamini (da Forza Italia), oltre all'ex europarlamentare Antonio Maria Rinaldi.

Il 13 giugno si tiene a Roma l'assemblea costituente, durante la quale è stato riservato ampio spazio all'intervento di Lorenzo Gasperini professore di filosofia, cattolico tradizionalista, no-vax ed ex consigliere della Lega a Cecina, considerato ideologo di Futuro Nazionale.

Nel settembre 2026 Luca Sforzini, fondatore del centro studi "Rinascimento nazionale" vicino a Vannacci, viene espulso dal partito dopo aver criticato la linea politica e la gestione interna del movimento, per dichiarazioni ritenute lesive verso altri iscritti. Nello stesso periodo lasciano il partito anche esponenti e gruppi locali a Reggio Calabria (circa settanta persone, secondo l'ex presidente del comitato cittadino Francesco D'Aleo), Milano, Busto Arsizio, Verona e Varese. Nello stesso mese 500 iscritti del comitato di Sassari abbandonano Futuro Nazionale per aderire al nuovo partito di Marco Rizzo Italia Domani.

Alle elezioni suppletive in Calabria del 27 e 28 settembre 2026, Futuro Nazionale presenta per la prima volta una propria lista, candidando il consigliere regionale Domenico Giannetta, fuoriuscito da Forza Italia, che non viene eletto, raccogliendo il 10,94% dei consensi e classificandosi terzo.

Ideologia e posizioni politiche Il partito è stato descritto da diverse testate come una forza di estrema destra, di orientamento nazionalista, sovranista, reazionario ed euroscettico.

Politiche migratorie Il programma propone una più rigida difesa dell'identità nazionale, richiami alla tradizione cristiana e al patrimonio storico europeo, un inasprimento dei controlli e delle chiusure frontaliere e una politica migratoria restrittiva imperniata sulla cosiddetta "remigrazione", ovvero il rimpatrio forzato di parte significativa dei cittadini non autoctoni dai Paesi europei.

Diritti civili e politiche sociali Il programma prevede l'eliminazione del reato di femminicidio, l'abolizione dei reati previsti dalla legge Mancino (legge che reprime la propaganda e istigazione all'odio razziale, etnico, nazionale o religioso) e una delineazione del cosiddetto "patriarcato mediterraneo", in cui il maschio, forte e capace di controllare emozioni e passioni, avrebbe il dovere di proteggere la donna. Tra i cardini del partito rientrano inoltre diverse proposte dell'associazionismo "pro-life", come maggiori restrizioni all'interruzione di gravidanza e la messa al bando dei farmaci a base di Mifepristone (i medicinali per l'aborto farmacologico), oltre a una maggiore enfasi sul concetto di famiglia naturale e al recupero e all'istituzionalizzazione della cosiddetta identità cristiana, considerati basi della società italiana. Coerentemente con questa impostazione, il programma prevede inoltre l'abrogazione delle unioni civili (legge Cirinnà), l'opposizione assoluta a eutanasia e suicidio assistito, e la riserva dell'adozione ordinaria alle sole coppie uomo-donna coniugate, con l'esclusione dei single fatte salve specifiche eccezioni. Infine, il piano politico include il blocco dei contenuti "gender e omosessuali" in televisione per gran parte della giornata, l'introduzione dell'educazione militare nelle scuole e l'istituzione di un "Reddito di Rinascita" per le madri, strettamente collegato a un progetto di rilancio demografico.

Istruzione Il programma rifiuta lo Ius Soli e lo Ius Scholae e propone moduli di "educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale" volti ad orientare verso la carriera militare "i migliori giovani con i caratteri adeguati". Vannacci ha inoltre più volte proposto pubblicamente l'istituzione di classi scolastiche separate in base al rendimento e ai voti degli studenti, sul modello di quanto già sperimentato in passato in Italia e tuttora in uso in altri paesi europei come Francia, Germania e Regno Unito.

Economia e fiscalità Dal punto di vista economico, il partito sostiene la piccola e media proprietà e la piccola e media impresa, in contrasto alla concentrazione della proprietà tanto nei sistemi comunisti quanto nel capitalismo "sfrenato". Il programma pone al primo posto la riduzione della pressione fiscale, in particolare del cuneo fiscale, accompagnata da un contrasto più mirato all'evasione, e propone l'introduzione di un "vero quoziente familiare" come criterio fondamentale di applicazione della progressività fiscale, oltre a un'"aliquota forfettaria unica" (flat tax) per le piccole e medie imprese. Il partito propone inoltre il "Mutuo Tricolore", un prestito garantito dallo Stato per l'acquisto della prima casa da parte delle famiglie italiane, e un assegno familiare con una drastica riduzione dell'imposta sul reddito per ogni figlio. In materia monetaria, il programma dedica un capitolo alla "sovranità monetaria", riprendendo argomentazioni tipiche dei sostenitori del ritorno alla lira, pur riconoscendo esplicitamente i rischi di un'uscita dalla moneta unica europea; il partito critica inoltre il Patto di Stabilità e Crescita europeo sottoscritto dal governo Meloni. Il partito ribadisce più volte l'importanza del ricorso al Golden Power, lo strumento con cui il governo può limitare o vietare operazioni di mercato ritenute rischiose per la sicurezza nazionale, e propone l'istituzione di un Fondo Sovrano per la Crescita Nazionale a sostegno di infrastrutture, energia e imprese italiane.

Difesa e politica estera In politica estera, il programma di Futuro Nazionale propone l'interruzione dell'invio di armi all'Ucraina e una revisione degli impegni derivanti dai trattati internazionali dell'Italia, senza escludere in linea di principio un'uscita dalla NATO. Il programma prevede inoltre l'astensione dell'Italia da interventi nel contesto della crisi in Iran.

Ambiente ed energia Malgrado il tema non sia ancora oggetto di un capitolo specifico del programma, Roberto Vannacci si è più volte espresso contro il Green Deal europeo, sostenendo la difesa o il recupero di alcune fonti fossili, il taglio degli incentivi alle energie rinnovabili, lo stop alla carbon tax, il rilancio del nucleare e un maggiore ricorso a biomasse, idroelettrico e geotermia. Durante l'assemblea costituente del partito, il 13 giugno 2026, ha inoltre definito l'investimento nelle energie rinnovabili "uno spreco di denaro pubblico", sostenendo che coprirebbero solo una minima parte del fabbisogno energetico italiano. Si è detto inoltre favorevole alla riapertura delle forniture di gas dalla Russia, ritenuta economicamente conveniente e non costituente una minaccia per l'Unione europea. Nel marzo 2026 il gruppo parlamentare di Futuro Nazionale ha votato contro una mozione di maggioranza sulla crisi energetica, ribadendo per bocca del deputato Rossano Sasso la propria posizione a favore dell'acquisto di gas russo "nell'interesse nazionale".

Richiami al fascismo

Nella comunicazione del partito sono frequenti richiami espliciti e apologetici a motti e simbologie fascisti, come il chiamarsi "camerati", o interpretazioni in chiave revisionista dell'instaurazione del regime fascista in Italia o delle leggi razziali del 1938. Già in occasione delle elezioni europee del 2024 simili polemiche avevano interessato Vannacci, allora candidato nella Lega, per via dei numerosi riferimenti fatti in campagna elettorale alla Xª Flottiglia MAS (sebbene Vannacci abbia poi dichiarato di riferirsi all'unità militare della Regia Marina prima della sua trasformazione in milizia fascista).

Futuro Nazionale ha anche partecipato, inviando propri rappresentanti, alla manifestazione neonazista del 3 settembre 2026, organizzata da Veneto Fronte Skinheads.

Il partito si è rifiutato inoltre di festeggiare la Festa della Liberazione del 25 aprile, sostenendo che l'Italia sia stata liberata solo dagli Alleati e non anche dalla Resistenza.