Biografia

Origine Con ogni probabilità homo novusTacito, Annales, XIV, 47, 1.PIR2 M 468 (Petersen).Non sono mancate ipotesi che lo vedono come patrizio: Y. Burnand, Senatores Romani ex provinciis Galliarum orti, in Epigrafia e ordine senatorio, II, Roma 1982, p. 421; L. Chioffi, in Epigrafia. Actes du Colloque en mémoire de Attilio Degrassi, Rome 1991, pp. 338-344.M. Giovagnoli, Sull'origine di P. Memmio Regolo, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 190 (2014), pp. 243-246., Regolo, figlio di PublioILS 8815.IG IV2,1 665 e 669., ha interessato la critica a partire dalla sua origine. In origine ritenuto italico, se non persino di estrazione antico-romana o latinaE. Groag, P. Memmius Regulus (29), in RE XV, coll. 626-636., Regolo è stato considerato come proveniente dalla Gallia Narbonese a partire da un'ipotesi di Ronald SymeR. Syme, Tacitus, Oxford 1958, p. 787; Roman Papers, I, Oxford 1979, p. 103; Roman Papers, VI, Oxford 1991, p. 217. basata su un'iscrizione proveniente dalla colonia narbonese di Ruscino., che testimonia gran parte della carriera di Regolo e soprattutto il suo patronato della città: secondo Syme, la mancanza di incarichi ricoperti da Regolo nella zona narbonese renderebbe impossibile spiegare il suo legame di patronato con Ruscino, a meno di non ipotizzare, appunto, una sua origine narbonese. La critica successiva ha per lungo tempo oscillato tra le due ipotesiOrigine italica o gallica: M. Cébeillac, Les "quaestores principis et candidati" aux Ier et IIème siècles de l'Empire, Milano 1972, pp. 29-30; M. Gayraud, Les inscriptions de Ruscino, in Ruscino. Château-Roussillon, Perpignan, Pyrénées-Orientales, I. État des travaux et recherches en 1975, Paris 1980, p. 85 (tendente a preferire l'origine gallica); PIR2 M 468 (Petersen).

Origine italica: Y. Burnand, Senatores Romani ex provinciis Galliarum orti, in Epigrafia e ordine senatorio, II, Roma 1982, p. 421; Sénateurs et chevaliers romains originaires de Gaule de la fin de la République au IIIe siècle. I, Méthodologie, Bruxelles 2005, pp. 309-310.

Famiglia italica poi trasferita in Narbonese: U. Vogel-Weidemann, Die Statthalter von Africa und Asia in den Jahren 14-68 n.Chr., Bonn 1982, pp. 340-348.

Origine gallica: G. Alföldy, commento a CIL VI 41071a., finché un recente contributo di Maurizio Giovagnoli non ha gettato una certa luce sull'origine di Regolo: un'epigrafe recentemente ristudiata in onore del figlio di Regolo. attesta per lui - e quindi anche per il padre Regolo - come tribù di appartenenza la Galeria, presente solo sporadicamente in Gallia NarboneseM. Giovagnoli, Sull'origine di P. Memmio Regolo, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 190 (2014), pp. 243-246, nota 13.; in unione a ritrovamenti recenti che attestano l'appartenenza alla tribù Galeria in età tardo-repubblicana/proto-imperiale di due rami della gens Memmia, dei quali uno conosce il praenomen PublioL. Chioffi, in Epigrafia. Actes du Colloque en mémoire de Attilio Degrassi, Rome 1991, pp. 338-344., è possibile definire con una certa probabilità l'origine italica di Regolo, di cui rimangono però forti legami con la Gallia Narbonese.

Inizi di carriera sotto Tiberio L'iscrizione di Ruscino, unita ad un'altra epigrafe da Roma ricostruita come in onore di Regolo., permettono di ricostruirne la carriera, anche se la critica non è del tutto concorde sulle integrazioni dei due documenti. Regolo sembra essere stato questore (secondo le ultime ricostruzioni, non più questore personale di Tiberio come si pensava in precedenzaM. Cébeillac, Les "quaestores principis et candidati" aux Ier et IIème siècles de l'Empire, Milano 1972, pp. 29-30.R. Syme, Roman Papers, II, Oxford 1979, p. 660), edile, pretore, probabilmente legato di legione e infine proconsole di una provincia del popolo di rango pretorio (forse proprio la Gallia Narbonese, dove avrebbe stretto legami di patronato con Ruscino). Forse fu già dopo la pretura che Regolo fu ammesso negli importanti collegi sacerdotali dei septemviri epulonum e dei sodales AugustalesL. Maurizi, Il cursus honorum senatorio da Augusto a Traiano, Helsinki 2013, p. 65.IG IV2,1 667..A. Masier, Sodales. Dalle origini a Domiziano, Padova 2009, pp. 229-240..

Consolato e caduta di Seiano Gli incarichi successivi di Regolo sono meglio noti, e testimoniano grande vicinanza alla famiglia imperiale. Regolo arrivò a ricoprire il consolato tra ottobre e dicembre del 31, sostituendo il nobilissimo Fausto Cornelio Silla al fianco di Lucio Fulcinio TrioneFasti Ostienses, frgm. Cb d (Vidman).Fasti Nolani ().Fasti fratrum Arvalium (Inscr. It. 13, 1, 24 = ).: fu a pochi giorni dal suo ingresso in carica, il 18 ottobre, che il potente prefetto del pretorio Seiano andò incontro alla sua rovinaUn'ultima, ottima ricostruzione degli avvenimenti è in R. Cristofoli, Caligola. Una vita nella competizione politica (12-41 d.C.), Firenze 2018, pp. 52-70..

Regolo ebbe un ruolo fondamentale nella caduta di SeianoCassio Dione, Storia Romana, LVIII, 9-10.. Tiberio aveva assoldato l'aiuto del nuovo prefetto del pretorio Quinto Nevio Cordo Sutorio Macrone e del nuovo prefetto dei vigiles Publio Grecinio Lacone, e Macrone, la sera tra 17 e 18 ottobre, mise a parte dei piani del princeps proprio Regolo, preferito al collega Trione, amico di Seiano. Il 18 ottobre, Seiano, alla notizia di una lettera da Capri, entrò nel tempio di Apollo, dove si era riunito il senato, tra le congratulazioni dei senatori, aspettandosi di vedersi conferita la tribunicia potestas che lo avrebbe reso erede di Tiberio. I consoli (forse proprio Regolo) diedero lettura della lettera da Capri, mentre Macrone persuadeva i pretoriani a passare dalla sua parte e Lacone schierava i vigiles attorno al tempio. Man mano che la lettera, esordita sotto i migliori auspici, proseguiva, il linguaggio di Tiberio si fece sempre più negativo arrivando a chiedere la messa in custodia di Seiano mentre i senatori iniziavano a bersagliarlo di insulti e a circondarlo: Regolo gli intimò di avvicinarsi, mentre Lacone gli si affiancò. Regolo, senza predisporre un vero e proprio processo, si limitò a chiedere il consenso di un solo senatore per tradurre Seiano nel carcer Tullianum, dove, secondo la votazione del senato nuovamente riunito nel Tempio della Concordia, venne strangolato e buttato dalle scalae Gemoniae.

La caduta di Seiano ebbe importanti conseguenze per Regolo, anche a brevissimo termine: alla fine del 31, il collega console Trione accusò Regolo di lentezza nel trovare e condannare i seguaci di Seiano, al che Regolo, secondo Tacito modesto quando non veniva attaccatoTacito, Annales, V, 11., rispose cercando persino di intentare un processo contro Trione per vera e propria complicità con il defunto prefetto; probabilmente è in questa temperie che si colloca l'episodio, se autentico, della cacciata di Regolo da CapriCassio Dione, Storia Romana, LVIII, 13, 3., forse perché sospettato, nonostante il suo ruolo del 18 ottobre, da Tiberio dopo le accuse di TrioneR. Cristofoli, Caligola. Una vita nella competizione politica (12-41 d.C.), Firenze 2018, pp. 73-74.. All'inizio dell'anno successivo, il 32, i due consoli uscenti avevano placato le loro discordie: al tentativo di Decimo Aterio Agrippa di rintuzzare lo scontro, Trione propose di lasciare il passato al passato mentre Regolo rispose di poter ancora aspettare per accusare il collega, ma il parere del consolare Quinto Sanquinio Massimo di evitare di disturbare il princeps con tali inezie spense la questioneTacito, Annales, VI, 4..

Legatus Augusti pro praetore in Acaia, Macedonia e Mesia Regolo, in breve tempo, riconquistò definitivamente la fiducia, se mai incerta o perduta, di TiberioR. Cristofoli, Caligola. Una vita nella competizione politica (12-41 d.C.), Firenze 2018, p. 81.: alla morte di Gaio Poppeo Sabino nel 35, Regolo fu infatti messo a capo del grande conglomerato delle province di Acaia, Macedonia e MesiaCassio Dione, Storia Romana, LVIII, 25, 5., con gli eserciti di quest'ultimaSvetonio, Vita di Caligola, XXV, 2.., che Tiberio aveva unito sotto il comando del legatus Augusti pro praetore di rango consolare Sabino già nel 15Tacito, Annales, I, 80, 1; IV, 46-51; V, 10, 3; VI, 39, 3.. Regolo mantenne questa carica fino al 44, quando l'Acaia e la Macedonia ritornarono sotto l'amministrazione senatoriaSvetonio, Vita di Claudio, XXV.Cassio Dione, Storia Romana, LX, 24, 1. e la Mesia passò ad Aulo Didio GalloB. Levick, Claudius, London 1990, p. 157.. Regolo fu onorato dalle città greche, nelle quali fu accompagnato dal figlioIG II/III2 4177.IG II/III2 4178., con numerosissime statue e dediche, di cui è giunta traccia fino a oggi, durante tutta la lunga durata del suo mandato che si estese quindi su tre principati (Tiberio, Caligola e Claudio)IG II/III2 4174.IG II/III2 4175.IG II/III2 4176.IG II/III2 4179.SEG XI 1194.IG IV2,1 665.IG IV2,1 669.SEG XIX 438.IG VII 87.Bulletin de Corrispondence Hellénique, 3 (1897), p. 158.Bulletin de Corrispondence Hellénique, 50 (1926), p. 443 n° 80.: benemerito alle città della Grecia centrale, molti greci presero il nome da luiCfr. H. Pomtow, Delphische Neufunde V, in Klio, 17 (1921), p. 169 con note 1., così come anche prese da lui il nome un portico di Corinto, evidentemente da lui eretto, la Stoà Reglianè..

Sotto Caligola Durante il suo mandato, Regolo fu, nell'autunno-inverno del 38, richiamato a Roma dalle sue province perché il princeps Caligola, avendo sentito parlare della grande bellezza della nonna della moglie di Regolo, Lollia Paolina, aveva deciso di sottrarla al marito per sposarla con rito atenieseR. Syme, The Augustan Aristocracy, Oxford 1986, pp. 176-178.Cassio Dione, Storia Romana, LIX, 12, 1.J. H. Oliver, Lollia Paulina, Memmius Regulus and Caligula, in Hesperia, 32.2 (1966), pp. 150-153, che ipotizza di poter ricostruire il fidanzamento di Memmio con la giovanissima Lollia non solo come organizzato da Tiberio, ma persino riscontrabile in IG II/III2 4176 (dubbi in proposito sono espressi da J. e L. Robert in ).: Regolo cedette così Lollia a Caligola facendole da padre al momento delle nozze, ma Caligola entro un anno la ripudiòR. Cristofoli, Caligola. Una vita nella competizione politica (12-41 d.C.), Firenze 2018, pp. 107-108., ma la donna non sembra essere tornata dal precedente marito. Tuttavia, è ipotizzabile che Regolo sia stato ricompensato della perdita di Lollia con l'ammissione al collegio sacerdotale dei fratres Arvales, anche se la sua prima menzione nei riti dei confratelli è datata al 21 settembre del 38CFA (Scheid), frgm. 12c.: durante il regno di Caligola, Regolo, che fu anche magister degli Arvali, partecipò sporadicamente ai loro ritiCFA (Scheid), frgm. 12c (21 e 23 settembre 38), 13e (31 gennaio 39)., senza dubbio perché ormai ritornato nelle sue provinceCfr. anche il fatto che, al posto di Regolo, magister degli Arvali, un altro membro ufficiò i sacrifici per il compleanno di Germanico, alla Dea Dia e alla Diva Drusilla tra maggio e giugno del 40: CFA (Scheid), frgm. 14 colonna I..