Biografia Appartenente alla gens Porcia, Catone forse era legato per parentela agli illustrissimi Porcii Catones di Tusculum, che avevano prodotto Marco Porcio Catone il Censore e Marco Porcio Catone UticenseG. Alföldy, Fasti Hispanienses, Wiesbaden 1969, pp. 138-139.A. Licordari, in Epigrafia e ordine senatorio, II, Roma 1982, p. 50.Contrario, o in ogni caso cauto, sulla parentela con i Catones repubblicani è invece R. Syme, The Roman Revolution, Oxford 1939, p. 492 nota 1; The Augustan Aristocracy, p. 223 nota 30. Su questa scia si pone anche S. Rutledge, Imperial Inquisitions, London-New York 2001, p. 260.PIR2 P 856 (Wachtel)..
Catone, in ogni caso, fu una persona assai diversa dai suoi possibili antenati: dopo aver ricoperto la pretura, nel 28 egli, insieme agli altri ex-pretori Lucanio Laziare, Petilio Rufo e Marco Opsio, accusò con una complessa trama e fece condannare l'illustre cavaliere Tizio Sabino, amico di Germanico e della sua famiglia, solo perché spinto dalla brama di ottenere il consolato, a cui si poteva accedere ormai, secondo Tacito, solo con il benestare di Seiano, benestare ottenibile solo compiendo misfattiTacito, Annales, IV, 68-70.. Tuttavia, l'avvicinamento dei quattro ex-pretori a Seiano e la loro ostilità a Germanico e alla sua famiglia non avrebbero fatto dormire loro sonni tranquilli tra gli ultimi anni di Tiberio e il principato di Caligola, come Tacito afferma in modo ominoso:
In ogni caso, però, Catone riuscì a raggiungere il suo obiettivo: egli, infatti, divenne console suffetto per il secondo semestre del 36 insieme a Gaio Vettio Rufo.Fasti Ostienses, frgm. Ch (Vidman)., sostituendo a luglio la coppia di ordinari composta da Sesto Papinio Allenio e Quinto Plauzio. Durante il consolato di Catone, i Fasti Ostienses testimoniano per il 1º novembre l'incendio di parte del Circo Massimo e dell'Aventino, per la cui ricostruzione Tiberio diede cento milioni di sesterzi: l'incendio è attestato anche da Tacito, che testimonia anche la formazione, per stimare i danni del disastro, di un comitato di cinque persone, tra cui tutti i consolari progeneri del princeps Gneo Domizio Enobarbo, Lucio Cassio Longino, Marco Vinicio e Gaio Rubellio Blando, nonché il consolare Publio Petronio, inserito per nomina degli stessi consoli Rufo e CatoneTacito, Annales, VI, 45, 1-2..
L'ultimo incarico ricoperto da Catone fu, sotto Caligola, quello di curator aquarum: egli subentrò alla morte del predecessore Gaio Ottavio Lenate nel 38Frontino, De Aquis, CII., ma rimase in carica probabilmente per pochi mesiCosì integra P. Grimal nella sua edizione Budé del 1944 del De aquis di Frontino., forse solamente unoQuesto suggeriva Nipperdey, cfr. R. Syme, The Augustan Aristocracy, Oxford 1986, p. 222 nota 22., evidentemente morendo nella seconda metà del medesimo anno, come aveva anticipato TacitoR. Syme, The Augustan Aristocracy, Oxford 1986, pp. 222-223. e probabilmente come vendetta dovuta al suo contrasto con la famiglia di GermanicoC. Bruun, The Water Supply of Ancient Rome, Helsinki 1991, p. 157.S. Rutledge, Imperial Inquisitions, London-New York 2001, p. 260.. A Catone subentrò forse Aulo Didio Gallo, evidentemente come console designatoL. Vidman, Ad Frontinum, De aq. 102, in Listy Filologické, 96.1 (1973), pp. 16-19., ma forse potrebbe esserci una lacuna, tra le tante, nel testo di Frontino che riporta la lista dei curatores aquarum.
Catone però ebbe dei discendenti: il Marco Porcio Catone ricordato in alcune iscrizioni atticheIG II2/III 3542, 4190, 4241, 10163 (= ). pare essere suo figlio, piuttosto che luiPer lui propende S. Rutledge, Imperial Inquisitions, London-New York 2001, p. 260.E. Groag, Die römischen Reichsbeamten von Achaia bis auf Diokletian, Wien-Leipzig 1939, pp. 36-37., e sempre suo figlio o forse figlio di un suo fratello fu con ogni probabilità il Marco Porcio CatonePIR2 C 575 (Groag). attestato. come legatus Augusti pro praetore della provincia di Lusitania nel 46RE Suppl. XV (Eck, 1978), col. 442., mentre sua figliaPer sua figlia propende S. Rutledge, Imperial Inquisitions, London-New York 2001, p. 260. o più probabilmente sua nipotePIR2 P 871 (Wachtel). - figlia del Catone ricordato in AtticaIG II2/III, 4241. - era PorciaM.-Th. Raepsaet-Charlier, Prosopographie des femmes de l'ordre sénatorial (Ier-IIe siècles), Louvain 1987, n° 647., che sembra aver accompagnato il cugino Gellio Rutilio LupoPIR2 R 250 (Wachtel). durante il suo proconsolato d'Acaia alla fine del principato di Claudio o più probabilmente sotto Nerone.
Note
Bibliografia PIR2 P 856 (Wachtel). R. Syme, The Augustan Aristocracy, Oxford 1986, pp. 222-223. S. Rutledge, Imperial Inquisitions, London-New York 2001, p. 260.
Categoria:Porcii Categoria:Consoli imperiali romani