Biografia Dante Carapelli nacque ad Arezzo il 7 aprile 1891 da Emilio, cancelliere presso il Ministero di grazia e giustizia, e da Isolina Mascagni, ultimo di sei fratelli dei quali soltanto Margherita (Fucecchio, 1875 - Firenze, 1939) e Gino (Arezzo, 1887 - Firenze, 1966) avrebbero raggiunto l'età adulta; in memoria di un fratellino morto in tenera età di nome Raffaello, in famiglia Dante fin da piccolo fu soprannominato "Lello", divenuto poi con il passare degli anni "Nello". Compì gli studi a Firenze presso il liceo classico Galileo dove conseguì la maturità; nel 1910 entrò come impiegato nel compartimento di Firenze delle Ferrovie dello Stato, all'interno del quale avrebbe compiuto una brillante carriera fino a divenire segretario di prima classe.Ebbe la prima nomina nelle Ferrovie dello Stato come Sotto Capo Gestione di III Classe in data 16 dicembre 1910, passò a Capo Gestione di III Classe il 1º aprile 1925 con uno stipendio annuo di 9600 lire, dal 1º Gennaio 1930 divenne Segretario di I Classe con uno stipendio di 12000 lire. Cfr. Nomine e Avanzamenti. Compartimento di Firenze, in “Bollettino del Personale delle Ferrovie dello Stato”, a. XVIII, n. 12, dicembre 1925, p. 201; Ministero delle Comunicazioni. Ferrovie dello Stato. Ruolo Organico del Personale degli Uffici. Grado 8°, Carboni, Roma, 1934, p. 66. Negli anni Dieci risultò iscritto alla Massoneria di Arezzo insieme al fratello Gino. Cfr. L. Armandi, Storia sociale della Massoneria aretina, Arti Grafiche Viti-Riccucci, Sinalunga (SI), 1992, p. 241.
Prese parte alla prima guerra mondiale, componendo poi la poesia celebrativa La canzone della Vittoria, dedicata ad Alessandro Martelli, professore in geologia e futuro sottosegretario del Ministero delle comunicazioni. Il suo esordio nel mondo dello spettacolo avvenne al teatrino parrocchiale della chiesa di Sant'Ilario a Colombaia fuori Porta Romana a Firenze; divenne quindi assistente teatrale nella Compagnia Fiorentina dell'attrice Garibalda Landini Niccòli (Firenze 1863 - 1929), diretta dal di lei figlio Raffaello Niccòli (Firenze, 1891 - 1952), che aveva la sua sede principale a Firenze al Teatro Alfieri in via Pietrapiana.
Nell'ambito del panorama del teatro filodrammatico fiorentino, con il nome d'arte di Roberto Caserani creò una propria compagnia la Caserani-Zamora-Stauperno, insieme all'attrice Nietta Zocchi e all'attore Perlini, sulla falsariga della allora celebre compagnia Gandusio-Borelli-Piperno. Tra le molte opere messe in scena dalla compagnia ricorderemo la commedia in vernacolo fiorentino Icché 'un si vòle di Nino degli Orasi, che ebbe una prima rappresentazione al teatro di Scandicci nel maggio 1928, per essere poi replicata al teatro del dopolavoro ferroviario di Firenze il 26 dicembre dello stesso anno, nella quale veniva particolarmente lodata l'interpretazione del «bravo Carapelli».A. M. [A. Messeri], A sipario calato, in “La Commedia Fiorentina”, a. II, n. 5, maggio 1928, p. 223; A. M. [A. Messeri], Novità drammatiche, in “La Commedia Fiorentina”, a. II, n. 12, dicembre 1928, p. 602.
Dal teatro in vernacolo passò ben presto a quello in lingua italiana, recitando per esempio nella commedia Il nostro prossimo di Alfredo Testoni, rappresentata il 10 settembre 1930 al Teatro dell'Opera Nazionale Dopolavoro di Firenze.«Carapelli ha dato alla parte di Don Egidio un risultato personale raggiungendo buoni effetti comici: avremo però desiderato che avesse saputo anche commuoverci». Rim, Rubrica Dopolavoro, in “La Commedia Fiorentina”, a. IV, n. 10, ottobre 1930, pp. 469-470. Esordì alla regia con il dramma di ambientazione cinese L'uomo giallo di Nino degli Orasi, allestito il 30 novembre 1930 nel salone degli stucchi di palazzo Gerini a Firenze, sede dell'Associazione ricreativa del pubblico impiego, nel quale interpretò anche la parte del protagonista Lao; dello spettacolo venivano apprezzate tra le altre cose l'originalità del tema trattato e la bravura degli attori, tra i quali spiccava Carapelli che «con quella sua recitazione caratteristica e personale ha reso con efficacia l'anima del protagonista».R. Melani, Novità teatrali, in “La Commedia Fiorentina”, a. V, n. 1, gennaio 1931, p. 47.
Nel 1932 la compagnia Caserani-Zamora-Stauperno allestì alcune opere caratteristiche del repertorio classico: il 31 marzo fu rappresentato il dramma La gerla di papà Martin di Eugène Cormon ed Eugène Grangé, nel quale Carapelli recitò come protagonista;P. M. [P. Moschi], Dopolavoro Ferroviario, in “La Commedia Fiorentina”, a. VI, n. 5, maggio 1932, p. 221. il 3 aprile un altro dramma Ladri d'onore di George Sand, dove ebbe il ruolo di Remigio;P. M. [P. Moschi], Circolo Fiorentino, in “La Commedia Fiorentina”, a. VI, n. 5, maggio 1932, p. 221. il 15 maggio veniva invece presentata al pubblico la commedia in prima assoluta L'isola di Kubanga di Emilio Sestini, feroce satira della diplomazia europea dell'epoca in funzione nazionale e patriottica, nella quale Carapelli era Paquito, il servitore creolo vero deus ex machina dell'intera azione.
«Il giovine Visconte Gastone d’Estanges, delegato alla Società delle Nazioni, ha avuto un infortunio al gioco: ha perso cioè sulla parola in una notte 50.000 franchi. La cosa dovrebbe essere segreta, intima, sennonché tutti ne parlano, a cominciare dal cameriere del Visconte, Paquito, ibrida discendenza di nobiltà francese e spagnola, ad una giovane amica del Visconte, ad un nobile russo, alla moglie di questi. E tutti si fanno in quattro perché egli accetti i 50.000 franchi che nella giornata deve pagare ad un ricco inglese. Di qui è un susseguirsi di situazioni: sostituzioni di persona colpi di scena. Paquito, infine, sostituendosi al padrone, riceve una commissione di negri [sic] della Repubblica di Kubanga, nido di schiavisti e di farabutti della più bell’acqua, venuta dal Visconte per ottenere l’appoggio della grande nazione protettrice in una vertenza che è questione di vita o di morte per la Repubblica. Paquito riconosce giuste le richieste della commissione e assicura che queste verranno largamente appoggiate. Si teme, in seguito a ciò, un disastro diplomatico, se non che il Visconte anziché uno smacco riporta un vero trionfo. Alla fine, però, d’Estanges decide di abbandonare la diplomazia per impalmare la nipote di un ricco signore ora che, anche lui è ricco, avendo saputo dal proprio notaio di dover realizzare una vistosa eredità nel Canadà».Profili. Emilio Sestini, in “La Commedia Fiorentina”, a. VI, n. 2, febbraio 1932, p. 100; P. M. [P. Moschi], Circolo Fiorentino, in “La Commedia Fiorentina”, a. VI, n. 6, giugno 1932, p. 264.
Sempre nel 1932 furono rappresentate dalla compagnia diretta da Carapelli le due commedie Se..., allora sì di Giulio BuccioliniG. Bucciolini, Se..., allora sì: tre atti tragicomici, Nemi, Firenze, 1932. e I due volti dell'amore di Girandini.P. M. [P. Moschi], Dopolavoro Ferroviario, in “La Commedia Fiorentina”, a. VI, n. 8, agosto 1932, p. 330. Nel 1933 fu allestito il dramma di ambientazione coloniale Legione straniera di Emilio Sestini,“La Commedia Fiorentina”, a. VII, 1933, p. 34. nel maggio 1934 Il cardinale di Louis Napoleon Parker,P. Moschi, Filodrammatiche. Firenze, in “Il dramma” (Rivista mensile di commedie di grande successo), a. X, n. 151, 1º giugno 1934, p. 43. il 23 marzo 1935 il dramma Presente di Ferruccio Ulivi,“Teatro per tutti” (Raccolta di commedie), 1935, p. 44. spettacoli dove Carapelli aveva il duplice ruolo di regista e attore nella parte del protagonista. In questi anni ebbe tra i suoi allievi al teatro del dopolavoro ferroviario di Firenze un giovanissimo Rossano Brazzi, del quale per primo intuì le capacità attoriali e che fece esordire in La trovatella di Santa Maria di Paolo Giacometti, messo in scena il 2 marzo 1936 al teatro degli orfani di guerra di Firenze ed il 3 marzo al teatro del dopolavoro di Osteria Nuova, presso Bagno a Ripoli.Firenze, in “Teatro per tutti”, a. IV, 1936, p. 41; P. Osso, Rossano Brazzi: attore completo, Albore, Milano, 1942.
La Compagnia del dopolavoro ferroviario di Firenze diretta da Carapelli allestiva l'8 aprile 1936 La maestrina di Dario Niccodemi, per la quale erano apprezzate dalla critica la compostezza e la vivacità di Brazzi e l'efficacia interpretativa di Carapelli;P. M. [P. Moschi], Cronaca delle Filodrammatiche. Firenze, in “Teatro per tutti”, a. IV, 1936, p. 38. nel giugno dello stesso anno nella commedia La vena d’oro di Guglielmo Zorzi tra gli interpreti oltre a Brazzi recitava Clara Calamai;P. Moschi, Filodrammatiche. Firenze, in “Il dramma”, a. XII, n. 236, 15 giugno 1936, p. 35. il 15 dicembre presso il salone del Gruppo rionale Montemaggi era rappresentata la commedia drammatica Anime di Bruno Carbocci con Brazzi e Carapelli;P. M. [P. Moschi], Cronaca delle Filodrammatiche. Firenze, in “Teatro per tutti”, a. IX, n. 1, gennaio 1938, p. 32. nell'aprile 1937 ne La nemica di Niccodemi venivano lodate le interpretazioni di Brazzi e Calamai.P. M. [P. Moschi], Filodrammatiche. Firenze, in “Il dramma”, a. XII, n. 255, 1º aprile 1937, p. 35.
Nell'ambito del IV Maggio Musicale Fiorentino Carapelli fu chiamato a recitare nella parte di Carlo nella commedia in cinque atti Come vi garba, tratta da Come vi piace di William Shakespeare, con la regia di Jacques Copeau e le musiche di scena di Ildebrando Pizzetti, che si tenne il 1° e il 2 giugno 1938 nel piazzale di Bacco del Giardino di Boboli a Firenze.L. Pinzauti, Il Maggio musicale fiorentino dalla prima alla trentesima edizione, Vallecchi, Firenze, 1967, p. 275; Teatro Comunale di Firenze. Maggio Musicale Fiorentino. Catalogo delle manifestazioni: 1928-1997, vol. 2, a cura di A. Bardi, M. Conti, Le Lettere, Firenze, 1998, p. 136. Parallelamente continuava la sua attività nel teatro popolare toscano, allestendo la commedia I due volti dell’amore di Girandini e l'atto comico Maritiamo la suocera, entrambi presentati il 17 marzo 1940 al salone del Gruppo rionale Ugo del Fiume.“In entrambi i lavori gli attori tutti, e particolarmente il loro direttore Nello Dante Carapelli, si sono fatti apprezzare ed il pubblico li ha salutati con ripetuti battimani alla fine di ogni atto ed al termine dello spettacolo”. Cfr. Dopolavoro postelegrafonico, in “Rassegna delle Poste e delle Telecomunicazioni”, nn. 1-2, gennaio-febbraio 1940, p. 270.
Nel 1942 esordì anche nel mondo del cinema recitando nel film biografico Rossini, girato dal regista Mario Bonnard negli stabilimenti Pisorno di Tirrenia, che aveva come interpreti Nino Besozzi, Paola Barbara, Armando Falconi, Paolo Stoppa.Cineguida 1953, Dante Lazzaro Editore, Roma, 1953, pp. 52, 152; G. Vaccaro, Panorama biografico degli italiani d’oggi. A-H, Curcio, Roma, 1956, p. 298; R. Chiti, E. Lancia, Dizionario del cinema italiano. Tutti i film italiani dal 1930 al 1944, Gremese, Roma, 2008, pp. 310-311.