La storia dell'Europa, la storia dell'omonimo continente e dei popoli che l'hanno abitato e che lo abitano, è convenzionalmente suddivisa in quattro grandi archi temporali: Preistoria, Antichità classica, Medioevo e Era moderna.

I primi esseri umani moderni europei primitivi compaiono nei reperti fossili circa 48.000 anni fa, durante il Paleolitico. L'agricoltura stanziale, che caratterizzò il Neolitico, si diffuse lentamente in Europa da sud-est a nord e a ovest.; il Neolitico successivo vide l'introduzione della metallurgia primitiva e l'uso di utensili e armi di rame, nonché la costruzione di strutture megalitiche, come quella di Stonehenge. Successivamente il continente fu interessato dalla grandi migrazioni degli indo-europei, cui seguì il periodo noto come antichità classica che iniziò con l'emergere delle città-stato dell'antica Grecia.

Il periodo noto come Età antica iniziò con l'emergere delle città-stato dell'antica Grecia. Successivamente l'Impero romano arrivò a dominare l'intero bacino del Mediterraneo e tutti i territori ad ovest del Reno e a sud del Danubio. Dopo la nascita di Cristo, la religione cristiana si diffuse gradualmente in tutto il continente. La consuetudine pone al 476 d.C. la caduta dell'Impero romano d'Occidente e l'inizio del Medioevo, segnato dalle invasioni barbariche del V secolo. L'alto Medioevo fu caratterizzato dalla fusione tra la civiltà romana e quelle dei popoli sopraggiunti, e dalla nascita del Sacro Romano Impero e del feudalesimo. Il basso Medioevo vide la rinascita delle città e la ripresa dei contatti con Asia e Africa, ristabiliti dalle Repubbliche marinare.

L'Età moderna è segnata da un profondo cambio degli equilibri geopolici continentali, conseguenti alla colonizzazione europea delle Americhe, oltre che da un movimento artistico e culturale ispirato all'antichità classica: il Rinascimento. Negli stessi anni, la Riforma protestante prese campo principalmente nell'Europa settentrionale. All'inizio dell'Età contemporanea, tra la fine del Settecento e l'Ottocento, la Rivoluzione industriale portò a radicali cambiamenti sociali, così come la Rivoluzione francese fece in ambito politico. Le principali potenze europee stabilirono colonie anche in quasi tutta l'Africa e in parte dell'Asia. Durante il XX secolo, la prima e la Seconda guerra mondiale si scatenarono proprio a partire dai conflitti tra i vari nazionalismi europei. La guerra fredda dominò la geopolitica europea dal 1947 al 1989, mentre iniziava in Europa occidentale il percorso che avrebbe portato all'Unione europea. Dopo la caduta della Cortina di ferro, i paesi europei iniziarono una politica di riavvicinamento e l'Unione europea vide l'adesione anche di dieci paesi dell'Europa orientale, fino a comprendere 27 stati membri.

Preistoria e protostoria

Le più antiche popolazioni umane che abitarono l'Europa erano probabilmente della specie Homo erectus. Ritrovamenti di chopper e strumenti primitivi nelle grotte Vallonet e Soleihac (in Francia) e nella grotta di San Daniele (nell'Istria) fanno risalire le prime popolazioni in quelle zone a circa 900.000 anni fa. Circa 700.000 anni fa gli Homo erectus raggiunsero invece l'Europa settentrionale e l'Inghilterra, sviluppando la lavorazione dei ciottoli.

Gli scavi archeologici di Terra Amata (Nizza) e di Vertesszöllös (Ungheria) dimostrano che tra 80.000 e 30.000 anni fa visse in Europa una specie umana più evoluta: quella dellHomo neanderthalensis. Gli Homo neanderthalensis vivevano in accampamenti all'aperto o facevano uso del fuoco all'interno di grotte. I resti dellHomo neanderthalensis vennero ritrovati a Neanderthal (in Germania) e si scoprì che la sua capacità craniale era simile alla nostra, ma la fronte era affossata e le arcate sopraccigliari molto pronunciate. Per lungo tempo lHomo neanderthalensis è stato considerato una varietà di Homo sapiens, ma oggi nel mondo scientifico si sta facendo strada l'opinione che lHomo neanderthalensis e lHomo sapiens siano due specie distinte del genere Homo.

Durante il Paleolitico superiore contemporaneamente allHomo neanderthalensis giunse anche lHomo sapiens, che popolò l'Europa circa 40.000 anni fa. Egli praticava la caccia ed esprimeva le sue capacità artistiche. Durante il Mesolitico alla fine delle grandi glaciazioni lHomo sapiens (detto anche uomo di Cro-Magnon) inventò nuovi utensili per adattarsi al nuovo stato naturale, come dimostrano le pitture sulle caverne, che ritraggono scene di caccia e cerimonie rituali.

Con il Neolitico (civiltà della terracotta), ovvero a partire da circa 11.000 anni fa, l'uomo europeo impara ad addomesticare gli animali, a coltivare i cereali, a praticare l'artigianato anche a scopo di scambio e a navigare i mari. Nascono così i primi nuclei abitativi stanziali e gli europei impararono a lavorare i metalli dagli uomini del Vicino Oriente. Per primo si usò il rame, poi il bronzo (lega tra rame e stagno) e infine il ferro. Contemporaneamente alla scoperta dei metalli molti villaggi si trasformarono in città con a capo un re o un capo comunità e si sviluppò il commercio.

Età antica

I Sardi

La cultura di Bonnanaro si sviluppa tra il 1800 a.C. e il 1600 a.C. circa (esordendo con maggiore intensità nella Nurra e nel Sulcis-Iglesiente per poi propagarsi in tutta la Sardegna) come evoluzione finale del Campaniforme più influssi provenienti dalla penisola italiana, giunti forse attraverso la Corsica, dove si arricchirono delle conoscenze architettoniche di tipo ciclopico ivi già presenti. Le ceramiche bonnanaresi (generalmente inornate e dotate di anse a gomito) presentano infatti delle similitudini con quelle della contemporanea cultura di Polada diffusasi nell'Italia settentrionale nell'antica età del bronzo.

L'introduzione del bronzo portò notevoli miglioramenti in ogni campo. Con la nuova lega di rame e stagno (o arsenico) si otteneva infatti un metallo più duro e resistente, adatto a fabbricare attrezzi agricoli, ma soprattutto si prestava alla forgia di armi migliori, da utilizzare sia per la caccia che per la guerra. Ben presto in Sardegna, terra ricca di miniere, si costruirono fornaci per la fusione delle leghe che da esperti artigiani venivano lavorate abilmente dando vita ad un fiorente commercio verso tutta l'area mediterranea, in particolare verso quelle regioni povere di metalli.

In questo periodo inizia la costruzione dei protonuraghi e quindi la prima fase della civiltà nuragica (Nuragico antico). Queste costruzioni sono assai diverse dai nuraghe classici avendo una planimetria irregolare e l'aspetto assai tozzo. Sono costituiti da uno o più corridoi e mancano della camera circolare tipica dei nuraghi a tholos. Rispetto a questi sono di dimensioni minori come altezza (mediamente 10 metri rispetto ai 20 e più metri di quelli classici), ma anche la loro superficie è più del doppio (250 m² rispetto ai 100 delle torri nuragiche). Risulta inoltre imponente la massa muraria rispetto agli spazi interni sfruttabili.

I Celti

Le prime manifestazioni di civiltà in Europa centrale riguardano gli insediamenti dei Celti; probabilmente altri insediamenti civili si avevano nell'area baltica, grazie alle condizioni climatiche favorevoli successivamente peggiorate per un drammatico periodo di tipo glaciale.

I Celti toccarono il loro apogeo tra la seconda metà del IV e la prima metà del III secolo a.C. In quell'epoca la lingua e la cultura celtica costituivano l'elemento più diffuso e caratteristico dell'intera Europa,Villar, op. cit., p. 444. interessando una vasta e ininterrotta area che andava dalle isole britanniche all'Italia settentrionale e dalla penisola iberica al bacino Danubio. Dei gruppi isolati si erano inoltre spinti ancor più a sud, come i Senoni nell'Italia centrale e soprattutto i Galati in Anatolia.

Grecia

Le testimonianze più antiche della presenza umana nei Balcani, datate 270.000 a.C., si trovano nelle Grotte di Petralona, nella provincia greca settentrionale di Macedonia. Gli insediamenti neolitici in Grecia, risalenti al VII millennio a.C. sono i più antichi in Europa, seguita da Spagna, Francia, Italia e Regno Unito, superando di diversi secoli i successivi, in quanto la Grecia si trovava sulla strada tramite la quale l'agricoltura si diffuse dal Medio Oriente all'Europa(EN) Perlès, Catherine (2001), The Early Neolithic in Greece: The First Farming Communities in Europe, Cambridge University Press, p. 1.. La Grecia è stata la prima area in Europa dove sono sorte delle civiltà avanzate, ed è considerata la culla della civiltà Occidentale(EN) Bulliet, Richard W; Kyle Crossley, Pamela; Headrick, Daniel R; Johnson, Lyman L; Hirsch, Steven W (2007), The Earth and its Peoples: A Global History to 1550. Cengage p. 95.(EN) Pomeroy, Sarah B (1999), Ancient Greece: A Political, Social and Cultural History. Oxford University Press.Frucht, Richard C. (2004), Eastern Europe: An Introduction to the People, Lands and Culture. ABC-CLIO, p. 847., cominciata con la civiltà cicladica delle isole egee (3200-2000 a.C.)Sansone, David (2011), Ancient Greek Civilization, Wiley p. 5., la Civiltà minoica a Creta (2700-1400 a.C.) e quindi la civiltà micenea nel Peloponneso (1600-1100 a.C.)World and Its Peoples. Marshall Cavendish. 2009, p. 1458.. Queste civiltà possedevano la scrittura: quella minoica, non decifrata, è detta Lineare A, mentre quella micenea è detta Lineare B, una forma arcaica del greco. Successivamente, mentre la civiltà minoica entra in crisi, forse a causa di un evento naturale distruttivo, prevale la civiltà micenea.

Alla fine dell'età del bronzo dai regni precedentemente esistenti nasce la civiltà greca. La struttura è quella di un insieme di città-stato (tra le maggiori delle quali ricordiamo Atene, Sparta, Corinto e Siracusa), anche molto differenti in termini di cultura ed organizzazione politica ed economica. L'espansione territoriale verso le colonie greche diffonde la cultura ellenica su tutta l'Anatolia e in buona parte del Mediterraneo, trovando un limite nella espansione dei Fenici.

Nel 500 a.C., l'Impero Persiano controllava un territorio che andava dall'attuale Grecia settentrionale e Turchia fino all'Iran e rappresentava una minaccia per le città-stato greche. I tentativi di ribellione delle città-stato greche dell'Anatolia sottoposte alla dominazione persiana fallirono, e la Persia invase la Grecia nel 492 a.C., ma le sue forze dovettero ritirarsi dopo la sconfitta alla Battaglia di Maratona del 490 a.C. Seguì una seconda invasione nel 480 a.C. Nonostante l'eroica resistenza degli Spartani e degli altri greci alle Termopili, le armate persiane saccheggiarono Atene. A seguito delle successive vittorie greche nel 480 e 479 a.C. a Salamina, Platea e Micale, i persiani furono costretti a ritirarsi una seconda volta. I conflitti militari, noti come le guerre persiane, furono guidati principalmente da Atene e Sparta. Tuttavia, il fatto che la Grecia non fosse una nazione unificata significava che i conflitti tra le città-stato greche fossero frequenti.

La guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta (che, però, non fu la prima) fa scivolare la civiltà greca nella crisi, favorendo l'ascesa della città di Tebe, che riuscirà a stabilire un'egemonia di breve durata sulla Grecia. Nel IV secolo a.C., la debolezza conseguente alle lotte interne tra le varie città-Stato rendono la penisola ellenica preda del re macedone Filippo II.

Dopo l'assassinio di Filippo II, suo figlio Alessandro III (noto come Alessandro Magno) assunse il controllo della Lega di Corinto e nel 334 a.C. lanciò un'invasione dell'Impero Persiano con le forze combinate di tutti gli stati greci. Grazie alle vittorie nelle battaglie di Granico, Isso e Gaugamela, i greci poterono marciare su Susa e Persepoli, l'antica capitale persiana, nel 330 a.C. L'impero creato da Alessandro Magno si estendeva dalla Grecia a ovest fino al Pakistan a est e all'Egitto a sud, risultando come uno dei più grandi che la storia avesse visto fino ad allora.