Le Miniere di Kosseir sono miniere di estrazione del fosfato a Quseir sulla costa occidentale del Mar Rosso in Egitto, sfruttate da ditte italiane nella prima metà del XX secolo.

La città

Kosseir, o Quseir o Al-Qusayr, è una antica città portuale nell'Egitto sud-orientale, sulla riva occidentale del Mar Rosso, con un antico forte. È situata a 138 chilometri a sud di Hurghada, a 139 a nord di Marsa Alam, 73 dall'aeroporto di Marsa Alam e a circa 80 da Safaga.

Nel dizionario geografico del XII secolo, Mu’jam al-Buldan, di Yâqût, il nome El Quseir o Al-Qusayr, translitterato dall'arabo, deriva da qasr, che significa "forte".. Kosseir è il nome utilizzato da inglesi e italiani e che di fatto identifica le miniere di fosfato.

A nord della città si estendono gli impianti minerari estrattivi, contornati da edifici di ogni genere, entro un raggio di 40 km.

Il fosfato Alla fine del XIX secolo furono avviate diverse esplorazioni minerarie nel Nord Africa e sulla costa del Mar Rosso. Giacimenti di fosfato furono rilevati tra il corso del Nilo e la sponda occidentale del Mar Rosso per cui due Compagnie, una britannica e una italiana, ottennero le concessioni per l'estrazione del fosfato.

I giacimenti di fosfato sono il risultato dell'accumulo di scheletri marini e terrestri in acqua marina poco profonda. Il fosfato carbonato di calcio (fosforite), cristallizzato o amorfo, è il minerale utile ed è associato ad altri minerali quali alluminio, ferro, argilla, calcare, quarzo ed altri, tra cui talora uranio, in quantità più contenute. È un nutriente, con molteplici applicazioni, da quella agroindustriale e ittica fino ai settori Hi-Tech (batterie al litio-ferro-fosfato). È una materia critica per l'industria europea, ove non è presente come risorsa primaria.

Il fosfato estratto nelle miniere di Kosseir veniva macinato da mulini Raymond; successivamente era analizzato in speciali stazioni governative sperimentali, cattedre mobili di agraria gestite in collaborazione con gli Istituti di Ricerca della Facoltà di Agraria.; successivamente le analisi vennero eseguite in un attrezzato laboratorio della miniera dal perito Aldo Sommavilla..

Storia Nel 1912, il Banco di Roma fondò la Società Egiziana per l’Estrazione e il Commercio dei Fosfati, con sede nelle città del Cairo e Alessandria di Egitto e con gli uffici commerciali a Roma.. Acquistò le concessioni estrattive a Mahamid e Sebajeh dalla Ditta Panelli e Figli, che le aveva acquisite dallo scozzese Andrew White Crookston, che fu il primo a sfruttarle.

In possesso di una miniera in una zona di difficile sfruttamento perché troppo distante dal mare., nel 1910-11 il Banco affidò all'ingegnere Emilio Cortese la ricerca di nuovi siti estrattivi. Egli percorse a dorso di cammello la gola rocciosa di Uadi Hammamat, a metà strada tra Qena e Quseir, che collegava il Nilo al mare, fino a raggiungere il porto di Quseir. Egli si diresse a nord della "vecchia Cosseir" fino al "dedalo di vallate e montagne, che costituisce il gruppo di Nakheil, formato anche esso da scisti lucenti, arenarie giallo-rossastre (nubian sandstone), e tutta la serie dei depositi cretacei, con bellissimi ed estesi giacimenti di fosfati".

Sotto la direzione di Cortese, primo direttore tecnico, furono avviati i lavori ai siti estrattivi acquisiti e costruiti un ospedale, casette unifamiliari in stile europeo, uffici, una stazione radio, un dissalatore, che aveva visto usare con perizia da un italiano, il signor Scoccimarra, e una centrale elettrica. Nel 1914 divenne operativa una miniera a Gebel Nakheil, a 12 km dalla costa, e furono costruiti una nuova banchina di carico e una ferrovia a scartamento ridotto. Cortese nel 1917 tornò in Italia per arruolarsi come volontario nella Prima Guerra Mondiale, nonostante avesse più di sessanta anni. La direzione della miniera fu affidata all'ing. Rolfo. Cortese tornò poi a Kosseir come consulente tra il 1918 e 1920. La guerra e errori di amministrazione avevano causato un dissesto alla Società., che fu acquistata dalla Società Finanziaria per l’Industria e il Commercio. Da una compagnia britannica fu acquisita la concessione estrattiva a Gebel Duwy, a 24 km da Kosseir, nell'entroterra.

Nel 1920, il nuovo direttore tecnico Riccardo Decima diede nuovo impulso allo sviluppo dell'attività produttiva e alla ricognizione di nuovi giacimenti; nel 1923 iniziarono gli scavi nelle miniere di Gebel Duwy, che nel 1926 divennero i principali siti estrattivi. Furono abbandonati i primi siti, posti in posizioni sfavorevoli o con fosfato più povero e fu iniziata la costruzione di un nuovo porto, su progetto dell'ingegnere Luigi Luiggi. L'attività di estrazione iniziò concretamente solo nel 1923 e crebbe a partire dal 1926: nella fase preparatoria del sito di Gebel Duwy si estraevano 500 tonnellate al giorno. Con le migliorie tecniche apportate sotto la direzione di Decima, i costi di estrazione diminuirono e la Società ritornò in attivo. Le migliorie introdotte, quali apparecchi perforatori e tagliatrici elettriche per l'estrazione meccanica, i silos in miniera con capacità di 90000 tonnellate e i silos al porto, per complessive 150000 tonnellate, furono finanziati con i proventi ottenuti dall'aumentata produttività..

Vincenzo Fagiuoli divenne consigliere delegato e direttore generale della Società Fosfati nel 1926. Coadiuvato dal direttore tecnico Decima, nonostante la crisi agricola mondiale, diede un ulteriore impulso alla produzione, introducendo, dopo la frantumazione e la cernita del materiale estratto, l'essicazione del minerale in forno rotativo d'inverno e disteso su numerose aie al sole d'estate. Seguiva lo stoccaggio in nuovi silos e la movimentazione con sistemi razionali, tra cui una funivia per il trasporto del minerale dal porto alle navi. A Gebel Duwy furono ampliate le ricerche di nuovi siti minerari, fu assicurato l’approvvigionamento idrico ed elettrico e furono costruite nuove abitazioni per il personale italiano ed egiziano.

Nel 1933 l'IRI subentrò nella gestione della Società Fosfati, il cui nome fu accorciato a SEF, acronimo di “Società egiziana fosfati”. L'espansione continuò con l'acquisizione di un sito estrattivo a Hamadat, un massiccio montuoso alto 300 metri disposto ad arco di sei chilometri e largo oltre due. Nelle adiacenze venne costruita una cittadella, come negli altri siti.

Nel 1939 e fino al 1956, l'ingegnere minerario Adolfo Laurenti proseguì nell'opera di consolidamento ed espansione dell'attività estrattiva e la costruzione di un impianto di arricchimento del fosfato.

Nel 1958, dopo l'ascesa di Nasser al potere nel 1954, la miniera fu privatizzata dallo Stato Egiziano nel 1964. e integrata in Egyptian General Mining Corporation (EGMC) con Decreto Repubblicano n. 2726 del 1964. Nel piano quinquennale di sviluppo industriale di Nasser, le miniere di Kosseir dovevano essere ristrutturate amministrativamente e economicamente.

I direttori Nel 1912 Emilio Cortese fu nominato direttore tecnico e ingegnere edile e impiantista.

Nel 1917, la direzione delle miniere fu affidata all'ingegner S. Rolfo, e quella degli stabilimenti cittadini al perito minerario Pietro Ettore Cagnati di Tiser, diplomatosi alla Scuola Mineraria di Agordo nel 1895 e partito per l'Egitto nel 1899, lasciando in Italia moglie e tre figli e tornandovi solo nel 1921..

Tra il 1918 e 1920, Cortese tornò come consulente.

Nel 1920 fu designato un nuovo direttore tecnico e amministrativo, Riccardo Decima, nato nel 1888 a Taibon Agordino, diplomato nel 1913 perito minerario alla Regia Scuola Mineraria di Agordo; restò a Kosseir fino al 1939.

Nel 1926 divenne consigliere delegato e direttore generale Vincenzo Fagiuoli, che, coadiuvato da Decima, diede impulso allo sviluppo e alla modernizzazione delle miniere e all'ampliamento del mercato del fosfato. Dopo la guerra, Fagiuoli fu incaricato dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana, Carlo Sforza, di seguire il recupero dei beni italiani sequestrati in Egitto e fu reinsediato alla presidenza della SEF. Negoziò, a nome del Governo italiano, un accordo commerciale tra l'Italia e l'Egitto, che consentì di appianare il contenzioso circa le riparazioni di guerra per le operazioni militari effettuate dall'Italia nel Nord-Africa.

Dal 1939 e fino al 1956, la direzione tecnica fu affidata all'ingegnere minerario Adolfo Laurenti.

Mario Follador, da quattro anni Direttore Tecnico locale e da 26 anni impiegato nelle miniere, il 2 settembre 1963 fu l'ultimo italiano a lasciare Kosseir. e l'impegno minerario italiano a Kosseir cessò.

Kamal El Din Hussein Aly Hammam fu il primo direttore egiziano delle miniere di fosfato.

Gli anni di guerra Con l'entrata in guerra dell'Italia nel 1940, e in seguito all'invasione italiana dell'Egitto, gli uomini Italiani di Kosseir furono internati dapprima nelle scuole di Qena e poi nei campi inglesi di Geneifa e Ismailia, nella zona del Canale di Suez. L'internamento per taluni durò fino a due anni, trascorsi sotto le tende in campi recintati con fil di ferro. Le mogli e i figli rimasti a Kosseir si raccolsero nella Casa Amministrazione, l'edificio più grande presente.

Il fermo delle miniere nuoceva all'economia egiziana e, fallito il tentativo di far ripartire la produzione con un commissario e pochi tecnici indigeni, furono avviate trattative diplomatiche che portarono alla progressiva liberazione dei prigionieri per farli tornare al lavoro..

Il mercato del fosfato La commercializzazione italiana del fosfato richiese la costituzione nel 1927 di SAFNI, Società Anonima Fertilizzanti Naturali Italia (Società per Azioni Italiana per Fertilizzanti Naturali), di Roma, con un capitale di 38 milioni lire italianeRegio Decreto Legge 5.8.1927, n. 1419, conv. L. 14.6.1928, n. 1471, di cui erano azionisti il Ministero del Tesoro e Finanze, la Banca Nazionale del Lavoro, la Federazione Italiana Consorzi Agrari. Il “Fosfato Italia” in sacchi fu realizzato con la materia prima ricavata dalle miniere egiziane di Kosseir.

Vincenzo Fagiuoli, il cui primo incarico fu presso la Società Finanziaria per l’Industria e il Commercio, nel 1927 partecipò alla fondazione di SAFNI e si attivò per la stipula di contratti pluriennali di esportazione con numerosi Stati (Giappone, Grecia, Olanda, Belgio Francia, Polonia Paesi scandinavi, Gran Bretagna)..

La Società Fosfati forniva la Federazione Italiana dei Consorzi Agrari che, negli anni '30, aumentò notevolmente la domanda di prodotti a base di fosfati.

La produzione annua di fosfato arrivò a tonnellate annue, come indicato in un rapporto dell'IRI nel 1952..

I siti estrattivi

L'insediamento produttivo e abitativo copriva un'area di circa 1500 ettari, costruito su un banco di sabbia e a sud era aperto sul mare. Era vicino alla città vecchia ma da essa separato da un muro.. Gli impianti estrattivi, a nord della città, si estendevano contornati da edifici di ogni genere, entro un raggio di 40 km.

Le principali miniere a Kosseir furono: Mahamid e Sebajeh, nel 1912, abbandonate per il costo del trasporto del materiale estratto. Gebel Nakheil, nel 1914., distante 12 Km da Kosseir, attiva poi dal secondo dopoguerra fino a marzo 1962; non potendo la miniera essere collegata a Kosseir da una ferrovia, Emilio Chissalè, perito minerario di Agordo, a Kosseir dal 1935 e direttore locale negli ultimi anni prima della nazionalizzazione, progettò e diresse lo scavo di una galleria e la posa dei binari fino a Gebel Duwy, congiungendosi con quelli che a Gebel Duwy portavano il fosfato al porto.. Gebel Duwy, distante circa 25 km da Kosseir, il cui sfruttamento iniziò nel 1923. Si presentava «lungo la pianura dell'Ambaghi come una grandiosa piega monocline, alta intorno a 300 m. sul livello del mare e prolungata nel senso stesso della direzione stratigrafica NW-SE per oltre 30 km».. Hamadat, nel 1933, un bacino di 20 kmq dominato a semicerchio dalla catena desertica..