Biografia Origini famigliari Secondo Plutarco, Lisandro, figlio di Aristocrito, faceva parte della stirpe degli Eraclidi, anche se non era direttamente imparentato con le case reali.. Invece la tradizione di Filarco ed Eliano riporta che appartenesse alla condizione sociale inferiore di motaceFilarco FGrHist 81 F 43, in Ateneo Deipnosofisti VI, 271e-f; Claudio Eliano Varia Historia XII, 43 (che aggiunge oltre Lisandro, Gilippo e Callicratida).; ma sono fonti che riflettono una propaganda ostile a Lisandro e discordano dal resto delle testimonianze che spesso specificano che a rivestire l'importante carica di navarco fosse uno spartiataDi questo parere: L. Piccirilli, Callicratida, Gilippo e Lisandro erano motaci?, «CCC», 12, 265-269; E. Bianco, Sparta e suoi Navarchi, Alessandria, 2018, p. 66, 142. Argomenta per la veridicità di questo status di Lisandro: D. Kagan, The Fall of the Athenian Empire, Ithaca, 1987, pp. 298-299..
Guerra del Peloponneso
Nulla è noto della sua esistenza finché non fu nominato nel 407 a.C. navarca della flotta spartana essendo stato considerato come uno dei pochi che avrebbe potuto consolidare l'apparato militare spartano e ristabilire le sorti negli scontri navali contro Alcibiade...
Ottenuti rinforzi dagli alleati, Lisandro portò la sua flotta ad Efeso ove stabilì il suo quartier generale e fece erigere un arsenale per la costruzione di navi e che, come testimonia Plutarco, conobbe un forte sviluppo economico e sociale..
Poi, non appena venne a sapere che Ciro, figlio del Gran Re Dario II, era giunto a Sardi, vi si recò per denunciare Tissaferne, rivale di Ciro, che, pur avendo promesso danaro e aiuti militari a Sparta, lesinava gli uni e gli altri..
Per questi motivi e per la sua indole cordiale ed ossequiosa, conquistò la fiducia di Ciro tanto da invitarlo alla propria mensa e Lisandro colse l'occasione ottenendo da Ciro diecimila darici, sufficienti per portare la paga dei marinai da tre oboli a quattro.Cicerone, De Senectute, 17...
Battaglia di Nozio
Tale mossa inflisse non pochi danni agli Ateniesi dal momento che indusse molti marinai, i più esperti ed abili, a passare tra le file spartane ma, ciononostante, Lisandro esitava ad intraprendere scontri navali per timore dell'intraprendenza di Alcibiade....
Tuttavia, quando Alcibiade decise di recarsi a Focea lasciando la flotta nelle mani del suo pilota personale, Antioco, quest'ultimo decise di mandare due triremi davanti ad Efeso per deridere i nemici; Lisandro, furibondo, fece scendere in mare alcune triremi per inseguirle.. Poco dopo, accortosi che gli Ateniesi accorrevano in sostegno delle loro navi, Lisandro ne armò altre finché entrambi i contendenti mossero l'intera flotta.. Lo scontro, che si svolse nelle acque di Nozio, fu duro ma alla fine Lisandro uscì vincitore catturando quindici triremi avversarie ed erigendo un trionfo. anche se il risultato migliore Lisandro lo ottenne quando i cittadini ateniesi, esasperati dal risultato della battaglia, destituirono Alcibiade...
Dopo la battaglia, Lisandro decise di intervenire nel governo di Efeso e delle altre città della Ionia promuovendo numerosi gruppi oligarchici filospartani affinché con il tempo indebolissero le democrazie vigenti e assumessero il potere e, a tale scopo, conferì importanti incarichi a coloro che da tempo erano divenuti suoi amici e ospiti..
Sostituzione con Callicratida Nel 406 a.C., Lisandro, non potendo reiterare il comando, fu sostituito dagli efori con Callicratida, sua umana antitesi per le virtù e l'assenza di quell'abilità diplomatica che aveva distinto il collega.. Infatti, Ciro non gli rese lo stesso appoggio garantito a Lisandro. ed i numerosi alleati di Lisandro presero le parti per il loro protettore..
Quanto ai rapporti tra Callicratida e Lisandro, Plutarco ricorda che Lisandro riconsegnò il danaro rimastogli a Ciro invitando il collega ad andare a Sardi a chiederne dell'altro.. Sempre Plutarco cita il seguente episodio in cui Lisandro, al momento del congedo, testimoniò di aver lasciato al successore una flotta padrona dei mari al che Callicratida replicasse sarcastico: "Ebbene, lasciando Samo a sinistra, girale attorno e portati a Mileto: le triremi me le consegnerai là! Non dobbiamo certo aver paura di passare davanti ai nemici di stanza a Samo, se è vero che siamo padroni del mare"...
Ritorno al comando L'anno seguente, però, Callicratida morì nel corso della battaglia presso le isole Arginuse che si concluse con la sconfitta spartana..
Gli alleati, temendo che Atene potesse risorgere, inviarono a Sparta un'ambasceria chiedendo il reintegro di Lisandro nel comando della flotta, e analoga richiesta fu avanzata da Ciro..
La legge spartana, tuttavia, impediva che la carica di navarco fosse tenuta dalla stessa persona oltre il mandato di un anno. e pertanto gli Spartani nominarono comandante l'eforo Araco il quale, poco esperto di tattica navale, prese con sé come luogotenente, dotato di pieni poteri, Lisandro..
I due comandanti giunsero ad Efeso con 35 triremi e là procedettero alla costruzione di nuove navi e al rafforzamento degli equipaggi grazie anche al sostegno di Ciro..
Ciò fatto, Lisandro fece vela per Mileto dove in precedenza aveva aiutato la fazione oligarchica ad abbattere la democrazia per poi attaccarli, in privato s'intende, quando costoro negoziarono una tregua con i democratici mentre in pubblico ne elogiava l'operato e si adoperava affinché i democratici restassero in città e collaborassero.. Scoppiati dei tumulti, Lisandro entrò in città con le truppe, convinse i capi democratici a fidarsi di lui e a restare e poi li fece trucidare dai suoi alleati..
Battaglia di Egospotami
Pacificata Mileto, Lisandro spinse le sue incursioni navali fino ad Egina e Salamina,. donde sbarcò in Attica a Declea per salutare il re Agide e per presentare alle truppe la flotta.
Poi, saputo che l'Ellesponto era sguarnito, investì con le sue forze la città di Lampsaco per poi espugnarla e saccheggiarla.. Gli Ateniesi, allora, inviarono la loro intera flotta, forte di 180 triremi, la quale, appresa la caduta di Lampsaco, si portò prima a Sesto e poi a Egospotami, di fronte ai nemici..
Dopo alcuni giorni di inattività scoppiò la battaglia della quale esistono due resoconti: Diodoro Siculo riferisce che il generale ateniese che comandava durante il quinto giorno a Sesto, Filocle, uscì con 30 navi, ordinando agli altri di seguirlo.. Al riguardo, Donald Kagan ha commentato che la strategia ateniese, se questo resoconto è accurato, avrebbe dovuto essere quella di spingere i Peloponnesiaci ad attaccare per mezzo di una piccola flotta, per poi sorprenderli con una flotta più grande. Nello scontro il piccolo contingente fu immediatamente sconfitto, mentre il resto della flotta fu colto impreparato sulla spiaggia e ivi preso prigioniero.
Senofonte, invece, riferisce che l'intera flotta ateniese uscì, come sempre aveva fatto in quei giorni e che Lisandro rimase in porto: quando gli Ateniesi ritornarono al loro campo, i marinai si sparsero in cerca di cibo ma, nel frattempo, la flotta di Lisandro arrivò da Abido e catturò la maggior parte delle navi sulla spiaggia, senza alcun combattimento sul mare..
Qualunque sia il vero resoconto, il risultato fu chiaro: della flotta ateniese riuscirono a fuggire solo 9 navi, guidate da Conone. Una delle navi fuggite, la nave messaggera Paralo, fu incaricata di informare Atene del disastro; il resto, con Conone, trovò rifugio presso Evagora I, il re di Cipro loro amico.
Dopo la battaglia Lisandro, ottemperando ai voleri del consiglio degli alleati, fece condannare a morte tremila Ateniesi ed il loro stratego, Filocle. e cominciò ad inviare messaggeri di città in città per annunziare la vittoria e per intimare a tutti i coloni ateniesi di far ritorno in patria, dietro pena della morte affinché Atene non potesse accumulare scorte di viveri per sostenere l'assedio..
In pochi mesi, quindi, Lisandro, approfittando della defezione di tutti gli alleati ateniesi, tranne di Samo., poté imporre ad ogni città un regime oligarchico guidato da un armosta spartano e da dieci magistrati che scelse tra i membri delle fazioni a lui più vicine, senza curarsi delle capacità o dei massacri da questi compiuti...
Caduta di Atene Esauriti tali compiti, Lisandro portò la sua flotta di 200 triremi ad Atene iniziando, di concerto con i re Agide II e Pausania ad assediarla per terra e mare...
Tuttavia gli Ateniesi, su impulso di Cleofonte e consapevoli che una vittoria spartana avrebbe significato la fine della democrazia, rifiutarono le proposte di resa, allestirono una flotta, rinforzarono le difese terrestri, affrancarono tutti gli schiavi in grado di combattere e armarono ogni uomo in grado di reggere una lancia..
Lisandro, di conseguenza, portò con sé parte della flotta e riprese la sua azione di smantellamento dei regimi democratici con l'aiuto degli esuli conservatori che trucidarono od esiliarono membri delle fazioni opposte. Strappata Sesto agli Ateniesi, destinò la città ai propri commilitoni anche se gli efori annullarono tale decreto, espulse le colonie ateniesi e fece restituire Egina, Milo e Chio ai legittimi abitanti..
Quando venne a sapere che la fame aveva ormai ridotto allo stremo la popolazione ateniese, Lisandro accostò la flotta al Pireo e costrinse la città ad accettare le condizioni di resa imposte da Sparta: abbattimento delle Lunghe mura, richiamo degli esuli, sgombero delle città, disarmo della flotta salvo dodici navi..
Dopo la guerra del Peloponneso Appoggio al regime dei Trenta
Dopo aver fatto demolire la flotta, Lisandro impose ad Atene di modificare la costituzione in senso oligarchico ma gli Ateniesi levarono vibrate proteste cui replicò ricordando che le lunghe mura e le fortificazioni del Pireo non erano state ancora abbattute e che la tregua non era stata rispettata...
Gli Ateniesi, allora, privi di risorse e timorosi di ulteriori vessazioni, accettarono di abbattere le mura ed il cambio costituzionale imposto da Sparta la quale insediò un presidio armato sull'Acropoli, dieci magistrati al Pireo e trenta ad Atene, i Trenta tiranni, a capo dei quali era Crizia, discepolo di Socrate..
Ciò fatto, consegnò a Sparta i doni, le corone che aveva ricevuto e tutto il denaro rimastogli per poi salpare per la Tracia. donde intraprese non poche azioni contro Farnabazo II, satrapo della Frigia ellespontina, alleato di Sparta, che inviò messi agli efori..
Ricevute le notizie, gli efori, indignati, misero a morte Torace, luogotenente di Lisandro e inviarono a questi una scitala con l'ordine di rientrare in patria; timoroso delle conseguenze, Lisandro cercò un accordo con Farnabazo e lo convinse a scrivere un memoriale in sua difesa. Farnabazo fece ciò che gli era stato chiesto, mostrò la lettera a Lisandro ma, nell'atto di apporre il sigillo, la scambiò con un'altra, apparentemente simile in cui aveva descritto i saccheggi e gli abusi che la sua provincia aveva subito. Lisandro, quindi, ignaro del reale contenuto, presentò agli Spartani la lettera di Farnabazo divenendo così accusatore di se medesimo..
Evitò comunque ogni addebito affermando ai magistrati che doveva recarsi al tempio di Ammone per sciogliere i voti ma ben presto fu richiamato dal momento che Atene, esasperata per gli abusi dei trenta, si era ribellata. Lisandro, allora, indusse gli spartani ad inviare cento talenti e lui stesso come generale ma i re, timorosi del potere personale di Lisandro, decisero che dovesse essere accompagnato da Pausania il quale attuò un'opera di conciliazione rinunciando ad imporre nuovamente l'oligarchia..
Intrighi Nel 401 a.C. a Sparta morì il re Agide II, aprendo una crisi di successione: il sovrano aveva un figlio, Leotichida, ma non l'aveva mai riconosciuto come proprio, ritenendo che, in base al conto dei giorni, sua moglie Timea l'avesse avuto da Alcibiade.