Nome Benché ampiamente nota come Principessa Tarakanova, in realtà non usò mai questo nome (la cui traduzione letterale è "principessa scarafaggio"), né venne usato dai suoi contemporanei, ma le venne invece attribuito solo nel 1797 dal diplomatico francese Jean-Henri Castéra, che la appellò così nella sua biografia di Caterina II di Russia. Il soprannome entrò poi nella conoscenza comune tramite diverse opere artistiche e letterarie...

Al tempo dei fatti, invece, la donna, che pure usò una grande varietà di pseudonimi, si presentava solitamente come Principessa Elisabetta Alekseevna Vladimirskaja o Elisabetta II di Russia.

Biografia

Origini

Non sono note informazioni certe sulle sue origini, né sul suo nome di nascita, oltre a quelle dichiarate da lei stessa, ovvero che fosse nata a San Pietroburgo nel 1753 come Elisabetta Alekseevna Petrovna Romanova, figlia nascosta dell'imperatrice Elisabetta e del suo consorte segreto, Aleksej Razumovskij, storia a cui si attenne anche durante la confessione concessale in punto di morte..

Si stima che possa essere nata in Europa fra il 1745 e il 1753Sebbene fosse solita indicare di essere nata nel 1753, in una lettera datata 1774 all'arcivescovo elettore di Treviri dichiara di essere nata nel 1745.. Venne descritta come di aspetto "italiano", magra, snella e coi capelli scuri. Dotata di rara bellezza e altrettanto raro fascino e carisma, nonché di gusti costosi, è noto che riuscì ad attrarre una numerosa schiera di protettori e ammiratori, che spesso sfruttò fino alla rovina e in alcuni casi anche alla prigione..

Aleksej Orlov, che fu incaricato da Caterina II di portarla in Russia da Livorno, dove si trovava all'epoca, per essere sottoposta a processo, la descrisse così: "È una donna di piccola statura, molto magra, né pallida né scura, con occhi grandi e rotondi, marrone scuro. Ha i capelli scuri come le sopracciglia e ci sono lentiggini sul suo viso. Parla bene francese, tedesco, un po' di italiano, capisce ma non parla bene l'inglese e credo capisca anche il polacco. Dice inoltre di conoscere l'arabo e il persiano"..

Una serie di ipotesi sulla sua identità furono avanzate da chi la conobbe o dagli storici che studiarono la sua vicenda, ma nessuna è supportata da prove: secondo il marchese Tommaso d'Antici, che la conobbe a Roma, era tedesca; l'ambasciatore inglese in Russia scrisse a Caterina che era figlia di un locandiere di Praga; John Dick, delegato inglese in Italia che assistette alla cattura della Tarakanova, ipotizzò che fosse figlia di un fornaio di Norimberga.; un prete romano che aveva prestato servizio in Russia dichiarò di averla vista alla corte russa e di averla riconosciuta come la moglie di un principe russo minore, lontanamente imparentato con Pietro III. Alcuni storici moderni, come Vladimir D'jakov, basandosi sulle sue lettere in varie lingue, sostengono che fosse francese e che la sua lingua madre fosse indoeuropea piuttosto che slava... Tuttavia, c'è un certo consenso sul fatto che, a dispetto delle insinuazioni che fosse di nascita umile, debba aver avuto opportunità di istruirsi o fosse persino di nascita agiata, perché dimostrò costantemente di possedere l'educazione di una donna di alto rango, compresa la conoscenza dell'etichetta, delle lingue, dell'arte e della musica, e lei stessa dipingeva e suonava l'arpa a un buon livello..

Quanto alla stessa Tarakanova, prima di dichiararsi principessa russa assunse un gran numero di altre identità e pseudonimi, fra cui quello di una principessa persiana, ed è stato ipotizzato che forse neppure lei fosse a conoscenza delle sue vere origini.

1770-1773: prime menzioni

Le prime menzioni dell'esistenza della Tarakanova risalgono al 1770, quando è registrato il suo trasferimento da Kiel a Berlino, dove visse sotto il nome di Fraülein Frank (signorina Frank). Dopo essere stata coinvolta in un non meglio precisato scandalo, i cui dettagli furono insabbiati, si trasferì a Gand, dove prese nome di Fraülein Schell. Qui incontrò il figlio di un mercante olandese, Van Tours, che sedusse e sfruttò fino a portarlo alla rovina insieme al padre. Nel 1771, per sfuggire ai creditori, convinse il suo amante a seguirla a Londra lasciandosi dietro moglie e figli. Vissero sotto il nome di Madame de Tremouille e Baron Embes e la Tarakanova continuò a sfruttare Van Tours come garante per ottenere ulteriori prestiti.. Nuovamente in rovina, nella primavera del 1772 Van Tours cercò di fuggire a Parigi, ma venne raggiunto pochi mesi dopo dalla Tarakanova e dal suo nuovo protettore, il barone Schenck, a sua volta un truffatore..

A Parigi visse sotto il nome di Princess de Voldomir, che più tardi si sarebbe evoluto nel russo Principessa Vladimirskaja e, in letteratura, nella "Principessa di Vladimir"... Dichiarò di essere cresciuta in Persia e di essere alla ricerca della sua eredità perduta in Russia. Questa sembra essere la prima menzione di una sua pretesa connessione con il trono russo e, secondo il biografo Melnikov-Pečerskij, questa nuova identità era stata costruita insieme a Michał Ogiński, generale e scrittore polacco, e forse anche lui suo amante, alla quale la Tarakanova aveva promesso grandi somme di denaro per riscattare i suoi possedimenti confiscati nella Confederazione polacco-lituana una volta reclamata un'eredità... Fu vicina ad ottenere ciò che voleva quando fu chiesta in moglie dal conte Rochefort de Valcourt, ciambellano di Filippo Ferdinando di Limburgo, ma nello stesso periodo sia Van Tours che Schenck finirono in prigione per debiti e, nel caso di Van Tours, falsificazione (la Tarakanova gli aveva procurato un brevetto da ufficiale lituano a nome Embers). Coinvolta nello scandalo, Valcourt ritirò la sua proposta, anche se si fece garante per la liberazione dei due e li aiutò a fuggire a Francoforte insieme alla donna.

Tuttavia, non riuscì a fare fronte ai debiti e rischiò la prigione, da cui fu salvata solo grazie all'intervento dello stesso Filippo Ferdinando, che, in città per questioni personali con Federico II di Brandeburgo, finì per innamorarsi di lei e ospitarla in casa sua, dopo aver pagato i creditori. Le mise a disposizione il castello di Neisses in Franconia e il suo patrimonio, e imprigionò Valcourt come criminale politico per sbarazzarsi del rivale in amore. A questo punto la Tarakanova cambiò nuovamente pelle, presentandosi come Sultana Alina Eleonora, principessa d'Azov. Iniziò a crearsi una vera e propria corte, fondò un "ordine cavalleresco", l'Ordine della Croce asiatica, e continuò ad attrarre uomini potenti, come Clemente Venceslao di Sassonia, arcivescovo elettore di Treviri e co-regnante di Oberstein, da cui prese in prestito grandi somme di denaro in cambio della promessa di "convertirsi" al cattolicesimo.. Decisa ormai a farsi sposare da Filippo Ferdinando, nel 1773 lo minacciò di tornare in Persia e successivamente annunciò di essere incintaDal momento che non sembra nacque alcun bambino, è probabile che mentisse e che abbia poi simulato la perdita del bambino, o in alternativa che abbia avuto un aborto spontaneo., riuscendo finalmente a ottenere una proposta di matrimonio nel mese di luglio., oltre alla promessa che, nel caso di rottura del fidanzamento, la Tarakanova avrebbe comunque ottenuto la contea di Oberstein, che Filippo Ferdinando le aveva comprato nel maggio 1774 con gli ultimi fondi rimasti... Tuttavia, le venne comunicato che, per procedere al matrimonio, era necessario che producesse documenti che accertassero la sua origine, oltre a doversi convertire al cattolicesimo (lei dichiarava di essere ortodossa), a cui la Tarakanova rispose in maniera vaga, raccontando che le proprietà di suo "padre" in Russia erano state confiscate.. e cercando appoggio nel ministro russo Aleksandr Golicyn perché le trovasse una scappatoia burocratica, e nel suo vecchio compagno Michał Ogiński perché le prestasse denaro per corrompere qualcuno, appoggio e denaro che, per una volta, le venne rifiutato.. Mentre passavano i mesi, Filippo Ferdinando, ormai quasi in rovina per colpa della sua amante, venne a conoscenza del passato della donna e delle sue menzogne a proposito del fatto che Golicyn stesse lavorando al suo caso e la affrontò con l'intenzione di cacciarla di casa. A quel punto la Tarakanova, assumendo la nuova identità di principessa Elisabetta Vladimirskaja, rispose che sarebbe andata a San Pietroburgo per provare la veridicità della sua storia, indicando come suo garante Ivan Ivanovič Šuvalov.

Tuttavia, nell'ottobre 1773, ancora non era partita, continuando anzi a vivere a spese dell'amante a Oberstein, dove si alienò l'intera corte quando, mancando alla parola data, rifiutò il cattolicesimo per frequentare invece la chiesa protestante, spingendosi fino ad accogliere, senza permesso, Franziska von Melschede, una bambina prussiana lì conosciuta, figlia di un capitano dell'esercito.. A quel punto Filippo Ferdinando la ripudiò, cosa che la Tarakanova prese bene perché, a suo dire, aveva trovato una nuova fonte di reddito, che si scoprirà essere poi la pretesa al trono russo..

1774: pretendente al trono russo

Nel dicembre 1773, la Tarakanova iniziò a mettere in giro la voce che, sotto il suo ultimo pseudonimo, ovvero "principessa Elisabetta Vladimirskaja", in realtà nascondesse la sua vera identità di Granduchessa Elisabetta di Russia, figlia segreta dell'imperatrice Elisabetta e del conte Aleksej Razumovskij, e dopo poco mise insieme una base di sostenitori da cui si faceva chiamare Sua Altezza Imperiale Principessa Elisabetta II di Tutte le Russie, come viene reso noto in una lettera fra lei e Filippo Ferdinando datata 14 gennaio 1774, che segnò anche la riconciliazione fra i due.. Gli storici ipotizzano che l'idea di fingersi una principessa russa le sia venuta dopo aver appreso degli eventi legati alla rivolta di Pugačëv., oltre che dalla conoscenza di storie di millantatrici che erano riuscite coi loro imbrogli a trascorrere vite di lusso. Ad esempio, è nota la vicenda di una giovane donna di Bordeaux che, per qualche tempo fino al 1770, visse di prestiti mai pagati fingendosi una figlia illegittima di Francesco I d'Austria. Catturata e portata a Bruxelles su ordine di Maria Teresa, sedusse il suo carceriere, il conte von Cobenzl, e riuscì a convincerlo a liberarla per poi scomparire con una cospicua somma di denaro. Secondo alcuni, questa donna potrebbe essere stata la stessa Tarakanova..