Lascesa di Gengis Khan coinvolge gli eventi dalla nascita del condottiero mongolo Temüjin, nel 1162, fino al 1206, anno in cui il kuriltai, il concilio politico-militare dell'aristocrazia mongola, gli conferì il titolo di Gengis/Chinggis Khan (lett. "Sovrano Universale") del "Grande stato mongolo" (mo. Yekhe Mongol Ulus). Si trattò di anni formativi per il grande condottiero, durante i quali riuscì ad assoggettare tutti i popoli nomadi dell'Altopiano della Mongolia garantendosi la base di potere necessaria per l'attacco all'Impero cinese ed agli altri grandi potentati dell'Eurasia.

Fonti

L'unico significativo resoconto mongolo sui primi decenni di vita e sull'operato militare e politico di Gengis Khan nel momento della sua ascesa è la Storia segreta dei mongoli (mo. Монголын Нууц Товчоо, Mongolyn Nuuc Tovčoo), la più antica opera letteraria in lingua mongola pervenuta. Si tratta di un poema scritto da un autore anonimo per la famiglia reale mongola attorno al 1240 qualche anno dopo la morte di Gengis Khan (1227), probabilmente in caratteri mongoli. È detta "segreta" poiché era originariamente destinata alla sola famiglia reale. I testi sopravvissuti derivano tutti da trascrizioni in caratteri cinesi risalenti alla fine del XIV secolo e voluti dalla dinastia Ming (1368-1644) che aveva scacciato dalla Cina la dinastia Yuan fondatavi dal nipote di Gengis, Kublai Khan (r. 1260-1294). La versione cinese originale, da cui derivarono le varie traduzioni, era detta ma viene anche citata come all'interno del classico storico cinese Storia degli Yuan redatto sempre per volontà dei Ming.

L'attendibilità della Storia segreta quale fonte storica è ancora disputata: es. è chiaro che la cronologia dell'opera è sospetta, con alcuni passaggi rimossi o modificati per una migliore narrazione. Tuttavia, essa è apprezzata da taluni storici perché l'anonimo autore è spesso critico nei confronti di Gengis Khan (es. non ne tace indecisioni né difetti, quali la cinofobia) e riporta eventi tabù come l'assassinio del suo fratellastro e il rapimento della prima moglie Börte..

Altra fonte era lo Altan Debter (mo. Алтан дэвтэр, Altan devter, letteralmente "Il libro d'oro"), parimenti una cronaca dei mongoli perduta. Anch'esso funse da base per il successivo sviluppo di un testo di lingua cinese, il Shengwu qizheng lu , redatto al tempo di Kublai Khan ma parimenti perduto, a sua volta utilizzato come fonte per la compilazione della Storia degli Yuan tanto quanto del Jami' al-tawarikh di Rashid al-Din Hamadani nel XIV secolo...

Scenario I Mongoli prima di Gengis Khan

I mongoli apparvero per la prima volta nella storia cinese al tempo della dinastia Tang (618-907) e furono descritti come un ramo degli Shiwei (zh. ), vassalli prima del Khaganato turco (555-744) dei Göktürk (o "Turchi Celesti"), il grande impero nomade subentrato a quello degli scomparsi Xiongnu, e poi del Khaganato uiguro (744-840), parimenti turco. Gli Shiwei vissero tra i Monti Xiao Hinggan fino al X secolo, quando la componente mongola si trasferì sul fiume Argun' e divenne vassalla dei Kitai che avevano da poco fondato la dinastia Liao (907-1125), nelle regioni della Manciuria, della Mongolia e di parte della Cina del Nord al collasso dei Tang (907). I mongoli continuarono a spostarsi verso ovest fino a raggiungere i fiumi Onon e Hėrlėn, presso gli attuali confini tra Mongolia e Cina, nell'XI secolo..

La mitologia mongola li vuole discendenti da un lupo grigio-blu nato dal cielo, Börte Cino, e da una daina fulva, Qo'ai Maral, che traversarono insieme un lago, raggiunsero il Burhan Haldun, una vetta dei monti Hėntij, e vi generarono un maschio d'uomo, chiamato Bat Tsagan, antenato di tutti i mongoli.. Nell'undicesima generazione del lignaggio di Bat Tsagan, Dobun Mergen sposò una giovane donna di nome Alan Gho'a del Khorilar che, dopo la sua morte, diede alla luce Bondodjar Mong, fondatore del clan Borjigin...

Il pronipote di Bondodjar Mong, Khaidu Khan, nell'XI secolo fu il primo Khaghan (lett. "imperatore") a «governare tutti i mongoli.». Non si trattava d'un impero ma di una confederazione tribale (mo. khanlig) a capo della quale di trovava un capo riconosciuto dai vari capi-tribù (mo. khan) e non un sovrano membro d'una dinastia. Oltre alla confederazione mongola (mo. Khamag Mongol), esistevano nell'Altopiano della Mongolia altre confederazioni di popoli uralo-altaici: i Kereiti (turchi), i Merkit (turchi o mongoli)Il dibattito circa la corretta etnia dei Merkit, mongola o turca, è ancora aperto tra gli storici – v.si ., i Naiman (mongoli) e i Tatari (turchi)..

Il nipote di Khaidu Khan, Kabul Khan, fu invitato alla corte della dinastia Jīn, subentrata ai Liao nel controllo della Cina settentrionale, e, in uno scoppio di ubriachezza durante un banchetto, pizzicò la barba del celeste imperatore. Inizialmente, l'imperatore Jīn decise di lasciare impunito l'insulto ma cambiò idea e ordinò la cattura di Khabul. Gli inseguitori Jīn caddero in un'imboscata e furono uccisi e Khaidu morì poco dopo, privando i Jīn di ogni possibilità di vendetta. Dal 1135 al 1147, i mongoli fecero continuamente irruzione oltre i confini dei Jīn che inizialmente stipularono una tregua con i mongoli ma una ventina d'anni dopo aizzarono contro di loro i Tatari. Questi catturarono il nuovo khan mongolo, Ambaghai dei Tayichiud, con la scusa di fare la pace e lo consegnarono ai Jīn. Prima di essere catturato, Ambaghai riuscì a rimandare un messaggero ai suoi parenti, esortandoli a combattere i tatari fino alla morte... Ambaghai fu inchiodato a un asino di legno e lasciato morire.

Intorno al periodo della cattura di Ambaghai (1150-1160?), il nipote di Khabul, Yesugei, rapì Hoelun, una fanciulla della tribù mongola degli Ongirrat nota per la sua bellezza e fertilità,. da un Merkit di nome Chiledu..La storia del rapimento di Hoelun è riportata nella ma le fonti tarde eliminano nel racconto degli eventi il rapimento - v.si . Partecipò a una serie d'incursioni del Khagan Hotula Khan († 1161) contro i tatari e, al suo ritorno, scoprì che la moglie gli aveva dato un figlio di nome Temüjin, il futuro Gengis Khan..

I nomadi della steppa e l'Impero cinese: rapporti di potere

L'impero cinese aveva dovuto fronteggiare la minaccia delle popolazioni nomadi provenienti dalla steppa eurasiatica (turchi, tungusi e mongoli), brulicanti nell'Altopiano della Mongolia, sin dai tempi degli Xiongnu. La situazione s'era fatta critica ai tempi dei Tang, costretti a gestire prima i Göktürk (zh. ) e poi gli Uiguri (zh. ). Collassati i Tang, l'Impero Celeste s'era frammentato in una serie di compagini statali dai confini più circoscritti. Nella Cina del Nord, in particolare, le sistematiche incursioni dei nomadi avevano portato all'affermazione della dinastia Liao di etnia proto-mongola Kitai (907–1125) prima e della dinastia Jīn di etnia tungusa-Jurchen (1115–1234) poi.

La dinastia Jīn fu fondata nel 1115 dal khan delle tribù Jurchen Wányán Āgǔdǎ (zh. 完顏阿骨打) nella Manciuria settentrionale. Dieci anni dopo (1125), i Jīn sconfissero i Liao e li scacciarono dai loro domini, subentrandovi, per poi penetrare in Cina e (1127) saccheggiare Kaifeng, capitale della dinastia Song, di etnia Han (cinese), che si trincerò a sud del fiume Huai (1141, v.si Trattato di Shaoxing),. mentre esuli kitai, guidati da Yelü Dashi (zh. , imperatore Dezong , di Liao, r. 1124-1143), si rifugiarono nell'Asia Centrale dove fondarono l'impero di Kara Khitay.

Dopo la conquista della Cina del Nord, i Jīn assoggettarono la dinastia Xia occidentale dei tanguti, discendenti degli antichi Xianbei (zh. ) turco-mongoli, contemporanei degli Xiongnu,The Lost Empire of Western Xia www.angelfire.com che controllava il confine tra Tibet, Cina e Mongolia, cioè lo snodo nevralgico della via della seta, ed avviarono l'integrazione con gli Han ed i Kitai rimasti in loco, seppur con difficoltà. Nel frattempo, riscuotevano tributi dalle popolazioni della steppa ed incoraggiavano rivalità tra loro, come nel caso della contesa tra tatari e mongoli sopracitata, probabilmente motivata dal fatto che durante gli iniziali scontri tra i Liao e i Jīn, i Mongoli/Shiwei rimasero vassalli dei Kitai. Questa politica dei Jīn concorse anche se certo non generò alla frammentazione politica delle popolazioni della steppa che caratterizza il XII secolo: scomparsi i grandi imperi nomadi del passato, infatti, le steppe eurasiatiche erano ridotte ad un microcosmo di domini tribali, al massimo di confederazioni, come sopra osservato per l'Altopiano entro i cui confini convivevano, maldestramente, ben quattro distinte confederazioni..

La macchina bellica "nomade" Gli anni in oggetto furono anzitutto un'epoca di guerra semi-costante che assorbì il primo quarantennio di vita di Temüjin. La sua definitiva ascesa come Khagan di un Altopiano della Mongolia ormai assoggettato al suo volere sancisce, in quest'ottica, la sua affermazione quale miglior stratega di quel bacino geopolitico, un condottiero cioè ormai maestro in ogni sfaccettatura del bagaglio militare già impiegato da secoli, in Asia quanto in Europa, dai precedenti imperi nomadi della steppa, su tutti gli Unni e, soprattutto, gli Avari: l'uso preponderante (per non dire assoluto) delle forze di cavalleria e soprattutto degli arcieri a cavallo; la tradizione frugale; le tattiche mordi e fuggi; ecc.

Le guerre combattute da Temüjin nell'Altopiano furono infatti continui scontri di cavalleria, anche coinvolgenti decine di migliaia di effettivi, sia battaglie campali sia raid assimilabili alle Chevauchée che in quei medesimi anni venivano combattute nell'Europa medievale, preceduti o seguiti da inseguimenti, ritirate ed imboscate. Mancarono del tutto gli assedi, non ultimo per il semplice fatto che non esistevano nell'Altopiano vere e proprie città ma al massimo delle tendopoli,Unica eccezione il sito di Ordu-Baliq, capitale prima dei Göktürk e poi degli Uiguri, edificato secondo dettami architettonici cinesi riconducibili al gusto Tang: un quadrilatero di 32 kmq con mura alte 10 m, palazzi/templi, una cittadella di 12 m, uno stupa di 14 m ecc. - ed anche quanto le fonti riportano la presenza d'un manipolo di guerrieri asserragliati in una qualche fortificazione (solitamente eretta in precedenza da una popolazione stanziale) la situazione non fu risolta tramite la poliorcetica ma semplicemente con la lotta corpo a corpo.

Solo dopo il 1206, Gengis Khan avrebbe scritto nuove pagine nel manuale bellico delle steppe, ristrutturando il modus bellandi dei mongoli insieme alla loro società. Una caratteristica di quella che fu l'organizzazione militare dell'Impero mongolo si può però certamente riscontrare sin dai primi anni di operato di Temüjin: l'assorbimento entro i ranghi dell'armata delle popolazioni sconfitte o comunque sottomesse.

Infanzia di Temüjin (1162-1177)