Il polittico del Maestro Paroto, noto anche come polittico di San Siro o polittico di Cemmo, è un dipinto a tempera su tavola realizzato dal pittore conosciuto come Maestro Paroto e conservato nella Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia.
Storia L'opera era anticamente conservata all'interno della pieve di San Siro a Cemmo e si presume fosse posizionata sulla parete della navata settentrionale nei pressi del battistero.. Fu venduta a un privato nel 1852 che lo inserì nel circuito del mercato dell'antiquariato passando dal mercato milanese a quello parigino fino al mercato newyorkese, venendo poi acquistato dalla fondazione Cab per 180mila sterline il 4 luglio 2012, in un'asta di Sotheby's. a Londra, per essere esposto nel duomo vecchio di Brescia..
L'opera che originariamente fu realizzata su tavole, venne spostata su tela per essere poi riposta su tavola nei primi anni del Novecento. Dal 2018 le tavole sono conservate nel museo come deposito della Fondazione CAB. Attualmente l'opera è conservata in Pinacoteca Tosio Martinengo, mentre nella pieve di San Siro a Cemmo è presente una stampa a dimensioni naturali.
Committente e artista
Un'iscrizione, non più visibile ma osservabile ancora a metà XIX secolo e fortunosamente trascritta, posta nella parte inferiore centrale del polittico, riportava su cinque righi: «=Hoc opus fecit fieri venerabilis = Dominus Presbiter Franciscus de Trevisio, archipresb. = plebis presentis S. Siri de Cemmo in M°CCCCXLIIII = in die sancto Pasche vero die VIIII mensis aprilis, = Parotus pinxit»...
Il committente è stato identificato come Francesco Afro da Treviso, arciprete della pieve di San Siro.. La data di realizzazione è stata individuata nell'anno 1447, sebbene la copia dell'iscrizione riporti 1444: un confronto calendariale ha mostrato che il giorno Pasqua cadeva nel 1447 l'8 aprile, e pertanto la cifra si sarebbe dovuta interpretata con M°CCCCXLVII.
Il nome dell'autore dell'opera si legge nella firma: "Parotus pinxit". Di questo artista si conosce un solo ulteriore polittico conservato nel Museo Bagatti Valsecchi a Milano. Gli studiosi non sono riusciti a chiarire se sia esistita una relazione tra il "Maestro Paroto", autore di questo polittico, e il "Maestro Pasoto", padre di Giovanni Pietro da Cemmo, nome accertato da registri in quanto padre e figlio avevano operato in affiancamento nella decorazione delle chiesa chiesa di San Rocco (Bagolino).
Descrizione e stile Il polittico presente le caratteristiche della pittura gotica con la figura della Vergine centrale che riprende la Madonna dell'Umiltà, avvolta in un ricco manto rosso e non assisa su di un trono ma su un verde prato che le fa anche da contorno. L'opera si compone di nove tavole, mancante è quella che era la cuspide raffigurante la crocifissione di Cristo, conservata in collezione privata. Le tavole mancanti raffiguravano la Madonna annunciata e l'arcangelo Gabriele annunciante.
Le tavola laterali raffigurano otto santi con la relativa iscrizione gli attributi iconografici che li rendono riconoscibili: a sinistra si riconoscono i santi Stefano, Ludovico da Tolosa, Siro e Giovanni evangelista, mentre a destra san Michele Arcangelo, Giovanni Battista, e le sante Apollonia e Agata tutti rivolti verso la Madonna posta nella tavola centrale, se non si considera le immagini dei santi Stefano e Siro che probabilmente non sono conservati nella loro collocazione originale, così come il polittico non era dietro l'altare principale ma forse sul lato sinistro dietro il battistero.
Le figure si presentano allungate e signorili con una cromia di colori eleganti, con abiti dalle pieghe strette. Le immagini femminili riprendono le opere di Michelino da Besozzo questo a indicare che l'artista era a conoscenza e aveva studiato il linguaggio gotico e malgrado le varie modifiche, il polittico mantiene l'originale raffinatezza ed armonia. Originariamente le tavole erano più unite e non inserite nella cornice lignea con lesene che dividono le differenti pitture del XIX secolo, era infatti possibile che la tavola centrale fosse più alta proprio per fare seguire la linea naturale del prato dove questa è assisa con il prato delle singole tavole raffiguranti i santi. Questa considerazione troverebbe conferma nella presenza dell'iscrizione posta ai piedi della Madonna.
Note
Bibliografia
Voci correlate Pieve di San Siro (Cemmo) Pinacoteca Tosio Martinengo
Altri progetti
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