L'epistolario di Epicuro è una raccolta di lettere scritte dal filosofo greco, di cui ci restano numerosi frammenti.
Contenuto e conservazione La forma epistolare, come rilevato espressamente da Diogene Laerzio, era la più congeniale ad Epicuro per diffondere in modo breve la propria dottrina, sicché l'epistolario del maestro dovette essere gelosamente custodito e tramandato come forma didattica, come attesta anche il fatto che Filonide avesse composto le epitomi delle lettere non solo di Epicuro, ma anche di Metrodoro, Polieno ed ErmarcoPHerc. 1044, f. 4..
Di poche lettere Frr. 95-103. abbiamo l'indicazione dell'anno in cui furono scritte: abbiamo, dunque, l'indicazione degli anni dal 308 a.C. al 285 a.C., anche se sempre Diogene LaerzioX, 26-27. ci conserva la lettera scritta in punto di morte da Epicuro a Ermarco.
Di fatto, probabilmente, come d'uso nell'antichità, l'epistolario epicureo dovette essere ordinato secondo i destinatari, tanto che Usener e Arrighetti, i maggiori editori di Epicuro, raccolgono i frammenti in tal modo.
Si distinguono, in primo luogo, le lettere a gruppi di persone, ossia a comunità epicuree sparse nell'Egeo: Agli amici d'Egitto Fr. 106 Usener., Agli amici d'AsiaFr. 107 Usener., Agli amici di LampsacoFrr. 107-110 Usener. (in cui si discuteva di povertà), Ai filosofi di Mitilene Frr. 111-114 Usener. (riguardante i suoi studi e i presunti maestri, con il celebre attacco a Nausifane).
Le lettere a singoliFrr. 115-170 Usener. erano indirizzate a AteneoIl padre di Metrodoro: H. Usener, Epicurea, Milano, Bompiani, 2007, p. 847., Anassarco Non va identificato con l'omonimo filosofo di Abdera. Cfr. I. Ramelli, nota a fr. 116, in H. Usener, Epicurea, Milano, Bompiani, 2007, p. 319. Usener stesso rifiutava l'identificazione del destinario di questa lettera in cui sembra che Epicuro parli del sommo bene in polemica con altri filosofi (ivi, p. 845)., Apelle, Apollonide, al proprio fratello Aristobulo, Dositeo, Ermarco, EurilocoPer H. Usener, Epicurea, Milano, Bompiani, 2007, p. 855 si tratta del discepolo di Pirrone di cui parla Diogene Laerzio IX, 68 ss. e che Epicuro stesso elogia per aver composto un'opera dedicata a Metrodoro (ivi, X 100, 8)., ErodotoOltre alla celebre epitome metafisica tramandata da Diogene Laerzio., Temista, Idomeneo, Cratero, Colote, Leonzio e suo marito Metrodoro, MitreCollaboratore amministrativo del diadoco Lisimaco, che mantenne economicamente Epicuro e la sua scuola: H. Usener, Epicurea, Milano, Bompiani, 2007, p. 860., MysSchiavo e discepolo di Epicuro, da lui liberato per disposizione testamentaria (Diogene Laerzio, X 168, 11): cfr. H. Usener, Epicurea, Milano, Bompiani, 2007, p. 861., Polieno, Pitocle, Timocrate Fratello di Metrodoro e transfuga dalla scuola, autore di opere fortemente calunniatorie contro Epicuro, che gli rispose in tre volumi: cfr. H. Usener, Epicurea, Milano, Bompiani, 2007, pp. 866-867., Firsone e Carmide.
Infine, ci sono pervenuti circa una quarantina di frammenti171-216 Usener. di lettere senza destinatario specifico, riguardanti la condotta di vita, la polemica contro Stilpone e gli Stoici, questioni private, i suoi discepoli.
Note
Bibliografia F. Sbordone, Per la storia dell'epistolario di Epicuro, in Miscellanea di Studi alessandrini in memoria di A. Rostagni, Torino 1963, pp. 26-39. A. Angeli, Frammenti di lettere di Epicuro nei papiri di Ercolano, in "Cronache Ercolanesi, 23 (1993), pp. 11-27.
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