Biografia Appartenente a una famiglia illustre ma decaduta, Giovanni Pellegrino Dandi seguì le orme del padre Giuseppe, il quale fin dal 1671 conduceva a Forlì la "Stamperia dei Fasti Eruditi e Novellistici"; anche il fratello Giovanni Felice seguì le orme paterne dedicandosi inoltre al giornalismo. La seconda metà del XVII e la prima metà del XVIII secolo erano infatti caratterizzate dalla fioritura di fogli letterari nati sulla scia del Giornale de' letterati di Roma, il primo periodico letterario italiano.
Nel 1687 fu avviato alla carriera ecclesiastica: divenne presbitero, dottore in utroque iure e ricoprì incarichi ecclesiastici a Imola e a Forlì. Ciononostante, la sua attività predominante fu quella di pubblicista e compilatore di giornali letterari. Nel 1701 fondò a Forlì Il Gran Giornale de’ letterati (1701-1705), un settimanale di quattro pagine in cui a una sezione letteraria, dedicata alla recensione di libri di argomento umanistico, si affiancava una gazzetta (chiamata Giornale de’ Novellisti), dove si riportavano notizie di avvenimenti politici e militari europei. A quell'epoca fare un giornale e fare una gazzetta erano due attività molto diverse tra loro: il giornale di Dandi si configurò quindi come anomalo rispetto alla pubblicistica sua contemporanea. Il carattere ibrido del Gran Giornale era confermato da due elementi: a) normalmente i giornali erano stampati in quarto, se non in ottavo. Il giornale di Dandi invece venne stampato in folio; b) normalmente i giornali avevano cadenza mensile; Il Gran Giornale ebbe periodicità settimanale, come le gazzette. Il Giornale de’ letterati era ricco di recensioni di opere provenienti da tutte le parti d'Italia; anche dall'estero (Germania). Dandi nascose molto bene il fatto che le opere recensite non erano nuove ma vecchie di qualche decennio. Per non essere scoperto, il compilatore cambiò i nomi degli autori sostituendoli con nomi di fantasia. Inoltre prelevò interi estratti da altri periodici senza nominare la fonte, falsificò dati bibliograficiMartino Capucci, .
Nel 1705 Dandi si trasferì a Parma, dove fondò Fasti del Gran Giornale Letterario o sia Biblioteca Volante che, differentemente dal periodico di Forlì, mancava della parte novellistica, ma riproduceva per intenti ed argomenti il giornale forlivese. A partire dal 1710 il Dandi venne accusato di aver pubblicato estratti di studi e articoli tratti dal Giornale de' letterati d'Italia, cambiandone il titolo, l'autore ed il luogo di stampa. Per questo motivo Ludovico Antonio Muratori, che lo aveva elogiato per il Gran Giornale de’ letterati, capovolse il suo giudizio definendo le pubblicazioni come quella del Dandi "opere miserabili" dal titolo fastoso.
Apostolo Zeno, fondatore e direttore del Giornale de' letterati d'Italia, si accorse ben presto del plagio del Dondi e lo smascherò direttamente dalle pagine dei suo giornale. Dondi non esitò a cambiare i titoli delle recensioni, lasciando inalterato il contenuto..
Note
Bibliografia
Categoria:Falsari italiani Categoria:Fondatori di riviste italiane