La chiesa di San Fiorentino (Église Saint-Florentin) è una delle due chiese parrocchiali della città di Amboise, situata all'interno del centro storico e ai piedi del castello reale. La chiesa è stata classificata come monumento storico il 3 luglio 1963.
Storia La chiesa venne consacrata nel 1484 e fu costruita per volontà di Luigi XI allo scopo di trasferire la funzione parrocchiale fuori dal castello di Amboise. Il re temeva infatti che l’accesso della popolazione alla chiesa del castello potesse favorire la diffusione di malattie e mettere a rischio la corte. L’edificio, in origine, portava il nome di Notre-Dame-en-Grève, così chiamata per il tratto sabbioso della Loira su cui sorgeva. Fu finanziato anche grazie a lettere patenti del 7 giugno 1473, che concessero per quattro anni una parte della tassa sul sale. Nel XIX secolo, dopo la demolizione della collegiata reale di Saint-Florentin dentro il castello, la chiesa di Notre-Dame-en-Grève assunse la denominazione attuale di Église Saint-Florentin, riprendendo il nome dell’edificio scomparso.
La copertura del campanile fu modificata in stile rinascimentale all'inizio del XVI secolo, poi nel 1876 ebbero luogo importanti lavori di restauro: la volta lignea fu poi sostituita da quella in pietra. La campana è stata donata dal duca di Choiseul.
Le vetrate colorate furono distrutte durante la seconda guerra mondiale e sostituite da opere originali di Max Ingrand, che lavorò anche nella cappella Saint-Hubert del castello.
Chiusa per cattive condizioni, ha riaperto a metà degli anni 2000.
Leonardo da Vinci Sebbene l'attuale Chiesa di San Fiorentino (situata nella città bassa) porti questo nome, essa non va confusa con l'omonima Collegiata reale di Saint-Florentin che sorgeva un tempo all'interno delle mura del Castello di Amboise. Fu in quest'ultima, oggi non più esistente, che Leonardo da Vinci, per sua volontà venne sepolto: un registro del 12 agosto 1519 ricorda come «fu inumato nel chiostro di questa chiesa M. Lionard de Vincy, nobile milanese e primo pittore e ingegnere e architetto del Re, meschanischien di Stato e già direttore di pittura del duca di Milano».Amboise, Registri del Capitolo reale di Saint-Florentin, in Hardouin, Cabinet de l'amateur. Circa cinquant'anni dopo la sua morte, la tomba fu violata durante i violenti scontri tra cattolici e ugonotti. Il colpo di grazia arrivò con la Rivoluzione francese, quando i rivoltosi saccheggiarono la chiesa e ne profanarono i sepolcri per recuperare i metalli preziosi e il piombo delle bare delle persone di alto rango, ivi sepolte. Di conseguenza, già prima della demolizione dell'edificio, avvenuta nel 1807 in epoca napoleonica, la collocazione esatta dei resti di Leonardo era andata perduta e la sua tomba risultava anonima. Con l'abbattimento della collegiata (ormai fatiscente), le ossa finirono definitivamente mescolate alle macerie e interrate nel giardino del castello, dove rimasero dimenticate per oltre mezzo secolo.Milena Magnano, Leonardo, collana I Geni dell'arte, Mondadori Arte, Milano 2007. ISBN 978-88-370-6432-7. Solo nel 1863, lo scrittore Arsène Houssaye scavò tra le fondamenta della chiesa abbattuta rinvenendo dei resti ossei, che attribuì a Leonardo, ma si tratta di un'attribuzione puramente ipotetica: l'identificazione si basò solo su indizi fragili, come il ritrovamento di monete coeve e frammenti lapidei nelle vicinanze.Sull'incertezza di questa attribuzione si espresse il ministro dell'istruzione italiano il 9 maggio 1919, comunicando che il Governo francese, dopo «ricerche condotte colla massima diligenza» nella località di Amboise, confermava lo stato di incertezza delle fonti sul luogo di sepoltura di Leonardo, anche a causa delle «distruzioni causate dalla guerre di religione del XVI secolo e dalla rivoluzione», con la conseguente scomparsa di «tutti i segni esteriori che avrebbero potuto permetterne l'identificazione»: v. , Luca Beltrami, un architetto in Senato, p. 8 Dal 1874, tali resti riposano nella Cappella di Saint-Hubert, situata anch'essa nel perimetro del castello, mentre nel luogo esatto della sepoltura originaria è oggi posto un busto commemorativo di Leonardo.
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