è un film d'animazione del 2023 scritto e diretto da Hayao Miyazaki.
La pellicola è la prima di Miyazaki dal 2013, anno in cui annunciò il suo ritiro dopo Si alza il vento a causa dell'età avanzata. A luglio 2016 decise però di ritornare a dedicarsi a un nuovo progetto, ispirato alla sua infanzia e ad alcuni romanzi, tra cui E voi come vivrete? di Genzaburō Yoshino, dal quale vennero tratti il titolo e le tematiche filosofiche (ma non il soggetto). La produzione iniziò nel maggio successivo e durò complessivamente sette anni, in conseguenza alla scelta del regista di rallentare il processo di animazione. Non ci furono né limiti di tempo né di budget e lo Studio Ghibli ricevette aiuto dallo Studio Ponoc e finanziamenti ulteriori da accordi presi con piattaforme di streaming sulla distribuzione degli altri prodotti del catalogo; tutto ciò portò il produttore Toshio Suzuki a dire che probabilmente sarebbe diventato il lungometraggio più costoso mai realizzato in Giappone.
Terminato ad ottobre 2022, fu distribuito da Tōhō nelle sale cinematografiche giapponesi il 14 luglio 2023. La sua uscita non venne preceduta da alcuna campagna promozionale e, eccezion fatta per un singolo poster, non vennero divulgate immagini o informazioni circa la trama, il cast e le maestranze coinvolte. Nonostante ciò, riscosse al botteghino quasi trecento milioni di dollari, diventando uno dei più grandi incassi nella storia degli anime. Venne acclamato dalla critica cinematografica e vinse numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Oscar, divenendo il secondo film in tecnica tradizionale a riceverlo dopo La città incantata, sempre di Miyazaki. Ottenne anche il Golden Globe e il BAFTA per il miglior film d'animazione, primo lungometraggio in 2D e non in lingua inglese. Infine, venne inserito dalla National Board of Review tra i dieci migliori film dell'anno.
Trama Tokyo, 1944. Mentre la Guerra del Pacifico infuria, il dodicenne Mahito Maki perde la madre Hisako durante un bombardamento aereo che causa l'incendio di un quartiere di Tokyo, il quale coinvolge l'ospedale in cui era ricoverata. Mahito corre verso l'incendio e si lancia tra le fiamme per salvare la madre, ma è troppo tardi.
L'anno successivo il padre Shōichi, progettista di aerei, si risposa con Natsuko, la sorella minore di Hisako. Le due donne sono fisicamente molto simili, quasi identiche, tranne per il colore dei capelli: Natsuko ha i capelli castani, mentre sua sorella maggiore Hisako aveva i capelli neri. Per allontanarsi dalla guerra, la famiglia si trasferisce in campagna nella residenza di famiglia di Natsuko (e prima di Hisako), dove Mahito fatica ad abituarsi alla nuova casa. Il ragazzo soffre per la perdita della madre e per la scoperta della gravidanza della zia-matrigna.
Un giorno, vedendo un misterioso airone cenerino nel giardino della tenuta, lo insegue fino al vicino bosco, dove lo vede addentrarsi nelle rovine di una strana torre abbandonata. Nel frattempo, Natsuko si è accorta che il ragazzo manca in casa da diverso tempo, e si precipita con le anziane serve a cercarlo. Due di queste riescono a ritrovarlo proprio mentre Mahito si sta facendo strada nel tunnel di accesso alla torre, ostruito da terra e detriti. Tornati a casa, Natsuko racconta a Mahito la storia della torre, costruita da un suo prozio come pertinenza privata della casa, e gli proibisce di tornarci.
L'indomani, Mahito viene introdotto nella sua nuova scuola, dove non è ben visto dai compagni. Già durante il tragitto di ritorno a casa finisce per azzuffarsi con un altro ragazzino, ma poco prima di arrivare alla residenza decide di ferirsi intenzionalmente alla testa con una pietra, per peggiorare le sue condizioni. Il padre Shōichi, tornato dal lavoro, insiste per sapere il nome dell'aggressore che lo ha colpito in quel modo, tuttavia Mahito rifiuta di dirne il nome; ottiene però di non tornare a scuola finché non sarà guarito del tutto.
Durante la convalescenza, l'airone appare alla finestra della camera dove il ragazzo è allettato, e si dimostra inspiegabilmente capace di parlare, quando grida beffardamente le parole «Mahito, salvami!», ovvero quelle che il ragazzo risente nei suoi incubi della notte dell'incendio in cui morì sua madre. Furioso, Mahito lo insegue fino allo stagno nonostante il malessere, dove l'airone gli parla nuovamente, insinuando che sua madre in realtà sia ancora viva, e lo aspetta nella torre proibita. Il ragazzo viene allora attaccato da una folla di rane parlanti emerse dallo stagno, ed è solo l'intervento di Natsuko armata di arco e frecce a salvarlo, dopo essersi precipitata di nuovo alla sua ricerca con le anziane domestiche.
Dopo quest'episodio Mahito, che comincia a star meglio, decide di costruirsi arco e frecce con le piume dell'airone cadute in giardino, con l'intenzione di catturarlo. Nella sua stanza trova anche una copia del romanzo E voi come vivrete? di Genzaburō Yoshino con una dedica della madre Hisako, che intendeva regalarglielo quando fosse stato abbastanza grande. La lettura del libro viene nuovamente interrotta dall'airone e quando Mahito si alza per scacciarlo scorge dalla finestra la zia-matrigna Natsuko, che con i capelli sciolti sta attraversando il giardino dirigendosi verso il bosco.
Più tardi sente le grida delle domestiche che cercano allarmate Natsuko, non ancora rientrata. Mahito scende per unirsi al gruppo e ricorda la direzione in cui aveva visto dirigersi la zia-matrigna, decidendo di seguire il percorso fino al bosco insieme alla domestica brontolona Kiriko.
Qui ritrova l'airone, che deride Mahito e lo informa che dovrà inoltrarsi nella torre, se vorrà salvare la zia-matrigna e rivedere sua madre. Una volta all'interno, l'uccello gli mostra quella che sembra la madre Hisako dormiente, che però si scioglie non appena toccata da Mahito, rivelandosi solo un'abile illusione. Irato, il ragazzo colpisce l'airone al becco con una freccia, rivelando così il piccolo e grottesco uomo-spirito che vive all'interno dell'uccello. Sconfitto, l'airone accetta - sotto imposizione di un misterioso Signore della Torre, apparso fugacemente - di guidare Mahito e la riluttante Kiriko nel mondo magico che si cela oltre la torre, alla ricerca di Hisako e Natsuko.
Qui Mahito incontra diversi personaggi, tra cui una vigorosa pescatrice che lo ospita a casa sua, che si rivelerà essere Kiriko da giovane, i tondi Wara-wara, ovvero spiritelli dei non-nati, uno stormo di pellicani parlanti che cercano di mangiarli e la venerabile Himi, dotata del potere del fuoco, che interviene per salvare i Wara-wara da un attacco dei pellicani.
Nel frattempo, nel nostro mondo, il padre Shōichi è preoccupato perché sua moglie incinta, suo figlio e una domestica risultano spariti ormai da vari giorni. Le altre vecchiette della casa gli accennano allora della torre misteriosa e di come anche la sua prima moglie Hisako, quando era ancora ragazzina e viveva nella tenuta, vi sparì per un anno intero, per poi tornare indietro come nulla fosse successo. Shōichi decide allora di guidare una spedizione armata verso la torre.
Nel loro mondo parallelo, Mahito e l'airone cercano di intrufolarsi nella capanna del fabbro ferraio, ultimo ostacolo prima di poter raggiungere il castello in cui è nascosta Natsuko, ma vengono sorpresi da un gruppo di parrocchetti carnivori e antropofagi, altra specie che abita quel mondo ed è dotata di parola. Li salva giusto in tempo una nuova apparizione di Himi, che si mostra a Mahito per la prima volta nella sua forma reale: una ragazzina dai capelli neri raccolti in una mezza coda da un fermaglio rosso, un vestito rosso scuro a strisce bordeaux e un grembiulino di cotone bianco un po' datato.
Himi guida il ragazzo attraverso il castello, spiegandogli come eludere la sorveglianza dei parrocchetti, che lo hanno interamente occupato sotto il comando del loro re. Natsuko si trova nella cosiddetta "sala parto", ma la sua prima reazione è di aggredire il nipote-figliastro; si placa solo dopo che Mahito la chiama "mamma" per la prima volta. Quando lasciano il palazzo, tuttavia, Himi viene catturata dai parrocchetti di pattuglia nell'edificio.
Mentre cerca di salvare Himi, Mahito sale in cima alla torre più alta del castello e incontra il Signore della Torre, che rivela di essere il suo prozio, un potente mago e scienziato che aveva trovato un meteorite e costruitovi intorno la torre. L'anziano mago gli rivela la storia della torre, un misterioso manufatto che consente il passaggio tra dimensioni diverse; gli chiede di restare per succedergli come garante di pace e di equilibrio. Il suo regno, infatti, si regge su un fragile equilibrio e crollerà senza una guida, un ruolo che può essere ricoperto solo da un suo consanguineo privo di malizia. Ma Mahito rifiuta, preferendo tornare nel proprio mondo e confessa di essersi auto-inflitto la ferita alla testa, pertanto non è privo di malizia e sentimenti negativi. Il malvagio Re Parrocchetto, che ha rapito Himi, brama il potere del prozio e constatando che il vecchio non ha più un successore, tenta di prendere il potere; nella foga causa accidentalmente la rovina del mondo parallelo distruggendo la magica scala di equilibri che il prozio voleva affidare a Mahito.
Fuggendo dal regno magico in rovina, Mahito offre a Himi di portarla con sé, ma la ragazza rifiuta, affermando di essere una versione della madre Hisako da giovane e di dover tornare nel proprio mondo per garantire che lo stesso Mahito possa nascere. Inseguiti dai parrocchetti, Mahito, Natsuko e l'airone trovano l'uscita dalla torre e ritornano a casa, dove riabbracciano il padre Shōichi, che li cercava disperatamente. Anche Kiriko riappare nuovamente anziana, prendendo vita da un amuleto che Mahito ha portato con sé dal regno magico. In più, anche i pellicani e i parrocchetti sono riusciti a salvarsi dal collasso del mondo, compreso il Re Parrocchetto, trasformatosi in un normale pappagallo come i suoi ex sudditi.
Due anni più tardi, la famiglia Maki, ritrovata l'armonia, fa ritorno a Tokyo dopo la fine della guerra. Tuttavia, Mahito ricorda infine di essersi portato via un frammento del mondo magico che brilla di luce propria nella sua mano.
Produzione
Dal ritiro alla proposta del film In seguito alla realizzazione di Si alza il vento, nel settembre del 2013 Hayao Miyazaki tenne una conferenza stampa a Venezia in cui annunciava il suo ritiro dalla produzione dei lungometraggi, giudicati ormai troppo faticosi per la sua età: «So di aver detto che mi sarei ritirato molte volte in passato. Molti di voi penseranno: "Ancora". Ma questa volta sono abbastanza serio». Tuttavia, dopo aver completato il cortometraggio , decise nel 2016 di ritornare sui suoi passi e di dirigere un nuovo film d'animazione; il momento del ripensamento venne immortalato nel finale del documentario di Kaku Arakawa Never-Ending Man: Hayao Miyazaki:
A luglio di quello stesso anno cominciò a lavorare sullo storyboard del progetto cinematografico, che poi propose ai produttori il mese successivo: esso si configurava come un'unione tra due romanzi, ovverosia Il libro delle cose perdute di John Connolly, che forniva una sorta di «vaga struttura» per la vicenda vera e propria, e La torre spettrale di Ranpo Edogawa, che Miyazaki amava da bambino e da cui venne tratta l'idea della torre in cui si perde Mahito Maki. Nel documento di proposta il regista scrisse anche un commento: «Non c’è niente di più patetico che dire al mondo che andrai in pensione per via della tua età e poi ritornare per l'ennesima volta. È davvero possibile accettare quanto ciò sia patetico e comunque sia farlo? Un anziano che si illude di essere ancora in grado, nonostante la sua dimenticanza geriatrica, non dimostra di aver superato il proprio meglio? Sì, potete scommetterci.»
La riapertura dello Studio Ghibli