La Marina militare dello Sri Lanka (in singalese ශ්රී ලංකා නාවික හමුදාව, Śrī Laṃkā nāvika hamudāva; in tamil இலங்கை கடற்படை, Ilaṅkai kaṭaṟpaṭai) è la componente navale delle forze armate dello Stato asiatico dello Sri Lanka.
Fondata nel 1950 come forza navale del Dominion di Ceylon con il nome di Royal Ceylon Navy, cambiò denominazione dopo la trasformazione dell'isola in Repubblica dello Sri Lanka nel 1972. Dopo un breve periodo di sviluppo iniziale con l'assistenza dell'ex potenza coloniale britannica, all'inizio degli anni 1960 la Marina venne lasciata con scarse risorse a causa del coinvolgimento di suoi alti ufficiali in tentativi di sovversione del governo singalese, finendo con il ridursi a un modesto servizio di sorveglianza costiera. Lo scoppio della guerra civile in Sri Lanka nel 1983 obbligò tuttavia il governo di Colombo ad avviare un netto potenziamento delle sue forze navali, quantomai necessarie per tagliare le rotte di approvvigionamento che rifornivano i guerriglieri separatisti delle "Tigri Tamil" nel nord dell'isola; il lungo conflitto civile, proseguito con alterne vicende fino alla sconfitta dei guerriglieri tamil nel 2009, portò la Marina singalese a svilupparsi come moderna forza di combattimento, specializzata nelle operazioni di guerra asimmetrica e guerriglia navale nelle acque costiere.
Lo sviluppo della Marina proseguì anche negli anni successivi alla guerra civile, curando in particolare l'aumento delle unità con capacità d'altura per la sorveglianza dell'ampia zona economica esclusiva della nazione.
Storia La nascita L'antesignano più prossimo dell'odierna Marina militare singalese venne costituito nel 1937, quando l'isola era una colonia della corona britannica con il nome di "Ceylon britannica": dopo che la conferenza imperiale sulla difesa del 1932 ebbe stabilito che ogni regione dell'Impero britannico dovesse assumersi la responsabilità della propria protezione militare locale, le autorità coloniali di Ceylon emanarono nel 1937 un apposito provvedimento per l'istituzione di una piccola forza navale singalese, incaricata della sorveglianza delle zone costiere e di aiutare la Royal Navy a fronteggiare eventuali incursioni di navi corsare nemiche nell'Oceano Indiano, come avvenuto nel corso della precedente prima guerra mondiale. La Ceylon Naval Volunteer Force (CNVF) entrò ufficialmente in forza il 1º gennaio 1938 sotto la guida del comandante britannico Willoughby Greaves Beauchamp, con un corpo ufficiali misto di britannici e singalesi e una truppa reclutata tra la popolazione locale. Dopo l'inizio della seconda guerra mondiale nel 1939, la CNVF passò sotto il controllo operativo dell'Ammiragliato britannico con la designazione di Ceylon Royal Naval Volunteer Reserve (CRNVR), raggiungendo nel corso del conflitto un organico di 62 ufficiali e più di sottufficiali e marinai; il corpo operò una mezza dozzina tra rimorchiatori, pescherecci e baleniere convertiti in dragamine e unità anti-sommergibili, proteggendo le basi navali di Colombo e Trincomalee e scortando i convogli mercantili nelle acque di Ceylon e del Territorio Britannico dell'Oceano Indiano..
Dopo la conclusione del conflitto la maggior parte del personale della CRNVR venne smobilitato e congedato, ma il governo singalese, in vista di una prossima indipendenza prevista per la colonia, decise di mantenere in forza un piccolo nucleo di 9 ufficiali e 91 marinai sotto la guida del comandante Royce de Mel, sia come aiuto alle autorità civili in caso di disastri naturali che come quadro addestrato per la creazione di una futura marina militare singalese. L'isola ottenne infine l'indipendenza il 4 febbraio 1948 come Dominion di Ceylon, parte del Commonwealth britannico, e la CRNVR assunse quindi dalla Royal Navy la piena responsabilità delle operazioni navali nelle acque singalesi. Mentre parte del personale reclutato durante la guerra veniva richiamato in servizio per ampliare i ranghi, la CRNVR cercò di acquisire il suo primo naviglio di uso militare, limitato sino a quel momento a qualche lancia. Nel 1949 infine i britannici cedettero ai singalesi un dragamine della classe Algerine da tonnellate di dislocamento, residuato bellico della seconda guerra mondiale: messo in servizio con i nuovi proprietari sotto il nome di HMCyS Vijaya, divenne la nave ammiraglia della piccola forza. La creazione della Marina singalese venne infine istituzionalizzata il 9 dicembre 1950, quando un'apposita legge del parlamento sancì la trasformazione della CRNVR nella nuova Royal Ceylon Navy (RCyN)..
Sviluppo e stagnazione
Sotto la guida del suo primo comandante, il capitano W.E. Banks proveniente (come i suoi due successori) dai ranghi della Royal Navy britannica, la RCyN iniziò il suo sviluppo come forza militare, incaricata della sorveglianza di circa chilometri di coste affiancati poi da una zona economica esclusiva ampia km²; tra i primi compiti assegnati alla forza, in particolare, vi fu quello di contrastare le attività di contrabbando e immigrazione illegale con l'India nelle acque dello stretto di Palk, oltre che assistere le autorità civili in caso di disordini interni. Le prime acquisizioni di nuovo naviglio compresero quattro motolance e un paio di rimorchiatori costruiti nei cantieri locali, seguiti nel 1955 dal guardacoste HMCyS Kotiya da 120 tonnellate di dislocamento e da un paio di motovedette. Nell'agosto 1955 il contrammiraglio Royce de Mel divenne il primo singalese ad assumere il comando della RCyN...
Nei suoi primi anni dopo l'indipendenza Ceylon mantenne solidi legami diplomatici con Londra, comprensivi di un accordo di cooperazione nel campo della difesa che garantiva la protezione militare del Regno Unito a Ceylon in cambio del permesso ai britannici di mantenere basi militari sull'isola. Nel 1956 il nuovo governo del neo-eletto primo ministro Solomon Bandaranaike impresse però una netta svolta alla politica estera della nazione, avvicinandosi al Movimento dei paesi non allineati e stabilendo relazioni amichevoli con paesi del blocco orientale come Cina e Unione Sovietica; questo portò alla cessazione dell'accordo di cooperazione militare con il Regno Unito e alla partenza, nel 1959, delle ultime truppe britanniche da Ceylon. Le forze armate singalesi dovettero da ora assumersi il pieno compito di garantire la difesa militare della nazione, il che portò a un loro immediato rafforzamento; per la RCyN questo si tradusse, oltre che nell'acquisizione delle moderne basi navali prima gestite dai britannici nell'isola, nella messa in servizio di unità navali più adatte ai compiti bellici. Nel 1958 fu quindi acquistato nel Regno Unito un secondo dragamine classe Algerine, messo in servizio come HMCyS Parakrama; tra il 1959 e il 1960 invece furono acquistate in Israele due fregate della classe River, messe in servizio come HMCyS Mahasena e HMCyS Gajabahu: unità costruite in Canada durante la seconda guerra mondiale e passate poi nei ranghi della Marina militare israeliana, si trattava di navi da tonnellate di dislocamento equipaggiate con due cannoni da 102 mm e un buon armamento anti-sommergibili. Anche la forza alle armi conobbe una netta espansione, passando dai 48 ufficiali e 510 marinai del 1951 ai 136 ufficiali e marinai del 1958..
Il governo di Bandaranaike portò avanti una serie di politiche volte a favorire la maggioranza demografica dei singalesi buddhisti, creando forti tensioni con le minoranze cristiane (prevalenti nel corpo ufficiali delle forze armate) e dei Tamil del nord dell'isola (in maggioranza induisti); questo portò, tra la fine degli anni 1950 e l'inizio degli anni 1960, a un periodo di disordini interni a Ceylon, culminati con l'assassinio di Bandaranaike da parte di un fanatico buddhista il 25 settembre 1959. Personale della RCyN fu spesso chiamato ad appoggiare le forze di polizia nel contenimento dei disordini popolari, oltre che per assistere le autorità civili durante le periodiche alluvioni che colpivano l'isola durante la stagione del monsone. La Marina stessa si ritrovò tuttavia a essere trascinata nel caos politico che stava colpendo la nazione: nel 1960 un'inchiesta nata da alcune segnalazioni svelò che navi della Marina erano state impegnate in attività di contrabbando di armi a favore di ambienti estremisti cattolici singalesi, portando a una serie di dimissioni forzate tra i ranghi del corpo ufficiali che comprese anche quella del contrammiraglio Royce de Mel, sostituito alla guida della forza armata dal parigrado Rajan Kadiragamar; de Mel rimase poi implicato in un progetto di colpo di Stato scoperto e represso dalle autorità nel gennaio 1962, coinvolgente un gran numero di alti ufficiali dell'esercito e della polizia di fede cristiana che furono conseguentemente costretti alle dimissioni..
Gli anni successivi al tentato golpe videro un netto taglio delle spese militari e degli organici delle forze armate, che colpì in maniera significativa anche la Marina: il reclutamento di nuovo personale venne sospeso e ripreso solo dopo diversi anni, fu bloccata l'acquisizione di nuovo naviglio d'altura e due delle unità principali in servizio (la fregata Mahasena e il dragamine Parakrama) furono radiate e vendute per la demolizione nel settembre 1966; unito al mancato rimpiazzo della perdita del guardacoste Kotiya e del dragamine Vijaya (il primo naufragato e il secondo danneggiato dopo essere stati colpiti da un ciclone nel 1964), questo lasciò la Marina con la sola fregata Gajabahu come principale unità d'altura, oltretutto trasformata in nave scuola sbarcando le armi anti-sommergibili. Gli unici acquisti di naviglio nel corso degli anni 1960 riguardarono una ventina di motolance realizzate in parte a Ceylon e in parte a Singapore dalla britannica Vosper & Company, anche se un elemento di novità venne introdotto nel 1964 con la creazione di un nucleo sperimentale di sommozzatori grazie all'assistenza di istruttori statunitensi e indiani..
Il passaggio alla repubblica Nell'aprile 1971 il Janatha Vimukthi Peramuna (JVP), un movimento marxista-leninista, diede il via a un'insurrezione armata contro il governo della prima ministra Sirimavo Bandaranaike; l'insurrezione del JVP fu infine stroncata dalle forze di sicurezza singalesi dopo due mesi di scontri e attentati, lasciando sul terreno parecchie centinaia di morti. I tagli del decennio precedente avevano lasciato le forze armate singalesi con organici ed equipaggiamenti alquanto ridotti, il che favorì le azioni iniziali degli insorti; la RCyN dovette impiegare il suo scarso personale a terra per difendere le basi navali e appoggiare le attività di mantenimento dell'ordine di polizia ed esercito, subendo anche i suoi primi caduti in combattimento, ma rimasta fondamentalmente senza unità d'altura da impiego bellico non fu in grado di esercitare un efficace pattugliamento delle acque nazionali per impedire l'arrivo di carichi di armi agli insorti. Il governo di Colombo dovette rassegnarsi a chiedere l'aiuto di Pakistan e India per garantire la sicurezza delle sue coste e bloccare i vascelli che contrabbandavano armi nel paese..