Ventosa è una frazione del comune di Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina, nel Lazio.

Geografia Ventosa è collocata su un'altura dei monti Aurunci da cui si domina la valle del Garigliano sino a Roccamonfina e Sessa Aurunca. La vista dal borgo arriva sino al monte Massico.

Storia In età preromana, l'antico popolo che abitava dalle alture di Ventosa fino al Mar Tirreno era il popolo degli Aurunci. Il territorio del borgo, in tale epoca, doveva appartenere alla città di Vescia.

Nell'Alto Medioevo, nell'anno 830, Ventosa entrò nella storia: allora apparteneva al territorio di Gaeta, città bizantina, e nei verbali di un processo per una controversia su alcuni beni ecclesiastici apparve tra i giudici tale Siceramit de Ventosa. Ventosa doveva già essere un villaggio dove avevano trovato rifugio dalle invasioni barbariche gli abitanti della pianura. L'ubicazione del borgo fece sì che Ventosa divenisse parte della disposizione del locale sistema difensivo contro i Saraceni: le sue due torri, infatti, di cui ne resta una, servivano ad allarmare l'entroterra cassinate quando i Saraceni approdavano al Garigliano, fiume presso cui era presente una loro colonia. Ventosa fu anche eremo distaccato di Montecassino, aspetto non di poco conto nel governo del territorio, ai confini fra il ducato di Gaeta e la Terra di San Benedetto; è infatti depositato presso l'abbazia un documento di compravendita risalente al 980.

Nel 1064 i Normanni conquistarono Gaeta e nel 1078 Giordano, principe normanno di Capua, donò la contea di Suio all'abbazia di Montecassino, guidata dall'abate Desiderio. Il controllo della foce del Garigliano, attraverso l'acquisizione della contea, era di importanza strategica per il monastero cassinese perché questa era un diretto sbocco verso il mare.

Ventosa era uno dei casali più cospicui della contea di Suio; entrando a far parte della Terra di San Benedetto il villaggio crebbe, fra XI e XII secolo. All'incirca in questo periodo si ebbe la realizzazione di un piccolo monastero benedettino, una cella, dedicata a San Giovanni Battista; probabilmente la cella benedettina fu costruita su di una chiesetta rurale preesistente. L'attuale chiesa di San Martino è costruita sulla stesso luogo, abbandonato dai benedettini nel Trecento. Del XII secolo è il simbolo stesso della località, la torre da cui si domina sia la piana del Garigliano sia parte dell'entroterra. Tale torre romanica, a base quadrata, è alta 24 metri, 5 in meno rispetto al passato. Attraverso le tre torri di Ventosa, Castelforte e Suio, che si guardavano reciprocamente, si aveva la visione del golfo di Gaeta e dell'arco dei monti Aurunci che lo chiudono.

Nel XV secolo, visse a Ventosa la giovane Aurimpia, ispiratrice del poeta in lingua latina Elisio Calenzio, umanista che l'amava corrisposto.

Nel giorno di Pasqua del 1799, durante la napoleonica Repubblica Partenopea, la popolazione di Castelforte in particolare, ma anche degli adiacenti Santi Cosma e Damiano e Ventosa, dovette difendersi dall'incursione punitiva francese contro le comunità che sostenevano le truppe comandate dall'itrano Michele Pezza, detto Fra Diavolo, fedele al Re borbonico Ferdinando. Si racconta che i Ventosari si difesero casa per casa, a colpi di pietre, dall'avanzare delle truppe.

Durante la Seconda guerra mondiale, nel 1943-44, trovandosi sulla Linea Gustav, per oltre nove mesi il territorio fu sottoposto all'occupazione dei tedeschi e ai bombardamenti degli alleati, che cancellarono una gran parte dell'abitato; gli abitanti furono sottoposti a vessazioni dagli occupanti tedeschi e poi sfollati.

Monumenti e luoghi di interesse Chiesa di San Martino di Tours. Torre medievale, risalente al XII secolo.

Società Tradizioni e folclore

La produzione caratteristica di Ventosa, con le tecniche tramandate da padre in figlio, è la produzione di oggetti in strame (Ampelodesmos tenax, vegetale dalle foglie lunghe e fibrose), dalla raccolta della materia prima nei campi fino al prodotto finito. La falciatura si esegue prima del levar del sole, quando il cespuglio è ancora umido di rugiada; il materiale poi è sottoposto a battitura e ridotto a strisce intrecciate. Lo strame, detto stramma, viene utilizzato per l'impagliatura di sedie, per la produzione di cestini e sporte da lavoro, suppellettili ecc. Una volta questa era l'attività principale di molte famiglie, complementare al lavoro agricolo, mentre nel XXI secolo è divenuta un'attività amatoriale.

Le festività proprie di Ventosa sono: 8 settembre: Festa della Madonna del Riposo. 11 novembre: Festa di San Martino.

Economia Il borgo di Ventosa è stato sede di vari frantoi oleari, che apportavano prestigio e benessere; questa attività è tuttavia in decadenza, come pure il centro storico sancosimese.

Note

Bibliografia

Voci correlate Santi Cosma e Damiano Grunuovo

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