Sansone e Dalila a olio su tela (176 x 223 cm) è un dipinto realizzato da Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino nel 1654, conservato Museo di belle arti di Strasburgo. Storia Nel 1654 Carlo Cesare Malvasia, nella Felsina pittrice, ricorda l'esecuzione del dipinto con queste parole: «[fece] un Sansone con Dalida, e li Filistei per A. S. di Mantova».

Nel Libro dei conti Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. il pagamento è registrato solo il 23 dicembre 1657, con notevole ritardo rispetto all'esecuzione delle opere. La somma di 444 ducatoni, equivalenti a 555 scudi, non si riferiva al solo Sansone e Dalila, ma comprendeva anche il suo pendant, Lot e le figlie, oggi conservato al Louvre; ciò spiega l'entità particolarmente elevata del compenso.

Il committente di entrambe le opere fu Carlo II di Gonzaga-Nevers, duca di Mantova e del Monferrato.

Tra il 1715 e il 1720 il dipinto fu messo in vendita a Parigi o a Londra; nel XIX secolo entrò nella collezione del mercante e collezionista d'arte inglese John Charles Robinson. Nel 1896 Robinson lo donò al Museo di belle arti di Strasburgo, dopo che Wilhelm von Bode aveva acquistato diverse opere provenienti dalla sua collezione.

Soggetto Contrariamente al racconto del Libro dei Giudici, nel quale Dalila affida a un uomo il compito di recidere i capelli di Sansone, Guercino raffigura la donna mentre compie personalmente l'azione. Questa variante trova un precedente nelle Antichità giudaiche di Flavio Giuseppe, dove è Dalila a privare Sansone dei capelli prima di consegnarlo ai Filistei. Descrizione Dalila è raffigurata seduta mentre Sansone, addormentato, giace con il capo abbandonato sul suo grembo. La donna ha già reciso una ciocca dei suoi capelli e tiene ancora in mano le forbici; volgendo lo sguardo verso destra, sembra intendersi con tre Filistei armati, appostati dietro una grande colonna che divide verticalmente la composizione. Uno di essi si prepara a legare l'eroe, ormai privo della forza che gli derivava dalla chioma.

Il contrasto fra i protagonisti è accentuato dai loro atteggiamenti: Sansone appare completamente abbandonato al sonno, mentre Dalila domina la scena con il busto eretto e l'ampio gesto del braccio che impugna le forbici. La giovane, con il seno scoperto e avvolta in ampi panneggi rossi, emerge con evidenza dal fondo scuro; sulla destra, invece, i Filistei rimangono parzialmente nascosti nell'ombra, oltre la colonna. Guercino sceglie dunque di rappresentare Dalila nell'atto di tagliare personalmente i capelli di Sansone Stile Il dipinto appartiene alla maniera tarda di Guercino, ormai orientata verso un linguaggio più classicista. La composizione presenta un'impostazione severa ed equilibrata, sottolineata dalle due massicce colonne che separano il gruppo formato da Dalila e Sansone dai tre Filistei sulla destra, contribuendo nello stesso tempo a bilanciare le due parti della scena. Dalila, raffigurata di profilo secondo un'impostazione rigorosamente classica e con i capelli raccolti in un'elegante reticella, domina la composizione con l'ampio gesto del braccio che impugna le forbici; il loro riflesso metallico trova una corrispondenza nella lucentezza dell'armatura di uno dei Filistei.

Barbara Ghelfi sottolinea l'organizzazione armonica e bilanciata della scena, accompagnata da una pittura dalla fattura delicata e leggera e da una gamma cromatica sobria, costruita prevalentemente su tinte attenuate. La studiosa individua inoltre un preciso legame formale con il pendant, Lot e le figlie: in entrambe le opere la protagonista femminile compie un ampio ed enfatico gesto con il braccio destro, con la figlia di Lot che versa il vino e Dalila che solleva le forbici. Tale analogia compositiva rafforza la connessione tra i due dipinti. La qualità originaria di alcune parti dell'opera risulta tuttavia alterata da numerose e pesanti ridipinture.

Stéphane Loire osserva inoltre come Guercino, rispetto alla concitazione della giovanile Cattura di Sansone, scelga qui un momento precedente e più statico della vicenda: Sansone è ancora addormentato sulle ginocchia di Dalila, mentre i Filistei attendono il momento di intervenire. La maggiore compostezza dell'azione non attenua tuttavia la tensione narrativa, che viene concentrata nei gesti e negli sguardi dei protagonisti.

Un disegno preparatorio, la cui attuale collocazione è ignota, raffigura Dalila a mezzo busto, con un'espressione più femminile e fanciullesca ed una corporatura meno atletica. Note

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