La conquista mongola dello Yunnan fu promossa dal IV Khagan (imperatore) mongolo Möngke Khan (r. 1251-1259) e realizzata da suo fratello Kublai Khan nel 1253. La definitiva occupazione territoriale dello Yunnan, allora politicamente rappresentato dal Regno di Dali e da una serie di potentati minori, fu terminata nel 1257.

L'occupazione mongola dello Yunnan, antecedente la fondazione da parte di Kublai della dinastia Yuan (1271-1368), poi seguita dalla riconquista Ming, incluse in via definitiva quest'area nei confini della Cina e l'istituzione, ivi come altrove, del sistema dei capi-locali (c.d. "Tusi") che sarebbe stato poi ripreso ed ampliato dalla dinastia Ming (1368-1644).

Al momento della dissoluzione dell'Impero mongolo, lo Yunnan venne incluso nelle terre del Gran Khanato della dinastia Yuan di Kublai Khan e gli fornì una preziosa testa di ponte per le sue mire espansionistiche nel Sud-est asiatico (v.si Invasioni mongole del Sud-est asiatico).

Contesto Lo Yunnan al tempo dei mongoli

L'Impero cinese era stato separato per secoli dall'Indocina da uno stato cuscinetto di etnia mista Yi-Bai (tibeto-birmani),L'origine etnica dei regni di Nanzhao e Dalì è ancora oggi fonte d'un ricco dibattito internazionale - v.si il Regno di Nanzhao (zh. , 737-902), poi divenuto Regno di Dali (zh. , 937-1253), entrambi con Dali come capitale, chiamati dai birmani "Gandalarit" (ဂန္တလရာဇ်), dal Regno di Gandhāra.. I regni basati su Dalì, occupanti il territorio dell'odierno Yunnan (Cina), erano una potenza a sé stante che aveva dialogato alla pari con l'Impero tibetano (zh. , 618-842) e la Cina della dinastia Tang (618-907) prima e la Cina della dinastia Song (960-1266) dopo. La struttura politico-militare di Nanzhao e Dalì si era rifatta al modello cinese dei Tang pur rimanendo spiccatamente feudale ed al suo interno la distinzione tra le diverse componenti etniche era ben marcata: pur vantando una presunta discendenza dalla medesima popolazione ancestrale, i Cuanman (zh. ), attivi nello Yunnan nel periodo della storia cinese noto come "Dinastie del Nord e del Sud" (zh. , 420-589), gli Yi (o "Miwa Neri") si costituivano quale casta guerriera mentre i Bai (o "Miwa Bianchi") si costituivano quale casta burocratica. La dinastia che aveva fondato il Regno di Dalì sulle ceneri di Nanzhao, il clan Duan, professava etnia Han (cinese) ed origine nel Gansu anche se quasi certamente si trattava di un clan Bai..

Gli iniziali rapporti tra i regni di Dalì e il regno di Pagan, il suo vicino indocinese più prossimo, non sono ad oggi chiari e, poiché già gli eserciti a cavallo di Nanzhao si avventurarono in profondità in quella che oggi è la Birmania, occupando l'alta valle dell'Irrawaddy,. favorendo il collasso delle città stato di Pyu che ivi prosperavano dal I secolo a.C.,. non è escluso un loro collegamento con la fondazione della città medievale di Bagan, capitale del regno di Pagan e/o della stessa dinastia ivi regnante.. Il confine tra Dalì e Pagan (l'Indocina in generale) era un'ampia fascia di terre occupanti le odierne prefetture di Dehong, Baoshan e Lincang nello Yunnan e le regioni di Va e De'ang (presumibilmente nell'attuale Stato Shan settentrionale),Le fonti birmane, v.si , parlando delle regioni Wa e Palaung i cui esatti confini, nel XIII secolo, potevano differire da quelli attuali. Stando a Marco Polo (v.si e ) Pagan attaccò Zardandan e i "Denti d'Oro" nel 1272. Se ciò corrisponde a verità, i confini di Wa e Palaung potrebbero essere stati quelli dei "Denti d'Oro" nelle odierne prefetture di Dehong e Baoshan. che Pagan e Dalì avevano entrambi rivendicato, finendo con l'esercitarvi sfere d'influenza sovrapposte.. Si trattava, allora come oggi, di terreni proibitivi, occupati da alte catene montuose e fitte foreste..

Ad est, il regno di Nanzhao aveva conteso ai Tang il controllo sul Vietnam del Nord, il c.d. "Annam", in un annoso conflitto (854-866) particolarmente oneroso per i cinesi, ed al principio del XI secolo il regno di Dalì era tornato a sconfinare in quelle terre, ora soggette al regno Đại Việt (zh. ), di etnia Viet (austroasiatica) e struttura politico-militare simil-cinese. Parimenti, Nanzhao aveva sconfinato a sud, attaccando il regno di Chenla (zh. , 550-802), di etnia Khmer (austroasiatica), nell'attuale Cambogia, così spingendolo ad allacciare rapporti con la Cina dei Tang..

Concentrati a contenere la spinta dei popoli nomadi della steppa eurasiatica (i proto-mongoli Kitai della dinastia Liao e gli Jurchen della dinastia Jīn) nella Cina del Nord e geo-focalizzati sul bacino del Fiume Giallo, i Song, subentrati ai Tang nel dominio d'un Impero cinese ormai fortemente ridimensionato, avevano rinunciato in favore di Dalì alle terre a sud del fiume Dadu, facendo di Chengdu la metropoli cinese più orientale, contentandosi di ricevere dal regno meridionale un tributo. ed allacciando fitte relazioni commerciali motivate dalla necessità Song di procacciarsi gli apprezzati e preziosi cavalli da guerra di Dalì,. quanto la sconfitta loro inferta dagli Jurchen-Jīn (v.si Caduta di Kaifeng, 1127) li aveva costretti a spostare a sud la loro sfera d'ingerenza e privati dai pascoli a nord del Fiume Giallo..

Ad oggi ancora poco chiari e fonte di acceso dibattito sono invece i rapporti tra i regni di Dalì e l'importante movimento migratorio avviatosi nella sua forma più eclatante nel X secolo che aveva portato la confederazione etnica dei "Popoli tai" (daichi) dall'iniziale centro di sviluppo nel Guangxi cinese ad una nuova, vasta area d'insediamento dal nord del Vietnam al nord-est dell'India, precedentemente occupata dai Mon (austroasiatici). Gli insediamenti Tai diedero luogo a diversi sottogruppi etnici, tra i quali sarebbero emersi i Lao, i Tai Lü ed i Tai Yuan nelle valli del Mekong, i Siamesi in quelle del Chao Phraya e gli Shan in quelle del Saluen. Tra il XIII e il XIV secolo, tali gruppi avrebbero abbracciato la fede del buddhismo theravada che s'affermò in quasi tutta l'Indocina. I Tai presero gradualmente l'egemonia sulle vecchie municipalità Mon esistenti, ribattezzandole mueang (zh. ) ed il loro signore fu chiamato saopha (in lingua birmana: sawbwa , trascriz. IPA: ; chao fa in lingua thai: เจ้าฟ้า e in lingua lao: ເຈົ້າຟ້າ, letteralmente "signore dei cieli"). Secondo alcuni studiosi non-cinesi (es. laotiani) la già multietnica realtà dello Yunnan avrebbe anzitutto assorbito i tai o quanto meno le loro élite e proprio a ciò si sarebbe dovuto il sorgere del regno di Nanzhao prima e di Dalì dopo. trad. da

La spinta mongola verso la Cina meridionale

Entro il 1250, l'Impero mongolo fondato da Gengis Khan (r. 1206-1227), controllava vasti tratti dell'Eurasia, tra cui gran parte dell'Europa orientale, l'Anatolia, l'Asia occidentale e l'Asia centrale, la natia Mongolia ed il Tibet, la Cina del Nord e la Manciuria strappate agli Jurchen-Jīn. Era però ancora aperta la contesa con i Song, nel sud della Cina, per l'assoggettamento della totalità dell'Impero Celeste e, in questo contesto, il IV Khagan (imperatore) dei mongoli, Möngke Khan (r. 1251-1259) pianificò un attacco a tenaglia da tre direzioni contro i Song, aggirandone i confini ai danni dei regni limitrofi.

Per evitare un costoso assalto frontale contro i Song, comportante il rischioso attraversamento del basso corso dello Yangtze, Möngke decise infatti di stabilire una base operativa nel sud-ovest della Cina, fuori dalle terre Song, da cui organizzare un attacco al fianco del nemico. Al kuriltai/kurultaj (tartaro: Qorıltay, mongolo: ᠬᠤᠷᠠᠯᠲᠠᠢ, Хуралдай, Khuraldai), il concilio politico militare dell'aristocrazia mongolo-altaica durante il quale venivano discusse le strategie militari, dell'estate 1252, Möngke ordinò pertanto al fratello Kublai di guidare la campagna a sud-ovest contro i Song nel Sichuan. Quell'autunno, mongoli avanzarono pertanto verso il fiume Tao, poi penetrarono nel bacino del Sichuan, sconfiggendovi un esercito di Song e stabilendovi una base importante...

Gli schieramenti Mongoli

La spina dorsale dell'esercito mongolo era costituita dagli arcieri a cavallo e, in generale, l'orda mongola nel suo insieme era composta quasi unicamente da forze di cavalleria, soprattutto cavalleria leggera (arcieri a cavallo poco o nulla corazzati) ma anche cavalleria pesante (arcieri a cavallo e/o lancieri con armatura). Ogni soldato mongolo manteneva tipicamente 3 o 4 cavalli. Il reclutamento si basava su di un sistema socio-militare che organizzava l'orda in unità decimali: decurie (Arban), centurie (Yagun), chiliarchie (Minghaan) e miriarchie (Tumen).... L'armata mongola standard era composta da 2-3 tumen che tipicamente avanzavano su un ampio fronte, profondo cinque linee: le prime tre composte da arcieri a cavallo e le ultime due da lancieri. L'armata era sempre divisa in tre corpi: ala sinistra (Jungar), centro (Khol) e ala destra (Baraunghar).. Il comando era affidato a notabili dell'impero (noyan), solitamente almeno un membro della schiatta gengiscanide eventualmente affiancato da uno o più condottieri di provata competenza.

Le descrizione giunteci dell'attacco mongolo allo Yunnan conferma una strategia d'invasione "classica" da parte dei mongoli: Kublai Khan, il principe gengiscanide al comando dell'armata ma con la supervisione del più capace Uriyangkhadai, figlio del famoso generale Subedei,. divise la sua armata in tre corpi e mosse contro il paese nemico. L'ammontare delle sue forze era probabilmente di 3 miriarchie ( uomini), circa un terzo della forza d'invasione che aveva portato nel Sichuan per fare guerra ai Song.

Regno di Dalì

Similarmente al regno di Nanzhao, il regno di Dalì disponeva d'un esercito composto da un'armata professionista permanente, leve contadine e milizie indigene fornite dai capi locali.. Già dai tempi di Nanzhao, lo Yunnan era noto per la qualità dei suoi cavalli da guerra e per l'abilità delle sue truppe di cavalleria. In base ai reperti pervenuti, l'armamento delle truppe di Nanzhao/Dalì differiva poco dai modelli cinesi. Circa i potentati indigeni vassalli di Dalì e le loro milizie, non si dispone di dati certi per la valutazione della qualità delle truppe né dell'armamento. Gli scarsi reperti archeologici confermano comunque, come per il centro propulsore di Dalì, armi ed armature di modello cinese, seppur arcaico. La buona conoscenza del territorio, caratterizzato nello Yunnan da notevoli e particolari asperità, li rendeva però certamente pericolosi ed efficienti se utilizzati come forze di disturbo/guerriglia: es. il supporto degli Yi/Lolo durante la guerra civile Yuan nota come Guerra delle due capitali (zh. , 1328-1332) permise al principe gengiscanide Tugel di resistere per diversi anni alle truppe inviate contro i lui da Khagan Jayaatu Khan (r. 1328-1332)..

La campagna Casus belli Quando Khagan Möngke venne a sapere che re Duan Xingzhi di Dalì si rifiutava di negoziare e che il suo cancelliere Gao Xiang, capo del clan Bai che dal XI secolo aveva reso i Duan dei sovrani fantoccio, aveva assassinato gli inviati mongoli, pretese la resa di Dalì ed ordinò a Kublai e Uriyangkhadai di attaccare il regno meridionale nell'estate del 1253..

La conquista di Dalì