Dopo la scomparsa del re Heonjong, il quale morì senza lasciare eredi diretti, l'influente regina consorte Sunwon, moglie del re Sunjo e già reggente del defunto sovrano, scelse il diciannovenne Cheoljong come futuro monarca, dando inizio al suo travagliato regno.

Cheoljong era uno dei pronipoti del re Yeongjo (1724–1776) e, prima di salire al trono, lui e la sua famiglia, nonostante fossero reali, vivevano in uno stato di relativa povertà. Anche dopo la sua incoronazione, Cheoljong non detenne mai un potere politico vero e proprio, che fu infatti principalmente mantenuto dal clan dei Kim di Andong, cappeggiato dalla regina consorte Sunwon. Tuttavia, a causa della ormai ingestibile corruzione che il potere assoluto di tale clan aveva portato, si verificarono, nel 1862, una serie di violente rivolte contadine nel sud del regno, che indebolirono in maniera considerevole il potere regale. Cheoljong morì nel 1864, senza lasciare eredi e dunque passando il trono della Corea a un lontano parente, Gwangmu.

Biografia

Infanzia e adolescenza Cheoljong nacque col nome di Yi Won-beom (in coreano: ) il 25 luglio 1831, a Hanseong (moderna Seul), nel quartiere di Hyanggyo-dong, situato nel distretto di Gyeonghaeng-bang. Egli era il terzo nonché più giovane figlio di Jeongye Daewongun (1785-1841), a sua volta figlio del principe Euneon (1754-1801). Tali parentele da parte di padre resero Cheoljong uno dei pronipoti del re Yeongjo di Joseon e, in quanto tale, possibile candidato al trono. Sua madre, invece, era una concubina, figlia, secondo il Jokbo (registro genealogico) della sua famiglia, di un tale Yeom Seong-hwa (in coreano: ), cittadino non appartenente alla famiglia reale e discendente dal clan degli Yongdam di Yeom.

Suo nonno, il principe Euneon, era il fratellastro minore del re Jeongjo e, nel 1786, dopo che fu accusato di tradimento proprio da quest'ultimo, egli e la sua famiglia furono esiliati sull'isola di Ganghwa. Successivamente, durante le persecuzioni contro i cattolici del 1801, il principe Euneon fu assassinato, dal momento che sua moglie e sua nuora si erano convertite al cattolicesimo. Ciò non fece altro che peggiorare ulteriormente la situazione familiare, che migliorò soltanto nel 1822, quando il re Sunjo decise di porre fine all'esilio. A questo punto, Jeongye Daewongun, futuro padre di Cheoljong, si trasferì nella città di Hanseong, la capitale. Lì quest'ultimo combinò un matrimonio con una delle figlie di Choi Su-chang, un nobile locale, e da questa donna ebbe un figlio, tale Yi Won-gyeon (in coreano: ). Negli anni a venire, Jeongye Daewongun incominciò a frequentare diverse concubine da cui ebbe due figli, uno dei quali era proprio Yi Won-beom. Le fonti dell'epoca affermano che quest'ultimo, da giovane, ottenne una scarsa istruzione, difatti pare che la famiglia non avesse abbastanza denaro per far sì che potesse proseguire nei suoi studi. Tuttavia, altre fonti addebitano la causa dei pochi studi effettuati da Cheoljong alla poca propensione all'istruzione che aveva proprio quest'ultimo. Infatti, parrebbe che Cheoljong studiò con "molta difficoltà" all'età di quattro anni la famosa poesia cinese Testo dai mille caratteri e, quando i suoi precettori gli fecero proseguire gli studi impartendogli lezioni sui primi capitoli dell'opera storiografica cinese Zizhi Tonjian, questi ultimi, visto il palese disinteressamento del ragazzo, furono costretti ad interrompere le lezioni.Durante il resto dell'infanzia del futuro re accaddero alcuni eventi che sconvolsero le future sorti della sua famiglia. Nel 1836, Nam Eung-jung (in coreano: ), un influente nobile coreano, tentò un colpo di Stato ai danni del re Heonjong, cercando di collocare sul trono il secondogenito di Jeongye Daewongun. Tuttavia, il golpe fu scoperto e Nam Eung-jung fu giustiziato. Invece, nel 1844, in occasione della morte della regina consorte Hyohyeon (consorte del re Heonjong), fu messo in atto un altro colpo di Stato, questa volta organizzato dal nobile Min Jin-yong (in coreano: ). Quest'ultimo tentò infatti di far salire al trono Yi Won-gyeong, il fratellastro maggiore di Cheoljong. Ciononostante, anche questo tentativo di colpo di Stato fu smascherato e non solo fu ucciso Min Jin-yong, ma fu giustiziato anche lo stesso Yi Won-gyeong. Inoltre, Cheoljong e tutta la sua famiglia furono nuovamente esiliati sull'isola di Ganghwa, secondo il principio zuzhu, per il quale anche la famiglia del criminale deve subire delle conseguenze penali.

Ascesa al trono Heonjong di Joseon morì nel 1849, senza lasciare alcun erede, estinguendo così la discendenza del re Jeongjo. Subito dopo il suo decesso, i più alti funzionari di corte si riunirono in un'assemblea per decidere chi avrebbe dovuto essere il prossimo monarca. La maggioranza votò per un tale Yi Ha-jeon (in coreano: ). Tuttavia altrettanti burocrati reali espressero un forte dubbio sull'incoronazione di quest'ultimo, infatti egli all'epoca aveva solo otto anni ed era un parente fin troppo distante dal deceduto sovrano (invero era cugino d'undicesimo grado). A questo punto, visto l'insuccesso dei funzionari nel trovare un nuovo erede al trono, prese le redini della situazione l'influente nonna dell'ormai trapassato re: la regina Sunwon. Ella preferì scegliere fra i membri più stretti alla famiglia reale e il suo pensiero cadde subito su Yi Won-beom, uno fra i pochissimi discendenti ancora vivi del re Yeongjo. Dunque, la regina Sunwon, all'insaputa del futuro sovrano e della sua famiglia, decise di adottare Yi Won-beom, al fine di renderlo un erede al trono ufficiale. Fatto ciò, diede l'ordine al yeonguijeong (carica assimilabile al moderno primo ministro) Jeong Won-yong (in coreano: ) e a un seguito di suoi funzionari di andare ad avvisare della situazione la famiglia del futuro monarca, revocando l'esilio e invitandola a venire ad abitare nella capitale. Le fonti dell'epoca affermano che, quando i funzionari approdarono sull'isola di Ganghwa e si recarono verso la casa, situata in aperta campagna, dell'ormai principe ereditario, questi ultimi furono sorpresi nel vedere che Yi Won-beom e la sua famiglia vivevano al pari di poveri contadini, faticando ad arrivare a fine mese con le razioni. Sempre secondo quanto raccontano i cronisti dell'epoca, nonostante la prospettiva di essere nuovamente inseriti nella nobiltà avrebbe sicuramente risolto la totalità dei problemi finanziari della famiglia, i membri di quest'ultima furono all'inizio molto riluttanti nell'accettare: infatti, la situazione in cui la famiglia di Yi Won-beom viveva, uguale a quella di altri ex nobili, era di assoluto terrore perché le persecuzioni contro gli oppositori politici dei vari clan al potere e le sanguinose lotte interne fra questi ultimi erano assai frequenti, e con tanta costanza aumentava anche il numero di morti che tutti questi contrasti causavano. Nonostante ciò, in un modo o nell'altro (le fonti non riportano nulla su come la famiglia del futuro monarca sia arrivata alla conclusione che fosse meglio accettare l'offerta), il yeonguijeong tornò nella capitale insieme a Yi Won-beom. Secondo diverse leggende popolari, mentre Jeong Won-yong e il suo seguito stavano per attraversare il fiume Han, si raggruppò vicino a Yi Won-beom un gregge di pecore, le quali si inginocchiarono tutte quante, in segno di rispetto per il futuro sovrano. Le leggende continuano narrando che il gruppo fu calorosamente accolto dai cittadini di Hanseong, che fecero festa tutto il giorno seguente.

Non appena Yi Won-beom arrivò a palazzo fu nominato "principe ereditario" (ufficialmente ereditò il titolo dal nonno paterno) col nome reale di Deokwan (in coreano: ) e, dal momento che la famiglia del futuro monarca non possedeva più alcun titolo reale, al fine di rendere la sua nomina a "re" il più credibile possibile, la regina Sunwon conferì anche ai parenti più stretti e importanti di Yi un qualche titolo nobiliare. I suoi genitori furono nominati rispettivamente "gran principe" e "grande principessa", il suo fratellastro maggiore ottenne il titolo di "principe" col nome di Hoepyeong e anche un fratellastro di suo padre, per l'occasione, fu nominato principe, col nome di Punggye, e successivamente pure suo figlio, Punggye, erediterà il titolo; Han Gak-sin (in coreano: ), zio di Cheoljong e genero del nonno Euneon, fu nominato invece ufficiale delle forze armate stanziate nel villaggio di Ikreung, situato nella provincia di Gyeonggi.

Così, il 28 luglio 1849, Cheoljong salì al trono con una solenne cerimonia svoltasi nel palazzo Changdeokgung. Durante la stessa cerimonia, la regina Sunwon fu nominata ufficialmente reggente. Come ogni sovrano coreano, Yi Won-beom dovette, in qualità di re, modificare il suo nome. All'inizio, propose il nominativo "Yeop" (in coreano: ), tuttavia, diversi funzionari e burocrati gli fecero notare che la pronuncia di tale nome, in coreano, era troppo simile a quella dell'imperatore cinese Kangxi e, in base alla norma dei nomi cinesi proibiti, l'ormai re fu costretto a modificarlo, optando per "Byeon" (in coreano: ).

Durante i suoi primi due anni di regno, Cheoljong completò faticosamente i suoi studi e sposò, nel 1851, la figlia quattordicenne del politico e militare Kim Mun-geun (un cugino di terzo grado della regina Sunwon) Cheorin. La coppia ebbe il loro unico figlio, Yi Yung-jun, nel 1858, tuttavia l'infante morì poco meno di un anno dopo nel 1859.

Regno

Politica interna Dopo il matrimonio di Cheoljong, la regina Sunwon terminò per sua volontà la carica di reggente, continuando comunque a influenzare notevolmente la politica coreana. Difatti, era il clan dei Kim di Andong che deteneva realmente il potere, mentre Cheoljong non era nient'altro che un re fantoccio molto vulnerabile alle loro decisioni. In effetti, la stessa regina consorte Cheorin apparteneva al clan dei Kim di Andong, elemento che permise a questi ultimi di manipolare a loro piacimento il nuovo monarca. Dunque, a causa della mancanza di una leadership centralizzata, corruzione e clientelismo erano all'ordine del giorno. Cheonljong tentò di sopprimere queste due pratiche, tuttavia, non detenendo alcun effettivo potere, fu sempre ostacolato dai funzionari di corte. Ad esempio, nel 1856, il nuovo sovrano denunciò la dilagante corruzione presente nel sistema degli esami di corte (simili in tutto e per tutto agli esami imperiali cinesi), proponendo delle riforme per limitarne la diffusione. Tuttavia, esse non furono mai votate e dunque applicate. Nel frattempo, la corruzione aveva anche colpito duramente le gerarchie militari. Infatti, molti ufficiali locali incominciarono a pretendere dai cittadini delle tasse aggiuntive (imposte arbitrariamente da loro) oltre a quelle statali. Ciò provocò un'importante crisi in tutti i settori, ma soprattutto in quello agrario e nel 1862, nella provincia di Gyeongsang, scoppiò di conseguenza una violenta ribellione. Quest'ultima fu duramente repressa, causando diversi feriti e portando all'esecuzione di 13 persone, mentre altre 19 subirono l'esilio; tuttavia, la rivolta continuò, diffondendosi in altre tre province meridionali, arrivando a colpire persino l'isola di Jeju. La situazione si stava rivelando ingestibile, così Cheoljong istituì un dicastero al fine di controbattere la corruzione, l'Ufficio della riforma finanziaria. In un primo periodo, ciò bastò a calmare le acque, ma anche questo dipartimento fallì nel portare a termine il suo scopo, in quanto anche gli stessi politici che lo gestivano presto si rivelarono corrotti.

Politica estera