Il conflitto nordirlandese (; , ovvero "I disordini")L'eufemismo "disordini" ha, come termine politico, una lunga storia alle spalle, tanto in Irlanda quanto nel Regno Unito. Nel contesto degli anni sessanta faceva solitamente riferimento sia alla guerra d'indipendenza irlandese, sia alla guerra civile irlandese, avvenute in seguito alla prima guerra mondiale. Esistente fin dal 1378 secondo lOxford English Dictionary, il termine troubles è stato utilizzato a varie riprese nel passato per designare dei periodi di turbe o eversione popolare. Bisogna attendere diversi anni dall’inizio di questo conflitto perché tale termine arrivi ad essere impiegato comunemente per designarlo in particolare. fu un conflitto settario che si svolse tra la fine degli anni sessanta e la fine degli anni novanta in Irlanda del Nord, che vide scontrarsi la comunità cattolica, legata alle idee nazionaliste e repubblicane, e i protestanti dell'Ulster, che si identificavano nell'unionismo e nel lealismo. Le tensioni videro come protagoniste varie organizzazioni paramilitari: tra i repubblicani dominavano l'Irish Republican Army (IRA) tra gli unionisti l'Ulster Volunteer Force (UVF) e l'Ulster Defence Association (UDA); a queste si aggiunsero le autorità statali britanniche e irlandesi. Gli effetti del conflitto si allargarono anche in Regno Unito e nella vicina Repubblica d'Irlanda e causarono oltre morti da ambo le parti. I paramilitari repubblicani furono responsabili del 60% delle vittime, i lealisti del 30% e le forze di sicurezza britanniche del 10%. ISBN 09514229-44
Storia Radici del conflitto
In Irlanda del Nord, sin dalla divisione seguita alla guerra anglo-irlandese che aveva lasciato le sei contee nordorientali dell'Irlanda sotto il dominio britannico, la minoranza cattolica cominciò a sperimentare varie forme di discriminazione da parte della maggioranza protestante, che aveva monopolizzato il governo provinciale ininterrottamente dal 1922 attraverso l'Ulster Unionist Party. Le circoscrizioni elettorali erano ad esempio designate in modo da non permettere ai cattolici di vincere le elezioni, attraverso l'espediente del gerrymandering.
I primi scontri Nel 1966 venne fondata, a casa di un avvocato cattolico e repubblicano del South Derry Kevin Agnew, la Northern Ireland Civil Rights Association, organizzazione che si proponeva di chiedere riforme e che fece il suo debutto ufficiale il 24 agosto 1968 con una marcia da Coalisland a Dungannon, nella contea di Tyrone.. La nuova organizzazione non venne vista di buon occhio dai protestanti più militanti, in particolare da Ian Paisley, pastore presbiteriano estremista, che considerava l'associazione un nome di facciata dell'Irish Republican Army.
Le marce di protesta, organizzate dalla Northern Ireland Civil Rights Association e dal People's Democracy, organizzazione studentesca di sinistra, venivano spesso attaccate dagli estremisti protestanti e nel 5 ottobre 1968 anche dai B-Specials, corpo paramilitare ausiliario della polizia composto esclusivamente da protestanti. L'epicentro delle proteste era la città di Derry dove, dopo una notte di scontri particolarmente violenti, sul muro di una casa di St. Columb's Well, all'entrata del Bogside (il principale quartiere cattolico della città) comparve una scritta destinata ad entrare nella storia del conflitto e che si può vedere ancora oggi, nonostante rimanga in piedi solo il muro: You are now entering Free Derry, in italiano State entrando nella libera Derry.
Nei mesi seguenti le manifestazioni si susseguirono sotto l'egida del Citizens Action Committee, alla guida del quale c'erano personaggi poi diventati famosi come Ivan Cooper, John Hume, Bernadette Devlin e Eamonn McCann. Il 12 agosto 1969, in occasione della marcia annuale degli Apprentice Boys di Derry, che celebrava la resistenza protestante all'assedio della città da parte delle truppe di Giacomo II nel 1689, ci furono scontri molto violenti e la Royal Ulster Constabulary (RUC, la polizia) tentò di entrare nel Bogside, dove erano state erette delle barricate. Cominciarono così quarantotto ore di battaglia, con i residenti del Bogside che tiravano pietre e bottiglie molotov alla RUC, che rispose usando, per la prima volta nel Regno Unito, il gas lacrimogeno..
Nella notte del 14 agosto gli scontri si estesero a Belfast, dove alcuni gruppi di estremisti protestanti, in alcuni casi con l'aiuto o il tacito assenso della RUC, misero a ferro e fuoco le vie abitate dai cattolici che conducevano alla Shankill Road, l'arteria che attraversa i quartieri operai lealisti, roccaforte degli estremisti protestanti. I cittadini cattolici furono costretti a fuggire dalle proprie case per rifugiarsi in altri quartieri cattolici di West Belfast, come Andersonstown e Ballymurphy. Il giorno dopo il governo britannico decise di inviare un folto contingente di truppe per ristabilire l'ordine, inizialmente per proteggere i sudditi protestanti.
Una conseguenza dei disordini d'agosto fu la scissione del movimento repubblicano: alcuni membri dell'IRA, soprattutto quelli provenienti dal nord, scontenti di come l'organizzazione avesse reagito (o, per meglio dire, non avesse reagito) agli assalti ai quartieri cattolici, decisero di fondare una nuova organizzazione, che diventerà nota come Provisional IRA, in contrapposizione all'Official IRA, che, dopo aver dichiarato un cessate-il-fuoco nel 1972, rimarrà ai margini del conflitto, fatta eccezione per alcune brevi, ma sanguinose, faide interne. Da parte protestante, alla PIRA ed all'OIRA (a cui poi si aggiungerà l'INLA, Irish National Liberation Army) si contrapponevano altre due formazioni paramilitari: l'UVF (Ulster Volunteer Force) e l'UDA (Ulster Defence Association) rimasta legale fino al 1992, perché dal 1973 in avanti decise di firmare le proprie azioni terroristiche con il nom de guerre di UFF (Ulster Freedom Fighters).
Il 9 agosto 1971 il governo nordirlandese introdusse l'internamento senza processo: questo, invece di creare problemi all'IRA, aumentò il numero delle reclute ed il sostegno dei cittadini cattolici all'organizzazione. Il 30 gennaio 1972, giorno che rimarrà famoso come Bloody Sunday, durante una marcia per i diritti civili a Derry, paracadutisti dell'esercito britannico spararono sulla folla, uccidendo quattordici manifestanti e ferendone molti altri: ciò provocò un ininterrotto afflusso di reclute nei ranghi dell'IRA.. La situazione nella provincia sembrava ormai fuori controllo e nel marzo di quell'anno il governo britannico decise di sospendere il parlamento nordirlandese, assumendo il controllo diretto dell'Irlanda del Nord. Il 1972 rimane l'anno con più vittime (472) dell'intero periodo durante il quale l'IRA e l'esercito britannico ingaggiavano quasi tutti i giorni scontri a fuoco nelle strade di Belfast e Derry.
L'IRA colpiva con le bombe contro "obiettivi economici", che però uccidevano anche molti civili, e con agguati contro i soldati, mentre i paramilitari lealisti colpivano indiscriminatamente la popolazione cattolica per il suo supporto, vero o presunto, alle attività dell'IRA. In tutto questo, l'esercito britannico, colpito molto duramente dall'IRA (nel solo 1972 morirono 108 soldati) non riusciva a distinguere tra guerriglieri e semplici cittadini, comportandosi in modo tale da alienarsi le simpatie della comunità cattolica ed assicurando un numero costante di reclute all'IRA.
Alla metà degli anni '70, Belfast di sera si trasformava in una città fantasma, dove si rischiava di essere uccisi per essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. Soprattutto l'UVF e l'UFF colpivano i cattolici con violenza settaria allo scopo di terrorizzare la comunità. Particolarmente agghiacciante è la vicenda degli Shankill Butchers (i macellai di Shankill) un'unità dell'UVF di Shankill Road che, sotto la guida del famigerato Lenny Murphy (in seguito ucciso dall'IRA) rapiva e uccideva cittadini cattolici, tagliando loro la gola dopo averli orribilmente torturati e mutilati.
Tra la fine del 1974 ed i primi mesi del 1975 alcuni colloqui tra i dirigenti dell'IRA e dei funzionari del governo britannico portarono ad una tregua, che però si infranse dopo qualche mese. In seguito al fallimento della tregua, l'IRA diede il via ad una riorganizzazione studiata per contrastare i metodi delle forze dell'ordine, che si dimostravano sempre più efficaci. Sotto la guida di una nuova dirigenza formata da elementi più giovani che si erano opposti alla tregua (tra cui Gerry Adams, Martin McGuinness e Ivor Bell) l'IRA adottò il sistema delle "cellule" per controbattere gli effetti potenzialmente disastrosi che sarebbero scaturiti dalla confessione di uno dei suoi membri che avesse rivelato i nomi dei suoi compagni. La nuova dirigenza elaborò anche una nuova strategia, detta della "lunga guerra", per far capire ai militanti che la lotta armata non si sarebbe conclusa in poco tempo e che bisognava cominciare a ragionare sul lungo periodo.
Gli scioperi della fame Mentre la violenza continuava nelle strade dell'Irlanda del Nord, il governo britannico prese una decisione destinata a produrre i suoi effetti, che durano ancora oggi, negli anni a venire. Infatti, dal 1º marzo 1976, il governo abolì lo status di "prigioniero politico" (Special Category Status) fino ad allora concesso ai detenuti paramilitari, che scontavano la condanna in baracche di lamiera come i prigionieri di guerra della seconda guerra mondiale e che, come questi ultimi, avevano una struttura di comando all'interno del carcere. Oltre a ciò, venne anche edificata una nuova parte del carcere di Long Kesh in cui avrebbero scontato la pena i paramilitari condannati dal 1976 in avanti: i famigerati Blocchi H (H-Blocks). I Blocchi H erano edifici di cemento armato ad un piano costruiti a forma di H, in cui la barra centrale della H ospitava le stanze dell'amministrazione, mentre i quattro bracci contenevano ognuno venticinque celle (a Long Kesh i Blocchi H erano otto e quelli che ospitavano i detenuti che partecipavano alle proteste erano H3, H4, H5 e H6).
Tali novità erano parte della nuova strategia del governo britannico che poggiava su due punti chiave: Criminalizzazione: i detenuti non erano prigionieri politici, ma criminali comuni e non avevano diritto a differenze di trattamento. Ulsterizzazione: per contrastare i paramilitari si usava sempre di più la RUC, composta in prevalenza da protestanti nordirlandesi, e sempre meno l'esercito regolare.
L'IRA decise di contrastare violentemente questa strategia e, mentre all'esterno del carcere conduceva una campagna di omicidi contro il personale carcerario, all'interno del carcere i detenuti repubblicani si rifiutavano di indossare l'uniforme carceraria (alcuni la indossavano solo per recarsi a ricevere le visite, mentre i più intransigenti rimasero anni senza vedere i propri familiari pur di non indossare la divisa) e rimanevano nudi in cella con addosso solamente una coperta (da qui il nome di blanket protest). Dopo due anni in cui la protesta non aveva suscitato alcun effetto i detenuti, anche in risposta alla brutalità di molti secondini che picchiavano i detenuti quando andavano in bagno, decisero di non lavarsi e di spargere i propri escrementi sui muri delle celle (dirty protest) che, dopo poco tempo, erano ridotte in uno stato allucinante, con solo dei materassi sporchi per terra ed i muri ricoperti di escrementi (in molti casi erano anche infestate dagli scarafaggi). Nonostante gli appelli di molti politici cattolici e soprattutto dell'arcivescovo O'Fiaich, primate d'Irlanda, che, dopo una visita al carcere, usò toni molto duri contro il governo britannico, il primo ministro Margaret Thatcher rimase inamovibile.