La Grotta di Spy è una cavità naturale che si trova in Belgio, presso Spy, nel territorio di Jemeppe-sur-Sambre, dove nel 1886 furono scoperti fossili ben conservati di Homo neanderthalensis, che contribuirono alla condivisione all'interno della comunità scientifica, dell'ipotesi che questa si trattasse di una specie umana distinta da quella moderna.

Descrizione La grotta si trova in un contesto di valle che domina l’Orneau, affluente della Sambre; si tratta di uno dei più importanti complessi paleolitici del Belgio e dell’Europa nord-occidentale, sia per la posizione, sia soprattutto per la qualità storica dei rinvenimenti neandertaliani effettuati nell’Ottocento. La cavità e la terrazza antistante, a circa 18 metri sopra l’Orneau, hanno restituito materiali archeologici dal paleolitico medio al paleolitico superiore.

Il sito è rilevante, oltre per aver dato sostegno scientifico all'esistenza di esseri umani diversi dagli uomini attuali, perché conserva tracce sulla transizione tra paleolitico medio e superiore, con industrie musteriane, complessi “transizionali” come il Lincombian-Ranisian-Jerzmanowician e frequentazioni aurignaziane e gravettiane.

Scavi Le prime esplorazioni note risalgono al 1879 con Rucquoy, ma la fase decisiva è quella del 1885-1886, quando Marcel De Puydt e Max Lohest concentrarono gli scavi soprattutto nella zona della terrazza davanti alla grotta; nel 1885 emerse già un primo frammento craniale, oggi perduto, mentre nel 1886 furono rinvenuti i due celebri scheletri neandertaliani che resero il sito famoso a livello internazionale.

Nel corso del Novecento il sito fu riesaminato più volte, con interventi che se ampliarono enormemente i ritrovamenti, allo stesso tempo contribuirono anche alla dispersione e alla rimescolazione di parte dei materiali, rendendo più difficile la ricostruzione puntuale dei contesti originari.

Ritrovamenti

Resti umani I resti umani più celebri di Spy sono quelli dei due adulti noti come Spy I e Spy II, rinvenuti nel 1886, la cui datazione con tecniche al radiocarbonio è collocata intorno a 37.000 anni dal presente, rendendoli tra i Neandertal più tardi dell’Europa nord-occidentale. Revisioni successive effettuate sui ritrovamenti, hanno riclassificato ossa un tempo attribuite ai Neandertal ad altre specie, ma anche all'ipotesi che il fossile noto come Spy III, una tibia, sia da attribuire ad un bambino neanderthaliano.

Resti faunistici Il complesso faunistico di Spy è molto ampio; sono stati recuperati circa 11.600 resti ossei, appartenenti a un ampio spettro di mammiferi pleistocenici; i taxa principali sono cavallo, iena delle caverne, mammut, rinoceronte lanoso e renna. L'abbondanza dei resti, insieme alla varietà degli agenti tafonomici, responsabili del processo che porta alla fossilizzazione degli organismi, dimotrano che il sito fu formato da un’accumulazione protratta nel tempo.

Note

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