Professionista dal 1910 al 1924, nel 1914 vinse il Giro di Lombardia.
Vita e carriere Nipote del compositore Stefano Gobatti (fratello di sua madre), allora attivo sui più grandi palcoscenici italiani, gli venne messo il nome Lauro in onore di Lauro Rossi, maestro del celebre zio al Conservatorio di Napoli.
Seguendo Gobatti, il piccolo Lauro venne presto in contatto con il mondo dello spettacolo, restandone affascinato. Un'altra sua passione era il dilettarsi nella pittura.
Ma il giovane Lauro, per frequentare le scuole tecniche di Rovigo, presso il collegio Menegatti, doveva percorrere tra andata e ritorno più di una ventina di chilometri. A causa di questo involontario allenamento, venne catturato dal ciclismo.
Partecipò alla sua prima gara a 17 anni: la Milano-Desio, andata e ritorno. Bordin da professionista corse per le principali squadre dell'epoca: Legnano, Stucchi, Gerbi, Maino e Bianchi. Buon velocista, si distinse nelle corse in linea.
Nel 1910 prese parte al suo primo Giro d'Italia. Nell'edizione del 1911 vinse la sua prima delle tre tappe vinte in carriera al Giro. Nel 1912. nell'unica edizione del Giro d'Italia con la vittoria assegnata alla squadra e non al singolo ciclista, si classificò terzo con la Gerbi (fu anche l'unico della sua squadra a vincere una tappa, la Firenze-Genova).
Nel 1913 vinse una tappa al Giro d'Italia, una massacrante gara di terminata nella sua Rovigo; nello stesso anno fu secondo ai Campionati Italiani di Ciclismo, dietro a un Costante Girardengo alla prima delle sue nove vittorie consecutive. Nel 1914 si impose nel Giro di Lombardia. Nel 1915 ottenne un terzo posto alla Milano-Torino; inoltre ottenne un secondo posto, nel 1918, e un terzo, nel 1920, alla Milano-Modena. Nel 1924, anno in cui corse il suo ultimo Giro d'Italia, mise fine alla sua carriera agonistica, che aveva contato anche due partecipazioni al Tour de France.
Conclusa l'attività ciclistica, divenne fotoreporter (giornalista e fotografo), occupandosi di sport (in primis di ciclismo, seguendo la carovana del Giro d'Italia e assistendo alle competizioni disputate al Velodromo Vigorelli) ma anche del suo primo amore, lo spettacolo. Aveva aperto uno studio da fotografo a Milano, in corso Buenos Aires.
Fotografo fisso a fianco di Mike Bongiorno a Lascia o raddoppia?, ben riconoscibile per i suoi folti capelli bianchi, divenne un personaggio e venne anche chiamato dal concorrente Mario De Maria a partecipare attivamente al gioco quale esperto di ciclismo, acquistando di nuovo grande popolarità. Si raccontò in un libro dal titolo Carriera di un corridore artista - 50 anni di vita ciclistica - da pittore a corridore - da fotoreporter a..... Lascia o Raddoppia.
Morì affetto da cecità in una casa di riposo milanese, mentre con una radiolina in mano stava ascoltando la radiocronaca della tappa di partenza del Giro d'Italia 1963. Venne sepolto al Cimitero Maggiore di Milano, ove i resti sono stati in seguito tumulati in una celletta.
Palmarès
1911 Circuito Euganeo 8ª tappa Giro d'Italia (Bologna-Ancona)
1912 Giro del Polesine 6ª tappa Giro d'Italia (Firenze-Genova)
1913 Giro del Polesine 8ª tappa Giro d'Italia (Ascoli Piceno-Rovigo)
1914 Giro di Lombardia
1915 Coppa d'Inverno Coppa Lugano Gran Premio d'Autunno Milano-Brinzio-Milano
1918 Criterium Reale di Chiusura Monza-Erba-Montevecchia Milano-Varese Gran Premio di Roma
Altri successi 1918 Criterium Reale di Chiusura Torino-Arquata (cronometro a squadre)
Piazzamenti Grandi Giri
Giro d'Italia 1910: ritirato (2ª tappa) 1911: 17º 1912: 3º (classifica a squadre) 1913: 17º 1914: ritirato 1919: 8º 1920: ritirato 1921: 16º 1922: ritirato 1923: ritirato 1924: ritirato
Tour de France 1910: ritirato (7ª tappa) 1919: non partito 1920: non partito 1922: ritirato (5ª tappa)
Classiche monumento
Milano-Sanremo 1911: 19º 1912: 23º 1913: 11º 1915: 8º 1921: 13º
Giro di Lombardia 1911: 15º 1912: 13º 1913: 11º 1914: vincitore 1915: 6º 1917: 16º 1918: 8º 1920: 8º
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Sepolti nel cimitero maggiore di Milano Categoria:Vincitori del Giro di Lombardia