Nel nome di Roma (Death to the Emperor) è un romanzo storico di Simon Scarrow ambientato nel 60 d.C., pubblicato in Italia nell'agosto del 2023 dalla casa editrice Newton Compton.
È il ventunesimo romanzo della Eagles of the Empire Series con protagonisti Macrone e Catone.
Trama
È il 60 d.C. settimo anno di regno dell'Imperatore Nerone. Il centurione Macrone, con la moglie Petronella, si sta godendo il congedoMacrone si è congedato nel 57 d.C. e la vicenda è narrata nel romanzo Impero senza confini. nella sua tenuta a CamulodunumL'odierna Colchester nel Regno Unito., ricevuta in ricompensa per i numerosi anni di fedele servizio nell'esercito. A breve distanza anche il Prefetto CatoneCatone, con il suo seguito, era partito da Roma alla volta della Britannia, per ricongiungersi con Macrone, alla fine del romanzo Impero senza confini. ha preso una dimora dove sta trascorrendo le giornate in ozio in attesa della convocazione per l'assegnazione ad un nuovo incarico. Con Catone vi sono il figlio Lucio, la nuova compagna Claudia Atte e il fido cane CassioCatone trova il cane meticcio, a cui dà il nome di Cassio, durante la missione in Armenia. Gli eventi sono narrati nel romanzo Lunga vita all'impero. Contemporaneamente, nel novembre del 60 d.C., muore il re degli Iceni Prasutago e la moglie Boudicca viene acclamata come nuova regina, non senza alimentare il malumore in parte del suo popolo che avrebbe preferito un uomo come guida.
Boudicca, con la sua scorta, giunge a Camulodunum per incontrare Macrone e Catone e partecipa ai festeggiamenti dei saturnali che Macrone sta organizzando presso la sua dimora. Quindi chiede a Catone, in nome della vecchia amicizia, di accompagnarla a LondiniumL'odierna Londra in Inghilterra., dove deve presentare il testamento di Prasutago per ufficializzare la sua successione. Catone accetta e porta con sé Macrone e Petronella.
Durante il tragitto incontrano un convoglio di mercanti di schiavi, guidato da Gaio Ormano, un ex legionario, che nottetempo riesce a uccidere due guardie icene ed a rubare il forziere con il tributo che Boudicca portava con sé per consegnarlo al governatore. Catone, Macrone e Boudicca si mettono sulle tracce dei ladri ma intercettano solamente Giunio Bellocato, anch'egli ex legionario e facente parte della banda di Ormano, che si era attardato a causa del cavallo che si era azzoppato. Recuperata la parte di bottino che Bellocato ha con sé Catone lascia agli uomini di Boudicca la vendetta verso il prigioniero per poi rimettersi in marcia verso Londinium, unica probabile meta dei fuggitivi. Nonostante la ricerca dei ladri per tutta la città ed addirittura la diffusione di una taglia, non riescono in alcun modo a recuperare il denaro della regina. Quindi Boudicca, con Macrone e Catone, si presenta al governatore con solo un quarto del tributo e questi, anche grazie all'intercessione di Macrone e Catone, le concede tre mesi per saldare il debito. Quindi Svetonio assegna a Macrone il compito di comandare i veterani di Camulodunum, ove gli Iceni avessero creato problemi, e contemporaneamente assistere e scortare il Procuratore Cato Deciano per la riscossione del tributo ove Boudicca non rispettasse i tempi.
Il governatore Svetonio chiede a Catone di assumere il comando dell'Ottava Coorte Illirica in vista della partenza della campagna per assoggettare i barbari ed i druidi dell'ovest dell'isola. Catone accetta l'incarico e chiede a Macrone di vegliare su suo figlio Lucio, e per agevolarlo nel compito chiede al vecchio amico Apollonio di Perga di recarsi a Camulodunum con il duplice compito di dare supporto a Macrone e fare da istruttore a Lucio.
Siamo al marzo del 61 d.C., Macrone si sta prendendo cura della sua famiglia e di quella di Catone e nel frattempo sta valutando come migliorare le difese di Camulodunum. Con Apollonio prepara un piano per rinforzare le mura, ma il senato dei veterani vota contro ritenendo i lavori inutili e troppo costosi. Macrone riesce comunque ad iniziare i lavori grazie al supporto di alcuni volontari ma ovviamente i progressi sono molto lenti. Giunge quindi il procuratore Cato Deciano che comunica a Macrone di dover reclutare cento veterani per recarsi con lui, facendogli da scorta, nei territori degli Iceni fino alla loro capitale Venta IcenorumL'odierno villaggio di Caistor St Edmund in Inghilterra. per verificare se la regina ha raccolto la parte di tributo mancante.
Nel frattempo Catone si è recato presso la fortezza legionaria di Deva ed ha assunto il comando dell'Ottava Corte Illirica. La strategia di Svetonio prevede che l'esercito si divida in due, la parte principale guidata da lui stesso ed il resto da Catone, e che seguendo due percorsi separati ci si ricongiunga sulla costa dinanzi all'isola di MonaL'odierna isola di Anglesey sulle coste del Galles., dove si è rifugiato il grosso dell'esercito barbarico. Catone con il suo esercito si addentra nei boschi e subisce diverse imboscate fino a quando giunto dinanzi ad un muraglione con una ridotta, è costretto a porvi un vero e proprio assedio per espugnarlo. Si registrano numerose perdite, tra cui il centurione Delio, e lo stesso Catone viene ferito superficialmente ad un braccio. Per il grande supporto svolto dalle artiglierie Rubio, l'optio che le comanda, viene promosso a centurione della quinta centuria.
Macrone, a capo della scorta di Cato Deciano, giunge nella capitale degli Iceni, Venta Icenorum, ed incontrano la regina, ma i modi arroganti ed aggressivi di Deciano costringono Macrone ad intervenire e chiedere un rinvio al giorno successivo. All'indomani Deciano e Macrone vengono nuovamente convocati da Boudicca e durante il colloquio, con un colpo di mano il procuratore fa entrare i suoi uomini e arresta la regina e le due sue figlie. Macrone sgomento non riesce ad ostacolare Deciano che trasporta le prigioniere con sé in una veloce marcia di allontanamento. Inviato con uno stratagemma lontano dal campo Macrone ed i suoi fidi, Deciano fa fustigare Boudicca e violentare le figlie. Macrone al rientro scopre il misfatto e riesce di nascosto a far evadere le tre donne.
Intanto Catone giunge sulla costa con la sua armata e parimenti Svetonio con il grosso dell'esercito, viene pianificata una strategia per conquistare l'isola. Su suggerimento di Catone la sua coorte sbarcherà sull'isola alle spalle dei difensori, l'azione ha successo ed i primi scontri vengono vinti facilmente con poche perdite. Quindi la tenaglia dei due eserciti si stringe sulle difese degli ordovici, che vengono annientati come a seguire tutti i villaggi e residenti sull'isola. Svetonio Paolino celebra la vittoria donando una corona merlata all'Ottava coorte, che Catone orgogliosamente aggiunge al vessillo della sua coorte.
Siamo al giugno del 61 d.C., Macrone scopre, grazie ad un ardita missione segreta affidata ad Apollonio, che gli Iceni ed i Trinovanti, aizzati da Boudicca stanno per assaltare Camulodunum con l'obiettivo poi di eliminare tutti i romani presenti sull'isola. Macrone fa allontanare tutte le donne e bambini verso Londinium, comprese Petronella, Claudia, Lucio, Parvo ed il cane Cassio, ed organizza militarmente i circa ottocento veterani in attesa dell'imminente assedio. Quindi manda Volpino alla fortezza di Lindum per richiedere l'aiuto della Nona Legione. Quando il grosso dell'esercito di Boudicca si presenta dinanzi alle mura il primo assalto viene respinto agevolmente con gravi perdite per gli assalitori. Ma il secondo giorno di assedio i ribelli riescono ad irrompere nel villaggio mettendolo a ferro e fuoco, e costringendo Macrone e circa quattrocento veterani a rifugiarsi entro le mura del tempio di Claudio. Nottetempo a nuoto giunge nel villaggio anche Parvo con il cane di Catone. Dopo un'intera giornata di furiosi combattimenti con numerosi tentativi di sfondare le mura, anche utilizzando arieti improvvisati, gli Iceni lasciano dinanzi al tempio numerose ceste nelle quali Macrone riconosce le teste degli uomini che avevano scortato le donne ed i bambini verso Londinium.
L'assedio al tempio continua sempre più selvaggiamente ed intorno a Macrone cadono quasi tutti a partire da Apollonio, mentre tenta una sortita, e Parvo ed il cane Cassio durante l'incendio finale. Macrone e pochissimi sopravvissuti vengono portati al cospetto di Boudicca che riconosciuto Macrone lo fa portare via.
Nel frattempo Catone e Svetonio mentre si stanno apprestando nel quartier generale a festeggiare la vittoriosa campagna militare, vengono raggiunti da Marco Verno, un assistente di Deciano, che li informa della rivolta e della distruzione di Camulodunum. Sgomenti Svetonio e Catone organizzano in gran fretta l'esercito per spostarlo il più velocemente possibile per tentare di intercettare i ribelli prima che giungano a Londinium.
Personaggi Nel romanzo vi sono cinquantanove personaggi.
Lucio Cornelio Macrone: Eroico centurione della Guardia Pretoriana in congedo. Quinto Licinio Catone: Prefetto dell'esercito romano. Nerone: Imperatore Romano dal 54 d.C. Prasutago: Re degli Iceni, deceduto per un male improvviso. Boudicca: Moglie di Prasutago e nuova regina degli Iceni alla morte del consorte. Merida: Figlia minore di Boudicca. Bardea: Figlia maggiore di Boudicca. Sifodubno: Cugino di Boudicca. Bladoco: Druido. Lucio Licinio: Figlio di Catone e della defunta Giulia. Licinia Petronella: Moglie di Macrone. Claudia Atte: Compagna di Catone ed ex concubina di Nerone. Cassio: Cane meticcio, salvato da Catone ed ora a lui affezionato. Parvo: Ragazzo muto a servizio presso la dimora di Macrone. Apollonio di Perga: Ex agente segreto, da circa tre anni è il braccio destro di Catone. Gaio Svetonio Paolino: Governatore della Britannia. Morgatha: Domestica di Macrone e Petronella. Pernocato: Cacciatore dei Trinovanti. Cato Deciano: Procuratore della Britannia. Gaio Ormano: Mercante di schiavi, ex optio della Nona coorte della Seconda Legione. Giunio Bellocato: Membro della banda di Ormano, ex legionario della Prima centuria della Prima coorte della Ventesima Legione. Porzia: Madre di Macrone. Denubio: Tuttofare al servizio di Porzia. Cogidubno: Re dei Regnensi. Gaio Menapilo: Centurione della guarnigione di Londinium. Quinto Petilio Ceriale: Legato della Nona Legione. Cartimandua: Regina dei Briganti. Torbellino: Re degli Atrebati. Gaio Rubrio: Ex Prefetto dell'Ottava Coorte Illirica. Deceduto prima della nomina di Catone.
Galerio: Centurione della Prima centuria dell'Ottava coorte Illirica. Comandante ad interim dell'Ottava coorte fino alla nomina di Catone. Callopio: Optio dell'Ottava coorte Illirica. Minucio: Centurione della Seconda centuria dell'Ottava coorte Illirica. Annio: Centurione dell'Ottava coorte Illirica. Vellio: Centurione dell'Ottava coorte Illirica. Decio: Centurione della Quinta centuria dell'Ottava coorte Illirica. Flacco: Centurione dell'Ottava coorte Illirica. Tubero: Centurione del contingente di cavalleria dell'Ottava coorte Illirica. Ursino: Decurione del contingente di cavalleria dell'Ottava coorte Illirica. Albino: Decurione del contingente di cavalleria dell'Ottava coorte Illirica. Ventidio: Decurione del contingente di cavalleria dell'Ottava coorte Illirica. Ulpio: Veterano in congedo, ex centurione della Nona Legione. Stellio: Veterano in congedo, ex centurione. Volpino: Veterano in congedo, ex centurione. Rubio: Optio del contingente di artiglieria dell'Ottava coorte Illirica. Metellino: Optio della Quinta centuria dell'Ottava coorte Illirica. Flaminio: Veterano in congedo, ex vessillifero della Quattordicesima Legione. Vario: Veterano in congedo, ex legionario. Attalo: Ufficiale responsabile della guardia del corpo di Deciano. Fasco: Soldato di fanteria della guarnigione di Londinium. Caio Massimo: Tribuno anziano della Quattordicesima Legione. Trasillo: Prefetto della Decima coorte Gallica. Faustino: Veterano in congedo, ex centurione primipilo.