A Napoli fu professore di anatomia applicata nel R. Istituto delle Belle Arti, direttore di diversi ospedali e chirurgo straordinario nell'Ospedale di S. Francesco di Paola. Presso questo ospedale aprì una scuola di Notomia umana e un teatro anatomico e fondò un Gabinetto di anatomia dove realizzò circa quattrocento preparazioni di reperti anatomici naturali che, donati alla R. Università degli Studi, andarono poi a costituire il nuovo Museo di anatomia generale e patologica, di cui fu direttore.Cfr. Cfr.
Biografia Antonio Nanula nacque da Giuseppe Fedele, proprietario, e da Arcangiola (o Arcangela) Binetti.Cfr. Compiuti i suoi primi studi a Barletta, nel Collegio dei Padri Domenicani, proseguì la sua formazione a Napoli dove si recò, appena quindicenne, «introdotto da giovine»Cfr. . «per apparar chirurgia nello Spedale degl'Incurabili».Cfr. .
Da «giovine» agli Incurabili, alla laurea dottorale a Pavia e a medico assistente a Roma La Real Casa santa degl'Incurabili sotto gli auspici di S. Maria del Popolo, era la principale struttura assistenziale, caritativa e ospedaliera nella Napoli tra il XVIII e il XIX secolo. Era anche sede, dal 1779, di una scuola medica di ottimo livello, l'unica abilitata, assieme alla Scuola medica salernitana, a rilasciare titoli di Dottorato in medicina con relativa licenza.Cfr.).
La scuola medica dell'Ospedale degli Incurabili era stata fondata nel 1779 per volontà di Ferdinando IV, conformemente alla ripresa degli studi scientifici avviata da Celestino Galiani, cappellano maggiore del Regno, con il suo progetto di riforma dell'Università di Napoli. L'obiettivo era quello di dotare l'università di una clinica per le esercitazioni pratiche, passando così da una impostazione umanistica dell'insegnamento della medicina a un'altra scientifico-sperimentale. La scuola era dotata, infatti, anche di un laboratorio di macchine per gli esperimenti di fisica e un teatro anatomico per l’esame dei cadaveri. Il primo direttore della scuola fu Giovanni Vivenzio, medico di camera della regina Maria Carolina d'Austria e futuro protomedico mentre, titolari delle nuove cattedre, furono nominati: Nicola Franchini, per Chirurgia; Michele Troja per Malattia degli occhi e della vescica; Domenico Ferrara, per Ostetricia, Giuseppe Saverio Poli per Fisica sperimentale e Domenico Cotugno per Anatomia. Sabato De Mauro ebbe l'incarico di incisore e preparatore anatomico (cfr. ).
Presso questa scuola, Nanula apprese e fece pratica di discipline medico-chirurgiche per cinque anni, fino ai tragici avvenimenti della Rivoluzione napoletana del 1799. Diversi professori e studenti di questa scuola vi presero parte e furono poi oggetto della feroce repressione borbonica, seguita alla caduta della Repubblica napoletana.Tra i martiri repubblicani della scuola medica degli Incurabili vi furono, tra i professori, Domenico Cirillo e Francesco Bagno e, tra gli studenti, Cristoforo Grossi, Gaspare Pucci, Giovanni Varanese (cfr.) e Nicola Maria Neri (cfr.).
Rifugiatosi a Barletta per diversi mesi, fece ritorno a Napoli solo nel dicembre del 1800, per dedicarsi alla cura dei malati dell'Ospedale dell'Annunziata.
Nel 1802 si trasferì a Pavia, attratto dalla fama dell'Università pavese che, proprio in quegli anni, era all'avanguardia per gli studi di anatomo-morfologia, di fisiologia e di chimica organica. Qui iniziò a frequentare le lezioni di anatomia e istituzioni chirurgiche di Antonio Scarpa, al quale lo avrebbe legato una lunga amicizia, e quelle del giovanissimo Giuseppe Jacopi, che, non ancora laureato, era appena stato nominato professore di fisiologia e anatomia comparata.Altri maestri di Nanula a Pavia furono Alessandro Volta, Giuseppe Mongili, Luigi Valentino Brugnatelli, Giovanni Rasori, Siro Borda, Giacomo Tommasini e Vincenzo Monti (cfr. ). E Nanula collaborò con Jacopi per eseguire «come felicemente si eseguì», una serie di esperimenti fisiologici.Cfr. .
Il 18 giugno 1804, dopo soli due anni, conseguì la laurea dottorale in Chirurgia a Pavia e, il successivo 4 luglio a Roma, venne ammesso, per pubblico esame, nell'Arcispedale di Santo Spirito in Saxia. Qui si applicò ulteriormente negli studi di medicina e di chirurgia, assistendo alle dissezioni nel teatro anatomico, frequentando le «scuole de' primari, medici e cerusici» dell'Ospedale e «osservando i vari casi di morbi operazioni e cure che in detto Ospedale alla giornata sogliono accadere».Cfr. .
E così, venne dapprima eletto, sempre per pubblico esame, «uno de' quattro caporali della corsia maggiore» e poi, il 13 giugno 1806, «a comune suffragio» fu nominato medico assistente dell'Arcispedale.Cfr. .
Sono di quel periodo due memorie, che Nanula «recitò avanti un colto pubblico [...] arricchite da corrispondenti preparazioni».Cfr. . La prima sull'anatomo-morfologia comparata dell'organo e senso dell'odoratoNanula, . e, la seconda, sull'organo e il meccanismo della voce dell'uomo e degli altri animali.Nanula, .
Nanula rimase a Roma fino all'anno successivo, quando decise di far ritorno a Napoli.
Il rientro a Napoli e la fondazione del Gabinetto e del teatro anatomico nell'Ospedale di San Francesco Nel 1807 Nanula rientrò a NapoliGrazie ai buoni uffici di Vincenzo Cuoco che era, all'epoca, consigliere di Gioacchino Murat (cfr. ). «ove aprì scuola» nell’Ospedale dell'Annunziata,Nell'ospedale della Santa Casa dell'Annunziata era istituito un alunnato per gli studenti di medicina e di chirurgia e una scuola che, alla fine del 1700, contava cinque cattedre di materia medica. Con il decreto del 16 ottobre 1809 l'ospedale fu chiuso e, successivamente nel dicembre 1816, la Santa Casa fu destinata esclusivamente ad attività di tipo befotrofiali (cfr.). e alla sua scuola «concorsero [...] giovani vogliosi di sapere medico».Cfr. . Inoltre, fermamente convinto che l'anatomia dovesse essere alla base del sapere medico«Principium sermonis medici anatome est» (La prima parola per medici è l’anatomia) è l'iscrizione che Nanula avrebbe fatto incidere all'ingresso del teatro anatomico che avrebbe successivamente fondato nell'Ospedale di S. Francesco di Paola (cfr. ). e che lo studio dell'anatomia non si potesse fare senza la pratica delle dissezioni,«Quisquis enim artificiose corpora humana secare novit, eorumque singulas partes diligenter inquirit; ex iis latentium morborum causas et sedes facile intelliget, necnon accommodata remedia praescribet» (Chiunque, infatti, conosce la tecnica della dissezione dei corpi umani e ne indaga diligentemente i singoli componenti, da essi facilmente capirà le cause e le sedi delle malattie latenti e prescriverà i farmaci adatti), è l'iscrizione che Nanula avrebbe fatto incidere sulla porta di una stanzetta, adibita a deposito momentaneo dei cadaveri destinati allo scomponimento anatomico, nel teatro anatomico che avrebbe successivamente fondato nell'Ospedale di S. Francesco di Paola (cfr. ). allestì «con sue private spese» un teatro anatomico «aperto indistintamente a tutti».Cfr. .
Congiuntamente alle lezioni di anatomia, e considerata la deperibilità delle preparazioni a fresco e l'inadeguatezza didattica delle tavole anatomiche e dei modelli in cera, Nanula«Spinto da proprio genio ed a proprie spese ha raccolto, e va raccogliendo quanto d'istruttivo e di maraviglioso (sic) gli han somministrato e van somministrandogli le dissezioni anatomiche-patologiche» (cfr. ). decise di preparare una sua privata collezione di reperti anatomici naturali, sia umani che animali, sia scheletrizzati che iniettati di sostanze coloranti o mercurio, sia normali che patologici.«Osservando egli la mancanza presso noi di una raccolta di preparazioni anatomico-patologiche, tanto necessaria a ben compiere l'instituzione medico-chirurgica [...] si diede a tutt'uomo a formarla. Ardita impresa per un solo, e con que' pochi mezzi, che oftrivagli il suo ben ristretto patrimonio, e il prodotto delle lezioni» (cfr. ). Per uso inizialmente della sua scuola, questi preparati sarebbero diventati il primo nucleo delle collezioni del futuro Museo di anatomia della R. Università di Napoli.Cfr. . e .
Nel 1808 fu nominato chirurgo straordinario dell’Ospedale di S. Francesco di Paola fuori Porta Capuana,Cfr. . detto anche Ospedale delle Prigioni,L'Ospedale era anche detto delle Prigioni perché l'edificio era stato sottratto, nel 1792, all'Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola e inglobato tra i beni del Demanio per essere destinato a «prigione soccorsale ed ospedale pe' carcerati» (cfr.). dove tenne uno Studio di Notomia e operazioni chirurgiche.Cfr. .
Nell'Ospedale di S. Francesco, Nanula vi trasferì la sua raccolta di preparati anatomici, che trovarono collocazione in un locale a piano terra, assieme a pochi modelli in cera provenienti dal dismesso, e poi demolito, Ospedale di S. Giacomo degli Spagnoli.Cfr. . L'Ospedale di San Giacomo fu demolito nel 1819 per far posto a un nuovo edificio destinato a sede di tutti i ministeri dello Stato Borbonico. Nell'ospedale aprì una scuola di anatomia umana e comparata e un'altra di medicina operatoria e, per ventisei anni, tenne le sue lezioni di sezioni anatomiche e operazioni chirurgiche.Cfr. . Al contempo continuò ad arricchire la sua collezione privata di reperti anatomici naturali, inoltrando contestualmente, al Ministero dell'Interno, la richiesta di costruzione di un nuovo grande teatro anatomico.Cfr. .
Approvata la richiesta il 18 maggio 1808, Nanula predispose il progetto che prevedeva, tra l'altro, il riutilizzo per economia degli arredi lignei del soppresso Monastero di San Marcellino da adattare, modificandoli, a scanni per il teatro.Cfr. .
L'ampia sala rettangolare al piano terra dell'edificio di San Francesco, nella quale erano state inizialmente esposte le preparazioni anatomiche, divenne il Gabinetto di anatomia della Regia Università degli Studi, «a mostrare che quel grandioso Stabilimento scientifico fin dal suo nascere erasi posto sotto gli alti auspici del Real Governo».Cfr. . Consisteva «in una sola galleria in cui, entrandovi, alla destra vi stanno una grande quantità di scheletri, di animali interi e varie parti di essi magnificamente iniettate o conservate nell'alcool tanto nello stato normale o anormale oppure di malattia. Sulla parte sinistra vi si trovano scheletri umani o varie di loro parti od organi tanto nello stato di ordinaria o di estraordinaria conformazione oppure di alterazione patologica».Cfr.
Da questa sala, attraverso due stanzette, adibite a laboratori per le preparazioni, ci si immetteva nel grande teatro anatomico che aveva però un altro suo proprio ingresso sul quale Nanula volle l'epigrafe: «SCHOLA ANATOMICA THEATRO OMNIQUE APPARATUI - ET QUIDQUID SIVE NATURA SIVE ARS - AD HUMANI CORPORIS FABRICAM - EXPLORATIUS NOSCENDAM EXlBENT INSTRUCTA»«Scuola anatomica fornita di un teatro e di ogni apparato e tutto ciò che la natura o l’arte offrono per conoscere più approfonditamente la struttura del corpo umano» (cfr. ).
In segno di considerazione per l'attività che andava svolgendo, Nanula fu aggregato da Ferdinando I alla Commissione d'istruzione del R. Stabilimento della Veterinaria e, successivamente, Francesco I lo nominò professore di esterna notomia descrittivaIn pratica, Anatomia applicata alle belle arti (cfr.). nel Real Istituto delle Belle Arti.Cfr. .
La direzione del Gabinetto di anatomia patologica Nel luglio del 1833, su parere del ministro degli Affari interni Nicola Santangelo, Nanula fu nominato da Ferdinando II professore di Notomia patologica nella R. Università degli Studi e Direttore del «Gabinetto di questa parte di notomia esistente nella stessa Università»,Cfr..