Biografia

Nome e origini familiari Sebbene nella documentazione il nome di Giuliano si presenti sempre come Marco Aquila GiulianoCassio Dione, Storia Romana, indice al libro LIX.Frontino, De Aquis, XIII..Fasti Ostienses, frgm. Ch (Vidman)...... o Marco Aquila. o Marco GiulianoCassio Dione, Storia Romana, LIX, 9, 1. o Aquila GiulianoFrontino, De Aquis, CII., è stato da tempo ipotizzato che Aquila fosse un altro elemento della sua nomenclatura tradizionalmente utilizzato al posto del nomen gentilePIR2 A 982 (Groag).. Grazie in particolare alle ricerche di Ronald SymeR. Syme, Roman Papers, II, Oxford 1979, pp. 535 e 685-686; IV, Oxford 1988, pp. 384 e 386 e 646., è ormai dato per assodatoW. Eck, Neue Pauly, II (2003), s.v. Arruntius II.7.B.J. Kavanagh, The identity and fate of Caligula's assassin, Aquila, in Latomus, vol. 69 (2010), pp. 1007-1017. che la gens di appartenenza di Giuliano fosse la gens Arruntia e che il suo nome completo fosse Marco Arrunzio Aquila Giuliano: la struttura del nome porterebbe a pensareO. Salomies, Adoptive and Polyonymous Nomenclature in the Roman Empire, Helsinki 1992, p. 22 nota 4.B.J. Kavanagh, The identity and fate of Caligula's assassin, Aquila, in Latomus, vol. 69 (2010), pp. 1007-1017, in particolare p. 1013, ritiene invece che i cognomina Cornutus, Aquila e Iulianus possano essere stati dati ai figli del Lucio Arrunzio console del 22 a.C. per il suo ruolo nella battaglia di Azio, dove, secondo Velleio Patercolo, (Historiae, II, 85, 2), guidò il laevum navium Iulianarum cornu. che egli, originariamente membro della gens Iulia e forse figlio biologico del prefetto d'Egitto augusteo del 10/11D. Faoro, I prefetti d'Egitto da Augusto a Commodo, Bologna 2015, p. 27. Gaio Giulio Aquila (ritenuto appartenente alla famiglia degli Iulii Aquilae della città bitinica di AmastrisR. Syme, The Roman Revolution, Oxford 1939, pp. 367 e 411.) sia stato adottato da un Marco Arrunzio Aquila, forse il figlio del legato augusteo di Galazia del 6 a.C... Cornuto Arrunzio Aquila.

Per questo ramo della gens Arruntia è stata anche proposta una parentela con il Lucio Arrunzio console ordinario del 22 a.C. e con suo figlio omonimo, console ordinario del 6R. Syme, Anatolica. Studies in Strabo, Oxford 1995, p. 282.B.J. Kavanagh, The identity and fate of Caligula's assassin, Aquila, in Latomus, vol. 69 (2010), pp. 1007-1017, in particolare p. 1013.: entrambi i rami, appartenenti alla tribus Teretina per gli Arruntii Aquilae, per il ramo senza cognomen dei consoli del 22 a.C. e del 6., proverrebbero dalla città laziale di Atina e, in particolare, il legato augusteo di Galazia sarebbe figlio o figlio di un fratello del console del 22 a.C. e quindi fratello o cugino del console del 6.

Carriera Della carriera di Giuliano, non molto è noto. L'unico incarico attestato lo vede però al vertice dello stato romano: Giuliano fu infatti console ordinario per il primo semestre del 38 insieme al nobile Publio Nonio Asprenate, la cui coppia consolare fu poi sostituita a luglio dai suffetti Servio Asinio Celere e Sesto Nonio Quintiliano. Il consolato di Giuliano e Asprenate, designati già da TiberioA. A. Barrett, Caligula. The Abuse of Power, London-New York 2015, p. 255., vide la ripresa del princeps Caligola dalla gravissima malattia che lo aveva colpito nell'autunno precedenteCassio Dione, Storia Romana, LIX, 8, 1., l'inizio dell'eliminazione di personaggi non allineati come Tiberio Gemello, Marco Giunio Silano e forse già Quinto Nevio Cordo Sutorio MacroneCassio Dione, Storia Romana, LIX, 8-10.J. Scheid, Commentarii fratrum Arvalium qui supersunt, Rome 1998, p. 31, frgm. 12c, ll. 29-37., l'inizio di un allontanamento dall'aristocrazia senatoriaR. Cristofoli, Caligola. Una vita nella competizione politica, Firenze 2018, pp. 113-114. e la morte dell'amatissima sorella Drusilla il 10 giugnoUn ultimo riassunto degli eventi è in R. Cristofoli, Caligola. Una vita nella competizione politica, Firenze 2018, pp. 104-115..

Gennaio 41 È stato ipotizzato che proprio Giuliano si celi dietro al tràdito "Aquila" nel racconto di Flavio GiuseppeFlavio Giuseppe, Antichità giudaiche, XIX, 110. degli ultimi momenti di vita di CaligolaA. Galimberti, I Giulio-Claudi in Flavio Giuseppe, Alessandria 2001, pp. 183-184.: secondo lo storiografo di età flavia, Aquila avrebbe inferto il colpo di pugnale fatale al princeps in un criptoportico del Palatium in cui Caligola si era infilato per osservare dei giovani della provincia d'Asia in attesa di esibirsi nei Ludi Palatini. L'ipotesi, che vede Giuliano agire per vendicare la condanna a morte dell'amico di famiglia Marco Emilio Lepido nel 39, rimane ancora dibattuta: Barbara LevickB. Levick, Claudius, London 1990, p. 34., Isabelle CogitoreI. Cogitore, La légitimité dynastique d'Auguste à Néron à l'épreuve des conspirations, Rome 2002, p. 72. e Pierangelo BuongiornoP. Buongiorno, Claudio. Il principe inatteso, Palermo 2017, p. 50., nei loro studi sulla congiura contro Caligola, ritengono infatti che l'Aquila citato da Flavio Giuseppe fosse un pretoriano, esattamente come gli altri due assalitori del princeps, Cassio Cherea e Cornelio SabinoFlavio Giuseppe, Antichità giudaiche, XIX, 109-110..

Ultimi anni Il principale sostenitore dell'identità tra assassino e console, Bernard Kavanagh, ha poi avanzato anche delle ipotetiche proposte sul fato di Aquila, che scompare dalla narrazione di Flavio Giuseppe e non è citato da altre fontiB.J. Kavanagh, The identity and fate of Caligula's assassin, Aquila, in Latomus, vol. 69 (2010), pp. 1007-1017, in particolare pp. 1014-1017.: probabilmente non ucciso negli scontri immediatamente successivi all'assassinio di Caligola - ma forse ferito -, e altrettanto probabilmente non giustiziato da Claudio all'alba del suo insediamento come princeps, Kavanagh propone che Giuliano si sia trovato di fronte alla scelta se suicidarsi o andare in esilio e che, alla fine, abbia scelto di andare in esilio nella città veneta di Patavium, dove sono attestati altri membri dei rami degli Arruntii Aquilae. e degli Arruntii StellaeMarziale, Epigrammi, I, 61, 4., ritenuti imparentati tra loroPIR2 A 1151 (Groag).J.D. Grainger, Nerva and the Roman succession crisis of A.D. 96-99, London-New York 2003, p. 130.. Infine, Kavanagh ipotizza che Giuliano fosse il padre di Marco Arrunzio Aquila, console suffetto nel 66G. Camodeca, I consoli degli anni di Nerone nelle Tabulae Herculanenses, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, vol. 193 (2015), pp. 272-282. e padre dell'omonimo console suffetto nel 77R. Syme, Roman Papers, IV, Oxford 1988, p. 384, sembra anch'egli ipotizzare che la "missing generation" tra il console del 66, assurto al consolato in età forse avanzata e padre del console del 77, e il Marco Arrunzio Aquila figlio del legato augusteo di Galazia fosse incarnata da Giuliano.B.J. Kavanagh, The identity and fate of Caligula's assassin, Aquila, in Latomus, vol. 69 (2010), pp. 1007-1017, in particolare pp. 1014-1017, ritiene che il console del 66 sia identico al Marco Arrunzio Aquila attestato come procuratore di Licia e Panfilia nel 50 (). Già R. Syme, Roman Papers, IV, Oxford 1988, pp. 384-386, aveva però rivelato come un'iscrizione della città licia di Xanthos (A. Ballard, Fouilles de Xanthos, VII, Paris 1981, n° 157) smentisse il legame con gli Arruntii Aquilae senatorii: il padre del procuratore aveva infatti come nome Lucio Arrunzio Ermacota, ed è attestato come "educatore di imperatori", ossia, secondo Syme, i figli di Germanico. Da ultimo, W. Eck, Neue Pauly, II (2003), s.v. Arruntius II.4 e II.5, separa il procuratore dal console del 66 e si dichiara incerto sulla loro parentela: Syme, loc. cit., sembra spiegare il legame tra gli Arruntii di Licia e il ramo senatorio con il conferimento della cittadinanza da parte di Cornuto Arrunzio Aquila., e di Lucio Arrunzio Stella, cavaliereW. Eck, Neue Pauly, II (2003), s.v. Arruntius II.11. nominato curator ludi magni nel 55Tacito, Annales, XIII, 22. e padre o più probabilmente nonno dell'omonimo console suffetto del 101R. Syme, Roman Papers, IV, Oxford 1988, pp. 384-386.

Note

Bibliografia

PIR2 A 982 (Groag). R. Syme, Roman Papers, II, Oxford 1979, pp. 535 e 685-686; IV, Oxford 1988, pp. 384, 386 e 646. B.J. Kavanagh, The identity and fate of Caligula's assassin, Aquila, in Latomus, vol. 69 (2010), pp. 1007-1017.

Categoria:Arruntii Categoria:Consoli imperiali romani