In prima linea nella lotta internazionale contro i “forever chemicals”, gli “inquinanti per sempre”, problema divenuto prioritario nell’agenda dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), molto note e discusse sono le sue opere corali di arte politica e di scrittura operativa per gli attivisti, di radicale posizione antimilitarista ed ecosistemica, a difesa dei territori devastati dal tardo capitalismo.

Editore e regista culturale impegnato in questioni di giustizia sociale e ambientale nei territori dove ha vissuto, svolge attività di scrittore, alpinista, artista. Le sue provocazioni culturali e artistiche sono state oggetto di ispirazione per diversi intellettuali italiani (v. incipit di Cent’anni a Nordest di Wu Ming 1) e di attenzione da parte di istituzioni internazionali. Nel 2010 ha attivato l’attenzione dell’UNESCO per la successiva missione ICOMOS sulla situazione militare-urbanistica di Vicenza compiuta nel 2016; nel 2021 è stato il promotore della missione ONU in Veneto per le sostanze inquinanti emergenti, i cosiddetti PFAS. Su questo tema ha collaborato con le massime autorità nazionali e internazionali, tra cui i ricercatori del CNR-IRSA, Greenpeace Italia, Centro Diritti Umani “Antonio Papisca” e soprattutto l’avvocato americano Robert Bilott, protagonista del film Cattive acque (Dark Waters). Grazie a queste collaborazioni ha proposto, sviluppato e approfondito in chiave sociale, i concetti di “crimine ambientale” e “zona di sacrificio ad alto reddito”.

Come alpinista ha partecipato e guidato spedizioni di livello internazionale in Hindu Kush, Himalaya, Karakorum e nelle cordigliere andine, tra cui la spedizione K2014 in Sikkim con il patrocinio nazionale del CAI nei 150 anni della celebrazione della nascita dell’associazione, raccogliendo negli anni l’attenzione dei maggiori festival di montagna e premi nazionali (CAAI 2000) e internazionali (Explorersweb 2008).

Nel 2024, dopo aver attivato molti alpinisti italiani sulla questione Olimpiadi Milano-Cortina 2026, a seguito di una sua azione simbolica durante una manifestazione a Cortina, ha ricevuto una condanna penale per avere scritto con un pennello d'artista su un pilone d'acciaio la scritta lavabile «non torneranno i larici» per denunciare la violenza delle opere in corsa sulla pista di bob (sliding center) che hanno portato al taglio indiscriminato del lariceto di Ronco, oltre che ad un'enorme spesa pubblica a danno delle comunità locali e della Regione Veneto.

Biografia Nel 1987 si diploma all’Istituto Tecnico Statale Alessandro Rossi di Vicenza partecipando alla prima classe sperimentale di Robotica della scuola italiana, nei primi due anni, rientrando nell’indirizzo classico il terzo. Nel 1988 affronta l’obiezione al servizio militare, rifiutando la difesa armata, proponendo la difesa civile, sulla base del concetto dei futuri Corpi Civili di Pace, sviluppato successivamente durante la lotta contro le basi militari di Vicenza. Si laurea a pieni voti presso la facoltà di Filosofia dell’Università di Padova nel 1996 con il biologo Martino Rizzotti e lo storico del pensiero scientifico Alessandro Tessari. Nel 1999 fonda la casa editrice Antersass e nel 2004 apre la libreria-laboratorio La Casa di Giovanni, dedicata al nonno materno, militante politico socialista. Attualmente collabora come studioso, libero docente, attivista indipendente, con diverse scuole, università, gruppi di azione e ricerca, in Italia e all’estero.

Attivista Tra il 2001 e il 2004 partecipa al Comitato No Alla Centrale che bloccherà il progetto della grande Centrale Termoelettrica a ciclo combinato di Montecchio Maggiore, storica vittoria ambientalista dell’Ovest vicentino. La discesa dal campanile di Montecchio con lo striscione “No per legittima difesa”, eseguita da Alberto Peruffo con il suo compagno di cordata Alberto Urbani, durante la manifestazione di ventimila persone in Piazza del Duomo, resta una delle immagini simbolo della lotta.

Dal 2006 al 2015 partecipa alla lotta e al movimento No Dal Molin contro la nuova base americana. Produrrà diverse operazioni artistiche e porterà la contraddizione militare di Vicenza alla Presidenza UNESCO di Parigi, mettendo la città in procedura di verifica da parte dell’ICOMOS. Il primo firmatario dell’Istanza Vicenza Fuori dall’UNESCO ideata da Peruffo fu il celebre scrittore vicentino Mario Rigoni Stern.

Nel 2010 partecipa all’azione “garibaldina” sulla Ciminiera Boschetti con i compagni d’arte Paolo Rumiz e Bepi De Marzi, per ricordare i valori dell’Italia liberata dal fascismo e contro l’onda razzista veicolata dai sindaci dei paesi leghisti, in primis Montecchio Maggiore, protagonista di restrizioni negli alloggi degli immigrati e di aver messo a pane e acqua nell’asilo pubblico le famiglie indigenti.

Nel 2011 con lOperazione Transumanza. Non passa la menzogna è tra i fautori del blocco simbolico che porterà al fallimento del Giro della Padania, aiutato dallo scrittore triestino Paolo Rumiz e dal musicista vicentino Bepi De Marzi.

Dal maggio 2016 al maggio 2023, dopo aver fatto parte del primo comitato contro la Superstrada Pedemontana Veneta, diventa il coordinatore e leader del movimento No Pfas contro la Miteni, fabbrica responsabile della contaminazione prodotta dalle sostanze perfluoroalchiliche, chiamando in causa forze nazionali (CNR-IRSA, Università di Venezia e Padova) e internazionali, come Greenpeace, l’avvocato Robert Bilott, la Missione ONU diretta da Marcos Orellana, per affrontare il più grande inquinamento delle acque potabili in Europa. Con le due Marce dei Pfiori e molte altre mobilitazioni da lui ideate, tra cui le conclusive giornate davanti alla Procura - Pfas Base Camp con la Staffetta delle Acque Infrante - sarà tra i promotori del Processo Miteni attualmente in corso. Per le sue azioni rigorose, nonviolente, ma radicali, riceverà due avvisi di garanzia con relativi procedimenti penali da parte della Procura di Vicenza (blocco simbolico della Miteni con i giovani dei Centri Sociali del Nordest) e della Giunta Regionale del Veneto (per aver sfiduciato la Regione Veneto, in particolare l’assessore Gianpaolo Bottacin, in diretta durante la trasmissione Cento Città di Rai Radio 1). Il primo processo è andato in prescrizione, il secondo è ancora in corso.

Durante l'udienza di Robert Bilott in Italia, il 24 maggio 2023, insieme con Giuseppe Ungherese di Greenpeace, la giurista Claudia Marcolungo dell'Università di Padova, il sindacalista Giampaolo Zanni (segretario CGIL Vicenza), l'ematologo Francesco Bertola e il chirurgo Claudio Lupo (portavoce ISDE Italia), gli attivisti Luca Cecchi e Michela Piccoli (Mamme No Pfas), guida la delegazione No Pfas italiana al Parlamento italiano, Camera dei Deputati, per la messa al bando delle sostanze perfluoroalchiliche in Europa, frutto di un lavoro collettivo pluriennale di cui è stato coordinatore nazionale e che ha visto la firma di 122 associazioni, gruppi, organizzazioni europee.

Il 26 giugno 2025, dopo quattro anni di dibattimento e 133 udienze, la Corte d'Assise di Vicenza presieduta dalla giudice Antonella Crea pronuncia in primo grado una sentenza già ritenuta "storica" che condanna undici ex dirigenti della Miteni per un totale di 141 anni di carcere e 75 milioni di euro da risarcire alle parti civili. Le condanne sono superiori a quelle richieste dall'accusa e per la prima volta in Europa e in Italia viene riconosciuto il crimine ambientale, il dolo per disastro innominato e avvelenamento delle acque: in modo chiaro e inequivocabile viene riconosciuta la responsabilità penale di chi ha inquinato, applicando concretamente il principio del Testo Unico Ambientale per cui “chi inquina, paga”. In prima fila in aula i promotori principali del processo: Alberto Peruffo (PFAS.land), Maria Chiara Rodeghiero (Medicina Democratica, firmataria dell'esposto presentato dall'avv. Edoardo Bortolotto), Marzia Albiero (Rete Gas Vicentina), Michela Piccoli (Mamme No Pfas), Vincenzo Cordiano (ISDE), Piergiorgio Boscagin (Perla Blu Legambiente), con tutto il variegato movimento No Pfas a seguire.

Scrittore Dal 1999 al 2013 è stato l’ideatore e il curatore del collettivo di scrittura nato intorno al progetto Intraisass.it poi iBorderline.net, aperiodico digitale di letteratura, alpinismo e arti visive. Al progetto hanno partecipato centinaia di scrittori e sono uscite tre raccolte su stampa cartacea, con nomi importanti del panorama nazionale e internazionale come Reinhold Messner, Mauro Corona, Erri De Luca, insieme con specialisti come Luca Visentini, Mauro Mazzetti, Mario Crespan. Il blog omonimo (fondato nel 2004) è stato uno dei primi blog collettivi di scrittura italiana, da cui sono nati libri come Il paese di Luca Visentini e Ritorni a valle di Mario Crespan.

Come articolista ha pubblicato decine di articoli su riviste di esplorazione e montagna, nazionali, come la Rivista del Cai, Alpi Venete, Planetmountain, GognaBlog, e internazionali come l’American Alpine Journal, l’Himalayan Journal.

Nel 2014 pubblica su Altitudini.it pubblica Snowstorm. Reportage di un’assenza dalla Rete, prima di partire per la Spedizione Zemu, esperimento di trasposizione del capolavoro di Joseph Conrad, Tifone, dal mare alla montagna, una specie di romanzo di situazione dove si rifà passo passo alla scrittura dell’originale, sollevando numerose critiche e discussione.

Dal 2018 è l’ideatore e il curatore del gruppo di ricerca e scrittura collettiva PFAS.land, organo di informazione sulla contaminazione da Pfas (forever chemicals), contro i crimini ambientali.

Nel 2019 pubblica il suo primo libro come autore, Non torneranno i prati. Storie e cronache esplosive di Pfas e Spannoveneti (Cierre Edizioni) con la prefazione di Giuseppe Ungherese (responsabile di Greenpeace Italia) e di Francesca Leder (urbanista dell’Università di Ferrara). Il libro, che raccoglie la “scrittura operativa” della lotta No Pfas e alcuni saggi, uscito come strumento di difesa e aiuto dopo le denunce subite, si esaurisce presto e nel 2021 esce un’edizione ampliata con i fatti del processo Miteni e una nuova prefazione del professore Francesco Vallerani, decano della cultura veneta, docente di geografia culturale e umana (Cultural and Human Geography) presso le Università di Padova e a Venezia.

Nel 2021 fonda insieme con PFAS.land e Caracol Olol Jackson il Laboratorio Politico di Ecologia, dove intellettuali attivisti italiani sono chiamati a portare il loro contributo teorico e pratico nella formulazione di concetti fondamentali.

Diversi i suoi interventi in scritture collettive, libri e riviste di interesse nazionale. Tra i più importanti ricordiamo lo scritto L’attivismo in Formula di un disastro ambientale, libro fotografico di Federico Bevilacqua e «Chi inquina paga, o no?» I casi DuPont e Miteni con i docenti-ricercatori Alberto Lanzavecchia e Matteo Telatin sui Quaderni di ricerca de Il Mulino.

Nel 2023 ZNetwork, il magazine di politica e attivismo internazionale dove hanno scritto e scrivono Eduardo Galeano e Noam Chomsky, pubblica Capitalism Must Be Stopped, Not Reformed, testo di base delle presentazioni Radical Ecologies Cut Off Human Arrogance/Capitalism del 2023 presso il Life After Oil International Film Festival e il Venice Climate Camp.

Artista Ha studiato musica classica e jazz con il saxofonista Sergio Montini, flautista dell'Orchestra dell’Arena di Verona. Dal 2014 studia e usa lo strumento elettronico a fiato AKAI EWI, nella versione 5000, per le sue performance. Fin da giovane esperto ed appassionato di musica etnica e d’impegno civile, dub, reggae, di cui è stato reporter musicale di Concerko, in Italia e a Londra, negli anni 80, tra le prime fanzine autoprodotte di settore in Italia.