L'Università degli Studi di Napoli Federico II possiede un patrimonio architettonico molto vasto, frutto di acquisizioni avvenute nel corso dei secoli.. Gli edifici che ospitano l'ateneo si concentrano in otto aree distinte della città di Napoli con un'ulteriore presenza nella città di Portici, configurandosi quindi come un'università geograficamente distribuita.

Centro storico

Sede centrale

La sede centrale dell'ateneo federiciano si erge lungo corso Umberto I, 40 ad angolo con via Mezzocannone.

L'edificio è in stile neobarocco e venne eretto durante il Risanamento, tra il 1897 ed il 1908, su progetto degli architetti Pierpaolo Quaglia e Guglielmo Melisurgo. Sorge a ridosso del complesso universitario originale (che dal 1777 aveva trovato posto presso la Casa del Salvatore, ormai non più dei gesuiti), dopo che i gesuiti cessarono la proprietà, la nuova struttura fu integrata con le strutture esistenti dietro di essa. Gli architetti si premurarono di metterla in collegamento con le sedi preesistenti alle sue spalle tramite il cosiddetto Scalone della Minerva che origina nel cortile del Palazzo dell'Università e termina nel Cortile del Salvatore, superando un dislivello di più di 7 m.

Il palazzo ospita gli uffici amministrativi centrali dell'università, tra cui il Rettorato, il Senato Accademico e l'Economato, insieme al Dipartimento di Giurisprudenza. Inoltre, funge da sede secondaria per il Dipartimento di Studi Umanistici.

Casa del Salvatore

La Casa del Salvatore è un complesso architettonico in stile barocco risalente al XVI secolo. Ospita i laboratori del Dipartimento di Scienze della Terra e del Dipartimento di Biologia Sperimentale, oltre ai principali musei scientifici curati dall'università: il Museo di fisica, il Museo di antropologia, il Museo di paleontologia, il Museo di mineralogia e il Museo zoologico. L'edificio monumentale (noto come il "cortile delle Statue") è sede della Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Napoli, dell'Accademia Pontaniana, della Biblioteca universitaria, del Dipartimento di Diritto Romano e Storia della Scienza Romanistica, nonché di diverse aule dell'Ateneo. Anche il Centro Linguistico di Ateneo (CLA) ha sede qui, al quinto piano del Dipartimento di Giurisprudenza. Adiacente ad esso si trova il cosiddetto "Palazzo dell'ex poligono di tiro".

Complesso "Santi Marcellino e Festo"

Il complesso Santi Marcellino e Festo, colloquialmente conosciuto come Complesso di San Marcellino, è un edificio che si apre lungo Via Leopoldo Rodinò, 22/a, ad angolo con Largo San Marcellino, 10. Originariamente un complesso monastico, risale all'Alto Medioevo, probabilmente costruito tra l'VIII e il IX secolo. Oggi è sede del Dipartimento di Scienze Politiche, del museo di paleontologia e della Scuola Superiore Meridionale.

Il complesso è a pianta rettangolare con tre arcate pilastrate le cui strutture sono ricoperte da decorazioni in piperno; al centro è un giardino otto-novecentesco decorato con varie fontane in piperno e marmo. Sul complesso si affacciano diverse sale, tra cui quella capitolare nel lato sud-occidentale, pavimentata in maioliche da Giuseppe Massa nel 1740 circa e che è oggi sede del Museo di Paleontologia. Tutto il lato occidentale del complesso vede comunque un'architettura priva delle arcate, che inizia dalla sala del Capitolo e che conclude a nord con una terrazza panoramica che dà sul mare. Lungo le pareti delle arcate sono esposti numerosi reperti archeologici scoperti durante frequenti lavori di restaurazione.

Complesso San Pietro Martire

Il complesso San Pietro Martire, conosciuto localmente e comunemente come "Porta di Massa" (in acronimo "PdM") a causa della sua posizione in Via Porta di Massa, è un complesso architettonico situato di fronte al Palazzo dell'Università, dall'altro lato del Corso Umberto I. Risalente al XVI secolo, la struttura dell'edificio è quadrangolare, del quale ogni lato è caratterizzato da sette archi e una fontana in marmo al centro.

Dal 1961 è sede del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, che include i corsi di Laurea di Archeologia e Storia dell'Arte, Discipline della Musica e dello Spettacolo, Filologia, Filosofia, Lettere, Lingue, Culture e Letterature Europee, Psicologia e Storia.

Palazzo De Laurentiis

Il Palazzo De Laurentiis funge da sede per il Dipartimento di Scienze Sociali. Mostra nelle facciate modanature e cornici settecentesche in piperno e tre scale caratterizzate dall'uso della pietra vesuviana. Tra esse vi è una scala che si apre nel cortile a sinistra e vi è la presenza di due scale sul lato destro, tipico dei palazzi partenopei. Questi elementi sono di non facile datazione, potrebbero anche essere ricondotti ai lavori di restauro e adattamento a cui dovette essere sottoposto l'edificio dopo l'incendio del 1786 menzionato dallo scrittore e storico Giuseppe Sigismondo.

Sedi di Via Marina

Lungo Via Marina si trova il palazzo Iniziativa Marina, seguito più avanti dai palazzi Pecoraro-Albani e ISVEIMER all'incrocio con Via Porta di Massa. Sono tutti strutture moderne risalenti al XX secolo.

I palazzi Marina e Pecoraro fungono da sede per il dipartimento di Giurisprudenza. Il palazzo Marina ospita inoltre il Centro Interdipartimentale per gli Studi sulla Magna Grecia. Il palazzo ISVEIMER ospita invece le segreterie studenti per i dipartimenti di Studi umanistici e Sociologia.

Nel 2015 il Palazzo Pecoraro-Albani è stato intitolato ad Antonio Pecoraro-Albani, ex preside della Facoltà di Giurisprudenza dal 1986 al 1993, scomparso nel 2008.

Chiesa dei Santi Demetrio e Bonifacio

Si tratta di un edificio monumentale ubicato in piazzetta Monticelli, 6. La chiesa, oggi sconsacrata, ospita l'Aula magna del dipartimento di Architettura.

Fu costruita nel 1706 su progetto di Giovan Battista Nauclerio e per commissione dei padri somaschi che vollero l'edificazione della chiesa per sostituire la cappella di un vecchio monastero benedettino di loro proprietà dal 1616. Due importanti palazzi furono altresì edificati al posto dell'antico convento: il palazzo dei Duchi di Casamassima e il palazzo Penne, che diventò in seguito la sede di somaschi stessi. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi ed alla conseguente espulsione dei somaschi, la chiesa venne affidata alla gestione dell'arcivescovo di Napoli, prima di divenire di proprietà dell'università.

La struttura presenta un impianto a croce greca con esedre ai lati; l'interno pur spogliato di arredi, conserva ancora i tre dipinti di altare del 1748: la Madonna con Bambino, San Demetrio e San Bonifacio di Nicola Maria Rossi, la Madonna con Bambino e i santi Paolo eremita, Leonardo Abate e Ignazio martire di Antonio Romeo ed infine la Madonna con Bambino e Gerolamo Emiliani di Gennaro Gamba.

L'altare maggiore ligneo presenta stucchi decorati con pannelli di finto marmo.

Complesso di Sant'Antoniello a Port'Alba

Il complesso di Sant'Antoniello a Port'Alba si erge in piazza Bellini. Il palazzo è sede della Biblioteca di Area Umanistica (BRAU).

La fondazione del palazzo, come convento, risale al 1564 per volere di suor Paola Cappellani. Per l'ampliamento del monastero si inglobò nella struttura originaria, il vicino palazzo dei Principi di Conca. A seguito di questi rifacimenti, venne chiusa la facciata originaria, di cui si osservano ancora i resti del portale originale.

L'attuale prospetto è del XVIII secolo, costruito assieme al grande scalone a doppia rampa. Dal 26 gennaio 2009 il complesso, dopo un recente restauro, insieme all'attiguo palazzo Conca, è sede della BRAU, la biblioteca di ricerca dell'area umanistica dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, già biblioteca della Facoltà di lettere e filosofia.

Quartieri Spagnoli Presso i Quartieri Spagnoli ha sede il dipartimento di Architettura, distribuito tra tre palazzi storici.

Palazzo Orsini di Gravina

Il palazzo Orsini di Gravina è un elegante esempio di architettura rinascimentale di derivazione toscana e romana a Napoli. Dal 1936 è la sede centrale del dipartimento di architettura.

Le origini dell'edificio risalgono al 1513, quando Ferdinando Orsini, duca di Gravina in Puglia, acquistò un terreno di proprietà della basilica di Santa Chiara. Da allora passò di mano a vari nobili, ognuno dei quali apportò modifiche alla struttura. Fu ricostruito nel 1848 a seguito di un disastroso incendio. Prima dell'Unità d'Italia divenne sede dell'ufficio delle tasse. Dopo l'unificazione fu adibito ad ufficio postale.

Il palazzo presenta una planimetria generale quadrangolare che si eleva sul piano nobile e piano terra; della struttura cinquecentesca rimane solamente il lato della facciata che è scandita dal ritmo delle bugne a cuscino del piano terra e dalle lesene composite in piperno, intervallate dalle aperture delle cornici in marmo delle finestre. Su ogni finestra vi è un tondo con il busto degli Orsini realizzati da Vittorio Ghiberti agli inizi del XVI secolo. Nell'interno si nota la controfacciata in piperno e marmo del XVI secolo, mentre, gli altri lati sono d'imitazione. Ancora all'interno sono presenti i resti degli affreschi settecenteschi staccati; infine nel cortile vi è una pregevole fontanella.

Palazzo Latilla

Il Palazzo Latilla è un edificio monumentale di valore storico e architettonico ubicato in via Tarsia, 27 e 31 nel quartiere Avvocata. Ospita la seconda sede del dipartimento di architettura.

L'edificio risalente al XVIII secolo fu completato da Mario Gioffredo nel 1762, su commissione del consigliere municipale Ferdinando Latilla, marchese di Taurasi e conserva al secondo piano una piccola cappella con il pavimento maiolicato utilizzata oggi per conferenze e simposi accademici.

L'edificio è composto da tre moduli indipendenti, ognuno si compone da una precisa sequenza spaziale: ingresso, cortile, scala aperta addossata alla parete in fondo al cortile. Caratteristiche di impronta tipologica di origine settecentesca, che si ritrovano in molti edifici partenopei.

Complesso universitario dello Spirito Santo

Il complesso universitario dello Spirito Santo è un edificio situato lungo via Toledo, 402 nel quartiere San Ferdinando. Attualmente ospita una sezione distaccata del dipartimento di Architettura.

Costruito a metà del XVI secolo per ospitare le fanciulle povere, venne più volte rimaneggiato. Nel 1590 vi fu istituita una cassa depositi e nel 1629 una cassa dei pegni.

In stile barocco sono il portale monumentale e la parte prospiciente sul cortile; il resto venne ricostruito nel 1960 da Marcello Canino. Un tempo l'edificio era annesso alla basilica dello Spirito Santo.

La sede è raggiungibile tramite i bus dell'Azienda Napoletana Mobilità (fermata Via Toledo). È inoltre servita dalla metropolitana di Napoli (stazione Dante e stazione Toledo) oltre che dal servizio ferroviario metropolitano di Napoli (stazione Montesanto).

Policlinico - Complesso di Cappella Cangiani

Presso la zona ospedaliera di Napoli ha sede l'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II meglio conosciuta come Nuovo policlinico. Il Complesso di Cappella Cangiani, così chiamato originariamente in quanto situato in contrada Cappella Cangiani a Rione Alto (Municipalità V), si estende su una superficie di su cui giacciono 21 edifici per una superficie coperta di (e una superficie complessiva dei piani di ). L'ingresso principale al complesso ospedaliero universitario è sito in via Pansini; altri tre ingressi secondari sono usufruibili in determinati giorni e orari. La mobilità all'interno del vasto complesso è assicurata da un servizio di mini-bus gratuito che mette in comunicazione l'ingresso principale con i vari padiglioni.