n+1 è stata una rivista trimestrale nata nella primavera del 2000. La redazione si proponeva di affrontare in modo scientifico i problemi della trasformazione sociale.Cfr. il numero zero con un articolo di presentazione Ha sostituito uno stampato informale di cui furono diffusi 40 numeri a partire dal 1981. Direttore responsabile è Diego Gabutti.
Sezioni e rubriche fisse: Editoriale, Articoli, Rassegna (fatti salienti del trimestre), Spaccio al bestione trionfante (presa di distanza dai luoghi comuni), Terra di confine (anticipazioni della società futura presenti in questa), Recensioni, Doppia direzione (rapporto con i lettori).
La rivista n+1 ha concluso le sue pubblicazioni con il numero 58, uscito a dicembre del 2025.
Il progetto editoriale "n+1" è una espressione che ricorda il principio di ricorrenza completo di Poincaré: n+1 (la società futura) è il successore che integra la serie precedente degli n (le società passate). Il capitalismo (ancora n) non corrisponde più al suo contenuto, dato che ha già sviluppato, potenzialmente, i caratteri della società futura (socializzazione estrema della produzione e sopravvivenza della proprietà privata come puro fatto politico, inutile e dannoso). L'espressione "n+1" venne utilizzata da Amadeo Bordiga in uno scritto del 1958, inserito nel volume Dottrina dei modi di produzione.
Secondo la pagina «Chi siamo» del sito web della rivista, la scelta dell'espressione "n+1" è legata alla necessità di de-semantizzare il titolo per ottenere una distinzione anche formale rispetto al cosiddetto marxismo-leninismo e dal diffuso conformismo che ebbe origine dalla degenerazione della Terza Internazionale.
Storia, programma e metodo Il lavoro di n+1 si collega a quello della Sinistra Comunista Italiana, formatasi nel 1912 all'interno del Partito Socialista Italiano. Sviluppatasi dopo la prima guerra mondiale come Frazione Intransigente Rivoluzionaria si costituì infine in Partito Comunista d'Italia nel 1921 a Livorno con la scissione dal PSI. La corrente, avversata sia dalla Terza Internazionale "bolscevizzata" che dal fascismo, sopravvisse all'estero dal 1926 al 1943. Durante la seconda guerra mondiale si ricostituì in Partito Comunista Internazionalista, che a sua volta si divise nel 1952 nelle due aree afferenti uno al periodico Battaglia Comunista e l'altra a Il programma comunista , con quest'ultima che inizierà a denominarsi dal 1965 "Partito Comunista Internazionale". Il Partito Comunista Internazionale subirà numerose scissioni e, ad oggi, diverse organizzazioni rivendicano il nome e la continuità storica.
Nel 1982 alcuni militanti usciti dal Partito Comunista Internazionale iniziarono a pubblicare uno stampato informale denominato "Lettera ai compagni" la cui distribuzione fu poi alla base di quella della rivista. I primi venti numeri di tale stampato rispecchiavano nel contenuto il suo titolo, ed erano effettivamente lavori di discussione fra militanti della Sinistra comunista che si collegavano al lavoro rivoluzionario di Amadeo Bordiga. I successivi venti (ne uscirono in tutto 40 con un paio di supplementi) uscirono fino al 1999, quando lo stampato fu sostituito dal periodico n+1.
La rivista non era espressione di un partito o di un gruppo politico ma di un lavoro collettivo attorno al suddetto progetto di anticipazione anti-utopistica della società futura. Il gruppo di lavoro non escludeva tuttavia il ruolo del partito nella trasformazione rivoluzionaria della società. La redazione lavorava quasi esclusivamente in rete. Quattro volte all'anno si riuniva fisicamente per il piano di lavoro invitando anche i lettori.
Archivio storico e network L'archivio storico curato da n+1 contiene migliaia di testi cartacei in via di digitalizzazione e pubblicazione su Internet. Iniziò a formarsi nel 1970 intorno al materiale che vecchi esponenti della Sinistra Comunista Italiana passarono ai giovani; negli anni successivi s'ingrandì con ulteriori documenti man mano pubblicati o rinvenuti in archivi pubblici e privati. Verso la metà degli anni '80 iniziò la digitalizzazione dei documenti col criterio della selezione tematica in vista della loro pubblicazione in una collana di libri (Quaderni internazionalisti, ora Quaderni di n+1). Prima della generalizzazione di Internet, gli stessi documenti furono diffusi anche attraverso una rete BBS ("Quaderni internazionalisti").
Affianca l'archivio una biblioteca di circa 20.000 volumi.
La pubblicazione dell'edizione cartacea e la sua presenza sul Web è stata affiancata dalla diffusione di una newsletter quindicinale gratuita, dall'attività sui social network e da due strumenti di lavoro in rete, Chicago86 (scioperi, coordinamento e condizioni di lavoro) e QuinternaLab (laboratorio di interfaccia). Dopo la cessazione delle pubblicazioni, la redazione ha comunicato l'intenzione di continuare a riversare il proprio lavoro nel sito Quinternalab, utilizzando il sito Quinterna per l'archivio storico e per l'archivio della rivista.
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Categoria:Riviste politiche italiane