Michael Corleone è un personaggio immaginario ideato da Mario Puzo. Compare per la prima volta, con un ruolo da protagonista, nel romanzo Il padrino e, successivamente, nell'omonima trilogia cinematografica di Francis Ford Coppola, in cui è interpretato da Al Pacino.
Michael Corleone, terzogenito di Don Vito Corleone, cerca inizialmente di distaccarsi dal mondo del crimine, avendo combattuto nella Seconda Guerra Mondiale come marine e desiderando una vita "americana" onorevole. Tuttavia, dopo che suo padre viene gravemente ferito in un attentato, Michael si trova coinvolto nelle dinamiche mafiose per proteggere la famiglia, finendo per succedere al padre come nuovo Don Corleone. Negli anni successivi, Michael tenta di legittimare la famiglia, ma il suo passato continua a influenzare le sue scelte, portandolo a commettere azioni che lo allontanano sempre più dalla vita che desiderava.
Il personaggio appare con un ruolo secondario anche ne Il siciliano di Puzo e ne La famiglia Corleone di Ed Falco, e come personaggio principale nei romanzi sequel scritti da Mark Winegardner, Il ritorno del padrino e La vendetta del padrino.
Nel 2003, Michael Corleone è stato inserito all'11 posizione nella lista dei 100 più grandi cattivi della storia cinematografica, dall'American Film Institute, mentre nel 2020 la rivista Empire lo ha inserito all'11 posto nella classifica dei 100 migliori personaggi cinematografici di tutti i tempi.
Descrizione del personaggio Ispirazione Michael Corleone è stato ispirato a Salvatore "Bill" Bonanno, figlio del noto mafioso Joseph Bonanno. Joseph Bonanno non voleva che suo figlio Bill seguisse le sue orme nel mondo del crimine, incoraggiandolo invece a intraprendere una carriera legale, mandandolo a studiare legge. Questo aspetto è simile a quanto fatto da Vito Corleone con suo figlio Michael, che inizialmente cercò di tenere lontano dagli affari di famiglia. Tuttavia, sia Michael che Bill finirono per coinvolgersi nel mondo della mafia, sebbene le loro personalità e percorsi fossero molto diversi. Bill Bonanno era più simile a Fredo Corleone, il fratello debole e insicuro di Michael, in quanto era ostentato e cercava costantemente attenzione. Viveva delle risorse familiari e non riuscì mai a guadagnarsi il rispetto degli uomini del padre. Al contrario, Michael Corleone si distinse per la sua astuzia e determinazione, diventando un leader rispettato e temuto nel mondo del crimine organizzato.
Aspetto e personalità Michael Corleone ha un aspetto elegante e raffinato. Fisicamente, si distingue dai suoi fratelli per non avere la "faccia da Cupido", tipica dei Corleone, e per i suoi capelli neri lisci, che conferiscono un'immagine più sobria e seria rispetto ai ricciuti dei suoi consanguinei. La sua carnagione è di un marrone-oliva chiaro, un colore che lo rende "bello in una maniera delicata".Mario Puzo, Il padrino, Parte prima
Quando tenta di proteggere suo padre, ricoverato in ospedale, Michael riceve un pugno in faccia dal capitano di polizia Mark McCluskey. A seguito di questo episodio, la mascella resta seriamente rovinata e i suoi seni paranasali cominciano a perdere costantemente liquido dal naso. Michael, che era sempre stato vanitoso per quanto riguarda il fisico, resta sfigurato al lato sinistro del volto ma decide di non operarsi. Quando il dottore gli chiede la ragione, lui risponde: «È pur sempre qualcosa che mi viene da casa».Mario Puzo, Il padrino, Parte sesta Quando Kay Adams rivede Michael dopo anni di lontananza nota che la parte sinistra del suo volto "era deturpata, incavata, come la testa di plastica di una bambola che un bambino avesse capricciosamente preso a calci".Mario Puzo, Il padrino, Parte settima La madre di Mike, nel descrivere il figlio con il volto sfigurato, lo definisce un "gangster del cinema".
Solo dopo il ritorno negli Stati Uniti dalla Sicilia e le insistenze di Kay, Michael decide infine di sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica. Kay "sapeva che Michael l'aveva fatto contro voglia, perché glielo aveva chiesto, e lei era la sola persona al mondo che poteva spingerlo ad agire contro la propria volontà".
Caratterialmente, Michael ha eredito la "forza tranquilla e l'intelligenza" del padre Vito, ma anche "l'istinto naturale di agire in maniera tale che gli uomini non potevano fare altro che rispettarlo". Queste caratteristiche lo rendono "l'erede prescelto per condurre gli affari della Famiglia". Sonny lo descrive come "come il più deciso di tutti nella Famiglia, più dello stesso Don", oltre che "l'unico che poteva tenergli testa".
Ma Michael rifiuta l'autorità del padre, decidendo di estraniarsi dal mondo criminale. Solo quando Don Vito viene gravemente ferito, la sua lealtà e il senso di responsabilità nei confronti della Famiglia lo portano gradualmente a essere coinvolto nelle dinamiche mafiose. È proprio lui a proporre di uccidere i responsabili del ferimento del padre, ma in un primo momento non viene preso sul serio. Un accenno di trasformazione sia fisica che caratteriale viene percepita da Tom Hagen che nota il volto di Michael trasformarsi "in una maschera di ghiaccio, somigliante in modo inquietante a quella del Don".
Secondo Kay, Mike non è persona da subire pressioni. Solo lei, sua moglie, può piegarne la volontà, ma è cosciente anche che il farlo troppo sovente potrebbe distruggere "quel suo potere". Dopo aver assunto il ruolo di capofamiglia, Michael è sempre gentile, sempre attento persino nelle piccole cose. Proprio come suo padre, anche Michael comincia a ricevere gente che veniva in casa a conferire con lui, a chiedergli favori, trattandolo con deferenza e rispetto. Una volta assunto il titolo di don, Michael è ormai diventato un leader spietato e determinato, costantemente lacerato tra il dovere verso la famiglia e il desiderio di una vita normale.
Biografia del personaggio Dall'infanzia all'ascesa a Don Corleone
Infanzia e giovinezza Michael Corleone nasce a New York nel 1920, figlio terzogenito di Vito e Carmela Corleone. Sin da ragazzo si dimostra un giovane intelligente e affascinante, e tra tutti i figli di Vito Corleone, viene considerato il più simile a lui per intelligenza, personalità e astuzia. A seguito di una sparatoria nella quale resta ferito suo padre, Michael scopre che quest'ultimo è un pericoloso criminale. Deciso a non seguire le orme del genitore, il giovane Corleone si iscrive all'Università e, con l'ingresso degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale nel 1941, si arruola nei Marines. Successivamente, nonostante i tentativi del padre di farlo rimpatriare, Michael viene inviato nel Pacifico per combattere i giapponesi. Riuscito a sopravvivere alla guerra e distintosi per il suo coraggio, il giovane viene insignito della Navy Cross e viene anche menzionato sulla rivista Life nel 1944. Nel 1944 viene congedato con il grado di capitano e, tornato negli Stati Uniti, incontra a Dartmouth una giovane studentessa, Kay Adams, di cui si innamora.
L'attentato a Vito e l'esilio in Sicilia
In occasione del matrimonio tra la sua sorella Connie e Carlo Rizzi, nell'estate del 1945, Michael è fidanzato con Kay, sebbene questa relazione deluda la famiglia Corleone visto che la donna non ha sangue italiano. La vita di Michael cambia drasticamente quando nel dicembre dello stesso anno suo padre viene ferito in un agguato. Recatosi in ospedale per difenderlo, Michael viene colpito con un pugno al volto dal capitano Mark McCluskey, che si rivela essere un poliziotto corrotto pagato da Virgil Sollozzo, il vero responsabile dell'attentato a Vito. Conscio che il padre non sarà mai al sicuro, Michael propone di uccidere McCluskey e Sollozzo. Nonostante lo scetticissimo del fratello Sonny, dei caporegime Tessio e Clemenza e del consigliere Tom Hagen, Michael ottiene il via libera e, durante una cena in un ristorante del Bronx, uccide senza pietà i due nemici, per poi fuggire in Sicilia per nascondersi dalle autorità.
Durante il suo soggiorno in Sicilia, Michael rimane nascosto per due anni sotto la protezione del vecchio amico di suo padre, Don Tommasino, vivendo nella vecchia villa del dottor Taza e ricevendo un caloroso benvenuto dal sindaco di Bagheria, Bendino. Il periodo trascorso da Michael in Sicilia ha un profondo impatto su di lui. Lì, apprende le radici storiche della mafia e si innamora di una bella giovane donna di nome Apollonia, che sposa secondo le tradizioni siciliane dopo aver ottenuto il consenso del padre di lei. Ma la loro felicità è breve: Apollonia muore in un attentato destinato a lui, orchestrato da uno dei suoi corrotti, Fabrizio. Il trauma della morte della moglie ha un profondo impatto su Michael, che sviluppa un istinto vendicativo che guiderà molte delle sue future decisioni.
Nuovo Don Corleone Tornato negli Stati Uniti, Michael si impegna nelle imprese criminali della sua famiglia, subentrando al fratello defunto Sonny come sottocapo della famiglia sotto la supervisione di Vito e attaccando sottilmente le attività delle altre famiglie attraverso l'uso del suo caporegime segreto, Rocco Lampone. Contestualmente, convince il padre che è giunto il momento di iniziare a distaccare la famiglia dal crimine organizzato. Si riunisce con Kay e la sposa un anno dopo, promettendo di rendere legittima la famiglia Corleone entro cinque anni.
Vito si ritira nel 1954, e Michael diventa il nuovo capo della famiglia. Inizialmente, Clemenza e Tessio, nonché il consigliere Tom Hagen, non sono convinti che Michael sia abbastanza forte per mantenere la famiglia, specialmente mentre le famiglie Barzini e Tattaglia si avvicinano al territorio dei Corleone. Clemenza e Tessio sono ancora più convinti di ciò quando Michael rifiuta di permettere loro di vendicarsi. In realtà, Michael e suo padre avevano iniziato a pianificare l'eliminazione di Barzini e Tattaglia dopo il ritorno di Michael in America. Presto dopo aver assunto il controllo quotidiano della famiglia, Michael tenta di acquistare la quota del proprietario di casinò Moe Greene nel suo casinò di Las Vegas, con l'intento di trasferire la sua famiglia nel Nevada. Greene rifiuta con rabbia l'offerta di Michael e tempo dopo viene ucciso da Al Neri.
Vito muore nel 1955, e Michael diventa ufficialmente Don. Poco prima della sua morte, Vito aveva avvertito Michael che dopo la sua scomparsa, la famiglia Barzini avrebbe tentato di ucciderlo sotto il pretesto di organizzare un incontro per fare pace tra le due famiglie, utilizzando un traditore all'interno della famiglia, che avrebbe offerto di organizzare l'incontro e garantire la sicurezza di Michael. Al funerale, Tessio rivela involontariamente di essere il traditore facendo quell'offerta. Poco dopo il funerale, Michael mette in atto il suo piano. Ordina gli omicidi simultanei dei capi delle altre famiglie mafiose di New York durante il battesimo del nuovo figlio di Connie. Emilio Barzini, Philip Tattaglia, Carmine Cuneo e Victor Stracci. Michael ordina anche l'uccisione di Tessio, sebbene l'eliminazione del capo sia gestita in modo più pulito per rispetto degli anni di servizio di Sal alla famiglia, e di Carlo Rizzi, reo di aver complottato con Barzini nell'omicidio del fratello maggiore.Mario Puzo, Il padrino, Parte ottava
Infine, Michael trasferisce la famiglia e le sue attività a Las Vegas, in Nevada. Padre di due figli (più uno in arrivo), diventa proprietario di una ditta di costruzioni e dimostra interesse per i comitati politici locali.Mario Puzo, Il padrino, Parte nona
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