La Carnia (AFI: ; Cjargne in friulano, Karnien in tedesco) è una regione storico-geografica montana, sub-regione del Friuli, situata nella parte nord-occidentale della provincia di Udine, in Friuli-Venezia Giulia, comprendente buona parte delle Alpi Carniche italiane con le sue valli alpine. Il suo centro principale è Tolmezzo.
Etimologia Il nome deriva dal prediale latino "Carniacum", riferito alla popolazione dei Carni, che dominò l'intero Friuli fra V e II secolo a.C., e dal cui nome deriva anche il toponimo "Cargnacco"; in epoca romana il territorio era parte della Carnorum Regio (la terra abitata dai Carni, descritta da Tito Livio), che probabilmente comprendeva l'odierno Friuli.
Geografia fisica
Confini Ubicata nelle Alpi Carniche, in una zona a tratti impervia e dall'orografia piuttosto complessa e articolata, comprendente l'alto bacino del Tagliamento confina: a nord con l'Austria (Carinzia - Distretto di Hermagor); a ovest con il Cadore (provincia di Belluno), e l'alta valle del Piave a Sappada; a est con il Canal del Ferro-Val Canale (provincia di Udine); a sud con la Val Cimoliana, la Val Settimana, la Val Tramontina e la Val d'Arzino (provincia di Pordenone) e con la Pedemontana friulana.
Geomorfologia
Costituita da fasce geologicamente differenziate, le montagne sono composte da tre tipi di roccia, il calcare, la dolomia e la selce, è attraversata dalle Alpi Carniche che si estendono dalla piana di San Candido in Alto Adige alla sella di Camporosso dove cominciano le Alpi Giulie, che si innalzano (nel versante italiano) tra il fiume Fella e l'alto Isonzo.
La Catena carnica principale (suddivisa in catena carnica occidentale e catena carnica orientale) costituisce a nord il confine con l'Austria. A sud di tale catena si stagliano le Alpi di Tolmezzo (Alpi Tolmezzine Occidentali e Alpi Tolmezzine Orientali) con elevazioni in media inferiori, mentre ancora più a sud si elevano le Prealpi Carniche e la relativa fascia montuosa.
Orografia
Il monte Coglians (2 780 m) è la vetta più alta delle Alpi Carniche nonché la maggiore elevazione della regione, che, assieme al vicino gruppo della Creta delle Cjanevate e al Mooskofel in territorio austriaco, forma un imponente gruppo montuoso proprio sul confine con l'Austria. Le altre maggiori cime della Carnia sono:
Creta della Cjanevate - 2769 m Monte Peralba - 2.694 m Creta di Collina - 2689 m Monte Terza Grande - 2586 m Monte Cridola - 2581 m Monte Capolago - 2554 m Creta Verde - 2520 m Monte Fleons - 2.507 m Monte Avanza - 2489 m Creton di Clap Grande - 2487m Monte Chiadenis - 2.478 m Monte Pramaggiore - 2478 m Monte Bìvera - 2.472 m Monte Volaia - 2.470 m Creta Forata - 2.462 m Monte Terza Media - 2455 m Cima Monfalcon di Forni - 2453 m Monte Siera - 2.443 m Monte Cimon - 2422 m Monte Tiarfin - 2.417 m Cresta di Enghe - 2414 m Cima Brica - 2362 m Monte Terza Piccola - 2334 m Creta di Mimoias - 2320 m Monte Chiadin - 2269 m Monte Crostis - 2.252 m Creta di Aip - 2.249 m Monte Zauf - 2.245 m Creta di Collinetta - 2238 m Creta di Timau - 2.218 m Cuestalta - 2198 m Cima Avostainis - 2193 m Monte Zermula - 2.149 m Monte Sernio - 2.187 m Monte Chiarescons - 2168 m Monte Tinisa - 2120 m Cimon di Crasulina - 2104 m Col Gentile - 2.075 m Monte Rioda - 2046 m Monte Dimon - 2.046 m Monte Paularo - 2.043 m Monte Tarondon - 2.019 m Monte Pieltinis - 2.027 m Monte Tamai - 1.971 m Monte Arvènis - 1.968 m Monte Tersadia - 1.959 m Monte Verzegnis - 1915 m Monte Amariana - 1.906 m Monte Valcalda - 1908 m Monte Lovinzola - 1868 m Pal Piccolo - 1.866 m Monte Salinchiet - 1.857 m Monte Zoncolan 1.750 m
Valli Sei sono le valli principali, ognuna attraversata da un torrente da cui prendono il nome. Le valli assumono anche il nome di canale (cjanâl), sottolineando così la loro conformazione stretta e allungata (tra parentesi la denominazione in friulano): Val Tagliamento (Cjanâl di Soclêf o Petecarie) Val Degano o Canale di Gorto (Cjanâl di Guart) Val Pesarina (Cjanâl Pedarç) Valcalda (Valcjalda o Cjanâl di Monai) Valle del But o Canale di San Pietro (Cjanâl di Sant Pieri) Val Chiarsò o Canale di Incarojo o Val di Paularo (Cjanâl di Incjaroi)
Da esse viene comunemente esclusa l'alta valle del Piave in comune di Sappada poiché appartenente alla regione storico-geografica del Cadore benché sia amministrativamente in Carnia.
Le valli minori sono: la Val del Lumiei, la Val Pontaiba, la Val di Lauco, la Val Dolce e la Val Fleons.
Ognuna di esse, attraverso gli omonimi torrenti, appartiene al bacino idrografico del Tagliamento e vi confluisce direttamente o indirettamente. Una volta nel fondovalle carnico il Tagliamento, con un alveo già di notevoli dimensioni, è andato a costituire, nel corso della storia, una piana sulla quale oggi sorge l'abitato di Tolmezzo, centro principale e capoluogo della Carnia.
Valichi alpini e prealpini I principali valichi alpini stradali sono:
Sella Chiampon Sella Chianzutan Forcella di Monte Rest Passo Mauria Passo del Pura Sella di Cima Corso Sella di Rioda Sella di Razzo Forcella Lavardet Sella Valcalda Valico di Cima Sappada Passo di Monte Croce Carnico Passo Duron Passo del Cason di Lanza
Idrografia
Il fiume più importante è il Tagliamento, che nasce nei pressi dal Passo della Mauria in Veneto (comune di Lorenzago di Cadore) a 1 195 metri d'altitudine. Durante il suo lungo percorso attraverso la Carnia, il Tagliamento riceve l'acqua di quattro affluenti principali, provenienti tutti da sinistra:
il Lumiei, che dalla Sella di Rioda, scende lungo la valle di Sauris fino a Socchieve; il Degano, che a sua volta ha ricevuto le acque del Fulin, del Margò, della Pesarina e del Chiarzò; la But, a sua volta alimentata da Pontaiba, Gladegna e Chiarsò; la Fella, proveniente dal Canal del Ferro, che delimita il confine tra la Carnia e le Prealpi Giulie; Tra i laghi si hanno: Lago Volaia; Lago di Cavazzo; Lago di Sauris; Lago di Verzegnis; Lago di Bordaglia; Lago Avostanis; Lago Dimon;
Clima Il clima è molto rigido in inverno e fresco in estate; è caratterizzato da venti impetuosi e abbondante piovosità. Rispetto alle altre zone delle Alpi, in Carnia troviamo un abbassamento dei limiti altimetrici di circa 400–500 m; così, ad esempio, se nelle Alpi Occidentali la vegetazione arborea cessa di crescere sopra i 2 300 m in Carnia smette già a 1800-1900 m. L'abbassamento del limite altimetrico della regione arborea è dovuto al costante afflusso di correnti fredde nord orientali (vento burano) che dalle regioni siberiane e danubiane raggiungono la zona.
Storia
La Carnia è frequentata già nel Paleolitico Medio (122 000 anni da oggi) e nell'età del ferro da gruppi di stirpe celtica, da cui trae il suo nome. I Carni vissero per diverse centinaia d'anni nelle fertili pianure tra il Reno (Germania) e il Danubio dove abitavano altri popoli celtici.
Intorno al 400 a.C. la crescita demografica e la pressione dei popoli germanici generarono un flusso migratorio verso sud. I Carni valicarono le Alpi attraverso il passo di Monte Croce Carnico e si stabilirono nell'odierna Carnia e nella zona pedemontana del Friuli, dedicandosi alla caccia e alla pastorizia. Durante i rigidi inverni i pastori si spostavano con le loro mandrie nelle pianure pedemontane. Erano anche abili nella lavorazione del ferro e del legno. I Carni erano comandati da un re e da una casta sacerdotale (i druidi).
La prima data storica relativa all'arrivo dei Carni è il 186 a.C., quando circa 12 000 Carni, tra uomini armati, donne e bambini, scesero verso le zone pianeggianti che utilizzavano per svernare e fondarono su un colle un insediamento fortificato stabile, Akileja. I Romani, preoccupati dall'espansione di questo popolo, nel 183 a.C. ricacciarono i Carni oltre le Alpi, e fondarono una colonia a difesa dei confini del nord-est. Il nuovo insediamento venne chiamato Aquileia sulla base del nome del precedente insediamento antico (Akileja). I triumviri fondatori della colonia furono Publio Scipione Nasica, Gaio Flaminio e Lucio Manlio Acidino.
I Carni, per arginare l'espansione romana e per conquistare le fertili e più ospitali terre pianeggianti, cercarono alleanze con i Celti Istriani, Giapidi e Taurisci. Roma, a sua volta, avvertendo sempre più il pericolo incombente dei Carni e volendo accelerare la propria espansione, inviò a nord est le legioni del console Marco Emilio Scauro, che sconfisse definitivamente i Carni nella battaglia del 15 novembre 115 a.C. In seguito i Carni si sottomisero a Roma, accettandone le imposizioni e anche le concessioni.
Intanto Aquileia accrebbe la sua importanza; divenne municipium romanum nel 90 a.C.; era un importante centro commerciale e artigianale, nonché principale porto sull'Adriatico e presidio militare. Alla figura di Giulio Cesare (proconsole della Gallia Cisalpina tra il 58 e il 49 a.C.) sono legate la fondazione di Tergeste (Trieste), Forum Iulii (Cividale) e Iulium Carnicum (Zuglio), che successivamente divenne sede vescovile. A Zuglio sono visibili i resti del Foro romano e a poca distanza è possibile visitare il Civico Museo Archeologico che si sviluppa su tre piani e ricostruisce la storia del territorio carnico, dalla Preistoria al Rinascimento, con particolare riferimento all'epoca romana. I durissimi colpi inferti dai Barbari all'Impero romano ebbero conseguenze anche in Carnia.
La Carnia fu invasa dai Visigoti (410 d.C.), e poi dagli Unni di Attila (452 d.C.), che devastarono Aquileia e altre città sorte nella pianura. Gli Ostrogoti (489 d.C.) dominarono il Friuli e la Carnia per 60 anni. Alcuni gotismi sono rimasti nella lingua friulana. Nello stesso periodo gli Slavi riuscirono a penetrare dalla Carantania (Alta Carinzia) nelle Valli del Bût, del Degano e del Fella. Si affermarono nella zona anche i Bizantini, che rafforzarono i preesistenti presidi militari romani. Nel 568 d.C. i Longobardi, provenienti dalla Pannonia, giunsero in Friuli guidati da Alboino con l'obiettivo di occupare la penisola.
I Longobardi trasferiscono la capitale del Ducato del Friuli a Cividale. Aquileia perde così la sua importanza politica. Diversi sono i reperti archeologici risalenti a questo periodo storico. Nella Chiesa di S. Pietro di Carnia sono tuttora visibili frammenti di scultura e architettura longobarde, inglobati in alcuni muri. Sono inoltre stati trovati orecchini e fibule a Forni di Sotto; orecchini di bronzo a Clavais; anelli di bronzo, pugnali e balsamarii ad Ampezzo. Presso Cercivento in località Gjai ("bosco bandito" in longobardo) fu rinvenuto uno scheletro rivolto verso levante con il cranio appoggiato a una grossa pietra.
Nel 773 - e fino al 952 - fu la volta del dominio franco; l'unica differenza rispetto alla dominazione precedente per la Carnia fu che i duchi longobardi furono sostituiti dai marchesi e dai conti Franchi. Carlo Magno nel 798 dichiarò Salisburgo sede metropolitica per le terre settentrionali. Nell'811 la Drava venne dichiarata nuovo confine tra la giurisdizione di Salisburgo e il patriarcato di Aquileia sempre per opera di Carlo Magno. Nell'888 ebbe fine la dinastia carolingia e iniziarono le invasioni degli Ungari; i quali, provenienti dalla regione danubiana, distrussero e depredarono tutto, guadagnandosi una fama peggiore degli Unni di Attila.