Poiché un patriarca di nome Elia VI non è mai esistito, benché censito nelle cronotassi tradizionali dei patriarchi della Chiesa d'Oriente, il numero ordinale corretto di Elia VIII è quello di Elia VII.
Biografia Durante il patriarcato di Elia VII (o VI), predecessore di Elia VIII, sono due i natar kursya attestati dalle fonti, Hnan-Isho e Isho'yahb. Non è dato sapere quale dei due sia diventato patriarca con il nome di Elia VIII. Murre-Vandenberg, The Patriarchs of the Church of the East from the Fifteenth to Eighteenth Centuries, p. 244.
Elia VII morì il 26 maggio 1591 e succedette Elia VIII, noto soprattutto per le relazioni avute con il papa di Roma e con i missionari cattolici, nel tentativo di giungere a un'unione con la Chiesa cattolica, preoccupato per le conversioni al cattolicesimo dei numerosi pellegrini siro-orientali che andavano in pellegrinaggio a Gerusalemme. David Wilmshurst, The Ecclesiastical Organisation of the Church of the East, 1318-1913, Peeters Publishers, Lovanio, 2000, pp. 24-25
Inviò infatti degli emissari a Roma nel 1606, nel 1607 e nel 1610 o 1611. In quest'ultima occasione fu rappresentato dall'arcidiacono Adamo, che restò a Roma 3 anni. Nel 1614 ritornò in Mesopotamia, con due missionari gesuiti, i quali, dopo trattative con Elia VIII, riferirono al papa che c'erano poche speranze di raggiungere una vera unione.
Altre trattative di unione furono intavolate tra il 1615 e il 1616 per opera del francescano Tommaso Obicini. Su sua iniziativa, il patriarca convocò nel marzo 1616 a Amida un sinodo della Chiesa d'Oriente, alla presenza di 8 metropoliti, che affermò la formula cristologica cattolica.Alessandro Vanoli, OBICINI, Giovanni Battista, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 79, 2013.
Le buone disposizioni del patriarca e dei metropoliti nestoriani, decisero la Santa Sede a convocare in Oriente una riunione tra Elia VIII e il patriarca cattolico Shimun X con l'intento di invitare entrambi i patriarchi a firmare una professione di fede redatta a Roma.
Elia VIII tuttavia non poté prendere parte a questa riunione, poiché, quando giunsero gli emissari pontifici, il patriarca era già morto, il 26 maggio 1617, e gli era succeduto il patriarca Elia IX, con il quale fallirono i tentativi della Santa Sede.
Di Elia VIII resta la pietra tombale con il suo epitaffio, conservata nel monastero di Rabban Ormisda, Amir Harrak, Patriarchal Funerary Inscriptions in the Monastery of Rabban Hormizd, Hugoye: Journal of Syriac Studies, vol. VI/2, 2009, p. 297. che fu la sua sede patriarcale.
Note
Bibliografia Heleen H.L. Murre-Vandenberg, The Patriarchs of the Church of the East from the Fifteenth to Eighteenth Centuries, Hugoye: Journal of Syriac Studies, vol. II/1, 1999, pp. 244-245
Elia 08