La chiesa di San Domenico (o anche chiesa dei Santi Domenico e Lucia, o chiesa di Santa Lucia Novella) è una ex chiesa di Fabriano in provincia di Ancona nelle Marche.
Oggi adibita ad usi espositivi, rappresenta un notevole esempio dell'architettura gotica della regione.
L'annesso ex convento domenicano accoglie il Museo della Carta e della Filigrana.
Storia Un primo complesso conventuale dei Padri Domenicani sorse in questo luogo nel 1297. Prevedeva una chiesa e l'attiguo convento. Nelle vicinanze vi era anche la chiesetta di Santa Lucia Vetere, gestita dai Benedettini. Quest'ultima nel 1300 venne concessa ai Domenicani, i quali, insieme ai finanziamenti della famiglia signorile dei Chiavelli, dal 1365 riedificarono il convento e la loro originaria chiesa di San Domenico, ribattezzandola Santa Lucia Novella. La chiesetta di Santa Lucia Vetere venne abbandonata e inglobata nella nuova costruzione. Nel 1373 i Chiavelli vi eressero la cappella sepolcrale di famiglia. L'edificio, di grandi dimensioni, aveva una copertura a capriate lignee e una ricca decorazione gotica.
Il terremoto del 1741 recò gravi danni all'edificio, e si procedette a una parziale ricostruzione secondo i dettami dello stile barocco, in voga all'epoca. La chiesa venne sopraelevata e decorata all'interno con stucchi; la facciata venne rifatta ma rimase, tuttavia, incompiuta.
Venne restaurata nel 1933 come testimonia una lapide posta sotto al campanile; e ancora dopo il Terremoto di Umbria e Marche del 1997.
Descrizione All'esterno della chiesa resta ancora visibile lo stile gotico trecentesco nel fianco sinistro, nell'abside e nel campanile. L'apparato decorativo in laterizi coinvolge tutte le superfici. Alte doppie-paraste scandiscono gli spazi verticalmente. Ogni parasta accoglie un'edicola cuspidata, in origine le edicole erano affrescate con immagini di Santi o Episodi dell’ordine domenicano. In alto corre una sequenza di archi a tutto sesto inquadrati da ghimberghe. L’abside, poligonale, conserva meglio la ricca decorazione di paraste, cuspidi e diverse cornici in cotto. È aperta due finestre gotiche, strette e molto alte; e reca uno stemma trecentesco in pietra policroma che riporta l’emblema dei Chiavelli, antichi patroni della chiesa. Il campanile, su due livelli, poggia su un possente arco acuto. I piani superiori presentano un’ampia apertura per lato, con arco a pieno centro, stipiti a strombo e fasce decorative marcapiano orizzontali.
L’interno, ormai prettamente barocco, presenta una pianta rettangolare ad unica navata con volta a botte. Vi si conserva una tela di Domiziano Domiziani raffigurante la Madonna col Bambino, San Francesco e San Giacinto, del 1595.Claudia Caldari, Domiziano dei Domiziani, Madonna col Bambino, San Francesco e San Giacinto, in Simone De Magistris. Un pittore visionario tra Lotto e El Greco, catalogo della mostra a cura di Vittorio Sgarbi, Venezia, 2007, pagg. 136 - 137. Di fianco al presbiterio si apre la Cappella di Sant’ Orsola, riccamente affrescata, come anche la Sagrestia, da Allegretto Nuzi e della sua Scuola (seconda metà del XIV secolo).
Nel convento di San Domenico, attualmente adibito a Museo della Carta e della Filigrana, si conservano i due chiostri quattrocenteschi e, nell'interno, l'importante decorazione della sala capitolare dipinta intorno al 1480 da Antonio da Fabriano, che si ispirò alla decorazione del convento dominicano di San Marco a Firenze realizzata dal Beato Angelico. Il chiostro minore, di origine romanica ma ristrutturato nel Trecento, conserva nelle lunette affreschi con episodi della vita di San Domenico dipinti, su disegno o impostazione di Filippo Bellini, da Fedele Palazzini e da Domiziano Domiziani.Lucia Panetti, Fabriano, chiostro minore del convento di San Domenico, in Capriccio e Natura. Arte nelle Marche del secondo Cinquecento. Percorsi di rinascita., catalogo di Mostra, Macerata, 2017, pagg. 223-224.
Note
Voci correlate Diocesi di Fabriano-Matelica Museo della Carta e della Filigrana Architettura gotica Chiavelli
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