Kfar Aza () è un kibbutz israeliano situato nel Distretto Meridionale. Sotto il profilo amministrativo, la comunità rientra nella giurisdizione del Consiglio regionale di Sha'ar HaNegev.
Geografia L'insediamento è ubicato nel deserto del Negev, a ridosso della barriera di separazione e a una distanza di 5 chilometri a est della Striscia di Gaza.
Storia La fondazione del kibbutz è avvenuta nell'agosto del 1951 ad opera di immigrati e profughi ebrei provenienti dall'Egitto e dalla città marocchina di Tangeri, dopo un periodo di formazione trascorso nei territori di Ein Harod, Ayelet HaShahar e Afikim. Nel 1955 l'insediamento è stato temporaneamente abbandonato, per poi essere ripopolato nel gennaio del 1957 con il trasferimento dei membri del gruppo Mitaarim.
Nel corso dell'ampia offensiva sferrata il 7 ottobre 2023 contro numerose località del sud di Israele, un commando di circa 70 miliziani di Hamas ha fatto irruzione nella struttura, compiendo il massacro di Kfar Aza. Gli assalitori hanno penetrato il perimetro da quattro direzioni differenti, abbattendo la recinzione di sicurezza e forzando l'ingresso delle abitazioni tramite l'utilizzo di lanciarazzi RPG; l'azione è culminata con l'uccisione di numerosi residenti e l'incendio di case e autovetture. Il successivo 10 ottobre, a seguito delle operazioni di riconquista condotte dalle forze di difesa israeliane, all'interno del villaggio sono stati rinvenuti i cadaveri di circa 200 abitanti. La comunità ospita inoltre la residenza della fotografa e attivista per la pace Batia Holin.
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