Biografia
Origini familiari Quinto era membro della gens Ostoria, famiglia di rango equestre proveniente probabilmente dal centro-sud ItaliaA. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 533-536. (dalla regio I o più probabilmente dalla regio IVA.R. Birley, The Fasti of Roman Britain, Oxford 1981, p. 42 nota 14.A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, p. 533 nota 416, elenca tutte le testimonianze epigrafiche degli Ostorii., forse dalla città di AmiternumA.E. Hanson, Two Copies of a Petition to the Prefect, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 47 (1982), pp. 233-253, in particolare pp. 246-247.) ma in possesso di terreni vinicoli. e centri di produzione laterizia. nella regio XI Transpadana occidentale.D. Faoro, I prefetti d'Egitto da Augusto a Commodo, Bologna 2015, p. 26 nota 114. e forse proprietaria anche del Mausoleo della Celsa sulla Via FlaminiaA. Carbonara, G. Messineo, E. Caserta, Via Flaminia, in Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma, vol. 94.1 (1991-1992), pp. 156-197, in particolare p. 194.. La famiglia era ascesa alle massime cariche aperte all'ordo equester forse grazie ai legami con i Sallustii CrispiA. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, p. 535 nota 424.: i verosimilmente fratelliA lungo confusi e ritenuti la stessa persona prima della scoperta del papiro PMich. inv. 1440: A.E. Hanson, Two Copies of a Petition to the Prefect, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 47 (1982), pp. 233-253.M. Christol, S. Demougin, Notes de prosopographie équestre, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 57 (1984), pp. 163-178, in particolare pp. 171-178.PIR2 O 165 e 167 (Wachtel).D. Faoro, I prefetti d'Egitto da Augusto a Commodo, Bologna 2015, pp. 25-26. QuintoPIR2 O 167 (Wachtel). e Publio Ostorio ScapulaPIR2 O 165 (Wachtel). avevano infatti raggiunto rispettivamente la prefettura del pretorio come primo prefetto insieme a Publio Salvio Apro nel 2 a.C.Cassio Dione, Storia Romana, LV, 10, 10., e la prefettura d'Egitto nella seconda metà del principato di Augusto (tra il 3 e il 10). Sembra che fosse il prefetto d'Egitto Publio ad aver sposato Sallustia CalvinaPIR2 S 61 (Heil)., figlia di Gaio Sallustio Crispo (figlio adottivo dello storiografo Sallustio) e Domizia Calvina (discendente del consul iterum del 40 a.C. Gneo Domizio Calvino)A.E. Hanson, Two Copies of a Petition to the Prefect, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 47 (1982), pp. 233-253, in particolare pp. 243-245.PIR2 S 61 (Heil) propone anche la possibilità che sia stato il legatus di Britannia Publio Ostorio Scapula a sposare Sallustia Calvina, che in questo caso sarebbe figlia di Gaio Sallustio Crispo Passieno; cfr. già R. Syme, Roman Papers, II, Oxford 1979, p. 666.: da questa unione è stato propostoPIR2 O 166 (Wachtel). sia disceso (come figlioPIR2 O 164 (Wachtel). o, meno probabilmente, come nipote) il più noto Publio Ostorio Scapula, console nei primi anni di Claudio e legatus Augusti pro praetore di Britannia, con cui Quinto fu per lungo tempo confuso. Figlio, o meno probabilmente nipote, del prefetto del pretorio Quinto fu invece Quinto Ostorio Scapula, ricostruito come cugino o persino fratello del legato di Britannia Publio. Data l'alternanza dei praenomina Quinto e Publio all'interno della gens Ostoria, è però difficile definire con esattezza l'ascendenza dei consoli claudiani.
Carriera Della carriera di Quinto, homo novus, non molto è noto. Entrato probabilmente in senato sotto Tiberio, l'unica carica finora attestata lo vede al vertice dello stato romano: Quinto è attestato infatti come console suffetto insieme a Publio Suillio Rufo...Giustiniano, Istituzioni, III, 8, 3. il 10 novembre di uno dei primi anni di regno di Claudio, con ogni probabilità o il 41 o il 44A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 414-419 e 535-536, determina due opzioni per i consolati suffetti di Rufo e Scapula: novembre-dicembre 41 oppure novembre-dicembre 44. P. Buongiorno, Sulla struttura dei fasti consolari degli anni 39 e 40 d.C., in M. Pani (ed.), Epigrafia e Territorio. Politica e Società. Temi di antichità romane, VIII, Bari 2007, pp. 253-271, preferisce, per Rufo e Scapula, un consolato nel 44.. Noto è però un importante provvedimento giuridico promosso da Quinto durante il suo consolato: il senatusconsultum Ostorianum de adsignandis libertisDigesto, XXXVIII, 4, 1 (Ulpiano)., che statuiva sulle assegnazioni dei liberti che il patrono poteva fare ai propri figli e che probabilmente introdusse l'istituto della adsignatio libertorumP. Buongiorno, Senatus consulta Claudianis temporibus facta. Una palingenesi delle deliberazioni senatorie dell'età di Claudio (41-54 d.C.), Napoli 2010, pp. 177-180..
Dopo il consolato, Quinto scompare dalla storia.
Note
Bibliografia
M. Christol, S. Demougin, Notes de prosopographie équestre, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 57 (1984), pp. 163-178. PIR2 O 166 (Wachtel). A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 533-536.
Categoria:Consoli imperiali romani