La comunicazione intrapersonale (nota anche come autocomunicazione) è la comunicazione con sé stessi o la comunicazione tra sé e sé. Ne sono esempi il dire a sé stessi "la prossima volta farò meglio" dopo aver commesso un errore, o l'immaginare una conversazione con il proprio capo per prepararsi ad uscire dal luogo di lavoro in anticipo. Spesso viene intesa come uno scambio di messaggi in cui il mittente e il destinatario sono la stessa persona. Alcuni teorici utilizzano una definizione più ampia che va oltre l'osservazione dei messaggi, e si concentra sul ruolo del significato e sul dare un sensoIl sensemaking o sense-making è il processo con cui le persone danno significato alle loro esperienze collettive. È stato definito come "il continuo sviluppo retrospettivo di immagini plausibili che razionalizzano ciò che le persone fanno" (Weick, Sutcliffe, & Obstfeld, 2005, p. 409). Il concetto è stato introdotto negli studi organizzativi da Karl E. Weick alla fine degli anni 1960 e ha influenzato sia la teoria che la pratica. Weick intendeva incoraggiare uno spostamento, dal tradizionale focus dei teorici delle organizzazioni sul processo decisionale, verso i processi che costituiscono il significato delle decisioni che vengono messe in atto nel comportamento. alle cose. La comunicazione intrapersonale può avvenire in solitudine, o in situazioni sociali. Può essere provocata internamente, o avvenire come risposta ai cambiamenti dell'ambiente.

La comunicazione interpersonale abbraccia vari fenomeni. Un tipo molto rappresentativo avviene del tutto internamente, nella forma di scambio con la propria mente. Per alcuni ricercatori, ne è la sola forma. In senso lato, però, ci sono anche altri tipi di comunicazione da sé—a sé per il tramite di mezzi esterni, come tenere un diario, o compilare una lista della spesa, per uso personale. Nella comunicazione interpersonale verbale, i messaggi sono veicolati da un linguaggio, a differenza della comunicazione non verbale talora utilizzata da immaginazione e memoria. Una distinzione tra forme verbali interiori può caratterizzare soliloquio e dialogo interiore. Mentre il primo implica che vi sia una sola voce che parla a sé stessa, nel secondo caso più voci, legate a differenti posizioni, prendono la parola, animando un'interazione immaginaria. La comunicazione intrapersonale può correlarsi ad altri fenomeni come pianificazione, problem-solving, ragionamento, auto-persuasione, introspezione, e sogno.

I modelli di comunicazione intrapersonale studiano quali comportamenti siano coinvolti, e come interagiscano. Molti modelli postulano che il processo inizi con la percezione e l'interpretazione di stimoli o indizi esterni. I passi successivi portano alla codifica simbolica di un messaggio, che diviene un nuovo stimolo. Alcuni modelli identificano il medesimo sé come mittente e ricevente. Secondo altri modelli, il sé è un'entità complessa, e il processo di cui parliamo sarebbe uno scambio tra parti differenti del sé, o tra "sé diversi" appartenenti alla medesima persona. La comunicazione intrapersonale si contrappone all'interpersonale, nella quale mittente e destinatario sono persone diverse. I due fenomeni tuttavia si influenzano reciprocamente, in varie maniere. Ad esempio, la reazione (positiva o negativa) ricevuta da altri condiziona il modo in cui una persona parla a sé stessa. La comunicazione intrapersonale ha un ruolo nell'interpretare i messaggi altrui, e nel formulare le risposte. In forza di ciò, alcuni teorici pongono la comunicazione intrapersonale a fondamento di ogni comunicazione. Tale assunto non è generalmente condiviso; un approccio alternativo considera la comunicazione intrapersonale come una versione interiorizzata di quella interpersonale.

Per le sue molteplici funzioni e influenze, la comunicazione intrapersonale di solito è intesa come un fenomeno sociale significativo. È importante nella salute mentale in relazione al soliloquio positivo e negativo. Il negativo si concentra sugli aspetti deteriori del sé, talora in modo eccessivamente critico. È collegato a stress psicologico, ansia e depressione. Un'azione comunemente associata al contrasto del soliloquio negativo consiste nell'acquisire consapevolezza degli schemi negativi. Passi successivi sono confutare la veridicità dei giudizi oltremodo critici e promuovere modelli di pensiero positivi. Al proposito è di speciale rilevanza l'autoconcetto, ovvero come una persona vede sé stessa, segnatamente la sua autostima o come valuta le proprie abilità e caratteristiche. La comunicazione intrapersonale non è studiata in modo così approfondito come altre forme di comunicazione. Uno dei motivi è che è più difficile da studiare, dato che avviene principalmente come processo interno. Un'altra ragione è che il termine viene spesso utilizzato in un senso molto ampio, rendendo difficile delimitare i fenomeni che vi appartengono.

Definizione e caratteristiche essenziali La comunicazione intrapersonale è comunicazione con sé stessi... Avviene all'interno di una persona. Larry Barker e Gordon Wiseman la definiscono "la creazione, la messa in funzione e la valutazione di processi simbolici che operano principalmente all'interno di sé stessi".. p. 147-148 Le sue forme più tipiche sono il soliloquio e il dialogo interiore. Ad esempio, quando un dipendente decide di uscire prima dal luogo di lavoro, può preventivamente mettere in scena un dialogo interiore, passando mentalmente in rassegna i possibili commenti negativi del suo capo, e le potenziali risposte da contrapporvi. Il fenomeno comunemente riguarda pure altre esperienze interiori, quali immaginazione, visualizzazione, e memoria. In quanto forma di comunicazione, implica l'invio e la ricezione di messaggi. È una comunicazione da sé a sé, nel senso che mittente e destinatario si identificano. P. 271 Si distingue in ciò dalla comunicazione interpersonale, giacché in quest'ultima mittente e destinatario sono persone diverse. p. 490–492, voce: Intrapersonal communication La comunicazione intrapersonale è esaminata dalla disciplina nota come studi di comunicazione.

Alcuni teorici, come James Watson e Anne Hill, restringono la definizione di comunicazione intrapersonale alle esperienze interiori o "ciò che succede nelle vostre teste", come parlare a sé stessi dentro la mente. Ma in un senso più ampio, comprende anche forme esterne di comunicazione tra sé e sé, come parlare da soli nel discorso privato o scrivere un diario oppure una lista della spesa. Secondo tale approccio, conta solo che mittente e destinatario coincidano, ma non importa se nell'operazione sia stato usato un mezzo esterno.Lederman 2002, pp. 490–492, Intrapersonal communication Ehrlich 2000, pp. 38–41 Sullivan 2009, p. 271 Barker & Wiseman 1966, p. 173 Piotr K. Oleś et al. propongono una concezione lievemente diversa. Respingono l'idea che mittente e destinatario debbano necessariamente sovrapporsi. Ciò si basa sull'idea che si possano avere dialoghi immaginari con altri, come un amico, un insegnante, un parente scomparso, o una celebrità. Brinthaupt, Dier, Polak, 2020 p. 2 2001 pp. 315–345 Oleś et al. sostengono invece che il segno caratteristico della comunicazione intrapersonale risieda nel fatto che avviene solo nella mente di una persona. Alcuni studiosi vedono il processo di cercare e interpretare le informazioni come un aspetto centrale della comunicazione intrapersonale. Questo vale specificamente per i monologhi interiori e le riflessioni su sé stessi, gli altri, e l'ambiente. pp. 481–484 Frank J. Macke e Dean Barnlund evidenziano che lo scambio meccanico di messaggi non basta e che la comunicazione intrapersonale ha a che fare con il significato e con il dare un senso alle cose., Eicher-Catt 2010 pp.34–36, 43–44 2013 p. 48 A questo proposito, la comunicazione intrapersonale può essere distinta da quella intra-organismica, che ha luogo al di sotto del livello personale come scambio di informazioni tra organi o cellule. 2012 p. 196

La comunicazione intrapersonale non necessita di estraniarsi da influenze esterne ed anzi spesso si verifica come reazione ad esse. Per esempio, sentire un brano musicale noto può suscitare ricordi che evocano un dialogo interno con sé passati. Analogamente, la comunicazione intrapersonale non è relegata in situazioni di solitudine. Al contrario, ha luogo pure in circostanze sociali e può verificarsi simultaneamente alla comunicazione interpersonale. È il caso, ad esempio, di quando si interpreti quel che ha detto una persona, mentre si formula una risposta prima di enunciarla. Alcuni teorici, come Mary J. Farley, ritengono che la comunicazione intrapersonale sia una parte essenziale di tutta la comunicazione e, di conseguenza, accompagni sempre la comunicazione interpersonale. p. 249 p. 62

In contesto di organizzazioni si usa come sinonimo il termine "autocomunicazione". Si impiega per descrivere la comunicazione "con sé" nello spazio di lavoro. Per esempio si usa l'autocomunicazione sincrona quando ci si rassicura o si abbozza una lettera. L'autocomunicazione asincrona, d'altro canto, assume la forma di promemoria o diari. p.120 p. 55 Questo termine talora è usato anche in semiotica. p. 20, loc.2. Autocommunication: T and 'Other' as addressees p. 197

Tipi

La letteratura accademica distingue vari tipi di comunicazione. Il termine è usato in senso molto ampio e comprende vari fenomeni. pp. 599–604 Una distinzione centrale si pone tra gli scambi che avvengono in modo puramente interno, e quelli per il tramite di mezzi esterni. Il tipo interno è la forma più studiata. Si svolge nella mente di una persona e senza esprimere esternamente il messaggio. Comprende processi mentali come pensare, meditare, e riflettere. Tuttavia, ci sono anche forme esterne di comunicazione intrapersonale, come parlare a sé stessi ad alta voce, a mo' di discorso privato. Altri esempi sono prendere appunti a scuola, tenere un diario, preparare una lista della spesa, pregare, o recitare una poesia. Intrapersonal Communication Theories pp.566–569| La comunicazione intrapersonale esterna si caratterizza anche per il fatto che mittente e destinatario del messaggio sono la medesima persona. La differenza [rispetto alla forma interna] risiede nell'uso di un mezzo esterno per esprimere il messaggio.

Un'altra distinzione si impernia sul ruolo del linguaggio. La maggior parte delle discussioni in letteratura accademica pongono l'attenzione sulla comunicazione intrapersonale verbale, quale si verifica nel soliloquio e nel dialogo interno. pp. 1–2 Il suo segno distintivo è che i messaggi sono espressi mediante un sistema di codifica simbolica in forma di linguaggio. p. 448 pp. 58–59 Questi fenomeni si contrappongono a quelli non verbali, come certe forme di immaginazione, visualizzazione, o memoria.DeLucia-Waack et al. 2004, p. 77 Trotzer 2013, p. 444 Fawcett & DeSanto-Madeya 2012, p. 87 UMN staff 2010 A questo proposito, si può ad esempio usare la comunicazione intrapersonale per esplorare come suonerebbe un pezzo musicale o come si dovrebbe continuare un quadro.