La tarsia Susanna e i vecchioni o Castae Susanae liberatio è una delle tarsie del coro della basilica di santa Maria Maggiore, realizzata da Giovan Francesco Capoferri su disegno di Lorenzo Lotto. La tarsia è doppia, perché composta anche da un coperto che doveva proteggerla dall'usura del tempo e che veniva rimosso durante le funzioni religiose più importanti. Questa diventa simbolicamente per la catechesi il viaggio iniziatico alla comprensione degli importanti messaggi del Vecchio Testamento. La tarsia è posta sul presbiterio nel coro dei religiosi, ala sinistra primo stallo. Il cartone porta il titolo di acusationes Susane e nell'atto notarile unicamente con il titolo di Susane e così verrà nuovamente indicato quando Lorenzo Lotto ne chiese la restituzione..
Storia La congregazione della Misericordia Maggiore, agli inizi del XVI secolo, decise di completare il presbiterio con la realizzazione di un coro. Il 12 marzo 1524 i presidi della fondazione affidarono a Lorenzo Lotto la realizzazione dei disegni degli stalli per il coro della basilica mariana. Fu affidato a Bernardo Zenale l'impianto architettonico e la realizzazione dell'opera all'intarsiatore Giovan Francesco Capoferri coadiuvato dal falegname Giovanni Belli di Ponteranica. Le tarsie erano correlate da un coperto che doveva proteggerle, ma che con i disegni di Lorenzo Lotto divennero un elaborato e profondo messaggio da comprendere.. Della commissione e della consegna dei disegni rimangono i documenti e le lettere che il pittore veneziano aveva inoltrato alla congregazione.
Il disegno della tarsia viene consegnato nel 1524 con il titolo di Susanna e nel medesimo anno in estate, realizzata dal Capoferri e profilata da Lucano da Imola.. Descrizione La tarsia La storia di Susanna e i vecchioni è un episodio biblico narrato sul libro di Daniele al capitolo 13 che ha ispirato nel tempo molti artisti i quali hanno realizzato varie opere esposte nei diversi musei. Lorenzo Lotto aveva realizzato un dipinto olio su tavola del medesimo soggetto nel 1517, conservato nella pinacoteca fiorentina degli Uffizi.
La raffigurazione della tarsia si sviluppa su due livelli, con una veduta a volo d'uccello. In quello superiore è raffigurato il palazzo del ricco Iochim, marito della bella Susanna, in stile rinascimentale, completo di porticato retto da colonne quadrate dove passeggiano personaggi che conversano. Raffigurare personaggi che passeggiano sotto i portici del palazzo vuole indicare la grande considerazione che vi era per il giovane ricco da parte dei giudici eletti dal popolo. Su di una seduta muraria sono presenti i panni della donna; la sottoveste, la veste e la biancheria, il cofanetto delle gioie, i profumi con lo specchio. La perfezione dei particolari rappresentati è ben visibile anche dal particolare delle zanche che legano le lastre di marmo dei gradini che conducono al bagno. L'alto muro riprende la descrizione biblica: muro castitatis. Anche se pur essendo molto alto, la raffigurazione proiettata dall'alto permette all'osservatore di coglierne i particolari, superando quella divisoria alta che rappresenta il muro così che si possano cogliere i particolari dell'evento, ben visibili sono quindi le ancelle che scappano su di un lato mentre i vecchi giudici sono nascosti dietro ad alcuen piante.
Il coperto Il disegno del coperto o impresa, è uno dei tre che il pittore consegna il 16 giugno 1524 ai sindaci della Fondazione MIA realizzata poi dal Capoferri. L'impresa presenta due rami intrecciati e legati da un lungo nastro, con un ermellino legato da un lungo guinzaglio centrale di derivazione petrarchesca, indicante la purezza. Sotto c'è una tavola con la scritta POCIUS MORI. Secondo una credenza medioevale, l'ermellino preferiva morire piuttosto che essere catturato e per questo era considerato un animale puro. A questo si riferisce il Lotto nel suo disegno, alla purezza della giovane donna insidiata dai vecchioni, esaltandone l'amore e la castità. Vi è un ulteriore significato, quello della purezza dei martiri, indicato dalla palma: l'uomo santo preferisce subire il martirio, unendo il suo sacrificio a quello di Cristo, ed essere sottoposto al giudizio divino e non a quello terreno..
Note
Bibliografia
Voci correlate Sommersione del faraone Arca di Noè (Lotto) Giuditta (Lotto) Giuseppe venduto dai fratelli (Lotto) Tarsie del coro di Santa Maria Maggiore di Bergamo
Categoria:Tarsie del coro di Santa Maria Maggiore di Bergamo Categoria:Dipinti di Lorenzo Lotto Categoria:Dipinti sull'alchimia