Larea archeologica della cattedrale di Vicenza, o area archeologica sottostante la sacrestia e la cattedrale, è un sito archeologico situato nel centro storico della città di Vicenza al di sotto della cattedrale di Santa Maria Annunciata. Conserva resti di edifici privati di età romana (dalla fine del I secolo a.C. all'età tardoantica) e di edifici di culto dall'età paleocristiana al medioevo, oltre a un tratto di strada romana basolata.

Storia La scoperta del sito avvenne nel 1946, durante i lavori di ricostruzione del secondo dopoguerra e la costruzione della nuova sacrestia. La cattedrale era stata gravemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, circostanza che rese necessari gli interventi di ricostruzione e offrì l'occasione per le prime indagini sotto la navata. Le prime strutture sotto la navata e il tratto di strada furono messi in luce tra il 1946 e il 1948 dall'allora Soprintendenza alle Antichità delle Venezie; ulteriori scavi sotto la cripta furono condotti tra il 1975 e il 1977 e in seguito reinterrati.

L'area archeologica fu allestita e aperta al pubblico negli anni cinquanta; fu poi chiusa negli anni settanta a causa di condizioni microclimatiche proibitive. Tra il 2001 e il 2003 furono avviati interventi di risanamento ambientale e restauro, seguiti da lavori di valorizzazione e predisposizione del percorso di visita; l'area è stata inaugurata e riaperta al pubblico il 20 dicembre 2014 ed è risultata stabilmente visitabile dal 7 gennaio 2015 con visite guidate a cura del Museo Diocesano. Parte degli interventi è stata finanziata con proventi del Gioco del Lotto destinati ai beni culturali ai sensi della legge 662/1996 (programma 2001-2003).

Descrizione L'area archeologica, estesa per circa 750 m², si trova in gran parte sotto la navata della cattedrale di Vicenza, oltre che sotto la sacrestia e la cripta.

Nell'area si conservano tracce del quartiere sud-occidentale del municipium di Vicenza, articolato in isolati di circa 80 m di lato il cui orientamento coincide con quello del decumano massimo, corrispondente all'odierno Corso Palladio. Le strutture romane conservate consistono in resti murari e pavimentali, probabilmente riferibili a edifici privati, e in un tratto di strada basolata.

Il tratto stradale si trova a circa 3 m di profondità rispetto all'attuale piano di calpestio; è lastricato e largo 3,8 m, con marciapiedi su entrambi i lati di circa 0,5 m. È databile tra la fine del I secolo a.C. e l'inizio del I secolo d.C. e appartiene a uno dei decumani minori, paralleli al decumano massimo.

Accanto alla strada è collocato un miliario del IV sec. d.C., l'iscrizione su di esso incisa dice infatti che fu dedicato dalla città di Vicenza all'imperatore Graziano. Tale miliario non ha nulla a che fare con il lastricato viario, è stato infatti rinvenuto in reimpiego tra il materiale di costruzione del Duomo e proviene da una località posta a VIII miglia da Vicenza, come attesta il numero della distanza inciso sotto l'iscrizione dedicatoria. È presumibile che fosse collocato sulla principale arteria che attraversava Vicenza nel IV secolo, la cosiddetta via Gallica.

Sotto la navata sono conservati anche ambienti riferibili ad abitazioni di età romana sui quali si impostano, in una complessa successione stratigrafica, i resti dei primi edifici cristiani — tra cui una domus ecclesiae — precedenti l'attuale Duomo.

Note

Bibliografia

Voci correlate Area archeologica di corte dei Bissari Cattedrale di Santa Maria Annunciata Criptoportico romano (Vicenza) Storia della vita religiosa a Vicenza Storia di Vicenza

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