NerviAnalogamente agli altri sobborghi, alcuni atlanti geografici (come quelli redatti dalla De Agostini) indicano il centro come "Genova-Nervi" per sottolinearne la dipendenza amministrativa dal comune di Genova. Di fatto, però, la denominazione più usata - e comunque ufficiale - è semplicemente "Nervi". è un quartiere di abitantiFonte dal Notiziario statistico del Comune di Genova, 4-2022 posto all’estrema periferia orientale del comune di Genova, compreso nel Municipio IX Levante. È stato comune autonomo fino al 1926, quando è stato aggregato alla Grande Genova.Regio Decreto Legge 14 gennaio 1926, n. 74
Dispone di un piccolo porto turistico e di una lunga scogliera sulla quale è stata costruita la lunga passeggiata intitolata ad Anita Garibaldi.
Il quartiere ospita, inoltre, gli omonimi Parchi di Nervi.
Geografia fisica Territorio Il territorio dell'ex comune di Nervi comprendeva il tratto di costa tra il Fosso della Pozzacqua, che scende dal monte Moro dove inizia via Gianelli, ed il Fosso Gattego che sfocia in mare poco a ponente della spiaggia di Capolungo (ex comune di Sant'Ilario Ligure).
All'interno il territorio comprende alcune alture: il monte Moro (412 m), la cresta del monte Moro (574 m) e culmina con la vetta del monte Croce (785 m).
Il territorio è attraversato dal torrente Nervi che, dopo alcuni chilometri, sfocia in mare nei pressi del porticciolo.
Clima
Il territorio del comune di Genova compreso tra Quinto al Mare e Sant’Ilario presenta un microclima ben conosciuto ai genovesi: i monti Moro e Giugo costituiscono una barriera a strapiombo sul mare contro i venti freddi invernali che associandosi ad una completa esposizione a mezzogiorno della costa determina nel periodo invernale notevoli differenze termiche con il resto del territorio cittadino. Il territorio degli ex comuni di Quinto/Nervi/Sant’Ilario è tuttavia caratterizzato da 4 aree microclimatiche anche molto diverse tra loro, influenzate da 3 fattori fondamentali di differenziazione climatica: l‘altezza sul livello del mare, la distanza dal mare e il soleggiamento; Le differenze climatiche tra queste aree sono molto significative.
La prima area è quella marina; quest’area è compresa nelle immediate vicinanze della linea costiera fino ad un’altezza inferiore ai 100 m s.l.m.: da levante fino a Quinto la zona risulta riparata dalla tramontana per la presenza dei monti Moro e Giugo e presenta temperature autunnali ed invernali in grado di competere con quelle di città come Messina e Palermo; da viale Quartara procedendo verso il capoluogo la costa non è più riparata dai venti freddi settentrionali e se in estate non presenta particolari differenze termiche con la zona a Levante, in inverno il clima vi risulta più freddo e ventoso di quello del vicino Levante. In questa area sono attualmente presenti 2 stazioni meteo: la stazione meteo di via Murcarolo gestita da Limet attiva dal 2015 e la stazione ubicata sulla Torre Gropallo in funzione dal 2023.
La seconda microarea climatica è quella collinare; quest'area è compresa tra i 100/300 m sul livello mare con un clima con temperature minime leggermente inferiori rispetto alla fascia marina e massime simili. La stazione meteo più significativa della zona è quella ubicata presso la l'istituto agrario "Marsano" di Sant'Ilario gestita dall’ARPAL.
La terza microarea è quella montana con un clima continentale anche assai rigido ed è compresa tra i 500 e gli 800 m s.l.m. In parte, lungo il corso del torrente Nervi, questa zona microclimatica scende a livelli altitudinali inferiori (anche sotto i 200/300 m). La stazione meteo più significativa della zona, è quella ubicata in località Fontana Fresca, alle spalle della non lontana Sori, a 791 m s.l.m. gestita dall’ARPAL.
La quarta microarea climatica è quella interna che comprende il territorio in gran parte boschivo che si estende sul versante Nord dei monti Fasce, Croce e Cordona fino al corso del torrente Lentro. Questa zona è caratterizzata da un clima umido ed escursioni diurne e annuali maggiori del resto del territorio.
STAZIONE METEO LIMET di via Murcarolo (m.20 slm) dal 2015 al 2026
Origini del nome
Il toponimo Nervi potrebbe derivare, secondo alcune ipotesi, dall'imperatore romano Marco Cocceio Nerva, nel cui onore sarebbe stato dedicato da un drappello di fedeli soldati che trovarono rifugio nel borgo.
Un'altra ipotesi si basa sulla scritta in arvis (nei campi) che compare su una . Secondo questa teoria il nome della cittadina deriverebbe dalla storpiatura della frase.
Storia
Un primo insediamento urbano sorse nell'attuale zona tra il ponte romano e il porticciolo e già nei primi decenni dell'era cristiana è menzionata una stazione per la sosta e cambio dei cavalli in una zona considerata strategica e quale punto di imbarco da e per le merci dirette e provenienti dalle valli Bisagno e Fontanabuona. In questo periodo storico sorsero, oltre la plebana chiesa intitolata a san Siro, avente anticamente giurisdizione religiosa da Sturla a Sori, il castello come presidio militare e controllo dei traffici commerciali e il ponte romano, entrambi ricostruiti nel corso dei secoli.
Le principali attività economiche e per lo più di sostentamento degli abitanti nerviesi erano legate all'agricoltura, alla pesca e alle connesse attività legate al mare e alla marineria; storicamente è da ricordare il coinvolgimento di una flotta navale di Nervi che, assieme a Genova e ad altre località liguri, risultarono vittoriose nella battaglia della Meloria del 1284. Soggetta alla giurisdizione della Repubblica di Genova fin dall'epoca medievale, prima nella podesteria e poi nel capitaneato del Bisagno (1606), risale al XVI secolo l'edificazione di una torre d'avvistamento (detta anche "del fieno", conosciuta ora come "torre Groppallo") lungo la costa per la segnalazione delle imbarcazioni saracene. Tra la fine del secolo e gli inizi del successivo furono realizzati dai monaci dell'ordine dei Minimi il cenobio e, sul luogo di una precedente cappella dedicata a san Paolo, la chiesa di san Francesco di Paola (distrutta nel 1814 e ricostruita nel 1899 dai Padri somaschi dell'adiacente collegio di San Girolamo Emiliani).
Nel corso dei secoli il borgo conobbe diverse fasi ampliative, ancora lungo la costa ma anche nel primo crinale sfruttato ad uso agricolo. A cavallo dei secoli XVII-XVIII-XIX anche la nobiltà genovese e borghesia poi scelse questo territorio levantino di Genova quale dimora residenziale con l'edificazione di pregiate ville: tra le più celebre le ville Grimaldi, Gnecco, Serra e Croce.
Con gli avventi napoleonici di fine settecento, e la conseguente caduta della repubblica genovese, la costituita municipalità di Nervi fu inglobata nel dipartimento del Bisagno (1797) con capoluogo San Martino d'Albaro; l'anno successivo fu promossa sede del VI cantone omonimo della giurisdizione del Bisagno e ancora inserita, dal 1803, nel V cantone di San Martino d'Albaro nella I giurisdizione del Centro. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 fu inserito nel Dipartimento di Genova.
Con la caduta di Napoleone I il Congresso di Vienna del 1814, invocato nel tentativo di ristabilire l'equilibro tra le nazioni dopo la dominazione napoleonica, stabilì l'annessione del territorio ligure nel Regno di Sardegna; a partire dal 1861 il comune di Nervi fu parte integrante del neo costituito Regno d'Italia. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel II mandamento omonimo del circondario di Genova facente parte dell'allora provincia di Genova.
Col Regio Decreto n. 74 del 14 gennaio 1926, operativo dal 1º luglio 1926, Nervi fu uno dei 19 comuni soppressi e aggregati alla "Grande Genova".
Dal 1978 al 2007 Nervi fu una circoscrizione comunale per poi essere aggregato al Municipio IX Levante.
Nel dicembre 1983 avvenne in questa località un grave incidente stradale, dove un pullman con 38 marinai sbandò sul viadotto sul quale stava viaggiando e precipitò nella valle sottostante: persero la vita 34 dei 38 marinai a bordo.
Onorificenze L'ex Comune di Nervi è insignito di:
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Chiesa plebana parrocchiale di San Siro. Fu la prima chiesa parrocchiale di Nervi, che dell'epoca medioevale conserva il titolo di "plebana" e la facciata di dimensioni minori rispetto alle attuali, riscoperta in recenti restauri e lasciata in evidenza con le pietre a conci di grossa dimensione. All'interno opere scultoree del periodo neoclassico di vari artisti genovesi, legati all'Accademia ligustica di belle arti, tra i quali gli scultori Pasquale Bocciardo e Bernardo Mantero. Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta del XV secolo. Chiesa della confraternita del Rosario. Tra i presepi più grandi ed ammirati del Genovesato vi è anche quello allestito presso la confraternita del Rosario in via alla Chiesa Plebana. Su una superficie di 30 m2 la scena della Natività è movimentata con suoni, giochi d'acqua e movimentazioni meccaniche, in un ambiente tipico di montagna: l'alba, il giorno, il tramonto si alternano alla notte illuminata dalla luna. Il presepe (dovuto all'impegno di Roberto Baldi e Maria Bevilacqua) è, eccetto che per le statuine, interamente fatto a mano con rametti e pietre di montagna e tutti i particolari sono resi in forma dettagliata a partire dall'angolo in cui è ricostruito il mercato, dove tutta la frutta è creata in pasta di mais. Chiesa di Nostra Signora della Mercede e Sant'Erasmo in località Capolungo.
Architetture civili Villa Gnecco si trova sul torrente Nervi, poco sopra il tratto attraversato dal ponte storico di Nervi. Costruita nel XVIII secolo, ha la caratteristica struttura a angoli rinforzati a corpi angolari avanzati, alla maniera delle fortificazioni, che racchiudono la loggia a tre arcate al centro.
Villa Gropallo, con il parco venne donata al Comune di Genova. Villa Luxoro. All'estremità di levante del quartiere, realizzata all'inizio del Ottocento, è sede del museo omonimo che ospita le ricche collezioni di quadri e antiquariato dei proprietari, con le successive aggiunte. In essa sono alcune note tele di Alessandro Magnasco. Il parco si affaccia sulla scogliera a picco sul mare. Villa Saluzzo Serra, acquistata dal Comune di Genova nel 1927 per farne la sede della Galleria d'arte moderna del capoluogo ligure che vi si inaugurò il 16 dicembre 1928. Chiusa tra il 1989 e il 2004, la Galleria riaprì al pubblico il 16 novembre 2004 dopo un radicale intervento di restauro e di riallestimento delle collezioni in un percorso cronologico che dalla fine del Settecento giunge alla fine del Novecento proponendo importantissimi artisti del Romanticismo e dell'impressionismo italiano, fino ai protagonisti del Simbolismo e del Divisionismo, del Futurismo e agli interpreti eccellenti delle diverse anime culturali del Novecento. Villa Grimaldi Fassio, residenza della famiglia Fassio Tomellini dalla fine degli anni Cinquanta del Novecento, fu acquistata dal Comune di Genova nel 1979 e destinata a contenitore delle collezioni d'arte dei fratelli Lazzaro G. B. e Luigi Frugone. Il 21 marzo 1993 si inaugurò il museo delle Raccolte Frugone, un vero e proprio concentrato di dipinti e sculture della Belle Époque, ancora oggi aperto al pubblico coi suoi Fattori, Signorini, Lega, Fontanesi, Delleani, Cremona, Boldini, De Nittis, Segantini, Troubetzkoy, Ciardi, Milesi, Favretto, Fragiacomo, Tito, Palizzi, Mancini, Michetti, Sorolla y Bastida, Miller e così via.
Architetture militari
Castello di Nervi. Costruito nel XVI secolo a protezione dell'approdo, attuale porticciolo alla foce del torrente Nervi, dove inizia la passeggiata a mare Anita Garibaldi, dopo un accurato restauro conservativo è sede di spazi espositivi.