Biografia

Origini familiari Di Pompeo Silvano, personaggio già noto grazie a TacitoTacito, Annales, XIII, 52.Tacito, Historiae, II, 86, 3.Tacito, Historiae, III, 50, 2.Tacito, Historiae, IV, 47, 1., è stata chiarita parte della carriera grazie al ritrovamento di epigrafi da Leptis Magna... e soprattutto di un'iscrizione da Arles., presumibilmente onorificaM. Christol, P. Faure, M. Heijmans, N. Tran, Les élites de la colonie et de l’Empire à Arles, au début du Principat: nouveaux témoignages épigraphiques, in Chiron, 44 (2014), pp. 341-392, in particolare pp. 359-365. o sepolcraleW. Eck, M. Pompeius Silvanus, consul designatus tertium: Ein Vertrauter Vespasians und Domitians, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 9 (1972), pp. 259-276.. Grazie a queste, è stato possibile ricostruirne anche il nome completo: chiamato solo Pompeius Silvanus da Tacito, le epigrafi hanno permesso di aggiungere altri elementi alla nomenclatura, ora definita come Marcus Pompeius Silvanus Staberius FlavenusPer lungo tempo, si è pensato che l'ultimo elemento fosse Flavinus sulla base della lettura di : così egli è noto nella dottrina (cfr. ad esempio W. Eck, M. Pompeius Silvanus, consul designatus tertium: Ein Vertrauter Vespasians und Domitians, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 9 (1972), pp. 259-276; H.-G. Pflaum, Les fastes de la province de Narbonensis, Paris 1978, pp. 297-300; U. Vogel-Weidemann, Die Statthalter von Africa und Asia in den Jahren 14-68 n.Chr., Bonn 1982, pp. 160-165; PIR2 P 654 (Wachtel); A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 549-551). Tuttavia, la nuova epigrafe da Arles () e una nuova lettura dell'epigrafe più antica (M. Christol, P. Faure, M. Heijmans, N. Tran, Les élites de la colonie et de l’Empire à Arles, au début du Principat: nouveaux témoignages épigraphiques, in Chiron, 44 (2014), pp. 341-392, in particolare pp. 359-365) ha definito tale ultimo elemento come Flavenus..

La sua origine è stata saldamente collocata nella città narbonese di ArelateH.-G. Pflaum, Les fastes de la province de Narbonensis, Paris 1978, pp. 297-300.U. Vogel-Weidemann, Die Statthalter von Africa und Asia in den Jahren 14-68 n.Chr., Bonn 1982, pp. 160-165.Y. Burnand in Epigrafia e ordine senatorio, II, Roma 1982, pp. 387-437, in particolare p. 413.PIR2 P 654 (Wachtel).A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 549-551.Y. Burnand, Primores Galliarum: sénateurs et chevaliers romains originaires de Gaule de la fin de la République au IIIe siècle, II, Bruxelles 2005-2010, pp. 217-223 n° 89 S 16., definendo quindi Silvano, nato attorno al 3, come provinciale. A lungo ritenuto homo novus, è stato recentemente stabilito come suo padre Marco Pompeo Prisco, attestato come senatore di rango forse questorio, e in ogni caso inferiore a pretorio, nel 20W. Eck, A. Caballos, F. Fernández, Das senatus consultum de Cn. Pisone patre, München 1996, pp. 91-94.N. Schäfer, Die Einbeziehung der Provinzialen in den Reichsdienst in augusteischer Zeit, Stuttgart 2000, pp. 95-96.. Incerti sono invece i rapporti con i Pompeii Paulini, concittadini di Silvano entrati anch'essi in senato, e con gli Staberii, di cui è noto da OrazioOrazio, Satire, II, 3, 84-85. un esponente straordinariamente riccoW. Eck, M. Pompeius Silvanus, consul designatus tertium: Ein Vertrauter Vespasians und Domitians, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 9 (1972), pp. 259-276, in particolare p. 269 nota 35.U. Vogel-Weidemann, Die Statthalter von Africa und Asia in den Jahren 14-68 n.Chr., Bonn 1982, pp. 160-165, in particolare p. 163 nota 1012.A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 549-551, in particolare 549 nota 496..

Carriera sotto Claudio e Nerone Degli inizi di carriera di Silvano, cominciata presumibilmente sotto Tiberio, non molto è noto a causa delle lacune epigrafiche: è stato ipotizzato che possa essere stato quaestor Augusti oppure tribuno militare in una legio Augusta, ma lo stato dell'epigrafe non permette certezza. La prima carica nota è il suo consolato suffetto al fianco di Aulo Antonio Rufo...Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, XX, 14, con le considerazioni di G. Camodeca, Per una riedizione dell'archivio puteolani dei Sulpicii. VI. Il dossier di Euplia da Milo e i nomina arcaria, in Puteoli, 12-13 (1989), pp. 3-63, in particolare p. 32 nota 49., forse anch'egli narboneseR. Syme, Roman Papers, III, Oxford 1984, p. 1057; VI, Oxford 1991, p. 227., da settembre (o forse persino luglio) a ottobre del 45. Al più tardi nel 53, poi, Silvano fu cooptato nel collegio sacerdotale dei XVviri sacris faciundis.

Dopo il consolato, la carriera di Silvano si sostanzia maggiormente. Dopo otto anni, Silvano fu sorteggiato come proconsole d'Africa nel 53B.E. Thomasson, Fasti Africani. Senatorische und ritterliche Amtsträger in den römischen Provinzen Nordafrikas von Augustus bis Diokletian, Stockholm 1996, pp. 37-38.: il suo mandato, durante il quale Silvano dedicò a Claudio e a Nerone l'anfiteatro di Leptis Magna, fu addirittura prorogato fino al 56, segno della vicinanza ai principes. Tuttavia, al suo ritorno, Silvano dovette affrontare, nel 58, un processo intentatogli dai cittadini della provincia, che in gran numero, erano pronti a far ascoltare i testimoni, mentre Silvano sperava in processo rapido: Nerone lo fece assolvere, ma il giudizio di Tacito rimane perentorio:

Probabilmente è dopo il proconsolato d'Africa che si devono collocare le enigmatiche linee dell'epigrafe di Arles relative a delle legioni: se prima si riteneva che Silvano avesse ricoperto due legazioni di legione di rango pretorio (prima quindi del 45), è invece stato proposto che Silvano possa essere stato incaricato del dilectus, del reclutamento, di due legioniT. Franke, Die Legionslegaten der römischen Armee in der Zeit von Augustus bis Traian, Bochum 1991, p. 305.. In ogni caso, al più tardi nel 64, Silvano fu scelto anche come sodalis Augustalis Claudialis, sacerdote preposto al culto dei divinizzati Augusto e ClaudioA. Masier, Sodales. Dalle origini a Domiziano, Padova 2009., del quale collegio fu anche magister nel 65..

Il 69 in Dalmazia Nel fatidico anno dei quattro imperatori, il 68/69, Silvano si trovava in Dalmazia come legatus Augusti pro praetore, forse già dal 67G.E.F. Chilver, The Army in Politics, A.D. 68-70, in The Journal of Roman Studies, 47 (1957), pp. 29-35; idem, A Historical Commentary on Tacitus' Histories I and II, Oxford 1979, ad II, 86, 3.A. Jagenteufel, Die Statthalter der römischen Provinz Dalmatia von Augustus bis Diokletian, Wien 1958, pp. 29-30.M.T. Griffin, Nero. The End of a Dynasty, London-New York 1984, pp. 117-118. o più probabilmente nominato nel 68 da GalbaR. Syme, Some Arval brethren, Oxford 1980, p. 89; Roman Papers, IV, Oxford 1988, p. 383; V, Oxford 1988, p. 503.G. Morgan, A.D. 69. The Year of the Four Emperors, Oxford 2006, p. 51., in ogni caso per la sicurezza da lui offerta. Durante il suo mandato è attestata la nomina da parte sua di giudici per giudicare su problemi di confine tra varie popolazioni locali.... Vecchio e ricco, Silvano non si agitava particolarmente per gli eventi di quell'anno, ma era trascinato dall'impetuoso procuratore Cornelio Fusco, grazie al quale le legioni di Silvano si unirono a favore di Vespasiano insieme a quelle di Mesia e Pannonia. In realtà, sembra che siano da rintracciare dei legami di Silvano con Vespasiano già in epoca claudia. Nel novembre del 69, Silvano decise infine di muovere le sue truppe, la legio XI Claudia Pia Fidelis e 6000 Dalmati appena reclutati, verso l'Italia e in particolare verso Roma contro Vitellio: le parole di Tacito sono sferzanti:

Culmine sotto i Flavi Dopo la vittoria definitiva e l'insediamento di Vespasiano al potere, Silvano, evidentemente ritenuto un importante alleato dalla nuova dinastia regnante, si vide conferiti importanti incarichiSull'utilizzo flavio di politici già claudiano-neroniani v. A. Garzetti, L. Cesennio Peto e la rivalutazione flaviana di personaggi neroniani, in R. Chevallier (ed.), Mélanges d’archèologie et d’histoire offerts à André Piganiol, II, Paris 1966, pp. 777-790; Y. Kuwayama, マルケッルスの死とウェスパシアヌス帝の統治政策, in 西洋古典学研究, 46 (1998), pp. 98-109; G. Morgan, 69 A.D. The Year of the Four Emperors, Oxford 2006, p. 268; e W. Eck, Vespasian und die senatorische Führungsschicht des Reiches, in L. Capogrossi Colognesi (ed.), La Lex de imperio Vespasiani e la Roma dei Flavi, Roma 2009, pp. 231-258.. Già nel 70, Silvano fu preposto alla cura pecuniae dal senato nel tentativo, fallimentare, di iniziare il risanamento delle casse dello stato tramite la presa in prestito di sessanta milioni di sesterzi da privati cittadini. Tra 71 e 73, Silvano fu poi anche curator aquarumFrontino, De aquis, CII.. In questi anni, Silvano ricevette anche il grande onoreW. Eck, Vespasian und die senatorische Führungsschicht des Reiches, in L. Capogrossi Colognesi (ed.), La Lex de imperio Vespasiani e la Roma dei Flavi, Roma 2009, pp. 231-258. di un secondo consolato.: la data non è chiaramente definita allo stato attuale della documentazione, e nella dottrina oscilla tra 72 e 76S. Dušanić, On the Consules Suffecti of A.D. 74-76, in Epigraphica, 30 (1968), pp. 59-74.P.A. Gallivan, The Fasti for A.D. 70-96, in Classical Quarterly, 31 (1981), pp. 186-220.Si sono esclusi il 74 (proposto da S.J. De Laet, Die Samenstelling van den Romeinschen Senaat gedurende de eerste eeuw van het principaat (28 vóór Chr. - 68 na Chr.), Antwerpen 1941, p. 167, e W. Eck, M. Pompeius Silvanus, consul designatus tertium: Ein Vertrauter Vespasians und Domitians, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 9 , pp. 259-276) e il 75 (ipotizzato da R. Syme, Tacitus, II, Oxford 1958, p. 593 con nota 5, e p. 643-644): cfr. le motivazioni di S. Dušanić, On the Consules Suffecti of A.D. 74-76, in Epigraphica, 30 (1968), pp. 59-74.. Nel 79, Silvano fu poi scelto come sodalis Flavialis, sacerdote preposto al culto del divinizzato Vespasiano, e nell'81, il collegio arrivò a celebrare anche il culto del defunto e deificato Tito come sodales Flaviales Titiales. Necessariamente, la successione di cariche implica che Silvano facesse parte del più stretto circolo di amici della nuova dinastiaR. Syme, Roman Papers, I, Oxford 1979, pp. 294-295..

Infine, il favore dei Flavi continuò anche sotto l'ultimo, Domiziano. Infatti, sembra che Silvano facesse parte del consilium principis, se, come è stato propostoB.W. Jones, The emperor Domitian, London-New York 1993, pp. 55-56., sia lui a celarsi dietro al temibile delator Pompeo che Giovenale ritrae nella famosa parodistica riunione imperiale della Satira IVGiovenale, Satire, IV, 109-110., ma soprattutto Silvano fu insignito dello straordinario onore di un terzo consolato, designato probabilmente per l'83: con ogni probabilità, però, Silvano dovette morire tra la fine dell'82 e l'inizio dell'83, giacché non arrivò a ricoprire la carica.

Pompeo, estremamente ricco, non lasciò figli.

Note

Bibliografia

A. Jagenteufel, Die Statthalter der römischen Provinz Dalmatia von Augustus bis Diokletian, Wien 1958, pp. 29-30. W. Eck, M. Pompeius Silvanus, consul designatus tertium: Ein Vertrauter Vespasians und Domitians, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 9 (1972), pp. 259-276. H.-G. Pflaum, Les fastes de la province de Narbonensis, Paris 1978, pp. 297-300. U. Vogel-Weidemann, Die Statthalter von Africa und Asia in den Jahren 14-68 n.Chr., Bonn 1982, pp. 160-165. PIR2 P 654 (Wachtel). A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 549-551. Y. Burnand, Primores Galliarum: sénateurs et chevaliers romains originaires de Gaule de la fin de la République au IIIe siècle, II, Bruxelles 2005-2010, pp. 217-223 n° 89 S 16.