Biografia Appartenente a una delle più antiche famiglie patrizie di RomaU. Vogel-Weidemann, Die Statthalter von Africa und Asia in den Jahren 14-68 n.Chr., Bonn 1982, pp. 170-173.A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 573-574. che però, prima di Augusto, non produceva un console dal 345 a.C.R. Syme, The Augustan aristocracy, Oxford 1986, pp. 97-98., Camerino era verosimilmente figlioPIR2 S 990 (Krieckhaus). del console ordinario del 9, Quinto Sulpicio CamerinoPIR2 S 989 (Krieckhaus)., che aveva recuperato e riutilizzato l'antico cognomen della famigliaG. Camodeca, I consoli del 43 e gli Antistii Veteres d'età claudia dalla riedizione delle Tabulae Herculanenses, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 140 (2002), pp. 227-236.A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 461-462.. Una sua sorella, Sulpicia, sposò il console ordinario del 23 Gaio Antistio Vetere, ed ebbe come figli Camerino Antistio Vetere, console suffetto nel 46, Gaio Antistio Vetere, console ordinario nel 50, e forse Lucio Antistio Vetere, console ordinario nel 55. È stato anche proposto che, in realtà, Camerino e Camerino Antistio Vetere siano in realtà la stessa persona, che avrebbe in seguito cambiato nomeN. Pachowiak, Gaius/Appius Iunius Silanus und Camerinus Antistius Vetus, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 190 (2014), pp. 247-250.: la ricostruzione non appare molto convincente, sebbene più economicaQuesta l'opinione di G. Camodeca, Tabulae Herculanenses, I, Roma 2017, p. 137 nota 33..
Non molto è noto della carriera di Camerino. Il primo incarico attestato lo vede al vertice dello stato romano: egli è infatti attestato come console suffetto al fianco di Marco Giunio Silano.. dalla metà di marzo al giugno del 46, sostituendo il cugino Camerino Antistio Vetere, probabilmente morto in carica. Sempre sotto il principato di Claudio Camerino sembra essere stato cooptato nel collegio sacerdotale dei fratres ArvalesJ. Scheid, Les Frères Arvales, Paris 1975, pp. 247 e 280.R. Syme, Some Arval Brothers, Oxford 1980, pp. 4-5., tra cui in ogni caso è attestato nel 57J. Scheid, Commentarii fratrum Arvalium, Rome 1998, n° 25b., nel 58J. Scheid, Commentarii fratrum Arvalium, Rome 1998, n° 26n-q., nel 58/59J. Scheid, Commentarii fratrum Arvalium, Rome 1998, n° 27., nel 59/60J. Scheid, Commentarii fratrum Arvalium, Rome 1998, n° 28a-e. (anche come magisterJ. Scheid, Commentarii fratrum Arvalium, Rome 1998, n° 28d-f.) e nel 63J. Scheid, Commentarii fratrum Arvalium, Rome 1998, n° 29..
Dopo un decennio dal suo consolato, Camerino fu sorteggiato come proconsole d'AfricaTacito, Annales, XIII, 52, 1., con ogni probabilità per l'anno 56/57B.E. Thomasson, Fasti Africani. Senatorische und ritterliche Amtsträger in den römischen Provinzen Nordafrikas von Augustus bis Diokletian, Stockholm 1996, p. 38.: al termine del suo mandato, nel 58, Camerino fu accusato da pochi cittadini della provincia, secondo Tacito più per atti di crudeltà che per malversazioni, ma fu assolto grazie all'intervento del princeps Nerone.
Il favore del princeps, però, non si dimostrò duraturo. Nel 67, Camerino e suo figlio, infatti, furono accusati di laesa maiestas dal delatore Marco Aquilio RegoloPlinio il Giovane, Lettere, I, 5, 3. perché l'utilizzo del loro agnomen ancestrale Peticus o PythicusSulla questione dell'agnomen, v. U. Vogel-Weidemann, Die Statthalter von Africa und Asia in den Jahren 14-68 n.Chr., Bonn 1982, p. 171 nota 1077. avrebbe costituito un oltraggio agli onori conseguiti da Nerone nei Giochi Pitici durante il suo viaggio in GreciaCassio Dione, Storia Romana, LXIII, 18, 2.: il liberto Elio, insignito dal princeps di amplissimi poteri in sua assenzaCassio Dione, Storia Romana, LXIII, 12, 1-2., condannò entrambi a morte, ma è stato plausibilmente proposto che l'accusa fosse solo pretestuosa e facesse invece leva sul clima di sospetto venutosi a creare dopo la congiura dei Pisoni del 65J. Scheid, Les Frères Arvales, Paris 1975, pp. 259-260.M.T. Griffin, Nero. The End of a Dynasty, London-New York 1984, pp. 177-178..
Camerino fu l'ultimo console della sua antica gens patriziaR. Syme, The Augustan aristocracy, Oxford 1986, p. 280 nota 70., giacché il figlio morì insieme a lui: entrambi vengono ricordati come Camerini nobiles da GiovenaleGiovenale, Satire, VII, 90 (cfr. VIII, 38).. La figlia, Sulpicia PretestataPIR2 S 1034 (Horster) rimane invece incerto sull'ascendenza di Pretestata., andò invece in sposa al console ordinario del 64 Marco Licinio Crasso Frugi, discendente di importantissime famiglie repubblicaneR. Syme, The Augustan aristocracy, Oxford 1986, pp. 279-280. e anch'egli condannato a morte negli ultimissimi anni del principato di Nerone sempre da Aquilio Regolo: i due ebbero come figliPIR2 S 1034 (Horster).PIR2 V.1 (1970), retro p. 40: stemma dei Licinii Crassi. Licinia Pretestata (divenuta Vestale di massimo rango), Gaio Calpurnio Crasso Frugi Pisone Liciniano (console suffetto nell'87), Lucio Scribonio Libone Rupilio Frugi (console suffetto nell'88) e Licinio Scriboniano Camerino.
Note
Bibliografia
U. Vogel-Weidemann, Die Statthalter von Africa und Asia in den Jahren 14-68 n.Chr., Bonn 1982, pp. 170-173. A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 573-574. PIR2 S 990 (Krieckhaus).
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