La messa di inizio del pontificato, chiamata anche messa inaugurale del pontificato, o messa d'intronizzazione, o ancora messa di inizio del ministero petrino, o gergalmente messa di inaugurazione, oppure formalmente Santa messa con imposizione del pallio e consegna dell'anello del pescatore per l'inizio del ministero petrino del vescovo di Roma, è la liturgia con la quale, da papa Giovanni Paolo I in poi, il neoeletto pontefice della Chiesa cattolica inizia ufficialmente il suo ministero.

All'interno della celebrazione, celebrata secondo il rito romano, sono presenti elementi di rito bizantino. Da papa Luciani in poi l'inaugurazione del ministero petrino ha preso il posto della cerimonia dell'incoronazione papale, praticata per secoli. La messa d'inizio del ministero petrino, con o senza incoronazione, ha solo un significato simbolico, in quanto il papa entra in carica e inizia il suo ministero di papa e vescovo di Roma immediatamente dopo aver accettato la propria elezione.

Storia

Abbandono dell'incoronazione papale

Paolo VI abbandona la tiara

Nell'XI secolo l'inaugurazione del ministero petrino prese la forma di un'incoronazione. L'incoronazione era parte integrante dell'intronizzazione del papa, che consisteva essenzialmente nell'imposizione del triregno sul capo del pontefice da parte del decano dell'ordine dei diaconi. Papa Paolo VI fu l'ultimo papa ad essere incoronato e l'ultimo ad indossare la tiara, in quanto ne abbandonò l'uso durante una celebrazione liturgica officiata nella basilica di San Pietro in Vaticano. Infatti, iI 13 novembre 1964, festa di san Giovanni Crisostomo, al termine della messa, il segretario generale del Concilio, mons. Pericle Felici, dopo aver ricordato che la Chiesa, seguendo l'esempio di Cristo Redentore, sempre è stata madre dei poveri, annunciò che «il papa donava a loroOvvero ai poveri. la sua tiara». Papa Paolo VI, sceso dal trono, si recò all'altare e vi depose la sua tiara. La tiara gli era stata donata dall'arcidiocesi di Milano. II gesto commovente suscitò una grande sorpresa. La tiara fu poi venduta per volere del pontefice e il ricavato fu donato in beneficenza. Oggi la tiara è conservata nella basilica del santuario nazionale dell'Immacolata Concezione a Washington.

Giovanni Paolo I non viene incoronato Sebbene papa Paolo VI avesse deciso di non indossare più il triregno, la costituzione apostolica del 1975 Romano Pontifici Eligendo, emanata dal medesimo pontefice, continuava a prevedere una cerimonia di incoronazione per i suoi successori. Tuttavia, papa Giovanni Paolo I, eletto nel conclave dell'agosto 1978, volle che la cerimonia d'intronizzazione fosse più semplice, e incaricò mons. Virgilio Noè, maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, di organizzare una cerimonia di inizio del ministero petrino che non prevedesse l'utilizzo della tiara. Avvenuta la sera del 3 settembre 1978 nel contesto di una messa di inaugurazione, la cerimonia fu caratterizzata dalla sola imposizione del pallio sulle spalle del nuovo papa, l'imposizione dell'anello del pescatore e il ricevimento dell'obbedienza dei cardinali.

Giovanni Paolo II segue l'esempio del predecessore

Il suo successore, papa Giovanni Paolo II, ne seguì l'esempio, anche se apportò alcune piccole modifiche al cerimoniale. La messa di inaugurazione del pontificato venne celebrata non la sera, come accadde per papa Giovanni Paolo I, ma la mattina. Nell'omelia di inizio pontificato, papa Giovanni Paolo II, riferendosi all'incoronazione papale, disse quanto segue:

Nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis del 1996, papa Giovanni Paolo II stabilì che:

ma non ne precisò la forma, lasciando libera decisione ai futuri pontefici. Nella sopracitata costituzione apostolica papa Giovanni Paolo II tolse ogni riferimento all'incoronazione papale, sostituendo il termine con quello di inaugurazione.

L'inaugurazione moderna Finora cinque papi moderni hanno rifiutato l'incoronazione, preferendo una cerimonia d'insediamento più semplice: papa Giovanni Paolo I, papa Giovanni Paolo II (entrambi eletti nel 1978), papa Benedetto XVI (2005), papa Francesco (2013) e papa Leone XIV (2025).

La moderna inaugurazione del ministero petrino, sviluppata e modificata a partire dalla forma utilizzata per papa Giovanni Paolo I, avviene durante una celebrazione eucaristica (solitamente celebrata in piazza San Pietro, che, secondo la tradizione, è il luogo del martirio di San Pietro, di cui il papa è successore) e prevede la formale imposizione del pallio, simbolo della giurisdizione universale del papa, al neoeletto pontefice da parte del cardinale protodiacono, la recita dell'orazione pro pontifice da parte del cardinale protopresbitero e l'imposizione dell'anello del pescatore da parte del cardinale decano.

La cerimonia non include il presunto giuramento papale che alcuni cattolici tradizionalisti affermano, senza prove, essere stato prestato dai papi prima di Giovanni Paolo I. Ne criticano l'assenza e alcuni gruppi sedevacantisti rifiutano di accettare la legittimità dei papi moderni a causa dell'assenza sia del presunto giuramento che della tiara.

Regolamentazione della liturgia Rituali ad hoc sono stati utilizzati per le inaugurazioni dei pontificati di papa Giovanni Paolo I e papa Giovanni Paolo II. Il 20 aprile 2005 papa Benedetto XVI ha approvato un rito permanente, di cui una bozza era stata preparata dall'Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice sotto il pontificato di papa Giovanni Paolo II. Questo è stato pubblicato come libro liturgico ufficiale della Chiesa con il nome Ordo Rituum pro Ministerii Petrini Initio Romae Episcopi (in italiano Ordine dei riti per l'inaugurazione del ministero petrino del vescovo di Roma). L'arcivescovo Piero Marini, cerimoniere pontificio, lo ha descritto come parte dell'applicazione ai riti pontifici delle riforme liturgiche successive al Concilio Vaticano II.

L'Ordo contiene non solo il rito della messa dell'inaugurazione, ma anche quello della messa in occasione della presa di possesso della cathedra romana, la cattedra del vescovo di Roma, nella basilica di san Giovanni in Laterano. Solitamente i papi prendono possesso della basilica lateranense entro pochi giorni dall'inaugurazione del pontificato. Questo rito, conosciuto in latino come incathedratio, è l'ultimo dei riti inaugurali del sommo pontefice.

Il 18 febbraio 2013, poco prima delle sue dimissioni, papa Benedetto XVI introdusse alcune modifiche allOrdo pubblicato nel 2005: le cerimonie strettamente non sacramentali si svolgono prima o al di fuori della messa; è prevista una scelta musicale più ampia; le visite alle due basiliche papali di San Paolo fuori le Mura e di Santa Maria Maggiore potranno essere compiute quando il neoeletto pontefice riterrà più opportuno, anche a distanza di tempo dall'elezione, e nella forma che giudicherà più adatta, sia essa una messa, la celebrazione della Liturgia delle Ore o un atto liturgico particolare come quello attualmente prescritto; viene ripristinato l'atto di omaggio individuale di ciascun cardinale al nuovo pontefice (anche se papa Francesco e papa Leone XIV non hanno ricevuto l'omaggio di tutto il collegio cardinalizio, ma solo di una rappresentanza).

Tali regolamentazioni liturgiche vengono non sempre rispettate nella loro interezza, ma alcuni gesti e simboli vengono adattati alle scelte del pontefice.

Inaugurazione del ministero petrino di papa Benedetto XVI

Papa Benedetto XVI, eletto il 19 aprile 2005, celebrò la messa d'inizio del ministero petrino il 24 dello stesso mese. Il neoeletto pontefice approvò e rettificò la liturgia con le nuove procedure già il 20 aprile 2005, il giorno dopo la sua elezione. La cerimonia ebbe inizio con la prestazione dell'omaggio da parte di papa Ratzinger e dei cardinali alla tomba di San Pietro, situata sotto l'altare maggiore della basilica di San Pietro. Dopo aver reso omaggio al principe degli apostoli, il pontefice, insieme ai cardinali, si recò in processione verso il sagrato di piazza San Pietro, luogo dove, già da papa Luciani, si svolge tradizionalmente la messa d'inizio pontificato. Durante la processione, furono intonate le Laudes Regiae, con le quali si invoca l'aiuto per il nuovo papa.

Dopo la liturgia della parola, il cardinale Jorge Medina, cardinale protodiacono, rivolto verso il papa, pronunciò questa preghiera in latino:

Dopo aver pronunciato la preghiera, il cardinale Jorge Medina impose sulle spalle del pontefice il pallio. Il pallio scelto da papa Benedetto XVI era diverso da quello usato dai papi precedenti: la forma anteriore rievoca l'antico omoforio (ancora oggi utilizzato dai vescovi orientali); più largo del pallio arcivescovile standard, sebbene non largo come il moderno omophorion; era lungo 2,4 metri e realizzato in lana con punte di seta nera. Aveva cinque croci di seta rossa ricamate invece delle sei nere del normale pallio arcivescovile. Papa Benedetto XVI, più tardi nel suo pontificato, userà un pallio simile a quello dei suoi immediati predecessori, ma con un taglio più lungo e più largo e sei croci rosse.

Dopo la consegna del pallio e prima della consegna dell'anello del pescatore, il cardinale Stephen Kim Sou-hwan, in qualità di cardinale protopresbitero, pronunciò la preghiera formale in latino per il nuovo papa:

Il cardinale Angelo Sodano, in qualità di decano del collegio cardinalizio, prima di consegnare l'anello al pontefice, disse in latino:

Invece di far inginocchiare individualmente davanti al papa ciascuno degli oltre cento cardinali per rendergli omaggio, come rappresentanza lo fecero dodici persone: il cardinale Angelo Sodano, il cardinale Stephen Kim Sou-hwan, il cardinale Jorge Arturo Medina Estévez, il vescovo Andrea Erba, (vescovo della diocesi suburbicaria di Velletri-Segni, della quale papa Benedetto XVI era titolare), padre Enrico Pomili (parroco dell'ex chiesa di cui era titolare Benedetto XVI prima di diventare papa: Santa Maria Consolatrice al Tiburtino), un diacono, un religioso, una suora benedettina, una coppia di coniugi coreani, una giovane donna dello Sri Lanka e un giovane della Repubblica Democratica del Congo (entrambi cresimati recentemente).

Dopo l'omaggio, la celebrazione è proseguita con l'omelia del pontefice e successivamente con la liturgia eucaristica.

Al termine della messa, papa Benedetto XVI salutò all'interno della basilica di San Pietro in Vaticano, davanti all'altare della confessione, varie delegazioni presenti alla celebrazione. Nei giorni seguenti visitò le altre basiliche maggiori di Roma. Il 25 aprile 2005, il giorno dopo la messa d'inizio del ministero, ha reso omaggio a San Paolo visitando San Paolo fuori le Mura. Il 7 maggio prese possesso della basilica di San Giovanni in Laterano. Più tardi, in serata, venerò l'icona di Maria Salus Populi Romani nella basilica di Santa Maria Maggiore.

Inaugurazione del ministero petrino di papa Francesco

Papa Francesco, eletto il 13 marzo 2013, celebrò la messa d'inizio del pontificato il 19 dello stesso mese, solennità di San Giuseppe. Per la celebrazione preferì usare una delle prime mitrie che era solito indossare da vescovo ausiliare, e poi da arcivescovo, di Buenos Aires; decise di portare la ferula di papa Benedetto XVI.

Papa Francesco, prima della celebrazione, si recò, proprio come fece il suo predecessore, assieme ai patriarchi e agli arcivescovi maggiori delle Chiese orientali cattoliche, presso la tomba di San Pietro nella basilica di San Pietro in Vaticano. Dopo una breve momento di preghiera, il papa e tutto il clero presente si recarono processionalmente verso piazza San Pietro; durante il tragitto, vennero intonate le Laudes Regiae.