I Cattaneo sono un'antica famiglia nobile genovese, fondata nel 1309 attraverso l'aggregazione delle famiglie Della Volta, Mallone, Bustarino, Marchione, Stancone, Ingone e Libertino, nel albergo Cattaneo, anteponendo quindi al loro questo nuovo cognome.

Il cognome (ovvero "capitano" in italiano antico), risalirebbe alla carica ottenuta dal potentissimo Ingo della Volta, ambasciatore di Genova presso Federico Barbarossa a Pavia nel 1161, insieme alla concessione di alzare nell'insegna araldica il “capo dell'Impero”, ossia l'aquila nera.

Nella riforma aristocratica di 1528 i Cattaneo restarono a costituire il 22° albergo nobiliare della Repubblica, composto dalle famiglie Bava, Borrelli, Bozzoni, Canessa, Carizia, Cattaneo (cioè i famiglie fondatrici), Chiavari, Foglietta, Lagomarsino, Lasagna, Lazzari, Leccavela, Oliva, Pietra, Riccoboni, Stella, Tagliacarne, Vento, Zerbino. Si qualificheranno sempre specificando il cognome originario della famiglia di provenienza, come ad esempio Cattaneo della Volta ("Cattaneus olim De Volta").

I Cattaneo donarono alla repubblica i dogi: Oberto Cattaneo Lazzari (1528, primo doge biennale), Leonardo Cattaneo della Volta (1541), Giovanni Battista della Volta (1691), Nicolò della Volta (1736) e Cesare della Volta (1748).

Le origini Il capostipite dei Della Volta, storicamente accertato, fu Conradus, che viene citato nelle genealogie cinquecentesche da Federico Federici. Questi, sulla base di una pergamena del 1077 rinvenuta nel monastero di Santo Stefano, gli dà il titolo di "conte", Conradus Primus de Volta Comes, e lo dà vivente nel 938. Questo titolo fa pensare che egli svolgesse le funzioni feudali di conte (o meglio vicecomes) di Genova, ma non con riferimento alle sue disponibilità fondiarie (i Della Volta risultarono signori di Varazze, Masone, Tagliolo e Lerma e di “tutto quel tratto di paese che dal mare ligustico si stende verso terra e confina con gli Stati di Milano e del Monferrato”) né a una contea, ma piuttosto con compiti di amministrazione della città per conto dei marchesi Obertenghi che risiedevano nei castelli del Monferrato inferiore. D'altra parte, interrogando lo stemma di famiglia più antico, si rileva che i colori primari sono l'azzurro e l'argento, caratteristici dei vassalli e dei funzionari dei Franchi incaricati del governo di determinate province.

Attivi mercanti, i de Volta si erano insediati sulla calata più antica (oggi calata Cattaneo) del porto vecchio (Ripa maris), immediatamente sotto l'antico castrum, all'incrocio delle due vie principali della città medioevale, perpendicolari tra di loro: la Platea Longa (che dalle alture di Sarzano scendeva alla calata più a ridosso del promonorio del Molo fino alla Ripa di Coltelleria affacciata sulla calata Cattaneo, o pons Cattaneorum, tuttora ricordata da un'insegna stradale di fronte al bigo) e la strada maestra (probabilmente la romana via Aurelia). Questa, che dalle Mura di Malapaga attraverso via delle Grazie toccava il mercato di San Giorgio, Banchi, sfiorando l'antica sede vescovile di San Siro giungendo alla porta dei Vacca, fu successivamente prolungata fino a San Giovanni di Pré e alla Porta di San Tomaso. Affacciati su quest'angolo dell'approdo, illi de volta avevano i loro fondaci destinati a ospitare le merci, costruiti a forma di volta (da cui probabilmente il cognome originario), a ridosso dei quali si ebbe la prima costruzione della dimora nel secolo XI. Esso presenta ancora, nella sua originale costruzione ad angolo, molti elementi medioevali (paramento bicromo, archetti pensili, affreschi, la cosiddetta "loggia dei Pisani", ecc.).

La presenza Cattaneo è documentata anticamente anche nella città di Brugnato, nel Levante ligure, ove questa famiglia si trova nomata nell'antico Registro dei Censi della mensa vescovile (nullius dioecesis), ove alcuni membri della famiglia quali canonici-curati ebbero l'investitura di vicari generali: Guglielmo Cattaneo del vescovo Filippo Sauli dal 1513; del cardinale Gerolamo Grimaldi dal 1521 al 1535 e, allo stato attuale, nulla sappiamo se pure lo fosse del cardinale Agostino Trivulzio, vescovo amministratore della diocesi di Brugnato dal 1535 al 1548; del vescovo Antonio dei Conti di Cogorno dal 1548 al 1565 e, Giacomo Biagio Cattaneo fu vicario generale dal 1571 al 1579, egli pure, del vescovo di Brugnato Antonio Paglietino. Nella città di Sarzana, un'epigrafe a bassorilievo in marmo del XV secolo, in parte sbrecciata, affissa sul mastio di sinistra del castello di Sarzanello, a cui si accede mediante apposito revellino di ingresso; in effigie è intuibile il cavallo con S. Giorgio nell'atto di uccidere il drago e, a sinistra, una giovane donna con il braccio destro piegato in alto, la mano chiusa con il dito indice sollevato, ove, a frammenti, pare ricomposti, in parte è possibile leggerne in epigrafe latina la data, le funzioni e il nome del governatore genovese della città di Sarzana e castellano Cristofaro Cataneo. Sul lato destro è raffigurato un elmo con scudo su cui sono effigiate cinque cime o vertici e, ai lati e al centro, soprastanti tre stelle a otto punte. In internet alla voce castello di Sarzanello, nella galleria fotografica nei due siti TripAdvisor e Trame di Lunigiana, oltre a quello di Piero Angela per la Rai, è possibile scorgere questa targa marmorea, anche se parzialmente coperta da erbe infestanti, affissa al sottostante cornicione marcapiano del torrione di sud-ovest (sul ponte che scavalca il fossato, in ingresso, visibile a sinistra). Sempre quali persone legate a Sarzana, occorre citare il missionario gesuita Lazzaro Cattaneo (Sarzana, 1560 - Hangzhou, Cina, 19 gennaio 1640) il quale, in collaborazione con Padre Matteo Ricci, contribuì alla compilazione del dizionario della lingua cinese e, primi, a introdurre la cultura occidentale e far conoscere agli occidentali la cultura cinese. Nel tempo, sette membri della famiglia Cattaneo si alternarono alla guida della diocesi di Brugnato in qualità di canonici, diaconi, e vicari generali. Nel 1561 in Cattedrale fu elevato altare dedicatorio, jus patronato della famiglia Cattaneo sotto il titolo di Canonicato della Purificazione di Maria. In seguito, con la fondazione della Cappellania Martelli nel 1606, questa fu unita al medesimo altare che, tuttora, si dice Canonicato Cattaneo Martelli. L'altare laterale, come per altri, fu atterrato e disperso negli anni 49-54 del sec. XX. Essi furono pure, con incarichi podestarili, notarili, ecc., al governo secolare della città i cui cittadini erano in tutto equiparati ai genovesi in ogni ufficio e magistratura. Vedi: Placido Tomaini, Brugnato, Città Abbaziale e Vescovile, Città di Castello, 1961 L'abate, Angelo Cattaneo (1792-1808), successore del vescovo di Brugnato Francesco Maria Gentile 1773-1791, fu alla guida dell'antica abbazia S. Maria Assunta della Corte dell'Accola. Questa era già nota come la corte dell'Accola alla quale, in antico, venivano confermati privilegi, esenzioni, autonomie, mediante diplomi dell'imperatore Carlo III il Grosso nell'881 che confermavano i precedenti diplomi dei re Longobardi e dell'imperatore Carlo Magno. Francesco Maria Pinello 1660-1666, figlio del fondatore del beneficio abbaziale, il patrizio genovese Agostino Pinello, fu abate in detta Corte dell'Accola. L'abate Giuseppe Antonio Imperiale 1669-1748, rimase coinvolto e ucciso l'11 giugno del 1748 nei fatti d'arme delle truppe del gen. Clerici comandante un distaccamento di soldati che, dipartitisi dal feudo imperiale di Suvero, venivano ad occupare la città di Brugnato e Borghetto Vara, luoghi senza difesa, ma da cui furono cacciati dalla spontanea sollevazione popolare, per cui dovettero fuggire con numerose perdite. Ciò accadde negli avvenimenti della guerra di Successione Austriaca 1740-1748 18 ottobre, pace di Aquisgrana. Episodio che, seppure meno noto, si lega agli stessi frangenti storici della sollevazione di Genova con G.B. Perasso detto il Balilla.

Albergo Cattaneo Con la riforma dell'istituzione del 1528 degli alberghi in Genova, i Cattaneo andarono a formare il XXII albergo cittadino. Ad esso vennero ascritte, oltre a quelle che già ne facevano parte, numerose altre famiglie. Di seguito le famiglie che erano ascritte all'albergo Cattaneo: Bava: originari di Fossano, vennero in Genova intorno al 1300 e furono ascritti alla famiglia nel 1528.. Borelli: originari di Savona.. Bozomo: originari di Struppa, furono ascritti ai Cattaneo ed ai Pinelli.. Bufferi: nativi di Genova, fu una delle prime famiglie ad essere ascritte all'albergo.. Bustarini: originari della riviera di levante, formavano uno dei 74 alberghi del 1414 e vennero ascritti ai Cattaneo nel 1433.. Carezza: originari di Albenga, furono ascritti alla famiglia nel 1528.. Chiavari: giunsero in Genova intorno al 1150 da Chiavari e nel 1528 furono ascritti ai Cattaneo, ai Lomellini ed ai Lercaro.. Dondi: originari del Piemonte, vennero ascritti alla famiglia nel 1528.. Foglietta: originari di Sestri Levante, furono ascritti ai Cattaneo nel 1528.. Ingoni: originari della riviera ligure, giunsero a Genova verso il 1300 e furono tra le prime famiglie ad aderire all'albergo Cattaneo.. Lagomarsino: originari della Valle del Recco, furono ascritti nel 1528.. Lasagna: giunti in Genova tra il XII e XIII secolo, nel 1528 furono ascritti alla famiglia. De Lazario: di origine bolognese o della Val Bisagno, nel 1528 furono ascritti alla famiglia.. Leccavela: ascritti inizialmente ai Di Collone., nel 1528 passarono ai Cattaneo ed ai Lercaro. Libertini: cittadini genovesi dal 1100, essi furono ascritti ai Doria, ai Cattaneo, agli Imperiale ed ai Salvago.. Maloni: originari di Quarto, furono tra le prime famiglie ad aderire all'albergo Cattaneo.. Marchione: originari di Gavi furono tra le prime famiglie ad aderire all'albergo Cattaneo.. Oliva (ramo Cattaneo e Grimaldi): di variegata origine, questo ramo degli Oliva venne ascritto ai Cattaneo ed ai Grimaldi.. Oliva (ramo Cattaneo): di variegata origine, questo ramo degli Oliva venne ascritto ai Cattaneo. Pietra: originari della Val Polcevera, poi Schiappapietra di Albisola nel 1528 furono ascritti alla famiglia.. Riccobano: originari delle Cinque Terre, furono ascritti nel 1528.. Scotti: genovesi, furono aggregati a vari alberghi, tra cui nel 1528 ai Cattaneo.. Stanconi: originari della riviera ligure ed a Genova dal 1140 circa.. Stella: originari della riviera di Ponente, furono ascritti alla famiglia nel 1528. Tagliacarne: provenienti dalla Lombardia, furono ascritti ai Cattaneo nel 1528.. Vento: originari di Benevento, furono ascritti ai Cattaneo nel 1528.. De Volta: furono una delle famiglie fondatrici dell'albergo nel 1301.. Zerbino: provenienti da Chiavari, dal 1528 vennero ascritti ai Cattaneo..

Personaggi storici Edoardo Cattaneo Per la posizione strategica, dominante l'alta valle tiberina del Tevere Umbro, nella "Wald", "Selva", dai territori avuti in deduzione dall'imperatore Ottone II di Sassonia, nel 975 il conte germanico Edoardo Cattaneo fondò un castello, l'oppidum "Gualdum Captaneorum" alle propaggini dei monti Martani del ducato di Spoleto. Oggi detto paese di Gualdo Cattaneo.

Damiano Cattaneo Damiano Cattaneo, figlio di Leonardo, sposò in prime nozze Eliana Zaccaria di Emanuele dei principi di Acaja e Scio, assumendo il titolo di principe di Negroponte. Questo ramo, in epoche successive, intrecciò parentela con le famiglie Giustiniani, perdendo con il tempo il nome di famiglia e assumendo quello di Negroponte.

Oria de Volta