Raʾs al-Khayma (), scritto anche come Ras Al Khayma, Ras al-Khaymah o RAK, è la capitale dell'Emirato di Ra's al-Khayma, negli Emirati Arabi Uniti. La città era conosciuta anticamente con il nome di Julfar. Si trova nella zona nord-occidentale del paese lungo la costa del Golfo Persico.

Storia Scavi archeologici effettuati nell'area di Ras Al Khaimah hanno rilevato che in questa regione esistevano insediamenti umani risalenti al 5000 a.C.

Questo rende Ras Al Khaimah uno dei pochi posti al mondo che ha avuto ininterrottamente coloni per oltre 7.000 anni.

Storia antica

Il sito più antico rinvenuto nella regione si trova a circa 23 chilometri a sud-ovest della moderna città di Ras Al Khaimah, vicino alla città di pescatori abbandonata di Jazirat al-Hamra. Il sito, risalente al neolitico, fu identificato per la prima volta dall'archeologi tedesco Burkhard Vogt durante degli scavi condotti alla fine degli anni '80, quando furono rinvenuti frammenti di ceramica mesopotamica risalenti al periodo Ubaid la cui presenza indicava che il tumulo era di origine neolitica e poteva essere datato al IV o V millennio a.C.

Si sa poco delle popolazioni che abitavano l'area 7.000 anni fa. Lungo la costa occupavano insediamenti stagionali, vivendo in gran parte come pescatori e cacciatori. La scoperta di grandi quantità di ossa di pesci, dugonghi, tartarughe e delfini suggerisce che questi fossero la loro principale fonte di cibo, sebbene la presenza di altre ossa indichi che praticassero anche l'allevamento di animali. Anche i frammenti di ceramica Ubaid rivelano l'esistenza del commercio marittimo, sebbene la reale portata di tale commercio rimane sconosciuta.

Una importante testimonianza di insediamenti nella regione, riferiti alla successiva età del bronzo, è costituita dal giardino di palme di Shimal, che costituisce il nucleo della successiva città di Julfar. Shimal, situato a circa otto chilometri a nord-est della moderna città di Ras Al Khaimah, è un tesoro di tombe preistoriche che costituisce il più grande sito preislamico dell'emirato. Qui sono state rinvenute tombe appartenenti alla cultura di Umm an Nar ed anche a tutte le epoche successive prima dell'arrivo dell'Islam. La presenza di giardini di palme, la posizione privilegiata ai piedi dei monti Hajar, nonché il facile accesso a un porto sicuro e un fertile entroterra ponevano Shimal in una importante posizione geografica.

Nel 1977 l'archeologa britannica Beatrice de Cardi scopri il sito di Kush, situato nell'area nord occidentale della pianura di Shimal. Il sito è circondato a est, ovest e sud dalla fertile e relativamente ben irrigata pianura di Shimal, un deposito alluvionale densamente coltivato a palmeti e ricoperto da piccoli insediamenti rurali. Verso est si trovano le montagne della penisola di Musandam, la cui vicinanza conferisce alla pianura un'elevata falda freatica. Il sito ora si trova a circa due chilometri e mezzo a sud-est della costa moderna ma originariamente era vicino al bordo di una laguna che ora si è interrata fino a diventare una piana di sebkha. La posizione un tempo dava accesso sia alle risorse agricole che marine, nonché alle rotte commerciali, una combinazione unica che ha reso l'area di Shimal un punto focale di insediamento almeno dal terzo millennio a.C.

Il sito di Kush è stato scavato tra il 1994 e il 2001 ed è costituito da un tell che misura 120 m da nord a sud per 100 m da est a ovest. La data del primo insediamento sul sito risale al V secolo d.C. durante l'era dell'Impero Sasanide, e il sito si sviluppò successivamente durante il periodo islamico per diventare il centro commerciale, nonché, data l'allora conformazione della costa, porto di Julphar. Le rovine comprendono strutture del periodo sasanide, una grande torre del primo periodo islamico e resti di edifici risalenti al XIII secolo d.C..

Periodo islamico

Dall'inizio dell'era islamica in poi l'area venne conosciuta come Julfar e possiamo suppore che Kush ne fosse una parte importante. Durante l'VIII secolo fu eretta una grande torre, circondata da un fossato, che avrebbe potuto sorvegliare il porto come parte di un sistema di difesa di Julfar. Sebbene Kush fosse certamente il centro amministrativo, portuale e commerciale di Julfar, l'insediamento era più grande e comprendeva la parte della distesa di giardini di palme, dove viveva la maggior parte delle persone. Dopo il X secolo, la popolazione iniziò a crescere, gli insediamenti coprirono sempre più spazio disponibile come dimostrato da un aumento del materiale archeologico disponibile già a partire dall'XI secolo. In passato, questo insediamento oasi è stato descritto come l'entroterra di Julfar, ma ora sappiamo che sarebbe più appropriato descriverlo come il vero Julfar. A protezione dell'insediamento fu costruita un cinta muraria localmente nota come, Wadi Sur, che corre in linea retta parallelamente alla costa per circa 7 km, a partire dai piedi di una collina con i resti di un palazzo medievale, localmente chiamato Palazzo della Regina di Saba, fino alla laguna di Ras al Khaimah. Questa cinta muraria aveva lo scopo di proteggere dalla erosione del deserto sia l'insediamento dell'oasi con i suoi palmeti, che il centro amministrativo, sul lato est, laddove il mare, la laguna e le montagne a nord lo proteggevano naturalmente sugli altri lati. Non è noto quando venne costruita la fortificazione, anche se da alcuni reperti trovati in uno scavo vicino all'estremità settentrionale di Wadi Sur si è ipotizzato che le mura siano state edificate prima del XII secolo..

Fra la fine del XIII secolo e all'inizio del XIV secolo, Kush fu abbandonato e l'ex centro amministrativo dell'insediamento dell'oasi cadde in disuso. Contemporaneamente sorse un nuovo insediamento sui banchi di sabbia, che proteggevano la laguna nord-orientale, in un'area attualmente denominata al-Mataf. La ragione di questo spostamento va ricercata nello sviluppo della laguna stessa. Probabilmente i sedimenti espulsi durante le piogge da Wadi al-Bih e Wadi Haqil potrebbero aver già iniziato a insabbiare la laguna quando Kush era ancora abitata, lasciando solo un piccolo canale che collegava il mare con il porto di Kush. Possiamo supporre che questo canale abbia cessato di esistere nel corso del XIII secolo, tagliando definitivamente fuori l'oasi delle palme e il centro amministrativo di Kush dall'essenziale collegamento con il mare..

Gli abitanti di Kush si spostarono quindi verso la costa in due siti conosciuti come al-Mataf e al-Nudud posti a cavallo di uno stretto torrente che si apriva su un'ampia laguna. Il nuovo centro commerciale fu costruito durante un periodo di prosperità economica senza precedenti, favorito dall'appartenenza della regione al Regno di Hormuz, uno stato vassallo del Sultanato Selgiuchide di Karman. Gli scavi ad al-Mataf hanno rivelato fitti alloggi con grandi case a cortile, un grande forte e una moschea centrale nelle vicinanze. Per la prima volta in diverse migliaia di anni, le persone abbandonarono i loro giardini di palme, e si trasferirono lontano dall’accesso diretto al cibo e all’acqua, dando inizio ad una concentrazione di alloggi senza precedenti. È stato stimato che l’insediamento-oasi di Julfar si estendesse per oltre e avrebbe potuto comprendere almeno 10.000-15.000 abitanti. Nonostante questi cambiamenti l'oasi rimase una parte importante della città. Nel corso del XIV e XV secolo lo sfruttamento del territorio raggiunse il suo limite massimo..

Julfar divenne in breve tempo il porto più importante del Golfo Persico, con una economia molto sviluppata basata oltre che sul mercato locale anche su spedizioni marittime, perle, artigianato, pellegrinaggi e commercio di cavalli. La principale fonte di ricchezza era senza dubbio la raccolta delle perle. Nel 1580, il gioielliere e mercante veneziano Gasparo Balbi scriveva che le migliori perle del mondo si trovavano a Julfar, mentre l'esploratore portoghese Pedro Teixeira parlava di una flotta di cinquanta barche che salpavano ogni anno verso i banchi delle perle. L'esploratore portoghese Antonio Tenreiro fece riferimento anche ad aljofre, una varietà più piccola di perle derivata dal nome Julfar.

Durante il XVI secolo la situazione geografica della zona iniziò a cambiare per la terza e ultima volta con l’insabbiamento della laguna dietro Mataf e Nudud che rendeva impossibile l'utilizzo del porto naturale. Gli scavi testimoniano un notevole declino di al-Mataf durante il XVI secolo e alla fine di quel secolo non sembrano esistere edifici di grandi dimensioni. Dopo 250 anni di crescita, al-Mataf aveva cessato di esistere come centro dell'oasi e come città. In seguito all'abbandono del porto naturale, il centro commerciale e amministrativo di Julfar si spostò nuovamente, lontano dal torrente nord-orientale che nei tre millenni precedenti fungeva da porto naturale per l'insediamento dell'oasi. Il nuovo insediamento si sviluppo nella laguna sud-occidentale che oggi è il moderno torrente di Ra's alKhaimah. Poiché era situata lontano dal centro dell'insediamento dell'oasi, quest'area non aveva mai fatto parte di alcun insediamento più grande nel corso dei tre millenni precedenti. La penisola, che protegge naturalmente questo torrente, era stata abitata fin dal XV secolo, molto probabilmente con una modesta presenza di capanne arishL'arish era un tipo di abitazione tradizionale degli Emirati Arabi. É realizzata con pannelli di fronde di palma, più fitte per l'uso invernale per tenere fuori il vento e più aperte in estate per consentire un migliore flusso d'aria (UAE Traditional Architecture: Al Arish). che formavano l'estremità sud-occidentale dell'insediamento su entrambi i lati di al-Mataf. Durante il XVI secolo, l'insediamento di Ra's al-Khaimah (traducibile come "penisola delle 'case aride") assunse lentamente le funzioni che erano state di al-Mataf..

Menzionata per la prima volta all'inizio del XVI secolo, Ra's al-Khaimah si sviluppò rapidamente entro la fine di tale secolo. Attraverso questo inevitabile trasferimento, il centro amministrativo e commerciale di Julfar fu spostato molto lontano dal nucleo originario dell'insediamento, l'oasi delle palme di Shimal. Questa distanza geografica accelerò lo sviluppo di due entità distinte. Questo processo di separazione viene confermato in diversi documenti storici. In particolare in alcuni documenti e mappe italiani della fine del XVI secolo, parlando di porti lungo la costa, le fonti menzionano per la prima volta Ra's al-Khaimah e non si riferiscono più a Julfar.

Periodo europeo

Nel settembre del 1507 l'ammiraglio portoghese Alfonso de Albuquerque giunse a Hormuz con una flotta di 6 navi e in breve ottenne la resa della città, dando origine ad un periodo di controllo della regione che si protrasse con alterne vicende fino al XVII secolo.

Nel 1508 i portoghesi, a causa di dissidi interni, dovettero abbandonare Hormuz, che tuttavia riconquistarono definitivamente nel 1515. Intorno a quel periodo i portoghesi conquistarono altre città lungo la penisola di Musanda e su tutta la costa del Golfo di Oman, stabilendo una serie di fortezze a protezione dei territori conquistati, inclusa una a Julfar, nel 1563.

Durante tutto il periodo della dominazione portoghese Ras Al Khaimah continuò a prosperare grazie all'industria delle perle e ai ricchi commerci con l'India e lungo le rotte del Golfo Persico. I portoghesi intervenivano raramente negli affari del Golfo, lasciando ai governanti di Hormuz la gestione quotidiana e la supervisione dei porti dell'Arabia sudorientale. Nel 1521 scoppiò un'aperta ribellione e i portoghesi furono costretti ad intervenire direttamente. La rivolta iniziò in Bahrein, prima di estendersi a Sohar nel 1523 e a Muscat e Qalhat nel 1526 e successivamente a anche a Ras Al Khaimah, dove furono uccisi un gran numero di commercianti portoghesi.