Passò più di dieci anni della sua vita in carcere e buona parte in esilio all'estero. Collaborò a un gran numero di testate rivoluzionarie ed è nota la sua amicizia con Michail Bakunin. Assieme a quest'ultimo e a Pierre-Joseph Proudhon e a Max Stirner rappresenta uno dei pensatori più importanti della corrente libertaria, da alcuni ritenuto il più importante teorizzatore e rivoluzionario dell'anarchia.

Fu fermamente convinto, così come l'amico Pëtr Kropotkin, dell'imminente avvento di una rivoluzione anarchica (1916). Pochi mesi dopo iniziò la Rivoluzione russa, che ebbe il supporto anche degli anarchici, ma terminò con la presa di potere da parte dei bolscevichi. Solamente dopo 19 anni arrivò una vera rivoluzione anarchica, la fallita Rivoluzione spagnola. Malatesta è riconosciuto come il massimo esponente del movimento libertario italiano e del libero pensiero.

Biografia Gioventù Errico Malatesta nacque a Santa Maria Maggiore, al tempo una frazione di Capua, nell'allora provincia di Terra di Lavoro (attualmente comune autonomo ridenominato Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta), il 4 dicembre del 1853, figlio di don Federico Malatesta, un proprietario terriero e imprenditore campano, e di Lazzarina Rastoin, una dama francese originaria di Marsiglia. La famiglia possedeva in loco una fiorente fabbrica per la concia del cuoio. Il padre apparteneva forse a un ramo collaterale e decaduto della nobile famiglia dei Malatesta, conti di Santa Maria Capua Vetere, a sua volta probabile ramo meridionale e cadetto dei Malatesta di Romagna, appartenenti allo Stato Pontificio, una delle famiglie aristocratiche più celebri del Medioevo e dell'età moderna.Pietro Galletto, Dai comuni medievali alla Repubblica italiana Terzogenito di quattro figli - dopo Emilia (1849) e Aniello (1851) e prima di Augusto (1857) - compì gli studi presso un collegio di padri scolopi, quindi si iscrisse all'Università di Napoli, dove studiò medicina per tre anni senza laurearsi.Misato Todi, Errico Malatesta da Mazzini a Bakunin: la sua formazione giovanile nell'ambiente napoletano (1868-1873), cp. I

In giovanissima età abbracciò gli ideali repubblicani di Giuseppe Mazzini. Il 25 marzo 1868 venne convocato dalla questura di Napoli a causa di una lettera di carattere sovversivo da lui scritta a Vittorio Emanuele II; il 19 marzo 1870, non ancora diciottenne, subì il primo di una lunga serie di arresti, a seguito di una sommossa organizzata da un circolo studentesco repubblicano dell'Università di Napoli.

Nel 1871, dopo la Comune di Parigi, abbandonò le idee repubblicane per abbracciare l'ideale anarchico; nello stesso anno si iscrisse alla federazione napoletana dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori. Nel 1872, dopo aver preso parte alla Conferenza di Rimini, si recò in Svizzera per partecipare al Congresso Internazionale di Saint-Imier; in quell'occasione divenne amico di Michail Bakunin.

Dopo il congresso iniziò un periodo di intensa attività sovversiva: nel 1873 fu arrestato a Bologna e nel 1874 partecipò con un piccolo gruppo a un fallito tentativo di insurrezione a Castel del Monte nel territorio di Andria, venendo, in seguito a ciò, arrestato poco dopo nei pressi di Pesaro. Il processo conseguente si risolse con l'assoluzione di tutti gli imputati, risultando in una notevole popolarità per gli insorti e per Malatesta in particolare.

Il 19 ottobre 1875 Malatesta fu iniziato in massoneria a Napoli e tentò di diffondere tra i suoi membri l'ideale socialista. Il suo rapporto con la massoneria fu piuttosto tormentato e si interruppe definitivamente il 18 marzo 1876, quando, indignato dalla decisione della sua loggia di organizzare un ricevimento d'onore per Giovanni Nicotera, eletto poco prima ministro dell'interno, decise di abbandonarla definitivamente. In seguito, con la massoneria, come scrisse su Umanità Nova del 7 ottobre 1920, non ebbe che "relazioni di ostilità"Giordano Gamberini, Mille volti di massoni, Roma, Ed. Erasmo, 1975, p. 178..

La Banda del Matese Il 5 aprile 1877, formando insieme a Carlo Cafiero e altri ventiquattro esponenti dell'anarchismo italiano la Banda del Matese, partì dalle pendici dell'omonimo massiccio con l'obiettivo di dare il via a un'insurrezione. Dopo alcuni giorni di resistenza, visto l'imponente spiegamento di forze da parte del Regno d'Italia ( uomini), gli insorti furono arrestati. Sottoposti a processo, furono assolti l'anno successivo dal tribunale di Benevento.

Partenza dall'Italia Nel 1878 iniziò per Malatesta un intenso periodo di peregrinazioni: dopo un breve periodo in Egitto, si recò in Siria e in Romania, prima di fermarsi a Ginevra, in Svizzera, dove conobbe Élisée Reclus e Pëtr Kropotkin, del quale divenne grande amico. Infatti, nelle sue memorie, l'anarchico russo ne scrive:

Nel 1879, quando Giovanni Passannante fu condannato a morte per il tentato regicidio di Umberto I, Malatesta, assieme al conte anarchico Francesco Ginnasi, compilò un manifesto di solidarietà verso l'attentatore, intitolato A Umberto Re d'Italia. Nel giorno della sua nascita, chiamato così perché redatto nella medesima data di nascita del re (14 marzo). Il manifesto, ricco di affronti verso il monarca, venne stampato dallImprimerie Italienne, presieduta dal tipografo Alfonso Danesi; venne affisso a Ginevra, con la collaborazione di alcuni nichilisti russi, e distribuito in città italiane come Ravenna, Bologna e Napoli. Le copie furono sequestrate. Malatesta e Ginnasi furono costretti a fuggire dalla Svizzera, mentre Danesi fu arrestato.Giuseppe Galzerano, Giovanni Passannante, Galzerano, 2004, pp. 551-555.

Successivamente, Malatesta si spostò in Belgio, quindi nel 1881 raggiunse Londra, dove organizzò insieme a Kropotkin il Congresso Internazionale Socialista Rivoluzionario. Nel 1882, venuto a conoscenza della rivolta di Arabi Pasha, tornò in Egitto nel tentativo di trasformare il moto nazionalista in una rivolta sociale. Venne arrestato dai soldati del Regno Unito l'anno successivo, quindi tornò in Italia clandestinamente, sbarcando a Livorno. Poco tempo dopo venne arrestato per cospirazione insieme all'amico Francesco Merlino e altri rivoluzionari. Approfittando della libertà provvisoria si recò a Firenze, dove iniziò la pubblicazione de La Questione Sociale, in cui trovò per la prima volta pubblicazione Fra contadini, uno dei suoi trattati più noti.

Nonostante avesse subito una condanna a tre anni di reclusione, nel 1884 si recò a Napoli per prestare soccorso alla popolazione colpita da un'epidemia di colera, quindi partì per l'America Latina per sfuggire alla cattura.

Esule in Argentina Si stabilì a Buenos Aires, in Argentina, dove entrò in contatto con il Circolo Comunista Anárquico e riprese la pubblicazione - in lingua italiana - de La Questione Sociale. Nel 1886 tentò l'esperienza, rivelatasi poi disastrosa, di cercatore d'oro in Patagonia; nel 1887 contribuì alla nascita del primo sindacato argentino, il Sindacato dei fornai, del quale redasse personalmente lo statuto. Nel 1888 ricevette l'accusa - rivelatasi poi infondata - di falsificare monete; decise quindi di partire e, dopo un brevissimo soggiorno a Montevideo, fece ritorno in Europa nel 1889.P. A. Kropotkin, Memorie di un rivoluzionario, 1933, p. 194.

Ritorno in Europa Si stabilì in un primo momento a Nizza, dove pubblicò il quotidiano clandestino L'Associazione. Suoi articoli vennero pubblicati anche da giornali anarchici italiani, come La Rivendicazione di Forlì. La polizia francese si mise presto sulle sue tracce, costringendolo a rifugiarsi di nuovo a Londra.

Tra il 1891 e il 1892 tenne una serie di comizi in Spagna insieme all'amico Pedro Esteve, partecipando anche a una rivolta popolare a Jerez de la Frontera. Ricercato dalla polizia, tornò ancora a Londra, dove nel 1896 assistette al Congresso Socialista Internazionale. A Parigi si ha notizia di rapporti fra Maria Sofia di Borbone (detta romanticamente la regina degli anarchici)Enrico M. Pedrelli, Le ceneri di Malatesta, in Mondoperaio, n. 1/2016, p. 36. con il Malatesta, rapporti probabilmente solo di conoscenza, viste le simpatie politiche dimostrate dall'aristocratica nei confronti dei "sovversivi" (la regina si avvicinò agli anarchici solo per incitarli a compiere attentati contro i Savoia e per recuperare il Regno delle Due Sicilie, non per sincero interesse nei confronti delle loro idee). Benedetto Croce affermò, sbagliando l'anno (riporta il 1904 anziché il 1901), che l'ex regina volesse organizzare con Malatesta l'evasione di Gaetano Bresci, l'uccisore di Umberto I di Savoia, circostanza smentita dallo stesso pensatore anarchico.Errico Malatesta , il manifesto, 03/01/2007

Nel 1897 viaggiò clandestinamente fino ad Ancona, dove contribuì alla fondazione de L'Agitazione. L'anno successivo, in occasione dello scoppio dei moti del pane nella città, venne arrestato e condannato a sette mesi di reclusione. Non appena ebbe scontato la pena, subì un'altra condanna a cinque anni di domicilio coatto da scontare a Ustica e poi a Lampedusa, dalla quale evase nel 1899 per recarsi in Tunisia. Nel 1900, dopo due brevi parentesi a New York e a Cuba, si stabilì nuovamente a Londra, dove sarebbe rimasto per dodici anni, con l'eccezione di un viaggio ad Amsterdam nel 1907, durante il quale partecipò al Congresso Anarchico Internazionale.

Il periodo di Londra Durante il soggiorno nella capitale inglese, Malatesta si guadagnò da vivere come elettricista e meccanico; in questo periodo si registrò un certo indebolimento della sua attività sovversiva, a fronte di una continua attività propagandistica. Il 18 maggio del 1901, tuttavia, inviò a un destinatario ignoto una lettera densa di contenuti che alludevano a complotti e macchinazioni rivoluzionarie in Italia; la missiva però non ebbe seguito, in quanto fu intercettata dai servizi segreti italiani.Cfr. su questo episodio: Enrico Tuccinardi - Salvatore Mazzariello, Architettura di una chimera. Rivoluzione e complotti in una lettera dell'anarchico Malatesta reinterpretata alla luce di inediti documenti d'archivio, Mantova, Universitas Studiorum, 2014. ISBN 978-88-97683-7-28 Molto presto si guadagnò la stima dei lavoratori inglesi, che sollevarono imponenti manifestazioni di protesta nelle innumerevoli occasioni in cui Malatesta finì in guai giudiziari. In tal senso è emblematico l'episodio del 20 maggio 1912, quando la corte di Bow Street lo condannò a tre mesi di reclusione a seguito di una denuncia per diffamazione da parte della spia italiana Ennio Belelli. La condanna venne accompagnata da un decreto d'espulsione, che dovette essere annullato in seguito alla manifestazione popolare del 12 giugno dello stesso anno.

Lasciò il Regno Unito nel 1913 per tornare in Italia, dove iniziò la pubblicazione del settimanale Volontà. Nel 1914 si recò ad Ancona, dove fu il principale artefice della Settimana rossa; ricercato di nuovo dalla polizia, fu costretto all'ennesimo ritorno nella capitale inglese dove, nel mese di marzo del 1915, sottoscrisse con Luigi Bertoni, Carlo Frigerio, Emma Goldman e altri il Manifesto internazionale anarchico contro la guerra.

Ritorno in Italia

Nel 1919, dopo molti vani tentativi, Malatesta riuscì a ottenere il passaporto dal console italiano a Londra; quindi si imbarcò per Taranto il 24 dicembre dello stesso anno. In Italia godette subito di un'enorme popolarità (veniva acclamato dalla folla come il Lenin italiano.), di cui si avvantaggiò con un'intensa attività propagandistica e sovversiva che lo rese uno dei protagonisti del biennio rosso. Nel luglio 1920 fu tra i protagonisti del congresso di Bologna che riorganizzò l'Unione anarchica italiana.Prese contatto pure con gli Arditi del Popolo, nell'immediato seguito.