La Vague o La Vague o les bagneuses, conosciuta in Italia come L'onda, è una scultura dell'artista francese Camille Claudel, realizzata tra il 1897, nella prima versione in gesso, ed il 1903, in onice e bronzo: è esposta al Museo Rodin di Parigi, assieme ad altre sue opere. L'onda è riconosciuta come uno dei capolavori di Camille Claudel, dove l'artista manifesta la sua creatività e la sua estetica proprie, riflettenti la propria vita.
Storia L'opera venne esposta dall'autrice al Salone di Parigi del 1897 nella prima versione in gesso: in seguito realizzò l'opera vera e propria in onice e in bronzo, in più esemplari, tra il 1898 e il 1903. Quest'opera risale al periodo nel quale Claudel si libera dall'influenza di Rodin ed esprime totalmente il suo genio e la sua creatività e fa parte di un ciclo di opere di ispirazione autobiografica iniziato con la Sakuntala, o Vertumno e Pomona.
Una versione si trova al museo Soumaya di Città del Messico mentre l'esemplare esposto al museo Rodin risale probabilmente al 1903.
Descrizione Rappresenta una grande onda, per la quale è stato usato l'onice, che sta per infrangersi su tre piccole identiche bagnanti nude, realizzate in bronzo, che si tengono per mano« Camille Claudel: entre naturalisme, japonisme et symbolisme », in Marie Bagi, L'art au féminin, vol. I, Editions Le Manuscrit, 2019. e può essere interpretata, assieme ad altre opere coeve dell'artista, come un'immagine del destino, in cui la scelta di onice e marmo, materiali semipreziosi, colloca l'autrice nel movimento del collega Charles Cordier e dell'interessamento dell'epoca verso il gioco dei colori e la policromia naturale dei materiali, in dialogo tra loro.
Il gruppo rappresenta una grande onda che si sta per abbattere sulle tre bagnanti ignude con le ginocchia piegate, mentre si danno la mano. Una delle tre bagnanti, quella più vicina all'onda, è la meno piegata ed è quella che guarda di più verso la cresta dell'onda: potrebbe trattarsi di una rappresentazione di Camille stessa con due amiche artiste, oppure di una metafora della donna artista sul punto di essere sommersa dagli uomini o dalla preferenza per loro.
L'utilizzo dell'onice si presta particolarmente bene alla rappresentazione dell'acqua, tanto per il suo colore quanto per i suoi solchi e i suoi riflessi. Claudel afferma la sue creatività, competenze e padronanza dei materiali diversi, riguardo ciò che lei vuole rappresentare.
Ascendenze e derivazioni Affascinata dal Giappone e dall'arte nipponica, Claudel con questa sua opera riprende La grande onda di Kanagawa di Hokusai. Opera a carattere decorativo, L'onda dell'artista francese è simile per iconografia e colore alle opere del giapponese, soprattutto rispetto La grande onda di Kanagawa del 1831, la prima delle quarantasei stampe della serie Trentasei vedute del Monte Fuji. L'onda anticipa invece le serie della stessa Claudel: Caminetti (Pensiero profondo, Sogno accanto al fuoco) nelle quali anche la combinazione dei colori assume un ruolo fondamentale.
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