Con rivoluzione del 14 luglio si indica il colpo di Stato che, il 14 luglio 1958, portò alla deposizione del governo monarchico del Regno dell'Iraq e alla sua sostituzione con un nuovo regime di stampo repubblicano.

La rivoluzione venne messa in atto da un gruppo di ufficiali delle Forze armate irachene, capitanato dal generale Abd al-Karim Qasim e dal colonnello Abd al-Salam Arif. Ispirati dall'analoga azione che, nel luglio 1952, aveva portato alla deposizione della monarchia egiziana e alla sua sostituzione con un regime repubblicano, gli ufficiali iracheni erano guidati dagli ideali del nazionalismo panarabo e dall'ostilità per l'imperialismo delle potenze occidentali in Medio Oriente; particolarmente avversato era il governo del primo ministro Nuri al-Sa'id, che aveva nettamente schierato l'Iraq nel campo occidentale siglando il Patto di Baghdad e promuovendo la creazione di una Federazione Araba con il Regno di Giordania.

I militari golpisti si assicurarono rapidamente il controllo della capitale Baghdad, dove la popolazione appoggiava le ragioni della rivoluzione; il re Faysal II d'Iraq, il primo ministro al-Sa'id e buona parte della famiglia reale finirono trucidati, segnando la fine del ramo iracheno della dinastia Hashemita. Il nuovo governo repubblicano, presieduto da Muhammad Najib al-Ruba'i ma retto in buona sostanza da Qasim, fece uscire l'Iraq dal Patto di Baghdad e dissolse la neonata Federazione Araba, affrettandosi a stabilire alleanze con i Paesi del blocco orientale.

La genesi della rivoluzione La crescita del panarabismo Nel corso della seconda guerra mondiale, l'Iraq divenne il rifugio di un crescente numero di esponenti del nazionalismo arabo, animati in parte dal desiderio di rimuovere l'influenza imperiale che il Regno Unito esercitava sullo stesso Iraq.. Questo sentimento prendeva origine in Iraq da un sistema educativo politicizzato e da una classe media sempre più assertiva e istruita.: le scuole furono impiegate come strumenti per interiorizzare l'identità nazionalista panaraba, poiché tanto i dirigenti quanto i progettisti del sistema educativo iracheno degli anni 1920 e 1930 erano nazionalisti panarabi, e diedero un contributo significativo all'espansione di questa ideologia non solo in Iraq ma anche nel resto del mondo arabo. I due principali dirigenti del sistema scolastico iracheno, Sami Shawkat e Fadhil al-Jamal, assunsero come insegnati vari rifugiati politici provenienti dalla Palestina e dalla Siria: questi esiliati avevano trovato rifugio in Iraq a causa del loro ruolo nelle proteste anti-coloniali contro britannici e francesi, e promossero la coscienza nazionalista araba nei loro studenti iracheni. La crescente consapevolezza generale dell'identità araba portò di conseguenza a un crescente sentimento anti-imperialista.

Similmente, il sentimento panarabo crebbe progressivamente in tutto il mondo arabo, venendo promosso attivamente, in particolare, dal nuovo regime insediatosi in Egitto sotto Gamal Abd el-Nasser, un politico emergente e strenuo oppositore dell'imperialismo. Il Regno dell'Iraq dovette far fronte a questo crescente sentimento: Nuri al-Sa'id, primo ministro del regno durante gran parte degli anni 1930, 1940 e 1950, mostrava interesse circa l'idea di una federazione che riunisse gli Stati arabi della "Mezzaluna Fertile", ma era molto meno entusiasta circa la creazione di un unitario Stato panarabo. Al-Said portò l'Iraq ad aderire alla Lega Araba nel 1944, vedendo in questa un forum per riunire gli Stati arabi lasciando la porta aperta a una possibile futura federazione.; la Carta fondativa della Lega, del resto, sanciva il principio di autonomia per ogni Stato arabo e faceva riferimento al panarabismo solo retoricamente.

Il clima economico L'economia dell'Iraq cadde in recessione e in un prolungato periodo di depressione subito dopo la fine della seconda guerra mondiale; l'inflazione andò fuori controllo e la qualità della vita degli iracheni peggiorò sensibilmente.. Il primo ministro al-Sa'id e il principe Abd al-Ilah ibn Ali al-Hashimi, reggente per conto del re Faysal II ancora minorenne, erano continuamente in opposizione tra loro, non riuscendo a trovare un accordo su una politica economica coesa, su miglioramenti infrastrutturali o su altre riforme interne.

Nel 1950 al-Sa'id convinse la Iraq Petroleum Company ad aumentare le royalty pagate allo Stato iracheno per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi nazionali, guardando alle crescenti entrate petrolifere del Regno dell'Iraq per finanziare e promuovere lo sviluppo.. Al-Sa'id stabilì che il 70% delle entrate irachene derivanti dal petrolio dovessero essere accantonate per lo sviluppo delle infrastrutture, sotto il controllo di un comitato per lo sviluppo composto da tre consulenti stranieri su sei membri totali; questa presenza straniera provocò tuttavia la disapprovazione popolare della politica di al-Sa'id.. A dispetto di questo crescente sentimento anti-occidentale circa lo sfruttamento delle risorse petrolifere e i programmi di sviluppo economico, al-Sa'id assunse Arthur Salter, un economista ed ex-politico britannico, per indagare circa le prospettive di sviluppo dell'Iraq, visto che la riallocazione delle entrate petrolifere sembrava essere inefficace.; Salter produsse vari suggerimenti su come implementare i progetti di sviluppo, ma l'avversione degli iracheni per la sua presenza fu massiccia.

Lo scontento politico

Durante la seconda guerra mondiale, le truppe britanniche occuparono militarmente l'Iraq per impedire una deriva della nazione verso il campo delle potenze dell'Asse. Nel 1947 il primo ministro Sayyid Salih Jabr negoziò il ritiro delle ultime truppe britanniche dall'Iraq, formalizzato il 15 gennaio 1948 con la stipula del trattato di Portsmouth: l'accordo prevedeva, tra le altre cose, la costituzione di un consiglio di difesa congiunto britannico e iracheno per supervisionare la pianificazione militare dell'Iraq, e lasciava al Regno Unito un sostanziale controllo sugli affari esteri degli iracheni.; l'Iraq continuava poi a rimanere legato al Regno Unito per quanto riguardava la fornitura di armamenti e l'addestramento delle proprie forze armate. Il trattato, con una durata prevista di 25 anni, sarebbe rimasto in vigore fino al 1973: un periodo troppo lungo perché i nazionalisti arabi iracheni potessero accettarlo.. Come reazione alla stipula del trattato di Portsmouth e alla continua presenza britannica in Iraq, esponenti del nazionalismo arabo promossero una serie di disordini a Baghdad passati alla storia come la "rivolta Al-Wathbah"; la rivolta venne repressa, ma il nuovo primo ministro al-Sa'id dovette promettere un ripudio del trattato per placare gli animi dei nazionalisti arabi iracheni.

Nel 1955 l'Iraq aderì al Patto di Baghdad, un'alleanza militare regionale comprendente anche Iran, Pakistan e Turchia. Il patto stabiliva un accordo di difesa reciproco tra le quattro nazioni e venne appoggiato da Regno Unito e dagli Stati Uniti d'America in funzione di contrasto all'influenza comunista nell'area, ma venne decisamente avversato dai generali iracheni.; l'Egitto di Nasser vide il patto come una provocazione e un mezzo di contrasto alla sua influenza regionale. Nel 1956, quando Nasser nazionalizzò la gestione del canale di Suez attirandosi l'ostilità di britannici e francesi, le relazioni tra Iraq ed Egitto peggiorarono ulteriormente: quando in seguito francesi, britannici ed israeliani attaccarono militarmente l'Egitto, il governo iracheno espresse supporto all'invasione. Il fatto che i legami imperiali avessero spinto l'Iraq a sostenere un'invasione di terre arabe portò a un'ampia disapprovazione da parte della popolazione irachena, che in gran parte simpatizzava con l'Egitto e rispondeva all'ideologia panaraba; l'opinione comune era che l'invasione dell'Egitto fosse un altro segno dell'aggressione e del dominio occidentale nella regione.

A dispetto degli sforzi di al-Sa'id per reprimere i crescenti disordini all'interno dei ranghi militari, concretizzatisi in programmi economici progettati a beneficio della classe degli ufficiali e nella stipula di accordi con gli Stati Uniti per rifornire l'esercito iracheno., la sua posizione fu significativamente indebolita dagli eventi della crisi di Suez e dalla sua associazione con i britannici... Nonostante i successivi tentativi di al-Sa'id di prendere le distanze dall'invasione anglo-franco-israeliana dell'Egitto, il danno alla sua posizione era stato fatto: l'Iraq divenne isolato nel panorama del mondo arabo, come messo chiaramente in luce dalla sua esclusione dal "trattato di solidarietà araba" stipulato nel gennaio 1957.. La crisi di Suez giovò alla causa panaraba di Nasser e allo stesso tempo indebolì quei leader arabi che seguivano una politica filo-occidentale; le politiche di al-Sa'id rientravano saldamente in quest'ultimo campo e l'opposizione segreta al suo governo crebbe costantemente.

Il 1º febbraio 1958 l'Egitto e la Siria diedero un enorme impulso al movimento panarabo annunciando la loro unione nella cosiddetta "Repubblica Araba Unita" (RAU)., una mossa che fece da catalizzatore per una serie di eventi culminati nella rivoluzione in Iraq; la formazione della RAU e la nobile retorica di Nasser che chiedeva un mondo arabo unito galvanizzarono il panarabismo in Iraq. I vertici iracheni non avevano alcun interesse in un'unione con l'Egitto, e proposero invece il 14 febbraio 1958. un proprio patto federativo panarabo con la Giordania, che come l'Iraq era una monarchia retta da una dinastia di origine hashemita; Regno Unito e Stati Uniti appoggiarono apertamente questa unione, ma molti iracheni comuni erano sospettosi e consideravano la Federazione Araba hashemita come un altro «strumento del loro signore supremo occidentale». Nel marzo 1958 il Regno Mutawakkilita dello Yemen si legò alla RAU siglando un'intesa di tipo confederale (gli Stati Arabi Uniti), quindi l'attenzione si spostò in Libano dove i siriani appoggiarono il locale movimento nazionalista arabo nella sua guerra civile contro il governo filo-occidentale del presidente Camille Chamoun.. Al-Sa'id ritenne che una sconfitta di Chamoun avrebbe lasciati isolati l'Iraq e la Giordania, e tra maggio e giugno 1958 inviò aiuti al governo libanese; più fatalmente, al-Sa'id tentò di rafforzare la Giordania distaccando nel paese unità del Regio esercito iracheno, una mossa che fu un catalizzatore diretto per il colpo di Stato.

La rivoluzione

Il colpo di Stato del 14 luglio 1958 venne promosso da un gruppo identificato come "Organizzazione degli ufficiali patriottici" o "Liberi ufficiali", un'organizzazione segreta di ufficiali dell'esercito iracheno capitanata dal generale di brigata Abd al-Karim Qasim e dal carattere marcatamente panarabo.. I "Liberi ufficiali" iracheni erano ispirati e modellati sul similare movimento degli "Ufficiali Liberi" egiziani che nel 1952 aveva rovesciato la monarchia in Egitto, ed erano trasversali a tutti i partiti e le fazioni politiche. Qasim era parte della stessa generazione da cui provenivano gli ufficiali autori della rivoluzione in Egitto, ed era cresciuto in un'epoca in cui il radicalismo e il panarabismo circolavano nelle scuole, comprese le scuole superiori e le accademie militari.; molti dei "Liberi ufficiali" erano arabi sunniti provenienti dalla moderna classe media irachena., e consideravano come una loro missione il deporre i regimi corrotti che indebolivano l'idea di una nazione araba unificata e gettavano i loro paesi nella sventura.