La finale della 57ª edizione della Coppa Libertadores vide affrontarsi, in gare di andata e ritorno, i colombiani dell' di Medellín e gli outsider ecuadoriani dell' di Sangolquí.
Dalla doppia sfida uscirono vincitori i Criollos, che si aggiudicarono il trofeo al termine di due incontri molto equilibrati: dopo l'1-1 maturato in Ecuador, a Medellín i biancoverdi prevalsero di misura, aggiudicandosi la seconda Coppa Libertadores della propria storia, la prima dal 1989.
Il Nacional si qualificò dunque di diritto sia alla Coppa del Mondo del 2016, sia alla Recopa Sudamericana 2017 (poi vinta).
Per la prima volta dal 1991, la finale della Libertadores non vide la partecipazione di squadre provenienti dall'Argentina o dal Brasile. In questo senso, erano 8 anni che il torneo non veniva vinto da club estranei a questi due Paesi. Le squadre SquadrePartecipazioni precedenti (il grassetto indica la vittoria) Nessuna 2 (1989, 1995) Sede Il format della competizione prevedeva la disputa della finale in partite di andata e ritorno, una volta a testa in casa dell'avversaria. Il cammino verso la finale
I neroblu presero parte al torneo per il rotto della cuffia, non possedendo i requisiti per accedervi di diritto (non avevano, infatti, disputato la finale del campionato 2015) ma essendo la miglior piazzata nella classifica unita, ottenendo pertanto la qualificazione alla Coppa Libertadores a partire dal primo turno. Opposto all'Independiente, a giocarsi il pass per la fase finale venne la squadra paraguaiana del Club Guaraní, sconfitta grazie alla regola del gol fuori casa.
Nel girone eliminatorio, la fortuna non sorrise agli ecuadoriani, i quali capitarono nel "gruppo della morte", il numero 5, con e , più la "cenerentola" . L'esordio, tuttavia, fu incoraggiante, poiché al Rumiñahui la sfida contro i giganti cileni terminò sul punteggio di 1-1. Il primo gol nella competizione per l'Independiente venne segnato dal mediano Jefferson Orejuela al minuto 66, che fissò definitivamente il risultato sul pareggio. Anche dopo la sconfitta patita in Brasile alla seconda giornata (1-0 al Raimundo Sampaio contro il Mineiro) l'Independiente continuò a stupire, infilando tre vittorie in fila: 1-0 in trasferta contro il Melgar, 2-0 contro i peruviani al ritorno e la rivincita contro l'Atlético, battuto 3-2 in Ecuador alla quinta giornata, grazie ad un formidabile primo tempo dei locali, che andarono al riposo sul 3-1. Grazie al pareggio (0-0) ottenuto all'ultima giornata nella bolgia dell'Estadio Monumental contro il Colo-Colo, l'Independiente si qualificò con grande sorpresa dei più alla fase a eliminazione diretta (secondo nel girone con 11 punti, a +2 proprio sul popular terzo).
Come accaduto con il sorteggio dei gruppi, però, la sorte voltò le spalle ai negriazul, che si trovarono a dover affrontare i molto più quotati argentini nonché detentori del trofeo del agli ottavi di finale. Nonostante il pronostico più che a favore, e merito anche della spinta dei tifosi locali che giunsero sugli spalti dell'Olimpico di Quito, i Millionarios caddero incredibilmente per 2-0 nella partita di andata, rendendo del tutto inutile la vittoria per 1-0 ottenuta al ritorno.
La misteriosa magia degli ecuadoriani non si fermò neppure ai quarti, davanti ai vincitori della precedente edizione dell'Apertura messicana dell'UNAM, che vennero sconfitti ai tiri di rigore dopo aver perso per 2-1 l'andata e vinto con il medesimo risultato il ritorno.
Per la prima volta nella sua storia l'Independiente approdava alle semifinali di Libertadores, che giocò contro i campioni d'Argentina in carica del . Anche se il risultato sembrasse già scritto, i negriazul approcciarono molto bene la gara d'andata, vincendo 2-1 fra le mura amiche e preparandosi ad affrontare la difficilissima trasferta a Buenos Aires in "assetto commando". Nonostante lo stadio estremamente ostico, al ritorno i neroblu riuscirono addirittura a vincere 3-2, eliminando il Boca e accedendo alla prima finale della propria storia.
In qualità di vincitore del Torneo di Finalización della Categoría Primera A del 2015, il Nacional ebbe il diritto di partecipare alla Coppa Libertadores 2016 a partire dalla fase a gironi.
I verdolagas capitarono nel gruppo 4, con l', gli uruguaiani del e i peruviani dello . La prima partita si concluse con una vittoria del Nacional, che prevalse 2-0 al Palacio contro gli argentini, e fu positivo anche l'esordio in casa, un secco 3-0 ai danni dello Sporting Cristal. La striscia positiva dei biancoverdi proseguì anche nella partita successiva: fu questa volta il Peñarol (2-0) a lasciare lo scalpo in Colombia. Alla prima di ritorno, nel match di Montevideo sempre la squadra uruguaiana venne spazzata via da un prorompente 0-4 del club cafetero, il quale divenne certo della qualificazione agli ottavi di finale in seguito alla vittoria per 1-0 in Perù alla giornata seguente. L'Atlético Nacional, visto il pareggio casalingo a reti bianche contro l'Huracán all'ultimo turno, concluse la fase a gruppi primeggiando con un distacco di otto punti dal secondo posto (Nacional: 16; Huracán: 8).
Il primo turno delle eliminatorie per il Nacional fu un rematch di quanto visto nel girone, infatti le urne lo misero di fronte all'Huracán. Dopo lo 0-0 dell'andata, grazie al pirotecnico 4-2 del ritorno i colombiani si guadagnarono l'accesso ai quarti, dove trovarono un caparbio , che si aggiudicò per 1-0 la sfida del Gigante de Arroyito. A tutt'altro spettacolo si assistette invece, 8 giorni più tardi, al Girardot, infatti il Nacional dominò e vinse 3-1, approdando alle semifinali. Per effetto del 4-1 totale rifilato ai brasiliani del (2-0 all'andata e 2-1 al ritorno), l'Atlético Nacional si qualificò alla finale del torneo, 21 anni dopo l'ultima volta. Tabella riassuntiva del percorso Nota: in ogni risultato della tabella sottostante, il risultato della squadra di casa è menzionato per primo (C: Casa; T: Trasferta).
L'Independiente ha affrontato un turno preliminare contro il Club Guaraní, superato con il risultato di 3-3 .
Turno AvversarioRisultato e luogoFase a gironiAvversarioRisultato e luogo 1-1 (C)Giornata 1 0-2 (T) 1-0 (T)Giornata 2 3–0 (C) 0–1 (T)Giornata 3 2-0 (C) 2-0 (C)Giornata 4 0-4 (T) 3-2 (C)Giornata 5 0–1 (T) 0–0 (T)Giornata 6 0–0 (C)2ª classificata del gruppo 5 Squadra 136 116 96 06Piazzamenti finali1ª classificata del gruppo 4 Squadra 166 86 56 46AvversarioTot.AndataRitornoFase a eliminazione direttaAvversarioTot.AndataRitorno 2-12–0 (C)1-0 (T)Ottavi di finale 4-20–0 (T)4-2 (C) 3-3 2–1 (C)2-1 (T)Quarti di finale 3-21–0 (T)3–1 (C) 5-32–1 (C)2–3 (T)Semifinali 4-10-2 (T)2-1 (C)
La finale Andata Per la partita di andata, giocata in casa dell'Independiente, si registrò un'affluenza di spettatori, che per l'occasione gremirono ogni posto a sedere dell'Olimpico. Il tecnico degli ecuadoriani, l'uruguaiano Pablo Repetto, si presentò alla sfida con un 4-2-3-1: capitan Azcona in porta; in difesa, sulle fasce Emiliano Tellechea e Christian Núñez, centrali il numero 4 "Kunty" Caicedo e il numero 3 Mina Meza. In mediana, con il compito di diventare "difensori aggiunti", Orejuela e Rizotto, alle spalle del trio di trequartisti composto da Cabezas, Sornoza e Julio Angulo. Unica punta, il numero 19 José Angulo. Reinaldo Rueda, mister del Nacional, davanti al numero 1 Franco Armani (il quale due anni dopo vincerà la Coppa Libertadores, con addosso la casacca del ) delineò invece un 4-3-3 offensivo, con in difesa (da sinistra) Farid Díaz, il capitano Alexis Henríquez, il 20enne Davinson Sánchez (promesso sposo dei top club europei) e il numero 2 Daniel Bocanegra. Mezz'ali Pérez e Arias, alle spalle del numero 10, il trequartista Macnelly Torres. In attacco, le ali Moreno e Orlando Berrío, e come terminale il colombiano Miguel Borja.
La gara fu fin da subito molto dura sul piano fisico: già al 2º minuto infatti Rizotto aveva falciato un giocatore avversario con un intervento al limite del regolamento, giudicato non passibile di ammonizione dall'arbitro, il paraguaiano Enrique Cáceres. La prima occasione giunse molto presto, al 4º minuto, una bella azione dell'Independiente sfociata in un tiro largo per centimetri, e non si fece attendere più di tanto neanche il primo squillo del Nacional, che al 6º minuto impegnò Azcona in un grande intervento per impedire la rete ospite. Tuttavia, dopo un inizio spumeggiante lo spettacolo divenne molto più scarso, le due squadre infatti per un bel pezzo non crearono più azioni degne di nota, salvo un colpo di testa di Mina Meza respinto senza neanche troppi problemi da Armani. Al 36', però, ecco che Berrío ricevette palla da Torres spalle alla porta, resisté alla carica di due avversari e sparò, dal limite dell'area, un destro imprendibile per Azcona, siglando il gol dello 0-1. La grande azione del colombiano concesse il vantaggio all'intervalo al Nacional.
I primi minuti del secondo tempo viaggiarono sugli stessi binari del primo, e cioè pochissime giocate e ancor meno occasioni da gol. A provarci furono Cabezas, Torres e Julio Angulo, tutti e tre senza alcun successo, poi il gioco entrò in una fase ricca di errori e di infrazioni, durata per la maggioranza del tempo rimanente. Ormai ci si sarebbe potuti aspettare, data la scarsa pericolosità dell'Independiente, una vittoria degli ospiti, ma evidentemente non era dello stesso avviso Mina Meza: all'87', sugli sviluppi di un calcio d'angolo, prima costrinse Armani a prodigarsi in una parata miracolosa per salvare la porta dalla sua incornata, e poi, sull'azione dopo, mise il piede su un cross perfetto dalla trequarti, superando Armani (bravissimo nel bloccare due conclusioni prima del tap-in vincente di Mina Meza) e facendo esplodere i tifosi neroblu sulle tribune. Dunque, il risultato finale fu di 1-1, rimandando tutto alla sfida della settimana dopo.
Ritorno Davanti alla coreografia mozzafiato organizzata dai supporters biancoverdi, al ritorno il Nacional scese in campo così: 4-2-3-1, fondato sulla stessa identica difesa della gara d'andata (quindi Armani fra i pali, Díaz a sinistra, capitan Alexis Henríquez e Davinson Sánchez al centro e Bocanegra a destra). Davanti a loro due mediani di fatica come il venezuelano Alejandro Guerra, subentrato al 76' della sfida della settimana prima, e Alexander Mejía, chiamati ad azionare con i loro passaggi le tre mezzepunte (Moreno, Torres e Berrío), alle spalle di Borja. Totalmente speculare rispetto all'andata, invece, l'undici degli ospiti.